mercoledì 8 febbraio 2012

Futura Energy, a Pesaro il meeting sulle energie rinnovabili e la green economy

di Giuseppe Totaro

Le fonti di energia più convenienti, come cambieranno le nostre case e quali tecnologie ci consentiranno una migliore sostenibilità ambientale. Di tutto questo se ne parlerà a Pesaro, nella prima edizione del meeting “Futura Energy”, in programma alla Fiera di Pesaro dal 10 al 12 febbraio. L’evento, organizzato da Fiera delle Marche S.p.A in collaborazione con Legambiente, AzzeroCo2 e Kyoto Club, si propone di diventare nel corso degli anni un innovativo osservatorio su fonti rinnovabili ed energie alternative ed un luogo di confronto per cittadini, operatori, esperti del settore e istituzioni nazionali e locali. La particolarità di Futura Energy sarà soprattutto la sua forma “dinamica”, perché lo spazio pensato per la mostra rappresenterà visivamente la sostenibilità. Gli allestimenti saranno infatti realizzati con materiali riciclabili e a basso impatto ambientale, mentre gli impianti di illuminazione saranno tutti a risparmio energetico.

Nella tre giorni pesarese si terranno anche alcuni convegni che avranno tra i relatori esperti del settore in Italia e alcuni esponenti di grande rilievo internazionale. L’appuntamento inaugurale sarà “La rivoluzione energetica del XXI secolo: tecnologie a confronto”, convegno che si terrà nella mattinata di venerdì 10 febbraio e avrà come filo conduttore la politica che l’Unione Europea ha adottato negli ultimi anni per quanto riguarda le energie rinnovabili. A moderare il dibattito sarà Antonio Cianciullo, giornalista de La Repubblica, mentre le conclusioni saranno affidate al presidente della Regione Marche, Gian Mario Spacca. Molti spunti di riflessione si potranno avere anche dal convegno “I nuovi mercati delle rinnovabili: Est Europa e Mediterraneo” che si terrà sempre nella giornata di venerdì, ma nel pomeriggio.

«Durante questo primo appuntamento - spiega Mario Formica, Presidente di Fiere delle Marche S.p.a-, che avrà più la connotazione di un'anteprima delle prossime edizioni, vogliamo proporre eventi di qualità e prestigio, aperti a tutti i protagonisti delle rinnovabili, ma anche ai consumatori che potranno scoprire le novità più interessanti per conoscere il mondo della green economy e capire come si può, orientando i nostri stili di vita alla sostenibilità e senza minimamente rinunciare agli standard di confort e di qualità, fare un favore all'ambiente e anche alleggerire le bollette energetiche delle nostre case».

L’ingresso a Futura Energy è gratuito, per maggiori informazioni è possibile visitare il sito della manifestazione www.futuraenergy.tv.
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lunedì 6 febbraio 2012

Nuove scenografie urbane... di immondizia


di Eleonora Anello

Come si presentano le vie delle nostre città in prossimità del ritiro porta a porta dei rifiuti? Spesso le zone interessate non hanno un aspetto tanto curato. Nei peggiori casi tendono ad assomigliare a piccole discariche non autorizzate. Intanto però è uno dei prezzi da pagare per ottenere un riciclo di maggiore qualità. Ad Auckland in Nuova Zelanda, invece, si è trovato un modo creativo e di gusto per raccogliere i rifiuti grazie alla campagna denominata “Beautify Your City” (Abbelisci la tua città).

L'iniziativa di design si è concretizzata nella distribuzione di particolari sacchetti dell'immondizia raffiguranti verdi siepi o colorate viole del pensiero, al posto dei tradizionali sacchi per la raccolta. Le antiestetiche buste rosse sono state messe al bando durante il blitz denominato “Trash Day” e sostituite con quelle più verdeggianti offerte dall'amministrazione a cittadini ed esercizi commerciali del centro. Le strade della città si sono così trasformate in ordinate e inaspettate aree verdi dove anche la spazzatura è riuscita a non alterare il decoro urbano.

Questa fase della campagna, partita a novembre dell'anno scorso, mirava a combattere l'abbandono abusivo dei rifiuti, specialmente quello degli oli esausti e a educare i commercianti a portare fuori i rifiuti al momento giusto, onde evitare piccole discariche temporanee nel cuore della città. L'intervento è stato portato avanti dall'associazione dei commercianti del centro Heart of the City insieme all'amministrazione comunale anche in vista dei Mondiali di Rugby.

«Le aiuole aiuteranno ad abbellire le aree problematiche della città e serviranno da promemoria visivo. Serviranno cioè a ribadire alle imprese e gli abitanti che sono necessari l'apporto e la puntuale collaborazione di tutti per mantenere la città pulita». Questo è quanto ha dichiarato Jane Stewart, project manager, di Heart of the City, al momento del lancio della campagna, che ha poi aggiunto: «Lo stato delle nostre strade è ciò che più rimarrà impresso nella memoria dei turisti. Per questo la Coppa del Mondo rappresenta una grande opportunità sia per conquistare i turisti che per migliorare l'ambiente per residenti e lavoratori».

