venerdì 23 dicembre 2011

Corsa all'ultimo regalo...

di Silvia Musso

Nei post precedenti, abbiamo già provato a capire come diminuire il nostro impatto ambientale durante le prossime festività natalizie. Ora cerchiamo di scovare il miglior regalo ecologico.
Iniziamo dai capi di abbigliamento. Greenpeace ci ricorda che si può optare per le marche “toxix free” che grazie alla campagna Detox lanciata a luglio 2011 aziende come Nike, Adidas, Puma e H&M si sono impegnate a eliminare entro il 2020 le sostanze tossiche dai prodotti in commercio.

WWF, invece, consiglia di non regalare animali di specie esotiche o prodotti derivati, evitando di alimentare il commercio illegale; di fare shopping spostandosi in bici o usando i mezzi pubblici; di regalare prodotti biologici o provenienti dal commercio equo e solidale.

Se si hanno dei bambini invece ottimi i giocattoli di Ecogiochiamo, negozio online di articoli ludici sostenibili e a basso impatto ambientale costruiti con materiali naturali (legno, cartone, seta naturale) e colorazioni atossiche.

Due oggetti, segnalati anche sul sito www.mestieredimamma.it proprio per le loro peculiarità educative ed ecologiche, ci sembrano molto stimolanti. La Casa sull'albero realizzata in cartone ondulato e sagomato che si può assemblare senza forbici e senza colla e una volta montata potrà essere dipinta o colorata e Crokitoo, un gioco da tavola in cartone con accessori in legno naturale, che permette di imparare le abitudini alimentari di diversi animali.

Per una Natale equo e solidale, invece, il circuito delle botteghe di Altromercato propone interessanti idee regalo adatte a tutte le età, per l’arredamento, la cucina e la cura del corpo e un vasto assortimento di articoli attenti al benessere dell'ambiente così come ai diritti dei produttori. Sul sito Internet, inoltre, con un divertente test si può scegliere online il dono adatto per la persona che lo riceverà senza ritrovarsi nella mischia della stressante corsa all'ultimo regalo.

Per noi il miglior presente rimane sempre un buon libro prediligendo gli editori che stampano su carta certificata amica delle foreste. Tra i libri recensiti da Envi, segnaliamo in modo particolare Meno 100 kg di Roberto Cavallo. Un altro libro di ultimissima pubblicazione è Basta il giusto (quanto e quando) di Andrea Segrè (Altraeconomia edizioni). Sono due volumi che danno ottimi spunti per stilare la consueta lista dei buoni propositi per l'anno nuovo, con il miglior augurio che nel 2012 riusciremo tutti a ridurre rifiuti e sprechi e quindi la nostra impronta ecologica.
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giovedì 22 dicembre 2011

Da rifiuti spiaggiati a decorazioni natalizie



di Silvia Faletto

Le cozze, magari pescate poche ore prima lungo le coste dei nostri mari, sono sempre un piacere per il palato. Eppure, anche se realizzata con criterio e nel rispetto dell'ambiente, questa pratica procura spesso danni di cui non teniamo conto: i residui delle reti rotte e inservibili finiscono sulle nostre spiagge, diventando un pericolo per tutto il fragile ecosistema che si regge intorno ai litorali.

Per questo motivo, i volontari di Legambiente presenti a Mola (BA) raccolgono periodicamente i rifiuti presenti sulla costa molese, e, per questo Natale 2011, propongono un nuovo modo per ridare vita a ciò che altrimenti risulterebbe l'ennesimo pattume del mare.

Dalla trasformazione delle reti, infatti, nasce una “Ega di Natale”, ovvero una simpatica decorazione ecosostenibile che, decorando il nostro albero, aiuta anche a salvaguardare l'ambiente da cui proviene.

Ottenuta avvolgendo la rete da pesca intorno ad una egagropile (una sfera di residui spiaggiati di Posidonia, una pianta acquatica tipica del Mediterraneo), l'Ega di Natale fa parte delle realizzazioni pensate da Legambiente per promuovere un artigianato natalizio che rispetti l'ambiente.

Come scrive la presidente di Legambiente Mola, Antonella Berlen, gli obiettivi da raggiungere con questa campagna sono molteplici ed ambiziosi:«Il primo obiettivo di quest'iniziativa è la raccolta di una ben precisa tipologia di rifiuti presente in modo massiccio sulle nostre coste: le famigerate reti per la lavorazione delle cozze. Oltre a questo, vogliamo approcciarci in modo creativo al rifiuto e alla sua trasformazione, mantenendolo in contatto con le egagropili e le spugne, ed anche ridurre il nuovo pattume che si andrebbe a produrre con l'acquisto di decorazioni più impattanti. Inoltre, questa campagna vuole portare alla sottoscrizione di un manufatto che permetta all'associazione di avere un supporto economico ad affrontare le spese (affitto, luce, telefono, acqua, etc), che altrimenti ricadrebbero sui già impegnati volontari. Infine, vuole dare la possibilità, per questo Natale, di trasformare la rete in un'altra decorazione già ideata, in modo da permettere alla pallina di Posidonia di tornare sulla costa insieme alle sue sorelle».

