lunedì 29 novembre 2010

Si è conclusa la Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti 2010


di Oliver Weathon

Si è conclusa ieri, domenica 28 novembre, la seconda edizione della Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti, che ha mobilitato milioni di persone in 18 stati (tra cui anche due extra-europei, Repubblica Dominicana e Brasile). Le azioni convalidate in tutti gli stati aderenti sono state oltre 4.300 con un incremento del 50% rispetto allo scorso anno.

L’Italia -dove la “Settimana” è stata promossa da un Comitato nazionale (composto da Ministero dell’Ambiente, Federambiente, Rifiuti 21 Network, Provincia di Torino, Legambiente, Aica, E.R.I.C.A. ed Eco dalle Città) ed è stata realizzata sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica, col patrocinio del Ministero dell’Ambiente, della Presidenza della Camera e del Senato, della Commissione Nazione Italiana Unesco e col sostegno del Conai- si è nuovamente aggiudicata il secondo posto con circa 600 azioni provenienti da tutto il territorio nazionale.

Roberto Cavallo, presidente di AICA, ha così commentato: “Tutta l’Italia ha dimostrato la propria voglia di partecipare direttamente al futuro del proprio territorio, come la stessa direttiva europea chiede agli Stati Membri. Siamo certi che il Ministero, che quest’anno è capofila ufficiale del Comitato Italiano, saprà far tesoro di questa enorme ricchezza di idee, di iniziative, di risposte positive, di voglia di partecipare”.

A fronte del successo della “Settimana” il presidente di Federambiente Daniele Fortini sottolinea con forza il valore strategico che avrebbe per l’Italia puntare su una riduzione a monte dei rifiuti. “Quello della prevenzione è un passaggio che sta all’inizio della gerarchia europea della gestione dei rifiuti. Ridurre la quantità di rifiuti da gestire, ridurre gli sprechi e l’eccesso di consumi inutili corrisponde a risparmiare materia ed energia oltre che denaro. Paradossalmente però proprio la prevenzione dei rifiuti nel nostro Paese è all’ultimo punto della gerarchia dei rifiuti”.

Un concetto che Walter Facciotto, Direttore Generale Conai ribadisce: "Nel panorama più ampio della gestione dei rifiuti la prevenzione dei rifiuti di imballaggio rappresenta una leva importante sia da un punto di vista economico, che ambientale e culturale: grandi vantaggi possono essere ottenuti infatti non solo riducendo il volume dei rifiuti, ma anche attraverso cambiamenti nei modelli di progettazione e produzione del packaging e di distribuzione e consumo delle merci”.

Il Comitato promotore italiano è ora impegnato a individuare cinque azioni tra le centinaia raccolte (una per ogni categoria di project developer: pubbliche amministrazioni, associazioni, imprese, scuole e altro) da inviare come candidature alla segreteria europea.

Il 28 marzo 2011 a Bruxelles saranno consegnati gli European Awards alle azioni europee più originali e meritevoli, in base alla valutazione da parte di una Giuria di esperti.
Nell’occasione sarà anche lanciata la terza e ultima edizione, che si terrà dal 19 al 27 novembre 2011.
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Una scuola di pesca per un mare più pulito


di Annalisa Audino

Tra le tante interessanti ed originali iniziative dedicate alla Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti si è distinta, dedicata all’ambiente marino, quella chiamata Più-M@re realizzata dal Comune di Gallipoli in collaborazione con l’associazione “Insieme Europa” e la Presidenza della V Commissione Attività Produttive della Provincia di Lecce.

