mercoledì 30 novembre 2011

Risparmiare energia non è mai stato così facile: scommettiamo?


di Marzia Fialdini

L’energia è un bene prezioso e va salvaguardata. In ambito domestico, nella vita di tutti i giorni, possiamo, attraverso alcuni semplici accorgimenti, ridurre la dispersione energetica e avere di conseguenza un risparmio nei consumi. Sulla base di queste semplici constatazioni è nata nel 2009 Energy Neighbourhoods, un’iniziativa europea che ha messo in gara centinaia di famiglie in Irlanda, Inghilterra, Francia, Spagna, Bulgaria, Germania, Belgio per dimostrare che si possono ridurre i propri consumi energetici anche senza investimenti e senza rimetterci in benessere.

In Francia siamo ormai giunti alla terza edizione dell’iniziativa e numerose famiglie del territorio alpino francese hanno sperimentato, riunite in squadre, come ridurre il proprio consumo energetico almeno dell'8%: ad esempio, spegnendo gli apparecchi elettrici in stand-by o riscaldando le abitazioni a non più di 19 gradi. Durante i sei mesi del concorso, i partecipanti hanno ricevuto un adeguato supporto tecnico e mediamente sono riusciti a risparmiare il 17% di energia, con un conseguente risparmio di 270 euro per famiglia.

In Italia l’iniziativa è stata ribattezzata Famiglie SalvaEnergia e si sta diffondendo in diversi città della Penisola, in particolare la Provincia di Genova ha coinvolto i Comuni di Lavagna, Serra Riccò e Arenzano organizzando una scommessa energetica tra le amministrazioni e i cittadini. Gruppi di famiglie si sono impegnati a risparmiare in casa quanta più energia possibile, in termini di consumi elettrici e termici, intervenendo esclusivamente sulle proprie abitudini, andando a correggere i propri comportamenti. Da febbraio ad aprile 2011, l’Amministrazione provinciale si è impegnata a monitorare l’evento e le famiglie partecipanti hanno ottenuto un risparmio medio di energia del 7%. FamiglieSalvaEnergia è una delle prime azioni standard proposte dalla Provincia ai propri Comuni ed è stata inserita, con gli opportuni adattamenti ai contesti locali, in tutti i SEAP (Piano di Azione per l’Energia Sostenibile) fino ad oggi approvati. Il primo dicembre partirà la seconda edizione dell’iniziativa e l’obiettivo da raggiungere sarà quello di un risparmio in bolletta del 9% da realizzare tra dicembre 2011 e marzo 2012: le famiglie più virtuose saranno premiate pubblicamente a maggio 2012.

La Provincia di Genova ha promosso l’iniziativa dopo aver ricevuto i dati delle emissioni di CO2 relativo al proprio territorio: il 45% circa delle emissioni è dovuto agli edifici, e di queste oltre il 60% proviene dalle abitazioni. In pratica è possibile incidere molto sull’emissione di CO2 nell’ambiente intervenendo sulle nostre abitudini quotidiane. Abbassare di un grado la temperatura del termostato di casa o spegnere gli stand-by di pc e televisori sono semplici azioni che, nell’arco di un anno, possono permettere di risparmiare energia, denaro e limitare le emissioni inquinanti.

I tre comuni coinvolti nel progetto Famiglie SalvaEnergia sono firmatari del ‘Patto dei Sindaci’, iniziativa dell’Unione Europea ad adesione volontaria per cui le amministrazioni aderenti si impegnano a ridurre nel proprio territorio le emissioni di anidride carbonica (principale responsabile dei cambiamenti climatici in atto) del 20% entro il 2020, in linea con gli standard che stabiliti dalla UE.
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martedì 29 novembre 2011

Si è conclusa la Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti 2011!


di Rosa Puig i Moré & Francesca Morra

Si è conclusa domenica 27 novembre la terza edizione della Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti, con più di 7000 azioni convalidate in tutta Europa, ed oltre, nella quale l’Italia si è nuovamente aggiudicata il secondo posto per numero di iniziative: ben 960! Raddoppiando così i risultati della prima edizione nel 2009.

In Italia, l’impatto mediatico di questa edizione è stato particolarmente notevole con numerosi passaggi televisivi e radiofonici. Tre sono stati quelli a Striscia la Notizia, di Cristina Gabetti, su Canale 5: sabato 12 novembre, sabato 19 novembre e sabato 26 novembre (con una media di spettatori superiore ai 4 milioni). Due passaggi su RAI3 ad Ambiente Italia e a Chetempochefa con quasi 2 milioni di spettatori. Oltre diverse puntate dedicate in canali locali, radio, canali digitali e TV online. Anche sulla stampa scritta ci sono stati diversi articoli come, ad esempio, sul Corriere della Sera.

La pioggia che non ha dato tregua in alcuni giorni della SERR 2011 non ha scoraggiato i numerosi Project Developer, dal Nord al Sud Italia. Infatti, in molte località dove i disagi causati dal maltempo si sono fatti particolarmente sentire, si è trovato il modo per svolgere le iniziative previste, dando testimonianza della vera passione che anima le persone che decidono di aderire spontaneamente alla “Settimana”, e che rendono possibile la crescita di questa iniziativa ogni anno. Proprio per premiare il massimo impegno dei Project Developer, nel mese di giugno 2012, a Parigi, saranno consegnati gli European Awards alle azioni europee più originali e meritevoli, in base alla valutazione da parte di una Giuria di esperti.

Questa è stata la terza è ultima edizione della SERR all’interno del Programma LIFE+ della Commissione Europea, ma come conferma il promotore della “Settimana” in Italia, Roberto Cavallo, Presidente di AICA, l’iniziativa non si ferma qua: “La Commissione Europea sta valutando se proseguire il sostegno economico agli organizzatori europei coordinati dall’Associazione Città e Regioni di Bruxelles, ma in ogni caso il Commissario Europeo all’ambiente Janez Potocnik ha già dichiarato pubblicamente che si tratta di una delle iniziative più importante e meglio riuscite degli ultimi 10 anni, pertanto confidiamo davvero che l’iniziativa prosegua”.

Il Comitato Promotore Italiano, composto da Ministero dell’Ambiente, Federambiente, Rifiuti 21 Network, Provincia di Torino, Provincia di Roma, Legambiente, AICA, E.R.I.C.A. ed Eco dalle Città, ha espresso la sua gratitudine verso tutti i Project Developer che hanno organizzato così tante azioni interessanti e di sicuro successo, e anche tutti coloro che hanno partecipato.
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domenica 27 novembre 2011

Trasformare lo spreco in risorsa. Succede ai mercatini targati SERR 2011


di Eleonora Anello

Liberarsi dagli oggetti che non usiamo più, è davvero gratificante. Fa bene allo spirito e... all'ambiente! Per questo i mercatini del baratto e dell'usato sono diventati un must tra le azioni dedicate alla Settimana Europea della Riduzione dei Rifiuti.

Questo week-end, nell'hinterland milanese e più precisamente a Mesero e Albairate si svolgono due importanti mercatini del baratto, del riuso e della riparazione. Importanti perché mettono in relazione il territorio e fanno parte di un percorso ben più complesso come ci racconta il Presidente del Consorzio dei Comuni dei Navigli Carlo Ferrè: «Abbiamo cominciato nel 2010 proprio in occasione della SERR. Quando a Vittuone abbiamo organizzato il NoTrash Mob nelle scuole. Abbiamo proseguito con la campagna “Il primato della leggerezza” prefiggendoci di diminuire la quantità dei rifiuti prodotti e allo stesso tempo di migliorare la raccolta differenziata e la qualità della vita dei nostri cittadini. Partirà questo lunedì la fase più educativa del nostro intervento. Con il coinvolgimento di gruppi di volontari, andremo a verificare famiglia per famiglia come sono stati differenziati i rifiuti e applicheremo dei cartellini sui sacchi dei rifiuti. Saranno rossi, gialli e verdi a seconda dell'operato e al momento saranno anche motivati per far capire ai cittadini in cosa stanno sbagliando se stanno sbagliando».