Beautify your city” è riuscita a creare un'atmosfera così suggestiva che è stata immortalata da diverse immagini che hanno invaso il web e che in breve tempo hanno fatto il giro del mondo, raggiungendo un target imprevisto. A dimostrazione del fatto che “Anche l'occhio vuole la sua parte”, siamo lieti di presentare questa best practice, affinchè altri comunicatori e altri amministratori possano rendere più vivibili e più belle le città. E chissà se un sacchetto glamour e divertente riuscirà a rendere più piacevole e proficuo l'impegnativo compito di raccolta e differenziazione dei rifiuti, dovere ineluttabile di ogni cittadino.
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venerdì 3 febbraio 2012

Bandiera Verde all’Engim Artigianelli di Torino


di Emanuela Rosio

Gli allievi e le allieve dei corsi in obbligo istruzione del centro di formazione professionale ENGIM Piemonte - Torino dopo più di un anno e mezzo di lavoro quotidiano hanno ricevuto la prestigiosa bandiera Europea di Eco-Schools. Si tratta della prima scuola in Provincia di Torino ed il primo centro di formazione professionale su tutto il territorio nazionale ad acquisire questo riconoscimento.
La bandiera è stata consegnata da Daniela Marchetti, referente FEE Piemonte ai ragazzi, agli insegnanti e al Direttore dell’Istituto Marco Muzzarelli durante una conferenza stampa presso la sala bar dell’Istituto il 26 gennaio scorso.

All’evento hanno partecipato Enzo Lavolta l'assessore all'ambiente del Comune di Torino e Carlo Chiama, Assessore alla formazione della Provincia.

I protagonisti dell’incontro sono però stati i ragazzi dell’eco-comitato hanno letto l’ECOCODICE, e raccontato come, ogni giorno, si studiano modi per gestire i rifiuti che la scuola produce, facendo osservazioni ed analisi, e coinvolgendo i formatori in numerose pratiche ecologiche che vanno dall’uso del bikesharing, agli acquisti intelligenti, al riciclo di carta.

L’Ecocodice è suddiviso in due parti, la prima riguarda l’Agenzia di formazione che deve impegnarsi a fare acquisti ecocompatibili e a diffondere le buone pratiche in tema di sostenibilità al personale e agli studenti. La seconda parte riguarda invece direttamente i ragazzi che hanno tradotto il codice in una serie di icone che saranno diffuse in tutta la scuola insieme alle regole da seguire per ridurre l’impatto sull’ambiente. Particolare interesse ha suscitato la regola che dice “raccogliere eventuali rifiuti gettati per terra anche se non sono stato io a gettarli” che fa vede re come i ragazzi siano riusciti a farsi carico non solo delle proprie azioni ma anche di quelle dei compagni e come l’attività di un comitato interno sia in grado di determinare un cambiamento di rotta che coinvolge tutti a vari livelli.

Dopo aver ascoltato le regole e il metodo dai ragazzi, Roberto Cavallo, Presidente soc. coop. E.R.I.C.A. e presidente dell'AICA (associazione internazionale per la comunicazione ambientale), anima i cuori e rilancia dicendo che qui si celebra la tappa, importante, di un cammino di crescita e invita tutti i presenti a sentirsi, attraverso la propria testimonianza, parte attiva di una rete di sostenibilità che può pensare di guardare verso forme di competitività anche aziendali.

L’eco-comitato interno informa i presenti che tutti i materiali divulgativi sull’argomento sono scaricabili dal sito: www.torino.engim.it.
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mercoledì 1 febbraio 2012

Il filo di amianto si snoda attraverso il web


di Eleonora Anello e Silvia Musso

Fase di stallo e di forti incertezze al Processo Eternit. Le parti sociali e le istituzioni stanno valutando se accettare o meno l'offerta economica dello svizzero Stephan Schmidheiny, coimputato al maxiprocesso che si sta svolgendo a Torino. 18,3 i milioni di euro offerti ai comuni coinvolti affinché rinuncino al loro ruolo di parte civile. Alcuni piccoli centri hanno già rifiutato, come Morano sul Po, Pontestura e Balzola (AL). Casale Monferrato si pronuncerà a ore.

Contemporaneamente all'inizio del processo che ha preso il via il 6 aprile 2009, su Facebook si è creato un gruppo in continua espansione di cittadini, composto per lo più da coinvolti direttamente nel procedimento legale o parenti di vittime. Questa rete ad oggi composta da circa 4700 persone, raccoglie informazioni, articoli, riflessioni e aggiornamenti relativi al dibattimento in corso e alla questione amianto in generale.

Processo Eternit, questo il nome del gruppo, è aperto a chiunque e iscrivendosi è possibile dialogare con gli altri membri. Alcuni scrivono per condividere il loro dramma personale e per avere notizie sulle associazioni delle vittime di amianto. Altri utilizzano il social network per tenersi aggiornati sul processo o per dare informazioni utili, anche di tipo logistico. Alcuni riportano i loro sentimenti di vicinanza e solidarietà.