La F.A.O. e l’U.N.E.P. hanno recentemente pubblicato un rapporto in cui si dichiara che le attrezzature da pesca abbandonate, perse o dismesse costituiscono un pericolo sia per l’ecosistema (si parla in questo senso di pesca fantasma perché numerosi animali marini continuano ad essere intrappolati e morire) sia per le imbarcazioni. L’azione Più-M@re, che si è svolta tra il 25 e il 28 novembre a Gallipoli, si è esplicata attraverso diverse attività finalizzate alla pulizia dell’habitat marino e alla salvaguardia della sua popolazione. E' stao realizzato un mercatino del recupero e riutilizzo per le attrezzature da pesca (reti, cordame, galleggianti), la riparazione in loco degli strumenti, la loro cessione ad operatori del settore (anche meno abbienti) ed il successivo reimpiego nel proseguo della funzionalità, ritardando nel tempo l’acquisto di beni nuovi oppure ceduti a cooperative e imprese operanti ad esempio nel settore dell’ art-design. In una cornice suggestiva, vicino ad un insenatura con le imbarcazioni attraccate e il centro storico alle spalle, sono poi stati allestiti dei punti informativi per dare informazioni sulle corrette pratiche ambientali per un efficace smaltimento delle reti ed attrezzature da pesca inutilizzabili. Contemporaneamente si è tenuto da anziani ex-pescatori un corso-seminario sulla riparazione delle reti e della strumentazione da pesca danneggiata. I partecipanti sono stati in primis gli studenti dell’Istituto Nautico di Gallipoli.
La riparazione, pratica quasi dimenticata, diventa così il punto di forza di questa comunicazione intergenerazionale che vuole impegnarsi a dimostrare come la vita degli oggetti possa essere allungata.

Tutto il materiale video e fotografico raccolto durante queste giornate sarà inserito in un sito web dedicato alla diffusione permanente on-line di nozioni sulla corretta gestione delle attrezzature da pesca dismesse. A rendere originale l’iniziativa è sicuramente il suo obiettivo di salvaguardare l’ecosistema marino mediante la diffusione di corrette prassi di recupero e riutilizzo di attrezzature da pesca usurate tra gli operatori della pesca come evidenzia Antonio Stea, agronomo dell’associazione “Insieme Europa”: «Abbiamo pensato di utilizzare il canale della Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti per porre l’attenzione su un tema a noi molto caro. Noi speriamo, infatti, come Salento, di poter innescare dei processi virtuosi di tutela dell’ecosistema marino che possano essere esportati anche in altri contesti. Speriamo inoltre che i cittadini capiscano l’importanza e il valore etico del recupero».
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La terra è mia e non si deve sporcare!


di Alessandro Ferrua

Campania Infelix. Così ha intitolato la sua opera Bernardo Iovene per descrivere la drammatica situazione di questa bellissima regione, oggetto di scempio a causa della crisi dei rifiuti iniziata sedici anni fa. Il crollo della Palestra dei Gladiatori, avvenuto il 6 novembre scorso a Pompei, è un gravissimo episodio che simboleggia le istituzioni che, come l’edificio, cedono a causa dell’incuria e falliscono nella loro funzione di accogliere e proteggere i cittadini che si stanno battendo come gladiatori, ma senza armi e violenza, per avere un territorio salubre e una vita dignitosa.

C’è chi resiste su una sorta di campo di battaglia, come avviene adesso a Terzigno e chi resiste anche al di fuori della lotta vera e propria, mostrando quali possono essere i comportamenti virtuosi da adottare per salvarci dalla “monnezza” nel lungo periodo, emergenza di portata globale. La Campania è un territorio che comunque resiste e si oppone alla sovrapproduzione di rifiuti e alle sue conseguenze sulla società.

La Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti è un’ottima occasione per mostrare che è possibile adottare stili di vita sostenibili e che è doveroso continuare a farlo anche al di fuori di questo evento europeo, come sta facendo questa regione, che peraltro conta, nell’ambito di questa manifestazione, una cinquantina di azioni molto efficaci.