Tra banchetti di libri, giocattoli, stoviglie e monili incontriamo anche il vice sindaco di Mesero, Giuseppe Fusè. «Appena il Consorzio ha proposto queste iniziative abbiamo risposto immediatamente con entusiasmo. L'azione ha un forte impatto ambientale perché sottrae allo smaltimento dei beni che possono essere ancora utilizzati invece di diventare rifiuti. Inoltre, ha una ricaduta sociale in quanto crea un circolo virtuoso coinvolgendo tutta la cittadinanza e invitando ad una riflessione sulla possibilità di riparare alcuni oggetti invece di gettarli via. Per essere maggiormente sostenibili, abbiamo pubblicizzato l'evento per lo più via mail e attraverso il passaparola, evitando l'eccessiva produzione di volantini pubblicitari».

Il mercatino di Mesero è stato anche un luogo di educazione con il punto informativo che distribuiva sporte della campagna e il Centalogo, guida al corretto conferimento dei rifiuti. Particolarmente apprezzato dai partecipanti l'idraulico che dava utili consigli su come risolvere da sé i piccoli problemi domestici e insegnava il risparmio idrico. Ma il pezzo forte della giornata è stato la costruzione di una bicicletta reclinata a partire dai pezzi recuperati da vecchie biciclette a cura di Ecobent. Il mercatino è stato costantemente monitorato attraverso l'uso di schede di registrazione degli scambi avvenuti, in modo tale da avere una stima effettiva dei rifiuti risparmiati.

Intanto oggi domenica 27 novembre anche a L'Aquila, città che ha sempre avuto a cuore la SERR nonostante il brutto periodo vissuto nei giorni di lancio della prima edizione europea, si sta svolgendo il Mercatino del Baratto – Scambiare non Buttare, iniziativa a cura dell’Assessorato all’ambiente e di ASM S.p.a. Il presidente della multi-servizi, Luigi Fagiani dichiara: «Aspettiamo i cittadini a questo importante appuntamento presso il piazzale della scuola media Dante Alighieri in via Onna. Il buon esempio spetta in primo luogo a noi amministratori. Saremo infatti lì portando alcuni oggetti e partecipando attivamente all’iniziativa. Un modo intelligente per eliminare oggetti non più utili e sostituirli con altri di cui invece si ha necessità senza creare rifiuti. L’obiettivo è trasformare lo spreco in risorsa».

Non ci rimane che augurarvi un buon baratto a tutti!
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sabato 26 novembre 2011

A scuola di riduzione


di Silvia Musso

Anche quest'anno le scuole non si sono smentite. Per il terzo anno di fila, infatti, la percentuale di adesione degli istituti scolastici alla SERR è stata molto alta.

Come aveva già dimostrato l'azione del VII Circolo Didattico di Pozzuoli (NA), che nel 2009 aveva vinto il Premio Europeo come migliore azione per la categoria scuole, gli elementi di forza che rendono davvero incisive le azioni proposte dalle scuole sono il coinvolgimento del territorio e la volontà di estenderle su tutta la durata dell'anno scolastico.

Da tutta Italia l'entusiasmo e l'interesse di studenti, insegnanti e dirigenti scolastici per le tematiche ambientali di prevenzione dei rifiuti si sono diffuse, quest'anno più che mai, oltre i limitati confini delle mura scolastiche per coinvolgere diversi attori: famiglie, quartieri, cittadini, negozi.

Grazie alla SERR le attività di educazione ambientale da poche ore ritagliate lungo tutto l'anno scolastico sono diventate, inoltre, vere e proprie programmazioni da integrare ai programmi tradizionali.Questo è quanto ci dimostrano, tra le tante, tre scuole. L'Istituto Comprensivo di Fiano (TO) con “Lo Zero Rifiuto!!! …. Buone pratiche sul territorio” ha condotto un brainstorming sui mezzi di riduzione degli sprechi a scuola e organizzato una visita a un sito che si occupa dei problemi dei rifiuti e della loro riduzione (sito di compostaggio,impresa di riparazione,negozio di seconda mano…). Ha inoltre iniziato a mettere in rete diversi attori locali - Comuni, comunità montane,industrie - per un progetto da realizzarsi in futuro e mirato alla riduzione dei rifiuti, con la realizzazione ad esempio di una conferenza o di una proiezione di film con successivo dibattito e allestimento di una mostra sulle attività e sui risultati ottenuti dagli studenti e rivolta ai genitori e ai residenti.

L'Istituto Comprensivo Galileo Chini – Scarperia (FI) invece, il 21 novembre con “Rifiutili” ha dato il via ad alcune iniziative che proseguiranno lungo tutto l'anno scolastico. Allievi ed insegnanti si dedicheranno alla realizzazione di un laboratorio di carta riciclata, la visita al negozio di vendita di oggetti usati «Mercatopoli», la lettura di brani inerenti il restauro, riuso e riciclo, il riuso per la merenda degli alimenti non consumati durante la mensa, ecc. I genitori degli allievi saranno anch'essi coinvolti e si dedicheranno a laboratori di restauro di vecchi oggetti all’interno della scuola, da vendere durante l’anno nei mercatini dell’usato del centro storico, nello scambio dei libri di testo usati (scuola secondaria I), lavori di manutenzione e restauro degli edifici scolastici e restauro e vendita di giochi usati «Ribalocchiamoci».

La Direzione Didattica statale del Primo Circolo Solofra (AV) ha realizzato invece una vera e propria settimana ecologica dove di primaria importanza era l'adesione non solo degli alunni, impegnati nella “Operation Empty Garbage Bin” (Operazione cestino vuoto), ma anche delle loro famiglie. I genitori dovevano impegnarsi ad accompagnare i figli a scuola a piedi per tutta la settimana e organizzare a casa riunioni informative con parenti ed amici per diffondere alcune azioni virtuose da svolgere nella Settimana utilizzando anche il manuale distribuito lo scorso anno scolastico “Meno rifiuti si può, meno consumi si deve: suggerimenti relativi alle buone pratiche da attuare per uno stile di vita meno consumistico e globalizzato”.

Le scuole sono diventate fonte di messaggi di prevenzione destinati all'intera comunità grazie ad azioni non estemporanee, ma integrate nelle attività didattiche, in continuità con gli anni precedenti e con la collaborazione delle famiglie e di altri attori del territorio. Il mondo scolastico ha dimostrato come la SERR in questi tre anni sia riuscita nel suo principale obiettivo di comunicazione: fare della riduzione dei rifiuti una prassi comune, uno stile di vita e non solo un'attività cui dedicarsi sporadicamente, come afferma Anna Maria Dreoni insegnante dell'istituto di Scarperia: «La scuola ha sempre avuto un occhio di riguardo per l'educazione ambientale, aderendo a iniziative e progetti che, in senso lato, avevano l'intento di educare gli alunni a star bene nel loro ambiente. Noi pensiamo che nel primo ciclo scolastico sia compito fondamentale degli insegnanti educare bambini e ragazzi all'uso parsimonioso degli oggetti, delle loro cose e quindi anche delle risorse. La SERR ci offre la possibilità di dire ai nostri bambini che siamo in un orizzonte allargato, che nello stesso momento in cui loro riflettono e svolgono dei laboratori, ci sono milioni di bambini e ragazzi in tutta l'Europa che pensano agli stessi problemi e svolgono attività analoghe alle loro».