Sottoscrivendo un’ Ega di Natale presso le associazioni e le attività commerciali che aderiscono a questa iniziativa, si contribuisce quindi ad una campagna importante, che chiama una volta in più ognuno di noi ad impegnarsi per il presente ed il futuro del nostro paese!

Per informazioni: Circolo Legambiente “I Capodieci - dalla campagna al mare”, www.legambientemola.it.
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mercoledì 21 dicembre 2011

Sotto l'albero decaloghi di buone pratiche



di Silvia Musso

Anche voi siete alle prese con il Natale? Sarà per la crisi, sarà per la preoccupazione per i tempi magri e austeri che si prefigurano, fatto sta che quest'anno si possono facilmente trovare utili consigli in ogni dove soprattutto per “celebrare” in modo sostenibile. Numerose associazioni e organizzazioni più o meno grandi, più o meno note così come comuni o aziende stanno stilando dei veri e propri decaloghi di buone pratiche che con cenoni a chilometri zero, regali verdi e addobbi che rispettano l'ambiente ci aiuteranno a superare anche questo Natale.

Greenpeace consiglia per l'albero di Natale di utilizzare i rami di potatura, invece di comprarne uno vero, di acquistare luci a basso consumo, di utilizzare meno carne per il cenone e se si sceglie un menù a base di pesce evitare merluzzo, gamberi, tonno e pesce spada, scegliendo il pesce azzurro.

Sempre riguardo al menù una riflessione e un vademecum anti-spreco ci arriva dall'Associazione nazionale dei dietisti italiani (Andid). «Da sempre – spiega la presidente Andid, Giovanna Cecchetto – le feste natalizie e di fine anno sono l’occasione per condividere tavole imbandite, piatti ricercati, dove il cibo diventa il simbolo non solo della festa, ma anche dell’abbondanza, del piacere, della spensieratezza, dell’auspicio di un futuro di ricchezza e benessere. Ma a differenza di oggi, quei cibi erano destinati a durare anche dopo le festività e venivano ‘centellinati’ nel tempo grazie alla pratica del ‘riciclo’. Oggi non è più così. Si butta tutto».

Secondo alcuni dati diffusi dall'ONU, infatti, ogni anno un terzo del cibo prodotto sulla terra, pari a circa 1,3 miliardi di tonnellate, viene perso, sprecato, buttato. Per contenere e evitare questi sprechi i dietisti dell'Andid hanno stilato 10 consigli tra cui “Non arrivare affamati al momento dei pranzi”; “Ascoltare e rispettare i segnali di sazietà”; “Evitare pani e grissini vari tra una portata e l'altra”; “Acquistare alimenti nella quantità corretta e proporzionata al numero degli invitati”; “Non lasciarsi tentare da offerte e sconti e limitare eccessive “scorte” di alimenti”.

Il consiglio che arriva dalla Coldiretti, oltre ovviamente all'invito a prediligere cibi Km0, riguarda l'albero di Natale. Meglio optare per l’abete vivo perché spesso quelli di plastica provengono dalla Cina e dunque hanno percorso migliaia di km per arrivare da noi, con conseguenti maggiori emissioni dovute al trasporto su lunghe distanze. Inoltre l’abete, se ben conservato, può essere ripiantato dopo le feste o comunque smaltito in minor tempo, mentre quello in plastica impiega oltre 200 anni prima di degradarsi completamente. In Italia la coltivazione degli abeti da destinare al mercato natalizio rientra, in alcune aree, in progetti di prevenzione di rischio idrogeologico sui terreni collinari e viste le alluvioni che hanno devastato la penisola da nord a sud nello scorso mese di novembre può essere un'utile idea.

Per quanto riguarda le vacanze, infine, WWF nel suo annuale “dec-albero” consiglia di prediligere l'Italia a mete lontane e di preferire il treno all'aereo.

Altri decaloghi, per la verità tutti molto simili tra loro, arrivano anche da siti di comuni, aziende e riviste (www.ecoideare.it).

Le idee per trascorrere un Natale all'insegna della sostenibilità quindi non mancano, sta a noi decidere se metterle in pratica o meno. In ogni caso se state cercando ancora un regalo, sotto l'albero provate a mettere uno di questi vademecum. Sarà un bel presente per il futuro del nostro Pianeta e un'occasione per riflettere insieme a amici e parenti tra una fetta di panettone e un bicchiere di spumante.
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martedì 20 dicembre 2011

Vota anche tu il “Personaggio Ambiente 2011”


di Marzia Fialdini

Chi sarà il Personaggio Ambiente del 2011? Torna per il terzo anno consecutivo il premio romano nato sul web che affida al giudizio dei cittadini italiani la scelta di premiare chi ha saputo, con impegno e professionalità, sostenere la causa della green economy e della sostenibilità ambientale in Italia, ma anche nel resto del mondo. Verrà premiata l'idea, il progetto, ma anche l’informazione o l’iniziativa politica che nel corso dell'anno, ha lasciato un segno a vantaggio dell'ambiente.