A Pompei, per esempio, un gruppo di scuole collabora a un’azione dal titolo suggestivo: “Non consumare inutilmente, affinché ogni fratello possa condividere tutti i beni del Creato”. E dal sottotitolo ancora più forte: “A terra è a mia e nun s’adda spurcà”. I “project developer” sono il Circolo Didattico “Luigi Leone”, la Scuola Secondaria di Primo Grado “Maiuri”, il Secondo Circolo Didattico di Pompei, la Scuola Media Statale “Matteo Della Corte” e la Scuola Elementare Parificata “Bartolo Longo”.

«L’azione è rivolta al grande pubblico, ma gli attori principali sono i bambini e le bambine delle scuole che vanno in giro per sensibilizzare sulla prevenzione dei rifiuti. Questo avviene nei negozi, negli uffici, nelle banche, alla posta, ma anche in famiglia. In tutti quei luoghi in cui sia possibile coinvolgere gli adulti» spiega Nadia Citarella, dirigente scolastico del Circolo Didattico “Luigi Leone” e aggiunge che «è compreso anche un incontro con i nonni che si recano nelle scuole a spiegare come funzionavano le cose una volta, quando non si producevano queste montagne di rifiuti». Un’iniziativa molto interessante poiché coinvolge e mette in contatto le diverse generazioni. Infatti, c’è chi sostiene che la sostenibilità possa raggiungere prendendo spunto dalle buone pratiche del passato, coniugandole alle necessità e alle tecnologie del presente. «È prevista inoltre una passeggiata all’interno del Parco Nazionale del Vesuvio, nel quale - conclude Citarella - vorrei ricordare, è presente una discarica, deposito di prima categoria di rifiuti urbani e assimilabili, la quale può facilmente essere vista da coloro che percorrono la strada che porta sulla sommità del monte».

L’adesione della Campania alla “Settimana” dimostra che più si è a contatto con una situazione critica che si può vedere da vicino e di cui si possono toccare con mano gli effetti nefasti, maggiormente si è portati ad affrontarla, con coraggio, pazienza, “dal basso”. E ci auguriamo che tutta questa volontà positiva di chi crede con fermezza nel cambiamento sia d’esempio per molti.
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sabato 27 novembre 2010

Sacchetti di plastica: a Fossano il nuovo “Guinness dei Primati”


di Francesco Rasero

Oggi, sabato 27 novembre, è stato stabilito a Fossano (Cuneo) il nuovo record del “Guinness dei Primati” per la più grande scultura al mondo realizzata con sacchetti di plastica. Sono stati utilizzati 120 mila shopper usa-e-getta per costruire una struttura di 22 metri cubi sagomata seguendo lo skyline del Monviso.

L’evento, che ha radunato centinaia di persone nella centrale piazza Castello, è stato organizzato all’interno della Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti dal Consorzio Sea, dal Comune di Fossano e dalla cooperativa Erica, con il supporto di Vm Press, Novamont, Porta la Sporta e Trs Radio Savigliano.
La scultura realizzata a Fossano misurava 7,22 metri di larghezza, 2 metri di profondità e 2,20 metri di altezza massima (la punta del Monviso) con un’altezza media di 1,50 metri. E’ stata realizzata interamente in legno non trattato e, successivamente, ricoperta e riempita di sacchetti, come previsto dal disciplinare del Guinness dei Primati.
Tutti i materiali, al termine della manifestazione, sono stati immediatamente avviati al riciclo.

Il record è stato convalidato sul posto, dopo un’accurata verifica durata quasi due ore, dal giudice londinese Jack Brockbank, rappresentante ufficiale del Guinness World Records: «Ho il piacere di annunciarvi ufficialmente che da questo momento Fossano detiene il nuovo primato mondiale», ha dichiarato tra gli applausi dei presenti, prima di consegnare agli organizzatori l’attestato ufficiale.
Il precedente record per tale tipologia di scultura apparteneva agli Stati Uniti (Los Angeles) con 36.700 sacchetti.