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venerdì 25 novembre 2011

Nelle SERRe salentine il Qr-code per l’olio extra vergine


di Annalisa Tancredi

Una fetta di pane di grano duro con un sottile filo di olio extravergine sono il simbolo della semplicità e del patrimonio gastronomico che si coltiva nelle serre salentine che, proprio in occasione della Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti 2011, faranno da sfondo ad eventi di degustazione dell’olio e prevenzione dei rifiuti con il progetto “Qr code SERR ev OIL”.

In occasione della SERR 2011 e del tradizionale traffico di turisti e degustatori che durante il periodo di produzione dell’olio extravergine si recano nel Salento, alcune imprese del luogo hanno ben pensato di promuovere verso cittadini ed imprenditori le buone pratiche per ottimizzare la conservazione, produzione e consumo dell’olio sulla base di tre filoni tematici che riguardano: la riduzione degli sprechi (Prolungare la vita dei prodotti), il contenimento dei rifiuti (Meno rifiuti gettati via) e l’ottimizzazione delle risorse impiegate (Produrre in modo eco-compatibile).

Più in dettaglio agronomi esperti diffonderanno presso i degustatori delle strade dell’olio le buone pratiche di conservazione per “Prolungare la vita dei prodotti”, al fine di garantire l’integrità chimica e organolettica riducendo al tempo stesso gli sprechi. Di conseguenza si otterranno “Meno rifiuti gettati via”, sia in termini di olio che di cestinamento di recipienti e bottiglie; a tal proposito si punterà a sensibilizzare i confezionatori e i consumatori all’utilizzo di sistemi di packaging alternativi e al riutilizzo.

Ma il fiore all’occhiello dell’iniziativa riguarda la promozione, verso gli imprenditori del comparto oleario, di nuove pratiche per “Produrre in modo eco-compatibile” ed in particolare il progetto “Qr code SERR ev OIL”, patrocinato dalla provincia di Lecce e da Radio SkyLab, che prevede un nuovo sistema di etichettatura dell’olio. Il Qr Code, già ampiamente utilizzato in altri settori, è un crittogramma che raccoglie in poco spazio una considerevole mole di informazioni.

Il project developer Antonio Stea ci ha spiegato il funzionamento: “Il Qr Code una volta fotografato indirizzerà al sito internet dell’azienda offrendo al cliente una serie di informazioni per poter conoscere e valutare le caratteristiche del prodotto, il prezzo, gli abbinamenti con il cibo e nel nostro progetto le migliori tecniche di conservazione al fine di allungare la shelf life del prodotto. E' anche possibile inserire un collegamento ad un audio/video, così che chi degusta l’olio potrà farlo ascoltando le informazioni utili e il valore ambientale del paesaggio rurale storico delle serre salentine”.

Inoltre, il codice consentirebbe di ridurre le dimensioni delle etichette ed ottenere un risparmio notevole di carta e di materiale derivante dalla petrolchimica.

Di sicuro un modo per prendere parte alla SERR con un’idea originale e innovativa capace di unire in un unico momento la riduzione dei rifiuti, la tecnologia digitale e la promozione di un prodotto tipico salentino.

Sarà possibile degustare il nuovo olio extra vergine di oliva da sabato 26 a domenica 27 novembre presso le Aziende agricole di: Imbriani di Casale Marchesi (Casarano), Agrosì (Supersano), Manco Antonio (Alliste), Faraioli (Casarano), Bernardi (Tuglie) e la Società agricola Agronatura (Taviano).
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giovedì 24 novembre 2011

Mettiamo a dieta i nostri bidoni


di Marzia Fialdini

I cittadini dell’Unione Europea ogni anno producono il 2% in più di rifiuti, in Italia ogni cittadino genera in media 10,5 kg di spazzatura in una settimana: sono quantitativi che devono essere drasticamente ridotti. Per sensibilizzare le Istituzioni, gli stakeholder e tutti i consumatori circa le strategie e le politiche di prevenzione dei rifiuti messe in atto dall’Unione Europea nasce la Settimana europea per la riduzione dei rifiuti giunta quest’anno alla sua terza edizione. Dal 19 al 27 novembre su tutto il territorio nazionale saranno promosse iniziative volte a informare il maggior numero di cittadini su semplici azioni che nella vita quotidiana possono fare la differenza.

A Torino domenica 27 novembre in piazza Madama Cristina, dalle 10 alle 18 al grido di: Mi rifiuto! – L’impegno di tutti per la riduzione dei rifiuti, Amiat e Città di Torino organizzeranno una grande festa di piazza per promuovere le piccole buone abitudini quotidiane che permettono di ridurre i rifiuti alla fonte e gravare meno sull'ambiente. Attraverso giochi, laboratori, animazione e mercatini si potrà capire l’importanza di utilizzare gli oggetti il più a lungo possibile, o valorizzare i materiali di scarto attraverso la raccolta differenziata per modificare comportamenti sbagliati, e diminuire così la produzione rifiuti.

Parteciperanno all’evento anche la Provincia di Torino, che sosterrà la campagna sui pannolini riutilizzabili insieme ad alcune aziende produttrici, la SMAT con il Bar dell’acqua, che incoraggerà l’utilizzo dell’acqua del rubinetto in alternativa a quella minerale nelle bottiglie di plastica, la Coldiretti di Torino che insegnerà ai bambini a trapiantare e invasare piantine di fiori con il compost, il Museo A come Ambiente con il laboratorio L’impronta Ecologica, l’Istituto di ricerca Ecologos, che ha realizzato campagne di comunicazione sulla riduzione degli imballaggi dei prodotti e avviato una catena di Negozi leggeri, solo per citare alcune delle numerose iniziative presenti.

Grazie alla collaborazione del CSI-Piemonte - Consorzio per il Sistema Informativo è’ stato creato un gioco on-line fruibile anche da cellulare affinché tutti si possano confrontare con la nuova sfida: l’effettiva capacità di ognuno di noi di mettere a dieta i nostri bidoni.
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mercoledì 23 novembre 2011

Lo scarto alimentare protagonista della SERR 2011 grazie a COVAR14


di Andrea Stecich

Cosa fare del pane secco di fine giornata o della pasta avanzata dalla sera prima? È una domanda che, in questi tempi moderni, ci lascia effettivamente un po’ di stucco.

Molti di noi, per vari motivi, preferiscono disfarsene gettando questi prodotti nella pattumiera oppure, con più sensibilità, riciclandoli nella raccolta differenziata dell’organico. In ogni caso, lo scarto buttato via è ancora commestibile e ricco di sostanze nutritive, e ne buttiamo via davvero tanto: solo nell’UE, vengono gettate 89 milioni di tonnellate di cibo all’anno, e il 42% viene prodotto non dai grandi supermercati, ma dalle nostre cucine.

Partendo da questi dati, in occasione della Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti, in programma dal 19 al 27 novembre, il COVAR14 (Consorzio di raccolta rifiuti della zona sud della Provincia di Torino) ha pensato di veicolare un messaggio forte e innovativo per stimolare la riflessione nell'opinione pubblica. Pratiche rivoluzionarie, in realtà, fino a un certo punto, perché già le nostre nonne riutilizzavano tutti gli scarti di cucina.