Rispetto alla scorsa edizione ci sono cambiamenti nella composizione della rosa di candidati: vi è infatti un numero più elevato di soggetti collettivi come comitati e forum, mentre si è ridotto il numero di rappresentanti dell’associazionismo classico. Rimane dominante la presenza degli amministratori locali, che nell'ultimo anno hanno fatto parlare di loro per via delle iniziative territoriali avviate. Meno presenti gli imprenditori e praticamente nulla la rappresentanza di personaggi dello spettacolo e del giornalismo, che invece lo scorso anno avevano dominato la classifica.

I 21 candidati al premio 2011 sono stati selezionati da un Comitato Tecnico costituito da direttori di testate giornalistiche ambientali, giornalisti ambientali, responsabili di siti tematici e blogger italiani. Tra gli aspiranti vincitori ci sono ad esempio “Gli Angeli del Fango” di Genova, il nuovo Ministro dell’ambiente Corrado Clini, il “Forum italiano dei movimenti per l’acqua”, il sindaco di Cassinetta di Lugagnano Domenico Finiguerra, Giuseppe Onufrio direttore esecutivo Greenpeace Italia, Nichi Vendola Presidente nazionale di SeL, “Fukushima 50 - Nobukatsu Osumi” (lavoratori alla Centrale nucleare di Fukushima), i pescatori della riserva di Torre Guaceto, (promotori e parte attiva di un progetto di pesca sostenibile) solo per citarne alcuni.

L’elenco completo è consultabile sul sito del premio: www.personaggioambiente.it.

Per votare è necessario registrarsi, si può esprimere la propria preferenza solo una volta e per farlo c’è tempo fino al 31 dicembre 2011. L’andamento delle votazioni è aggiornato in tempo reale e il vincitore sarà premiato nel corso di una cerimonia che si terrà a Roma a fine gennaio 2012.

«Il premio - ha dichiarato Mario Notaro, Segretario del Comitato Tecnico – vuole dare voce a quei milioni di persone che hanno a cuore l’ambiente e vogliono trasmettere, con il loro voto, un segnale di riconoscimento per quegli uomini e quelle donne che si sono spesi in battaglie o iniziative legate alla sostenibilità. Ci auguriamo che questa terza edizione registri gli ottimi risultati in termini di voti raggiunti dalla precedente e che, anno dopo anno, il Premio diventi un vero e proprio appuntamento che, oltre a decretare il personaggio che nell’anno si è maggiormente distinto, sia un momento di confronto e di discussione a livello nazionale sulle problematiche di natura ambientali del nostro paese».
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lunedì 19 dicembre 2011

Caro Babbo Natale, quest'anno portaci una mobilità sostenibile...




di Eleonora Anello


Ingaggiare Babbo Natale per la propria campagna di comunicazione non è cosa da poco. Rispetto a molti altri divi, costa poco ed è altamente persuasivo. Le stesse cose devono averle pensate a Cesena, dove a diffondere la mobilità sostenibile, quest'anno è stato chiamato proprio Babbo Natale!

La scuola primaria Borello, in collaborazione con l'omonimo Quartiere e l'Assessorato alla Sostenibilità Ambientale del Comune di Cesena, il 23 dicembre organizzerà una giornata all'insegna del Natale e del divertimento con un occhio attento all'ambiente. Alle ore 8.00, alla partenza delle tre linee del pedibus, ad aspettare i virtuosi alunni ci sarà proprio lui, Babbo Natale in carne e ossa che per l'occasione distribuirà ai piccoli passeggeri tante sorprese!

Alle famiglie alle prese con lo shopping natalizio, ci hanno invece pensato la Provincia di Vicenza, Confcommercio, Ferrovie e Tramvie Vicentine. Con l'iniziativa “Prendi il bus di Babbo Natale”, i cittadini potranno usufruire gratuitamente dei mezzi pubblici in tutta la provincia senza avere problemi di parcheggio ma soprattutto senza fare male all'ambiente. Inoltre, tutti coloro che si convertiranno alla mobilità sostenibile potranno usufruire di speciali sconti sugli acquisti. L'appuntamento è per i week end di Natale nonché il giorno della vigilia.

«L'iniziativa "Il Bus di Babbo Natale" mira a favorire l'utilizzo del trasporto pubblico locale da parte della cittadinanza e costituisce anche un risparmio per le famiglie vicentine - afferma Attilio Schneck, presidente della Provincia di Vicenza - Allo stesso tempo facilita il raggiungimento dei centri storici, spesso congestionati dal traffico nel periodo delle Festività».