«L’iniziativa è servita a lanciare un forte messaggio simbolico e a sensibilizzare sull’impatto ambientale delle scelte quotidiane di ognuno, con l’obiettivo di far adottare uno stile di vita maggiormente eco-sostenibile e di produrre meno rifiuti –commenta Roberto Cavallo, presidente della cooperativa Erica- I sacchetti sono stati raccolti negli ultimi due mesi coinvolgendo la popolazione e le scuole del Consorzio Sea, ente che gestisce i rifiuti in 54 Comuni del cuneese: ci eravamo posti come obiettivo 50 mila shopper, siamo arrivati a 120 mila».

Un considerevole contributo al record è venuto proprio dalle scuole primarie del territorio, coinvolte con il concorso “I virtuosi del Guinness”. Oltre 73 mila i sacchetti raccolti dagli alunni: il plesso di Torre San Giorgio e la classe VB di Racconigi si sono aggiudicati i primi premi per le due categorie previste.
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Hilton sostenibile


di Alessandro Ferrua

Anche i grand hotel possono diventare eco-compatibili, tramite piccoli accorgimenti rivolti sia al servizio svolto per i clienti che al personale interno, presente negli uffici dei vari alberghi della catena. Lo dimostra l’Hotel Hilton di Milano che, in occasione della Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti, ha organizzato alcune piccole azioni, molto interessanti.

«È dal 2007 con il programma "We Care” a livello europeo che Hilton attua un coordinamento per le attività sostenibili. Da quest'anno il programma è mondiale e si chiama Lightstay» afferma Monica Cervio, Personal Assistant di Ilio Rodoni, Direttore Generale dell’hotel.
«Tutte le azioni sono state comunicate allo staff dell'hotel durante un'assemblea rivolta a tutti i dipendenti in cui abbiamo dato un'anticipazione. Per quanto riguarda la giornata senza carta "Paperless Day", abbiamo sensibilizzato i nostri colleghi chiedendo che il 23 novembre soprattutto gli uffici provassero a non utilizzare la carta o comunque a riutilizzarla. Sono stati donati 44 piumini ai Salesiani Don Bosco di Milano e letti e materassi alla società ONLUS "Dona Con Amore". Per i nostri clienti, sul banco della reception abbiamo posizionato un digital frame informativo sulla “Settimana” con dei vasetti di marmellata riutilizzati contenenti una pergamena con 10 consigli per la riduzione dei rifiuti, sia in italiano che in inglese».

Ma non è finita qui, infatti la Dott.ssa Cervio aggiunge che «altre attività internazionali alle quali abbiamo partecipato attivamente coinvolgendo sempre clienti e staff sono state: Earth Hour, in cui per 60 minuti abbiamo spento o abbassato le luci dove non necessarie e in sicurezza; Earth day, ovvero una giornata mondiale della terra durante la quale sono stati offerti dei semini di fiori e Car Free day (una giornata senza macchina). Hilton Milan, proprio grazie al suo continuo contributo verso l'ambiente, due anni fa ha vinto una bicicletta per ogni suo dipendente» e in questo caso si trattava di una competizione regionale promossa proprio dalla compagnia Hilton.

Da evidenziare l’assenza dei classici prodotti monouso confezionati singolarmente per la propria clientela, «anzi, al buffet della colazione abbiamo introdotto l'uso di dispenser per i cereali, i succhi di frutta e il caffè; per il servizio lavanderia , i nostri team utilizzano dispenser per i detersivi e non le singole bottiglie. Inoltre, per i dipendenti abbiamo introdotto un dispenser per l'erogazione di acqua» conclude la dott.ssa Cervio.

La sensibilizzazione della compagnia continua anche al di fuori della Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti, così come continua l’impegno creativo e costante per ridurre gli impatti di qualsiasi attività umana sull’ambiente.
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venerdì 26 novembre 2010

Ridurre giocando all’IKEA di Ancona


di Eleonora Anello

Numerose le imprese che hanno aderito con entusiasmo e impegno alla Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti. Tra queste la multinazionale Ikea, colosso del mobile che da circa una quindicina d’anni si dimostra attento all’ambiente e alla sostenibilità iniziando un cammino che lo spinge a considerare le conseguenze ambientali e sociali del proprio business con evidenti ricadute anche sull’immagine del conosciutissimo marchio.