Nel segno della tradizione quindi, con la collaborazione dell’Istituto Alberghiero Bobbio di Carignano, Eataly, Slowfood, Banco Alimentare e ristoratori del territorio, si è prodotto un ricettario di “Cucina con gli avanzi”, occasione per i ristoratori di mettere in mostra le proprie capacità culinarie. L’Istituto Bobbio è stato coinvolto per la cura degli eventi previsti (tre corsi di cucina e una cena conclusiva aperta ai cittadini), grazie alla professionalità dei propri docenti; Eataly, Slowfood e Banco Alimentare si occuperanno della fase di fornitura e trasporto del cibo, oltre che formare la Giuria Tecnica della cena conclusiva. Le pietanze, cucinate la sera dell’evento finale dal personale del Bobbio, verranno votate secondo diverse categorie (il piatto massimo riuso, a consumo zero, il piatto più buono), di cui si realizzerà un comunicato stampa a chiusura della Settimana. Per un'opportuna visibilità, sono state realizzate locandine e inserzioni sui giornali del territorio (Corriere di Moncalieri, il Carmagnolese, Luna Nuova, il Mercoledì) e, per fare eco al progetto, si è provveduto a coinvolgere i Comuni. Il ricettario sarà la base di partenza per gli eventi sul territorio durante la Settimana Europea e potrà essere ritirato, fino ad esaurimento scorte, presso il Comune o in occasione di uno degli eventi previsti; in alternativa potrà essere scaricato a questo indirizzo.

In questa locandina tutte le info indispensabili per poter iscriversi e partecipare ai corsi.
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martedì 22 novembre 2011

Come diventare un'azienda a rifiuti zero

di Silvia Musso

In occasione della terza e ultima edizione della Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti, la cooperativa E.R.I.C.A. soc. coop., partner tecnico del Comitato promotore italiano, ha deciso di impegnarsi seriamente cambiando i propri “connotati”. Da azienda attenta ai principi di riduzione dei rifiuti – è infatti un'impresa leader in Italia per quanto riguarda la comunicazione ambientale in campo di raccolta differenziata e prevenzione dei rifiuti – intende convertirsi totalmente alla filosofia “rifiuti zero”.

Nel corso della Settimana Europea, il Consiglio di Amministrazione adotterà una specifica delibera che impegnerà l'azienda in tutte le sue componenti ad arrivare a non produrre rifiuti non riciclabili entro il 2020. Il Consiglio ha infatti individuato alcuni criteri e azioni quali la progressiva eliminazione dei beni “usa e getta”, l’acquisto di beni in materiale riciclato, l’acquisto di beni con il minimo imballaggio, il compostaggio in loco dei rifiuti organici della cucina aziendale, la stampa fronte e retro degli elaborati e dei documenti e il riutilizzo della carta per particolari necessità stampata da un solo lato, l’attenta determinazione delle quantità di materiale informativo per le campagne di comunicazione per contenere i resti di magazzino.

La decisione deliberata sarà messa a conoscenza di tutti i soci lavoratori, dei dipendenti e dei collaboratori indicando anche le attività concrete da intraprendere. A un mese dalla delibera, inoltre, sarà eseguita un’analisi merceologica dei rifiuti prodotti da E.R.I.C.A. e si valuteranno eventuali correttivi o integrazioni.

I responsabili dell'ufficio tecnico interno, che ha predisposto una specifica indagine per determinare le modalità di riduzione della produzione di rifiuti, hanno così risposto alle nostre domande.

I punti di forza di quest'azione sono numerosi. Due in modo particolare la rendono innovativa nel panorama delle azioni aderenti alla SERR 2011: la duplice comunicazione rivolta sia all'interno – nei confronti dei soci e dei dipendenti - sia all'esterno - verso fornitori e clienti - e la replicabilità presso altro aziende. Potete spiegare meglio questi due aspetti?
«E.R.I.C.A. è una società in forma cooperativa, dove la forma societaria rappresenta già di per sé un modello filosofico gestionale i cui principi sono condivisi e promossi dal Consiglio di Amministrazione.
E.R.I.C.A. lavora principalmente per le amministrazioni pubbliche, con i cittadini, e le tematiche ambientali permeano ogni attività promossa e sviluppata. Per questi motivi la scelta di puntare ad una politica “zero waste” non può prescindere dal dover e voler coinvolgere anche i soggetti con i quali, direttamente o indirettamente, E.R.I.C.A. collabora quotidianamente. La sensibilizzazione verso le tematiche dello sviluppo sostenibile è un fattore chiave della nostra politica e il voler creare un processo metodico, monitorabile e replicabile attraverso il quale altre aziende possano intraprendere lo stesso percorso non può che rappresentare il giusto completamento della mission aziendale».

L'iniziativa è sicuramente degna di lode, ma la difficoltà sarà mantenere gli impegni senza limitarsi agli otto giorni della SERR. Cosa distingue questa iniziativa da una mera strategia di marketing?
«E.R.I.C.A. ha deciso di dare ufficialità a un percorso virtuoso per la riduzione dei propri rifiuti già intrapreso da tempo e che ha contribuito anche all’ottenimento della certificazione ISO 14001. La SERR non rappresenta che l’occasione per presentare tale impegno che prevede l'integrazione del proprio sistema di gestione per la qualità e per la salvaguardia dell’ambiente con le procedure in grado di tendere ad una progressiva riduzione dei rifiuti prodotti. Questo si realizzerà in primo luogo con un’analisi attenta e quotidiana dei flussi di materiali, dalla fase di acquisto alla fase dello smaltimento finale, andando ad individuare i punti critici e fissando degli obiettivi concreti a medio e lungo termine. Il monitoraggio sarà di fondamentale importanza, e per questo individueremo degli indicatori significativi che terremo costantemente sotto controllo. Invitiamo chiunque creda che questa iniziativa possa rappresentare esclusivamente una strategia pubblicitaria a seguire E.R.I.C.A. attraverso i numerosi canali con i quali quotidianamente comunica, e a mettersi in contatto con noi, saremo lieti di presentare i risultati ottenuti e offrire consulenza a chiunque voglia intraprendere lo stesso percorso».

Envi coglie sicuramente l'invito e seguirà con interesse questa esperienza, unica nel suo genere nel mondo dell'imprenditoria italiana, nella speranza che altre aziende siano stimolate ad intraprendere la stessa strada.
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lunedì 21 novembre 2011

Casematte e Equiliberi, ovvero cosa fanno i Piemontesi per ridurre i rifiuti

di Francesca Morra


Siamo ormai nel vivo della terza edizione della Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti. Un'edizione in cui alle associazioni appartiene quasi il 16% delle iniziative, assumendo un ruolo fondamentale nella diffusione tra gli associati, e non solo loro, dello spirito della SERR 2011.Partiamo dal Piemonte in cui Equiliberi Onlus e l’associazione Casematte si muoveranno in modo efficace ma differente. Vediamole più nel dettaglio.

Equiliberi Onlus è un’associazione del Pinerolese (TO), che svolge da sempre attività volte alla solidarietà sociale in molti settori, ma sempre con un occhio alla tutela ambientale, principio fondamentale inserito anche nel suo statuto. Attraverso l’iniziativa “L'impronta (ecologica) è servita”, Equiliberi snoda la sua opera di sensibilizzazione in diverse occasioni: dalla somministrazione di questionari SERR per amministratori del Comune, i volontari di AVASS e per tutti gli studenti, alle lezioni di sviluppo sostenibile; dalla cena degli scarti agli aperitivi e merende itineranti per divulgare la riduzione dei rifiuti.Segnaliamo in particolare la presentazione del progetto di sviluppo sostenibile del 22 novembre 2011, dalle ore 18:30, presso i locali di Eataly Pinerolo - via Poirino n. 104. In questa occasione si parlerà di recupero di cibo e di educazione allo sviluppo sostenibile nel mondo della ristorazione oltre che di buone pratiche atte a ridurre i rifiuti. A tal proposito il presidente Maria B. Romano afferma che, l’associazione si propone «di contribuire alla formazione di una cultura mirata alla prevenzione della produzione di rifiuti in eccesso e a creare delle opportunità per le imprese ed il sistema urbano in generale».