L'idea di legare la mobilità sostenibile allo shopping trova tutti d'accordo: «“Il Bus di Babbo Natale" piace agli operatori del commercio e del turismo vicentini - è il commento del direttore dell'Ascom di Vicenza Andrea Gallo - Credo sia giusto, oltre che opportuno, rafforzare il legame tra pubblico trasporto e piccole e media distribuzione perché anche su questa sinergia si gioca il futuro dei nostri centri storici».

Un tema, questo, ripreso anche dall'assessore provinciale al Bilancio e ai Trasporti Cristiano Sandonà: «Vogliamo che il maggior numero possibile di utenti testi l'efficienza e la convenienza dei trasporti pubblici, che hanno una marcia in più rispetto alla oramai abusata automobile. Senza alcun assillo, ciò permetterà di godersi con più tranquillità l'atmosfera natalizia, ma l'auspicio è che davvero si entri nell'ordine di idee di apprezzare l'utilità e la comodità del mezzo pubblico».

Più dissacrante la rete. Impazzano su Internet le immagini di non uno, ma ben 2 Babbi Natale. Uno tradizionale, l'altro fuori dagli schemi. Uno verde e l'altro rosso. Si tratta del video ideato e realizzato dalla campagna cagliaritana 1x100 per una Mobilità Sostenibile Festiva (e Festosa!). Nel simpatico video due Babbi gareggiano per consegnare i regali di Natale... Uno utilizza l’automobile e l’altro si muove invece in maniera sostenibile. «La campagna - ci fanno sapere da Pamoja, l'associazione promotrice - punta a sensibilizzare i cittadini di Cagliari (e non solo!) e a promuovere l’astensione volontaria dall’automobile a partire dalla domenica. E quest’anno il 25 dicembre cade proprio di domenica!».
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venerdì 16 dicembre 2011

Per Natale, consigli eco-sostenibili e un GASolare sotto l’albero


di Annalisa Tancredi

Lucine e addobbi riadoperati per decorare l’albero ecologico che quest’anno è in cartone riciclato, perché per produrre quello in plastica si emettono ben 23 chilogrammi di CO2 e per smaltirlo l’ambiente impiega oltre 200 anni; a quei tempi la barba di Babbo Natale sarà sicuramente cresciuta a dismisura ed è meglio essere eco-buoni con lui se anche quest’anno desideriamo ricevere regali sotto l’albero, ma che siano ad impatto ridotto, confezionati con carta riciclata e ad imballaggi zero.

Le buone pratiche per un pranzo natalizio eco-sostenibile sono: cucinare semplice, senza fretta con cibi freschi, evitando precotti e surgelati e prestando molta attenzione agli sprechi: 1/3 di cibo finisce in pattumiera triplicando la quantità di rifiuti da smaltire durante le feste. Sarà bene quindi munirsi di pazienza per la cottura della polenta non precotta e delle tradizionali lenticchie, più ecologiche se cucinate senza il cotechino confezionato con imballaggi eccessivi. Moderare il consumo di carne, fa bene alla salute e all’ambiente, troppa CO2 in atmosfera per produrla e la metà di ciò che compriamo va nella spazzatura; lo stesso per il pesce, acquistare solo pesce fresco e del mar nostro. Evitare rigorosamente i frutti esotici e optare per kiwi, cachi e agrumi, senza dimenticare la frutta secca di produzione italiana. Per le verdure è bene preferire quelle di stagione, meglio se acquistate da agricoltura biologica con i GAS.

Ma passiamo alle iniziative di Natale eco-sostenibili.

Legambiente Giovani Energie Liguria ha organizzato per sabato 17 dicembre una cena natalizia con danze e musiche, per presentare ai cittadini interessati ad installare un impianto solare o fotovoltaico, i GASolare di Genova. L’iniziativa è promossa da Legambiente Liguria e Comune di Genova e rientra tra le azioni previste dal SEAP (Piano d’Azione per l’Energia Sostenibile) nell’ambito del Patto dei Sindaci. «Abbiamo organizzato, in collaborazione con i Municipi di riferimento, una serie di incontri pubblici, rivolti a tutti i cittadini interessati – ha spiegato Stefania Pesce di Legambiente – attualmente siamo in fase di raccolta adesioni per il raggiungimento del numero minimo di partecipanti». I vantaggi sono ravvisabili oltre che nel prezzo contenuto, anche nelle maggiori garanzie, nella qualità degli impianti e nelle gare, aperte e tutte le imprese.

Il Comune di Corchiano invece, vincitore del Premio Comuni a 5 stelle 2010 e del Premio Città per il verde 2011, ha organizzato domenica 11 dicembre una manifestazione natalizia all’insegna dell’impronta ecologica, della riscoperta di antichi sapori e mestieri. Addobbi natalizi e illuminazioni ottenuti con il riutilizzo di ferro riciclato e bottiglie di plastica che commercianti e famiglie hanno provveduto a non schiacciare per l’occasione. Inoltre, un percorso alla riscoperta dei mestieri antichi del Medioevo per accompagnare la degustazione dei prodotti locali biologici come il vino rosso bio e il tipico panettone fatto con uvetta e birra artigianale locale.