Il centro commerciale di Camerano, in provincia di Ancona - da poco premiato da “Comuni ricicloni - Speciale prevenzione”, per il progetto dai risvolti sociali di recupero e riuso di coperte che sono state donate ai meno abbienti e per l'installazione di 3 erogatori di acqua all'interno degli spazi aperti al pubblico - ha aderito alla mobilitazione europea per la riduzione dei rifiuti, attraverso una serie di iniziative. Nel prossimo week end (27 e 28 novembre 2010) verrà allestita una mostra dedicata alla “Settimana” e a tutte le azioni ambientali e sociali che IKEA ha intrapreso proprio in tema di prevenzione dei rifiuti.

Durante l’esposizione verranno distribuiti i materiali ufficiali della campagna europea e proiettati alcuni video sia all’interno del ristorante che del negozio. Sempre in questi spazi, dalle ore 15 e fino alla chiusura di sabato 27, in collaborazione con la Regione Marche, i clienti più piccoli potranno partecipare a “Riusa giocando”, laboratori per imparare, attraverso il gioco, il riuso creativo e per scoprire, valorizzare e trasformare in risorse alcuni materiali di scarto. Gli operatori delle ludoteche Riù, coinvolgeranno i bambini nel gioco del riuso per dimostrare in modo ottimistico e propositivo che “Anche di fronte ad un mondo sempre più sommerso dai rifiuti è possibile, anzi indispensabile, costruire un percorso per il cambiamento, per un nuovo rapporto uomo-ambiente, attraverso i concetti di conservazione e valorizzazione non solo di oggetti e materiali dismessi, ma anche del tessuto economico-sociale e delle culture locali”, come si legge nel comunicato stampa.

Gli organizzatori stimano che verranno raggiunti circa 10.000 visitatori. Tiziana Babuin, IKEA Family e Local Marketing Manager, spiega a Envi.info «La raccolta differenziata e il riciclo dei materiali rappresentano un impegno fondamentale per IKEA, in quanto ogni rifiuto creato e mal gestito è un costo per chi lo produce, per la società e per l'ambiente. Una corretta e meticolosa raccolta differenziata permette di ridurre gli svantaggi economici e ambientali creati dai rifiuti, trasformandoli in una risorsa. Per il passato anno fiscale, l'obiettivo internazionale fissato da IKEA della percentuale totale di rifiuti avviata a riuso, riciclo o recupero energetico era pari al 90%. L'obiettivo in Italia è stato quasi raggiunto con il risultato dell'87%, mentre per il negozio IKEA di Ancona è stato di 82%. In virtù di quest'impegno, l'IKEA di Ancona non poteva che dar seguito alla proposta della Regione Marche di ospitare all'interno del proprio negozio la Ludoteca del riuso. La Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti rappresenta infatti una buona occasione per ricordare a tutti la necessità che ciascuno si assuma sempre la propria parte di responsabilità nei confronti dell’ambiente e delle persone. Per l' IKEA di Ancona ospitare la ludoteca del riuso rappresenta anche un modo per stimolare clienti e collaboratori ad agire in prima persona, mettendo in pratica piccoli e preziosi accorgimenti, in casa e non solo».

E noi ci crediamo, anche alla luce di quanto ha affermato Ingvar Kamprad, il fondatore di Ikea, che in un'intervista per la televisione svizzera TSR, ha fatto outing dichiarando di guidare un’auto vecchia di 15 anni, di volare in classe economica e di incoraggiare i suoi dipendenti a scrivere sempre su tutti e due i lati del foglio.
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giovedì 25 novembre 2010

Firmato il Patto per la costituzione dell’associazione “Rete Italiana dei Compostatori Domestici”


di Oliver Weathon

Il 20 Novembre 2010 è stato firmato il Patto per la futura costituzione dell’Associazione nota come ‘Rete Italiana Compostatori Domestici’, un progetto volto a creare una rete di compostatori domestici tra Comuni, Associazioni, Consorzi, e ovviamente, singoli cittadini. L’obiettivo del programma è quello di veicolare le informazioni tra le presone e rendere più facile per loro aderire a pratiche di compostaggio domestico o comunitario attraverso uno scambio di idee, consigli, suggerimenti, ecc.