L’associazione Casematte, invece, costituitasi a Torino nel 2009, per volontà di un gruppo di professioniste che operano nell’ambito della promozione sociale e dello sviluppo di comunità, per la SERR 2011 ha ideato l’iniziativa “Guardacampo in città”, una mostra di spaventapasseri costruiti con materiali di riciclo dai ragazzi dell’ASL TO 2 e del Servizio Educativo dell’Istituto dei Sordi di Torino. L'esposizione sarà aperta dal 22 al 27 novembre all'Orto collettivo di via Massari, Torino. Gli spaventapasseri, oltre ad una funzione decorativa, ospitano nella loro struttura delle piante e degli ortaggi, dando vita a una coltivazione "verticale" da balcone, piccola e trasportabile, curata con compost autoprodotto.Secondo Chiara Casotti, una delle fondatrici dell’associazione e responsabile della dell’attività per la SERR 2011, «La partecipazione collettiva nel coltivare una porzione di terreno insieme, favoriscono l’apertura alla diversità sociale e culturale, facilitando, in particolare, il processo di integrazione dei cittadini stranieri e di persone affette da disabilità, in un'ottica di un rispetto che va oltre l’ambiente».

Particolarmente interessante, questa azione si dimostra ancora più innovativa per la possibilità di “adottare” gli spaventapasseri: vicino ad ognuno di essi verrà, infatti, lasciato un foglio di carta sul quale scrivere il proprio nome per richiederne l’adozione.

Non perdiamo quindi l’occasione di partecipare a queste azioni certamente degne di nota.
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sabato 19 novembre 2011

La Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti 2011 raddoppia!



di Eleonora Anello

Finalmente ci siamo. Dopo tanta attesa, parte oggi la Settima Europea per la Riduzione dei Rifiuti 2011 (SERR), edizione che si caratterizza per il grande numero di azioni, paesi e persone coinvolti. Gli ultimi comunicati diffusi parlano infatti di 7035 azioni validate con l'intento di informare e soprattutto riuscire a convincere i cittadini a produrre meno rifiuti attraverso l'adozione di semplici azioni quotidiane.

La Settimana 2011, iniziativa di comunicazione paneuropea che si concluderà il 27 novembre, ancora una volta ha superato se stessa, infrangendo il record del 2010 di 4346 azioni. Altri numeri invece ci danno l'idea della grossa macchina servita per coordinarla e promuoverla, ovvero 34 organizzatori appartenenti a 20 paesi diversi, che hanno avuto il compito di mobilitare, supportare e certificare le azioni dei project developers.

Impressionante lo sforzo comunicativo di amministrazioni, associazioni e ONG, imprese e industrie e istituti formativi, che si uniranno alla SERR con progetti di sensibilizzazione rivolte a differenti target di pubblico (cittadini, lavoratori, alunni), focalizzandosi sui vari stadi del ciclo del prodotto (produzione, consumo e riutilizzo). Gli eventi saranno tutti incentrati su un tema specifico tra i 5 proposti: Troppi Rifiuti, Produrre Meglio, Consumare Meglio, Prodotti con una Vita più Lunga, Meno Rifiuti Buttati.

In un momento delicatissimo per l'Unione, questa SERR ha il merito di rafforzare lo spirito europeo soprattutto attraverso l'introduzione delle “azioni comuni”, a dimostrare che agendo insieme si possono raggiungere grandi risultati. Esse si svolgeranno in diverse località avendo in comune metodi e obiettivi. Ciascun partecipante dovrà comunicare i risultati raggiunti. Con questi dati, si riuscirà così a porre l'accento sul reale impatto della riduzione dei rifiuti avvalendosi della competitività tra i partecipanti. 5 le categorie di azioni comuni, focalizzate su temi simbolici diversi: Riduzione dei Rifiuti Cartacei; Riduzione dei Rifiuti da Cibo; Ripara & Riutilizza; Riduzione degli Imballaggi in Eccesso; Giornate della Pulizia.

Premettendo che siamo stra convinti che l'importante sia partecipare, tuttavia ricordiamo che l’azione più rilevante all’interno della Settimana Europea verrà proclamata durante la Cerimonia di Premiazione che si terrà a giugno 2012 a Parigi.

Vogliamo concludere utilizzando le parole del Presidente di AICA, Roberto Cavallo, che in tutti questi anni si è speso per la buona riuscita della SERR in Italia: «La prevenzione è la prima cosa di tutto! Ce lo dice la natura, anche drammaticamente. Ce lo dicono i medici. Ce lo dicono le leggi. Ce lo hanno raccontato straordinari profeti laici come Calvino. Il futuro è prevenire. Proviamoci insieme con la SERR».

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La settimana europea è già un successo: siamo quasi in 1000 a organizzarla


di Emanuela Rosio

Ci siamo, la Settimana Europea per la riduzione dei rifiuti è arrivata alla sua terza edizione. Un’edizione che vede la crescita della partecipazione sia a livello di Paesi partecipanti che di azioni sul territorio in tutta Europa.

Solo in Italia siamo arrivati a quasi 900 momenti, appuntamenti e azioni che si svolgeranno dal 19 al 27 novembre in tutte le Regioni, da Nord a Sud. Nelle piazze, nei teatri, nelle scuole, nei luoghi di incontro si parlerà di come fare meno rifiuti. Perché fare meno rifiuti significa più rispetto per le risorse naturali, migliore cura del nostro ambiente e del nostro territorio, maggiore consapevolezza del ruolo dei cittadini nel determinare le politiche pubbliche.

Saranno momenti in cui le scuole, le associazioni, le istituzioni locali, le imprese incontreranno i cittadini, incontri per comunicare l’importanza di riflettere sui nostri comportamenti attraverso gesti concreti come lo scambio o il recupero di beni, momenti di approfondimento come spettacoli teatrali e incontri informativi, momenti ludici per imparare con il gioco, momenti in cui sperimentare nuovi comportamenti e per discutere del nostro futuro e del nostro ruolo nel determinarlo.

Come envi.info, segnaleremo e recensiremo le azioni che più ci sembrano innovative ed efficaci, a voi chiediamo di informarvi attraverso il sito web dell’iniziativa www.menorifiuti.org per partecipare direttamente; è infatti molto probabile che qualche azione si svolga vicino a casa vostra. E se qualcuno ritiene di fare di più, speriamo di potervi suggerire alcuni gesti semplici per fare anche personalmente uno sforzo per essere parte di questa campagna che, nata in alcuni paesi, si è diffusa con un'efficacia straordinaria in tutta Europa, grazie a tutti quelli che si sono impegnati con le risorse che hanno a renderla presente sul territorio.

Le cose che possiamo fare sono molte, proviamo a pensare a quali oggetti usa e getta usiamo tutti i giorni, a quali imballaggi possiamo evitare magari bevendo l’acqua del rubinetto o portandoci in borsa una sporta riusabile, a quanto cibo buttiamo e a come evitare lo spreco con una spesa più oculata e magari qualche nuova ricetta per recuperare gli avanzi. Le azioni quotidiane sono molte, noi vi chiediamo ora di pensarci, e se volete di scriverci e…

Buona Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti a tutti!
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venerdì 18 novembre 2011

Cyber-contadini udite udite: la Farmville esiste davvero!

di Annalisa Tancredi

A chi non è saltato in mente di abbandonare tutto per rifugiarsi in campagna a vedere nascere le dolci piantine del proprio orticello? Quanti preferirebbero raccogliere frutti e seminare pomodori piuttosto che divincolarsi tra scaffali e carrelli a ritmo del bip-bip della cassa?

Grow the Planet è il nuovo social network settoriale, la Farmville del mondo reale, destinata a diventare il nuovo mezzo di condivisione sia per gli appassionati di agricoltura che per chi vuole trasformare il proprio terrazzo in una mini-serra di ortaggi e verdure. Il progetto è tutto made in italy ed ha già raccolto il parere favorevole di H-Farm Venture, incubatore italiano di idee virtuali, che ha investito circa 70mila dollari nel portale lanciato sul palcoscenico più ambito dalle le start-up per il web, il concorso TechCrunch Disrupt di San Francisco.