Per Madre Natura, il Natale è benvenuto solo se eco-sostenibile!

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mercoledì 14 dicembre 2011

Polar Bear Cam: osservare dal vivo gli orsi polari e i cambiamenti climatici


di Irene Gozzelino

Il Natale è ormai alle porte. Siamo già attorniati da stelle luccicanti. Babbo Natale ci sorride dalle vetrine circondato da riproduzioni più o meno riuscite di renne e orsi polari. Non sarebbe più bello dare un’occhiata a un orso polare vero? Tramite la Polar Bear Cam questo è possibile.

La web-cam Polare da cui ci si può connettere comodamente da casa, è sponsorizzata da Polar Bears International, un’organizzazione no profit presente in tutto il mondo, che si dedica alla conservazione dell’orso polare e del suo habitat attraverso la ricerca, la tutela e l’educazione ambientale. I dati raccolti vengono messi a disposizione delle istituzioni e, in generale, di tutti.

L’associazione si prefigge di diventare con il tempo una risorsa fondamentale a livello mondiale nel campo della ricerca scientifica, della diffusione di informazioni e dell’educazione ambientale; inoltre promuove il lavoro di gruppo e la valorizzazione dell'apporto e delle esigenze degli stati coinvolti.

Barbara Nielsen, Responsabile della Comunicazione per Polar Bears International, ha dato risposta alle nostre curiosità.

Prima di tutto, qual è l’utilità scientifica della webcam?
Il principale valore della webcam è quello di offrire a tutti gli abitanti del pianeta un punto di osservazione sul mondo dell’orso polare, permettendo loro di vedere, in prima persona, i cambiamenti climatici che stanno interessando l'Antartide. Nello stesso tempo la web-cam documenta le condizioni degli orsi polari e della loro popolazione”.

Come può essere utile la webcam nella protezione dell’orso polare, dell’ambiente e qual è il suo valore nel campo della comunicazione ambientale?
Le persone che seguono le immagini registrate dalla web-cam sono colpite dalla bellezza degli orsi e del loro habitat. Molti hanno anche notato, oltretutto, che la maggior parte degli orsi sono sottopeso. Infatti, fino a pochi giorni fa, la neve sulla tundra era molto scarsa e nessuna copertura di ghiaccio era ancora apparsa nell’intera Hudson Bay impedendo di fatto agli orsi di spostarsi in luoghi dove potersi nutrire. Fino a solo trenta anni fa, il congelamento della baia avveniva tipicamente nella prima o seconda settimana di novembre. L’utilizzo della web-cam permette quindi di constatare con i propri occhi l’effetto del riscaldamento globale sull’Artico. Uno dei visitatori del nostro sito ci ha scritto di aver trovato “spezza cuore” le immagini degli orsi particolarmente dimagriti in attesa che si formi la calotta di ghiaccio necessaria alla loro migrazione verso zone più ricche di cibo. Il suo commento continua poi sottolineando come, proprio per le immagini così significative che trasmette, la web-cam sia uno strumento altamente persuasivo in tema di riscaldamento globale”.

Barbara ci ha parlato anche del sito explore.org, un contenitore virtuale di dati che documentano la difficile situazione della popolazione degli orsi. Molti i link che permettono di approfondire l’argomento e offrono i mezzi per partecipare attivamente alla causa.

Questa volta, sotto il vostro albero di Natale, non dimenticate un regalo per gli orsi polari e l’ambiente.
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lunedì 12 dicembre 2011

A Berlino la spazzatura è divertente

di Irene Gozzelino

Scrive sul proprio sito di sentirsi particolarmente responsabile delle proprie potenzialità persuasive. Ironizza sulla vita quotidiana del cittadino medio, fatta di passeggiate con il cane, mozziconi di sigaretta e rifiuti. E’ divertente e veste sempre di squillante arancione.
Vi presentiamo il servizio di nettezza urbana della città di Berlino, gestito dall’azienda municipale più grande in Europa nel campo dello smaltimento dei rifiuti.

L’azienda si chiama BSR, acronimo che sta per Berliner Stadtreinigung, semplicemente “Pulizia della città di Berlino”, ed è stata fondata nel 1951. Oltre che per una efficienza garantita dagli oltre 6000 dipendenti e dai 2000 veicoli a disposizione per la raccolta dei rifiuti, la BSR spicca per capacità comunicative.

Ogni anno le strade della capitale tedesca sono invase da una nuova, divertente campagna pubblicitaria sulla nettezza urbana, che cambia a seconda della stagione. I colori freddi della neve e del ghiaccio contraddistinguono i visual invernali, tonalità più calde evocano invece il sole d’estate. Cambiano le nuance ma non l’obiettivo: trasformare in positivo il bagaglio culturale ed emotivo che ognuno di noi possiede riguardo ai rifiuti e a chi… ce li leva di torno.