La forza comunicativa del web e di Facebook in modo particolare ha aperto nuove strategie di resistenza e traspare nel processo di coscientizzazione delle vittime di questo disastro ambientale. È uno strumento che si aggiunge a quelli pre-esistenti, come mostre, installazioni, spettacoli, manifestazioni sportive, film, libri e canzoni che è però in grado di connettere con una rapidità mai sperimentata prima persone geograficamente lontane. I limiti spazio-temporali si annullano e la piazza virtuale diventa il luogo di creazione – qui ed ora – della consapevolezza di essere vittime e di avere il diritto di ricevere giustizia.

Persone comuni sfruttano le loro capacità per poter confezionare un messagio che possa in qualche modo perorare la causa. È il caso de “Il Base”, uno degli ultimi arrivati del movimento di cittadini che ci racconta la sua esperienza: «Ho sempre seguito in modo marginale fino al 16 dicembre 2011(quando la giunta ha scelto di scendere a patti con il diavolo svizzero), data che noi tutti Casalesi ci ricorderemo per molto tempo. Quel giorno qualcosa si è mosso dentro di me, che non immaginavo nemmeno (e ho scoperto di non essere stato il solo)... quella voglia di combattere per la mia città, a fianco dei miei concittadini per il futuro dei miei figli, per difendere la memoria delle nostre vittime e perché credo ancora nella giustizia; e quale miglior modo di dare una mano in questa battaglia se non tramite il mio apporto creativo? E visto che comunico meglio attraverso le immagini che non con le parole...sono 22 anni che lavoro nel campo della grafica e della comunicazione e come volontario cerco di mettere a disposizione le mie capacità anche per dare una ventata d'aria nuova e più efficacia a un modo di fare comunicazione ancora molto istituzionale».

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lunedì 30 gennaio 2012

Con le mani nella monnezza



Paola Alagia, Massimiliano Iervolino. Prefazione di Gian Antonio Stella. Reality Book Edizioni. 152 pagg. 14€

Recensione di Roberto Cavallo*

Ho appena terminato la lettura del libro di Alagia e Iervolino.

L’ho divorato. Non tanto e non solo perché tratta di un argomento che studio da vent’anni, ma perché è ben scritto. Scorrevole. Sembra un romanzo. Poi torni indietro a rileggere un passo e ti dici che è vero. Quello che stai leggendo è drammaticamente vero. Personaggi, luoghi, date: tutto vero.

E con loro è vero l’inquinamento di una vasta area di Roma e la connivenza di diverse amministrazioni che si sono succedute che lo hanno permesso.

“Malagrotta che cos’è? Io penso che diventerà ‘Buonagrotta’ per il servizio che ha reso a Roma e a quasi tutta la Regione Lazio…” è una delle frasi di Manlio Cerroni, “l’avvocato”, proprietario di Malagrotta e altre numerose discariche e impianti di trattamento rifiuti in Lazio, estratte dalle dichiarazioni rese al Corriere della Sera e ad alcune sue audizioni in commissione ambiente a Camera e Senato che aprono il libro.

Poi leggi il libro. Ti lasci prendere dalla storia del “re della monnezza”, dei politici che si sono succeduti al governo di Roma, Provincia e Regione, del luogo in cui sorge la discarica e arrivi alle analisi dell’ARPA, recenti, e leggi “I risultati del monitoraggio 2010 confermano il quadro di contaminazione delle acque sotterranee rilevato nella precedente campagna di monitoraggio del sito, sia per i composti inorganici che per alcuni composti organici… Alla luce dei risultati trasmessi si ribadisce la necessità di misure di messa in sicurezza del sito, volte a contenere la diffusione della contaminazione, nonché di successivi interventi di bonifica […] Il dato non è tanto il picco del 2010 rispetto al 2009, ma il fatto più importante è che le cifre dello scorso anno raccontano di un inquinamento che non accenna a regredire e che, anzi, è in crescita”.

Allora ti dici che forse proprio ‘Buonagrotta’ non è diventata!

Un ricco compendio di allegati che riporta documenti di analisi, grafici, articoli scientifici sull’impatto delle discariche sulla salute umana, copie delle denunce alla Procura della Repubblica, non fanno che sottolineare la gravità della situazione.

Il sottotitolo “I disastri della partitocrazia. Il caso Malagrotta: l’ottavo colle di Roma” descrive una parte del libro. Perché il libro di Alagia e Iervolino non è solo di denuncia, ma anche testimonianza dell’impegno del Comitato Malagrotta e del suo energico presidente Sergio Appollonio è anche proposta per un piano regionale rifiuti che metta al centro la prevenzione e le raccolte differenziate così che, se proprio discariche devono essercene, siano marginali e non pericolose.

È un libro che lascia aperta una porta alla speranza perché se la matassa è difficile da sbrogliare […] due punti fermi anche in questa storia ci sono: i cittadini che non accetteranno decisioni dall’alto, e l’Europa che, per fortuna, vigila sulla questione.

* autore di “Meno 100 chili – ricette per la dieta della nostra pattumiera” Ed. Ambiente. Presidente cooperativa ERICA. www.robertocavallo.it
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