Gli utenti hanno a disposizione una serie di strumenti per poter affinare le competenze agrarie: disegnare virtualmente il proprio orto, consultare le schede informative per ogni coltura, scambiarsi consigli, condividere video dimostrativi o ancora monitorare in tempo reale la situazione climatica e agire in tempo per salvaguardare i prodotti a rischio.

Inoltre la geolocalizzazione dell’orto ha un valore aggiunto per i cyber contadini perché consente loro non solo di coltivare amicizie e aggregarsi in comunità locali per scambiarsi semi e ortaggi, ma anche di avvicinarsi alla potenziale clientela, incentivando il rapporto diretto produttore-consumatore e facilitando la nascita di gruppi di acquisto solidale.

"L'obiettivo di Grow the Planet è di incuriosire e coinvolgere le persone nel crearsi un proprio orto. Ci piacerebbe che tutti capissero come è facile e divertente far crescere un orto, mangiare del cibo più salutare e migliorare l'ambiente che ci circonda" spiega il fondatore Gianni Gaggiani.

Reti come Grow the Planet evidenziano la necessità per i social network di un salto evolutivo verso la qualificazione settoriale: utenti targettizzati, contenuti specializzati e maggiore connessione con la vita reale; mangiare cibo sano “made in my garden” infatti, fa bene sia alla salute delle persone che alla salvaguardia della catena alimentare e alla biodiversità del nostro pianeta.

Non ci resta altro da fare che dotarci di mouse e rastrelli ed entrare in società... virtuale!
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mercoledì 16 novembre 2011

Un territorio unito per l'ambiente


di Eleonora Anello

«Ancor prima di essere avviato, è già esempio di cooperazione tra enti pubblici, soggetti privati e agenzie per l'ambiente e il territorio». Queste le parole di Cesare Naj, presidente della Fondazione per leggere, promotore di Form@mbiente, complessa iniziativa di governance ambientale che si propone di migliorare, puntualizzare e aggiornare le conoscenze per l'attuazione di politiche comuni e ampiamente partecipate in campo ambientale. Il progetto elaborato dalla Fondazione Per Leggere - Biblioteche Sud Ovest Milano, insieme a 45 comuni del territorio, il Consorzio dei Comuni dei Navigli, AICA, e molte altre realtà tra le quali spiccano Amaga e E2sco, intende rivolgersi agli amministratori e agli operatori della pubblica amministrazione, agli insegnanti delle scuole e in generale al mondo produttivo e professionale del settore, al fine di facilitare la creazione di una vera e propria cultura dell'ambiente in modo più partecipato possibile.

Form@mbiente è un articolato programma, patrocinato dalla Provincia di Milano, e realizzato grazie al contributo della Fondazione Cariplo che si compone di 4 azioni complementari e interagenti tra loro. Si partirà con il corso di in-formazione per amministratori e tecnici degli enti locali, corredato da altri incontri analoghi indirizzati però alle scuole superiori e al settore produttivo privato al fine di coinvolgere la maggior parte dei cittadini. Si tratteranno tematiche strettamente ambientali quali l'acqua, i rifiuti, l'energia, l'aria, la tecnologia, l'ambiente domestico e il territorio anche con vere e proprie lezioni sul campo.

Il secondo step concerne la stesura del piano di azione e sviluppo di buone pratiche, un documento redatto in forma partecipata e condivisa dai soggetti coinvolti nei corsi che dovrà essere adottato dalle amministrazioni comunali aderenti. In tal modo sarà semplice passare alla terza azione, quella se vogliamo più pragmatica, che prevede la costituzione e l'avvio di GAS (Gruppi d'acquisto solidali). Si tratta di un'attività particolarmente strategica in quanto non può far altro che donare autonomia ai soggetti coinvolti, costruendo un'eredità preziosa che sopravviverà anche a progetto concluso.

L'ultimo passaggio previsto riguarda la comunicazione tesa a favorire la partecipazione. Gli interventi saranno preceduti da un'attenta analisi territoriale al fine di modularne l'efficacia. Verrà poi bandito un concorso letterario e fotografico, soprattutto per coinvolgere i giovani. Testi e immagini selezionati daranno vita a una pubblicazione edita dalla Fondazione Per Leggere. Per tenersi sempre aggiornati i cittadini potranno invece contare sul sito istituzionale dell'iniziativa e ritrovarsi anche su Facebook.

Form@mbiente terminerà il 30 maggio 2013 con un grande evento finale in cui verranno presentati i risultati raggiunti.

«AICA è stata coinvolta in una vera e propria fase di costruzione di un progetto con il territorio – commenta il direttore di envi.info, Emanuela Rosio – partendo dalle esigenze locali. Siamo sicuri che questo metodo consentirà di sviluppare sinergie e di coinvolgere le persone e le istituzioni locali in un vero cambiamento di comportamenti ed in una presa di coscienza del ruolo centrale che la comunicazione e la partecipazione hanno nel processo di cambiamento».
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lunedì 14 novembre 2011

Usato? Roba da snob...

di Eleonora Anello

Ci sono iniziative che nascono principalmente con scopi umanitari ma che fanno bene anche all’ambiente e che possono diventare esempio da emulare per chi vuole cimentarsi nella comunicazione ambientale. Uno di questi casi è Merci, concept store parigino inaugurato nel 2009 che devolve tutti i suoi profitti in beneficenza.

1500 mq zeppi di mobili, vestiti, giocattoli. Qualsiasi oggetto non venga più utilizzato può essere portato al negozio Boulevard Beaumarchais 111 a Parigi, punto vendita che viene incontro a chi vorrebbe donare ma non sa come e a chi rivolgersi. Tutto questo rende felici i più bisognosi, i benefattori e perchè no, l’ambiente.

Probabilmente i coniugi Cohen, i lodevoli ideatori fondatori dell’azienda di abbigliamento di lusso per bambini Bonpoint, hanno pensato al risvolto ambientale dell’iniziativa visto che privilegiano la commercializzazione di prodotti sostenibili. «Non pretendo di salvare il pianeta! - dichiara Marie France in un’intervista - Tuttavia, gli auguro il meno male possibile. E se ho la possibilità di scegliere tra la vendita di piatti di plastica e altri in bagassa (fibra di canna da zucchero), realizzati in bei colori, ovviamente scelgo i secondi. E 'ora di capire che la solidarietà non è più sinonimo di austero, triste».

Al negozio viene data molta visibilità dagli organi di stampa come è illustrato sul sito di Merci nel quale campeggia il simbolo del concept store: una 500 d’epoca carica di oggetti e che è possibile ammirare nel cortile del punto vendita. Proprio il sito sembra non volersi curare delle potenzialità offerte dal web presentando agli utenti una singola pagina html in bianco e nero. Più che sulla realtà virtuale il progetto punta sull’esposizione vera e propria a cui sono stati affiancati un caffè letterario, un fioraio e una mensa chic.

Un vero e proprio paese delle meraviglie, piccolo mondo a parte un po’ snob ma dalla vocazione filantropica, una mecca di design di oggetti reincanalati nel circuito dei consumi che punta sull’allestimento e sulle scenografie in cui i più abbienti si troveranno completamente a proprio agio. Sogno per i compulsivi dello shopping che finalmente possono acquistare per una giusta causa.