Come si può vedere dalla nostra galleria Facebook, lo spazzino viene rappresentato come un personaggio famigliare: si prende cura della città (la casa di tutti) portando via i sacchi dei rifiuti, esattamente come facciamo noi a casa nostra (lo slogan è “Come a casa…solo che la quantità è maggiore”).

In un'altra immagine vediamo Caterina la Grande, una bambina enorme, che sovrasta come un gigante la città: le sue dimensioni rimandano all’importanza del contributo alla pulizia della città che anche i bambini, imparando, possono dare ora e nel futuro.

Geniali sono poi le immagini pubblicitarie che incitano a buttare i resti organici negli appositi cassonetti dell’umido: accompagnati dalla scritta “La frutta vecchia va nella compostiera”, giocando con l’aggettivo “vecchio” che si riferisce anche all’antichità del quadro, persino opere pilastro dell’arte pittorica si vedono private della frutta e della verdura in esse rappresentate.

In ultimo meritano menzione speciale i cestini per i rifiuti dislocati lungo le strade; dotati di una struttura particolarmente intelligente con foro esclusivamente per lo spegnimento delle sigarette, sono sempre corredati da curiose scritte come “Raccoglitore di CO2” oppure “WOW! WOW! E’ fantastico come lei abbia raccolto i bisogni del suo quadrupede e li abbia smaltiti nel nostro contenitore!”.

Grazie a questa forte campagna di comunicazione, non solo si sensibilizzano i già diligenti cittadini in campo di raccolta differenziata ma, ogni anno, 60000 tonnellate di umido diventano biogas utilizzato dagli stessi mezzi della nettezza urbana.

Il colore della BSR è l’arancione squillante, ed è il caso di dire che, in questo caso, mai arancione è stato più verde.

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venerdì 9 dicembre 2011

A volte ritornano: e se i sacchetti di plastica insorgessero contro chi li ha dispersi nell’ambiente?



di Francesca Morra


Immaginate se il contenitore delle vostre borse di plastica della spesa incominciasse a camminare per casa, o l’anta della dispensa dove avevate nascosto le quasi 300 borse, che in media una persona usa all’anno, si aprisse e cominciassero a uscire e a spaventare gli invitati per le feste di Natale. Immaginate se pian pianino tutte le borse di plastica si riunissero a creare una forma umanoide alta 3 piani e cominciasse a girare per la città e per le scuole. Immaginate come reagireste…

Questo è quello che è successo a Shanghai, dove l’associazione Roots & Shoots (Radici e Germogli) insieme all’agenzia Bates141, network dedicato alla comunicazione e al marketing, ha realizzato un’originale campagna di comunicazione ambientale sugli effetti inquinanti delle borse di plastica disperse nell’ambiente: è stato costruito un mostro gonfiabile fatto di sacchetti donati dagli studenti delle scuole che è circolato per le vie fino ai numerosi istituti aderenti all’iniziativa, impressionando gli spettatori.

Il messaggio che accompagna il mostro è “Waste plastic bags and they'll come back to haunt you” - “I sacchetti di plastica e rifiuti torneranno a perseguitarvi”, che, associato all’immagine minacciosa del mostro, ha smosso la sensibilità di molti studenti che hanno assistito alla “nascita” di questa creatura.

La Fondazione promotrice Roots and Shoots, che si propone di educare le nuove generazioni in ambito ambientale, ha dichiarato che la propria mission è quella di sensibilizzare i più giovani, sfruttando l'effetto domino di questo particolare target. «Quando fai educazione ambientale, non ti stai rivolgendo solo ai bambini, ma anche agli adulti - dichiara Tori Zwisler, coordinatrice dei progetti di educazione ambientale - Se un ragazzino sta risparmiando energia lo inizieranno ad osservare anche i genitori, e poi i vicini e le loro famiglie e così via…».

Considerando che i sacchetti per la spesa di plastica sono uno dei rifiuti che la maggior parte della gente non si accorge di produrre, crediamo che l’impatto visivo di tutti questi sacchetti che prendono vita abbia sicuramente svolto la sua funzione: instillare il dubbio nelle persone che se lo sono trovato davanti. È forse più semplice e immediato fermarsi a pensare che questi 3 kilogrammi di rifiuti plastici all’anno sono facilmente evitabili, se ci sovrasta un mostro di tale entità!
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mercoledì 7 dicembre 2011

CleaNap: guerrilla cleaning per ripulire Napoli



di Annalisa Tancredi


Scatenare una guerrilla, armati di scope e palette, contro la negligenza municipale e l’incuria dei luoghi storici e culturali di Napoli. È ciò che stanno facendo una decina di ragazzi campani under 32, ribattezzati come “Angeli della mondezza”, che tra studio e precariato hanno deciso di fare “piazza pulita” dei luoghi di culto partenopei organizzando dei flash mob di guerrilla cleaning e gardening.