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venerdì 11 novembre 2011

Terramacchina: viaggio tra le difficoltà e l’amore per un territorio troppo sfruttato



di Francesca Morra

Viaggiare tra coltivazioni intensive, grandi aziende, esperti economisti ed ecologisti paladini della sostenibilità, imprenditori più o meno sensibili al tema e piccole stalle in crisi del territorio della provincia di Parma: questo è il cammino che si stende davanti a chi si sistema in poltrona e guarda il documentario “Terramacchina”. Questo è il frutto di un lavoro di ricerca che ha coinvolto la rete dei Centri di Educazione Ambientale della Provincia di Parma, coordinata dal CIREA (Dipartimento di Scienze Ambientali – Università degli Studi di Parma) ed in collaborazione con l’Assessorato Ambiente della Provincia di Parma.

I 72 minuti del filmato scorrono veloci saltando da un mondo tangibile, fatto di immagini e testimonianze del territorio a un mondo privo di spazio e tempo dove la protagonista è Febe, una bambina che disegna, gioca, dipinge e le sue fantasie prendono vita attraverso la magia delle animazioni. Il regista Daniele di Domenico afferma che «Terramacchina vuole diffondere un messaggio di allarme e di amore per questo territorio, ma si rivolge in modo molto concreto anche al sistema produttivo, che può essere seriamente minacciato da una compromissione delle risorse naturali che sono alla base della produzione agroalimentare».

Come dice il titolo stesso del documentario, la Terra è diventata «una macchina da far funzionare in modo sconsiderato» dove le coltivazioni con il sistema intensivo si estendono su tutto il territorio. Ormai non si può più temporeggiare e scaricare tutta la responsabilità delle nostre azioni sulle generazioni future, rappresentate nel film da Febe che è «l’immagine personificata di una nuova coscienza ambientale, di una nuova cultura della responsabilità». Responsabilità che va oltre la questione morale della sostenibilità, estendendosi al punto di vista economico: la sostenibilità conviene a tutti, non solo agli ambientalisti!

Le prime proiezioni (lunedì 10 ottobre 2011 - Cinema D'Azeglio di Parma, giovedì 22 settembre 2011 - Cinema D'Azeglio di Parma) hanno fatto il tutto esaurito. Questa importante risposta del pubblico ha portato gli organizzatori del progetto a promuovere la riproduzione del documentario ovunque in Italia. Chiunque può organizzare una proiezione nella propria città: è sufficiente andare sul sito ufficiale del progetto nella sezione dedicata e richiedere gratuitamente il dvd.

Il trailer si conclude con una constatazione che da sola basta a stimolare l’interesse verso gli argomenti del documentario: un conto alla rovescia al contrario delle nuove nascite ogni secondo nel mondo! È veramente tempo di lasciare spazio alle nuove soluzioni già esistenti nel campo agrotecnico per poter continuare a vivere sulla Terra che tanto dà, ma che altrettante cure richiede.

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mercoledì 9 novembre 2011

“Periferia”, rifiuti su tela. L’arte come denuncia sociale


di Annalisa Tancredi

In un dipinto, l’immagine di una periferia abbandonata a se stessa, invasa dalla spazzatura ma incapace di reagire efficacemente alle emergenze. La questione dei rifiuti questa volta è raccontata dagli occhi di un artista, intrisa di desolazione e materialismo, solitudine e macchinosità, specchio dell’inadeguatezza del sistema amministrativo e degli stili di consumo che la nostra società ancora persegue.

Sostenibilità ambientale e creatività artistica unite per stimolare la riflessione sulle tematiche ambientali”. Il clima, l'energia, l'inquinamento, il riciclo sono i temi affrontati dal concorso nazionale AxA - Arte per l’Ambiente, organizzato dall’associazione La forza del Segno, con il patrocinio dei Comuni di Cassina de’ Pecchi, Comazzo e Gorgonzola, dove si è chiusa lo scorso 9 ottobre la manifestazione.

Un’occasione per celebrare il connubio tra arte, ambiente e comunicazione ambientale, in cui gli artisti sono spettatori della storia collettiva e, nello stesso tempo, cronisti in tempo reale della propria realtà. Attraverso il medium della tela, l’arte ci parla con un linguaggio sensibile e morbido, ma carico di funzioni comunicative che colpiscono interiormente lo spettatore e lo portano a riflettere sulle conseguenze di un semplice gesto quotidiano per il benessere collettivo.

Le mostre hanno visto la partecipazione di 97 opere provenienti da tutta Italia e, di particolare impatto, è stato il quadro di Josè Augusto, pittore e vetraio licatese figlio del pittore Cesare Augusto. Josè dal 2007 ha deciso di intraprendere il percorso artistico a sfondo sociale “..illuminato dal fatto che si può voler bene al proprio territorio non solo decantandone le bellezze, ma anche evidenziandone i difetti e il degrado ambientale. Dopo aver dipinto per anni le nostre bellezze naturali l’insoddisfazione ha preso piede, ed ero stanco di dovermi misurare con temi in cui non riuscivo a trovare quel senso del Vero”. La sua opera “Periferia”, è un dipinto di cassonetti vuoti, cartoni abbandonati per terra, lunghe ombre oscure e una periferia desolata a fare da sfondo.

Cosa l’ha ispirato a dipingere “Periferia”?
«A Licata si contrappongono la realtà del meraviglioso territorio con una situazione quasi da terzo mondo: la periferia è da anni una vera discarica a cielo aperto fatta di pneumatici, elettrodomestici e spazzatura accatastata. Il perfetto equilibrio tra scarso senso civico dei cittadini e cattiva gestione amministrativa».

Che cosa rappresenta per lei il dipinto?
«Quella fila di cassonetti metallici, già di per sé, sono un elemento inquinante. Sono quelli in cui da anni conferisco io stesso la spazzatura e sono per me lo specchio della situazioni amministrative che si sono succedute: puliti ed ordinati nei periodi di buona gestione e sporchi e dimenticati in quelli di cattiva amministrazione».
Cosa vorrebbe rappresentasse, invece, per gli spettatori?
«Per me è molto importante vedere la reazione di chi si sofferma a guardare il quadro: c’è chi ha esordito con un semplice “Bello!!”, chi mi ha confessato che un quadro del genere non l’avrebbe mai comprato, e chi invece non si sofferma nemmeno un attimo perché credo la tematica li tocchi troppo da vicino».

Di suo padre, quali insegnamenti custodisce?
«Di lui custodisco sicuramente l’insegnamento del saper trovare il bello anche la dove non c’è, dove un occhio poco allenato difficilmente lo sa cogliere; credo che dipingere una bottiglia accartocciata lo preveda».

Se dovesse fare lei una campagna di comunicazione ambientale?
«Non credo di avere le carte in regola per parlare di comunicazione, ma se involontariamente lo faccio con le mie opere è perché credo un’immagine, seppur cruda, sia il mezzo migliore per sbattere in faccia alla gente la triste realtà che ci circonda. Conviviamo quotidianamente con situazioni paradossali che non aiutano la gente a cambiare atteggiamento nei confronti del rispetto dell’ambiente
».
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lunedì 7 novembre 2011

Ceche sperimentazioni comunicative



di Silvia Musso

È passato più di un anno da quando abbiamo presentato ai lettori di Envi le originali campagne realizzate in Repubblica Ceca da EKO KOM, azienda che si occupa della raccolta, recupero e smaltimento dei rifiuti da imballaggio in tutto il territorio nazionale.

Cosa è successo nel frattempo? È tempo di guardare all'est Europa e “tornare” a Praga per farci spiegare dall'amica Šárka Nováková, responsabile del settore comunicativo, gli attuali progetti comunicativi rivolti ai cittadini cechi.

È attiva dalla scorsa estate la campagna “Of course” che si distingue da quelle cui siamo abituati perché diretta ai cittadini che già fanno la raccolta differenziata per ringraziarli e spronarli a continuare nel loro comportamento virtuoso. Ci sono, infatti, tante leggende metropolitane e falsi miti che accompagnano le abitudini del riciclo, ma EKO KOM vuole invitare i cittadini responsabili a non farsi trarre in inganno.