Il movimento è CleaNap - Piazza Pulita (to clean Napoli), è nato su Facebook ma in pochissimi mesi si è qualificato come uno dei più chiacchierati dalla stampa nazionale ed internazionale. In pochi giorni il numero dei Fan è cresciuto, la cittadinanza attiva e partecipativa si è unita nell’idea di dare una scossa alla città da troppo tempo sommersa da illegalità, inefficienza amministrativa e rifiuti.

Il primo bliz “pulitivo” in Piazza Bellini lo scorso 4 giugno, poi anche Porta Capuana, Santa Maria la Nova, piazza Matteotti sono passati sotto le scope e i guanti del nuovo movimento di ecologia dal basso. Ora CleaNap è un associazione di volontariato per la solidarietà sociale e l'ecosostenibilità ambientale e, per il prossimo anno, ha già l’ambizioso obiettivo di ripulire il Parco Nazionale del Vesuvio di cui si denuncia da anni il decadimento. Abbiamo chiesto di più all’organizzatrice Emiliana Mellone che ci ha raccontato nascita, evoluzione e futuro dell’associazione.

Come è nato il movimento CleaNap?
CleaNap nasce come una proposta virale, condivisa in maniera trasversale dalla cittadinanza attiva napoletana. Ho creato un evento su Facebook "Andiamo a pulire piazza Bellini, ognuno munito di scopa, guanti, piantine: rimpossessiamoci di un luogo", ho invitato i miei amici virtuali e poi i meccanismi di condivisione dei social network hanno fatto il resto. Eravamo in 100, 200, poi anche 400! In seguito, alla squadra di soli amici si sono aggiunte le persone incontrate in piazza e dopo l'estate ci siamo costituiti in associazione di volontariato.

Alla SERR avete aderito con l'iniziativa “The Sound of 3R”..
Si tratta di un flash mob che mira al coinvolgimento dei passanti. Attraverso una performance musicale e d'improvvisazione recitativa con giochi e quesiti, abbiamo sottolineato l'importanza della Raccolta differenziata, del Riuso e della Riduzione. Abbiamo contattato i Bateria Pegaonda che hanno suonato con strumenti tratti da oggetti di riuso.

I vostri progetti per il futuro? Altre guerrille?
Per le domeniche di dicembre saremo impegnati in piazza con la campagna Asia “Le Quattro giornate della Differenziata” su riuso di carta-cartone e compostaggio. Per il medio-lungo periodo, CleaNap è partner italiano di Let’s do it! per il World Cleanup 2012, un’azione congiunta di volontari di oltre 100 nazioni per pulire i paesi dalla spazzatura illegale. Abbiamo un progetto molto ambizioso, che per essere realizzato ha bisogno di un appoggio massiccio da parte di tutti, cittadinanza, privati e istituzioni: ripulire il Parco Nazionale del Vesuvio! Ci servono persone, tante, che vogliano unirsi a noi da tutta Italia per ripulire un’area protetta simbolo per la nazione ma in cui sono stati sversati rifiuti di ogni tipo. A seconda della adesioni, potremo realizzare obiettivi sempre più importanti: non solo, quindi, il recupero di spazzatura abbandonata nella natura, ma anche un vero e proprio intervento strutturale, che potremo realizzare solo con l’aiuto delle istituzioni e degli addetti ai lavori.
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lunedì 5 dicembre 2011

Spazio Etico presenta il suo progetto: Voce del verbo RI-CELLULARE!


di Valeria Rocca

Avete mai sentito parlare della "Saggezza della Lumaca"? Secondo il pensatore austriaco Ivan Illich, «La lumaca ci insegna la via per pensare ad una società della decrescita felice e conviviale. Costruendo la delicata architettura del suo guscio su spire sempre più larghe, deve smettere e cominciare a creare delle circonvoluzioni decrescenti per evitare che una dimensione eccessiva invece di contribuire al suo benessere, lo gravi di un peso eccessivo». Metafora di facile comprensione: l'uomo deve ricercare il suo benessere con scelte che rispettino il mondo e l'ambiente, proprio come fa la lumaca, senza eccedere.

Sostiene questa filosofia anche Spazio Etico, associazione attiva sul territorio laziale. Secondo Spazio Etico se le scelte quotidiane di ognuno possono influire positivamente sul mondo circostante, perché non impegnarsi per evitare sprechi? Tra le tante attività svolte merita particolare attenzione il progetto "Voce del verbo Ri-cellulare". Secondo recenti studi il cellulare è il gadget più popolare al mondo, nonché quello sostituito con più frequenza. Ma chi ricicla il cellulare? Solo il 3% della popolazione mondiale. Riciclare i cellulari, invece è importantissimo perché permette di ridurre le emissioni di gas che derivano dallo smaltimento in discarica dei cellulari e delle loro batterie, di smaltire correttamente i materiali tossici contenuti nei cellulari (piombo, cadmio, litio) e di prevenire problemi di salute, oltre al recupero di metalli di valore. Per saperne di più abbiamo rivolto alcune domande a Mauro Speranza, responsabile del progetto.

Quando è nata l'idea del progetto Ri- cellulare e quali sono le principali motivazioni che vi hanno spinto a promuoverlo?
«Il progetto "Voce del verbo Ri-cellulare", nasce alla fine del 2009 nell'ambito dell'associazione "Spazio etico". L'idea principale era riuscire a fare qualcosa che "concretamente" potesse aiutare il mondo in cui viviamo. Si è aggiunta poi la constatazione che alla presenza sempre più massiccia dei cellulari nella vita quotidiana non corrisponde un modo "agevole" di smaltimento. Infatti, sono pochissime le persone che si recano nelle isole ecologiche per conferire il telefonino. Il risultato è che oggetti molto inquinanti affollano le discariche o, nel migliore dei casi, ci ritroviamo cassetti pieni di apparecchi inutilizzati».

Attraverso quali mezzi è stato promosso il progetto?
«Abbiamo pianificato una precisa campagna di comunicazione su diversi canali, dai più classici ai più moderni. Innanzitutto, ci avvaliamo di internet attraverso il sito dell'associazione dove è ospitata una sezione particolare, poi puntiamo sui social network. Inoltre, non trascuriamo canali tradizionali come la partecipazione ad eventi socio-culturali. Abbiamo tenuto degli incontri di informazione/sensibilizzazione presso biblioteche e botteghe eco e solidali per descrivere l'attività e sensibilizzare le persone all'impatto che i cellulari hanno nell'ambiente qualora non vengano smaltiti secondo la legge. Particolare importanza sta rivestendo anche la collaborazione con altre realtà che condividono i nostri stessi valori che hanno portato ad una diffusione notevole della conoscenza della nostra attività. Oltre alle associazioni, stiamo coinvolgendo gli enti pubblici come la Regione Lazio e la Provincia di Roma (dei quali abbiamo il patrocinio) e il Comune di Roma con i relativi Municipi. Inoltre partirà a breve una campagna di informazione e di attivazione nelle scuole di vario ordine e grado».

Quali obiettivi volete raggiungere con questo progetto?
«Gli obiettivi riguardano la raccolta di un numero sempre maggiore di cellulari quale strumento di diffusione della cultura del rispetto dell'ambiente, intesa come il complesso di attività quotidiane che ogni persona può svolgere nel proprio ambito personale. Inoltre, l'associazione nel suo complesso sta cercando di diffondere la cultura della decrescita, intesa come lotta alla società degli sprechi, e questo progetto si inserisce perfettamente in questa filosofia».

Al momento attuale siete soddisfatti dei risultati raggiunti?
«La soddisfazione è doppia, in quanto non solo i primi risultati sono incoraggianti in termini di numero di cellulari raccolti (oltre 2000), ma soprattutto ci stiamo rendendo conto di quanto possono fare le persone se correttamente informate sulle conseguenze delle loro azioni».

Pensate di esportare il vostro progetto in altre regioni italiane?
«L'esportazione del progetto in altre regioni viaggia di pari passo con l'interesse che questo sta riscontrando in Italia. Capita spesso di essere contattati da altre associazioni e stanno partendo partenariati con alcune realtà, in particolare nella regione Calabria. Anzi, siamo disponibili ad appoggiare chiunque si dimostri disponibile in tal senso».


Raccogliamo e diffondiamo con piacere l'invito di Spazio Etico. Tutte le informazioni necessarie sono disponibili sul sito.
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venerdì 2 dicembre 2011

Un flyer per tutti!



di Eleonora Anello

Un'esemplare campagna di volantinaggio realizzata con un solo volantino al motto “Uno per tutti!”. Non è fantascienza ma una divertente campagna di WWF Ungheria. Ci hanno pensato due panda a trasformare un'azione comunicativa piuttosto impattante in un'iniziativa di comunicazione efficace e altamente sostenibile. Se si tiene poi conto anche della coerenza tra chi comunica e i temi trattati, allora si può affermare, senza alcun dubbio, che la campagna è risultata perfetta. Ingenti quantitativi di carta infatti, non si addicono a chi ha intenti ambientali o perlomeno si presenta come tale.

Ma veniamo ai fatti. Come si può vedere dal divertente filmato postato, i due volontari goffamente travestiti da panda hanno scelto come location per diffondere il proprio messaggio un grande centro commerciale. I due animali amici dell'ambiente invitavano i cittadini a donare all'associazione ambientalista l’1% delle tasse, come previsto per legge. Uno si è posizionato al fondo di una frequentatissima scala mobile, l'altro in cima. Tempo di salire al piano superiore, il destinatario aveva già compreso il messaggio. Letta la comunicazione, il pezzo di carta che ha cessato la sua funzione primaria, è preso in consegna dall'altro panda che lo redistribuisce riprendendo il volantinare e impedendone l'abbandono.

Inutile dire che il video dell'iniziativa è stato un successo virale sul web, grazie a un'idea originale che ha suscitato curiosità e ilarità tra la gente, a ridotto costo economico e ambientale, evitando inutili sprechi e sapendo diffondere un messaggio chiaro, in modo incisivo.

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