La realizzazione della campagna è stata preceduta da un'indagine preliminare in modo da ottenere contenuti aderenti il più possibile al tipo di target che si intendeva coinvolgere. La ricerca ha ottenuto risultati in merito al numero dei cittadini che fanno correntemente la raccolta differenziata, e le ragioni di chi non la fa o ha smesso di farla. È risultato che il cittadino attivamente impegnato nella raccolta differenziata non si sente sufficientemente motivato e anzi spesso è confuso tra una volontà virtuosa di fare una buona raccolta e una serie di miti che sembrano vanificare gli sforzi, primo tra tutti quello, che non conosce evidentemente confini geografici o culturali, secondo il quale tutto finisce insieme in discarica.

Dati questi risultati EKO KOM ha deciso che il filo conduttore della nuova campagna fossero proprio i miti più comuni tra la cittadinanza. Sono stati quindi realizzati dei cortometraggi e, da agosto a ottobre, ogni quattordici giorni, è stato aggiunto un nuovo episodio. I film sono tutti scaricabili dal sito dedicato alla campagna www.samosebou.cz e riprendono vari generi cinematografici per attrarre un pubblico il più ampio ampio possibile: ci sono western, commedie, thriller e polizieschi. La raccolta differenziata non è il soggetto principale dei film, ma viene introdotta in maniera discreta, ma comunque esplicita.

«Stiamo cercando di ribaltare i falsi miti più comuni in modo attraente e divertente – spiega Nováková - Gli eroi di film sono principalmente impegnatii a rovesciare questi miti e a promuovere il tema della raccolta differenziata e del riciclaggio. Rispetto agli anni precedenti, stiamo indirizzando la maggior parte dei nostri investimenti comunicativi verso il mondo online, dove una frazione sempre crescente della popolazione è attiva e dove è possibile lavorare più a lungo e meglio con l'utente rispetto alle modalità comunicative più tradizionali. I successi stanno arrivando come dimostrano gli oltre 100.000 visitatori del sito».

EKO KOM continua a sperimentare strategie nuove, originali e attraenti per comunicare la raccolta differenziata e il riciclaggio e le sue campagne riflettono la dinamicità di un'azienda giovane fatta da giovani. Amministratori, assessori, politici e comunicatori potrebbero prendere qualche utile spunto per svecchiare campagne ormai ripetitive, limitate nei media utilizzati e nei messaggi proposti, cui ormai noi cittadini siamo assuefatti.
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venerdì 4 novembre 2011

“For Beautiful City. Clean after Your dog”: una campagna senza clichè per Belgrado



di Valeria Rocca


Belgrado fa parlare di sé. Non tanto per le sue bellezze architettoniche, ma per un’audace e discussa campagna di comunicazione “For beautiful city. Clean after your dog”, realizzata da McCann Erikson Serbia, in collaborazione con Alma Quattro, per la diffusione in rete. Proprio l’amministrazione comunale della capitale serba ha voluto e finanziato questa campagna per promuovere e sviluppare la sensibilizzazione ambientale tra i cittadini di Belgrado, soprattutto fra quelli che hanno un amico a 4 zampe.

Il messaggio che il team di McCann Erickson vuole far emergere è semplice e chiaro, “Aiuta a rendere più bella la tua città, ricordati di raccogliere i bisogni del tuo amico peloso”, ma ciò che ha fatto discutere sono le immagini utilizzate per realizzare la campagna.

La scelta di McCann Erickson è quella di attirare l’attenzione con scatti insoliti e maliziosi, lontani dai soliti clichè tradizionali. Così i cittadini di Belgrado, da un paio di mesi, possono ammirare, sui cartelloni sparsi per la città irriverenti foto che mostrano, in primo piano, il lato b di alcune modelle, e di un modello, intenti a raccogliere i bisogni dei loro cani.

Insomma una scelta, sicuramente fuori dagli schemi, che fa discutere: insorgono le femministe, scettici gli addetti ai lavori, l’idea è già stata vista, e forse è anche un po’ banale, ma il successo sul web è enorme. Da Facebook, a Twitter le immagini della campagna impazzano e i commenti degli utenti, in rete, sono entusiasti e divertenti.

Se siete curiosi, potete dare un’occhiata qui.
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mercoledì 2 novembre 2011

La customer satisfaction nella comunicazione ambientale


di Eleonora Anello

Uno degli obiettivi principali di un buon comunicatore è quello di non rendere il messaggio fine a se stesso. Per evitare di fare flop, è indispensabile partire da dati validi scaturiti da ricerche scientifiche per programmare l’azione comunicativa in modo efficace.

In campo psicologico, in questi ultimi anni, si sono fatti molti passi avanti. Si è cercato si realizzare strumenti per investigare le opinioni dell’utente finale andando oltre i metodi classici, colpevoli di non tener conto di alcuni meccanismi come la razionalizzazione e la desiderabilità sociale che restituiscono dati distorti. Per conoscere le opinioni più inconsce degli individui, è nato MuSeS, sistema di customer satisfaction, presentato nel 2010 a Ravenna, con il patrocinio dall’Ente Bacino Padova 2. In quell’occasione si è parlato del suo utilizzo in campo ambientale.

MuSeS (Multi-Sensory Sort) – ideato da Luca Cian dell’Università del Michigan, in collaborazione con l’Università degli Studi di Trieste, cerca di svelare le esigenze nascoste del target al fine di renderlo più partecipe e collaborativo. Ma di cosa si tratta nello specifico? Lo abbiamo chiesto al suo ideatore.

«MuSeS è uno strumento finalizzato a investigare e a misurare le aspettative delle persone, nei loro aspetti maggiormente inconsci e multisensoriali. I tradizionali metodi d’indagine rendono conto solo di alcuni elementi, essenzialmente cognitivi, che tuttavia non sembrano essere i fattori più importanti su cui si possa far leva per cambiare un atteggiamento o un comportamento. La letteratura in psicologia economica e in marketing ha difatti sottolineato come gli elementi alla base della maggior parte delle nostre decisioni siano inconsapevoli».

Quali sono le vere innovazioni di MuSeS?
«Rispetto agli strumenti esistenti, consistono essenzialmente: nel bypassare gli aspetti cognitivi del cliente e mirare alle sue aspettative inconsapevoli; nel basarsi su stimolazioni multisensoriali; nel voler oltrepassare la suddivisione tradizionale tra metodi qualitativi e quantitativi».

Può spiegarci meglio?
«Riguardo al primo punto, i tradizionali metodi finalizzati a sondare le opinioni si basano essenzialmente su questionari scritti. Ciò presuppone che non serva indagare nulla di inconscio e che le aspettative siano qualcosa di verbalizzabile. MuSeS, invece, si basa su tecniche proiettive, derivate dalla psicologia clinica, capaci di bypassare le barriere razionali e indagare gli aspetti più inconsapevoli e inconsci. Riguardo al secondo punto, MuSeS è la prima tecnica proiettiva capace di indagare tutti i cinque sensi umani. Ciò permette di elaborare - sui risultati ottenuti - delle strategie di comunicazione a 360 gradi, basate su stimoli visivi, uditivi, olfattivi, gustativi e tattili. Infine, riguardo al terzo punto, si è rintracciato un algoritmo matematico. Ciò ha permesso di applicare un’oggettività di calcolo, tipica della ricerca quantitativa, ai risultati ottenuti attraverso i test proiettivi, strumento di indagine tipicamente qualitativo».

MuSeS ha riscosso numerosi successi all’interno della comunità scientifica internazionale, sia quando è stato presentato all’ICP - International Congress of Psychology - tenutosi a Berlino (Germania), che durante l’esposizione all’EAWOP - European Congress of Work and Organizational Psychology - a Santiago de Compostela (Spagna).
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