L’impegno della rete è quello di “mettere a disposizione esperienze, strumenti, dialogo e opinioni sulle tematiche del compostaggio domestico in tutte le sue forme, individuali e collettive”, secondo il sito della rete. Mentre compostaggio è un processo molto vantaggioso per i singoli, per gli enti pubblici e privati è spesso visto come un processo che richiede tempo e impegno. Il Rete Italiana Compostatori Domestici offrirà diversi tipi di supporto alle persone e a tali enti per consentire loro di iniziare il compostaggio domestico.

Il compostaggio può recare beneficio ai singoli, alle comunità locali e all’ambiente in molti modi: si risparmiano materiali biodegradabili che non vengono così conferiti in discariche o inceneritori; si offre una valida alternativa al concime chimico, che i cittadini possono utilizzare nei loro giardini o donare a loro vicini; si migliorano le qualità organolettiche del proprio orto, giardino o campo; si ottengono prodotti genuini che possono poi essere consumati sulla propria tavola.

Chiunque è potenzialmente in grado di collegarsi alla rete. Così ad esempio le scuole possono usufruire dei vantaggi che offre, non solo nella riduzione dei rifiuti, ma anche nell’educare i giovani circa il compostaggio domestico, al fine di insegnare ai propri allievi una buona pratica di riduzione dei rifiuti. Un aumento del compostaggio dei residui alimentari e del verde può inoltre consentire la diminuzione della quantità di rifiuti raccolti, e in tal senso l’Associazione Rete Italiana Compostatori Domestici potrà essere un ulteriore incentivo in questa direzione.

Una data fondamentale per l’Associazione è stata il 20 novembre 2010, in occasione del ‘Seminario Internazionale Rifiuti Zero’ tenutosi a Capannori (Provincia di Lucca). Durante questo seminario, figure chiave nel campo della riduzione dei rifiuti hanno firmato il Patto con cui si impegnano a costituire l’Associazione Rete Italiana dei Compostatori Domestici.

La Rete è dotata anche di un sito web (www.noicompostiamo.it). Esso non solo fornisce consulenza e supporto sul compostaggio, ma funge anche da coordinatore delle diverse realtà territoriali nazionali. Si sollecitano inoltre le pubbliche amministrazioni e dei governi locali a promuovere il compostaggio individuale e comunitario, sottolineando il fatto che è uno dei mezzi più semplici ed efficaci volti alla riduzione dei rifiuti, e qualcosa a cui tutti possono prendere parte.
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mercoledì 24 novembre 2010

Adozione e riduzione in Basilicata


di Paolo Ghiga

Adotta una fontana”: è il titolo dell’azione dell’Azienda Rabite Servizi Turistici di Turci (Basilicata) per partecipare alla Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti 2010.
Nel progetto sono stati coinvolti diversi stakeholders, oltre all’Azienda promotrice, hanno dato il loro contributo i ragazzi dell’Istituto I.T.C.G.T. "Manlio Capitolo", il Comune di Tursi- Matera, il Parco Nazionale del Pollino e l’Acquedotto Lucano.
Sono stati previsti studi e ricerche delle vie dell’acqua a Tursi condotti dagli studenti, che localizzato e in seguito adottato una vecchia fontana ancora attiva, con l’obiettivo di ridurre il consumo di bottiglie.

Il 22 novembre è stata inoltre prevista un’escursione ecologica per le classi coinvolte presso la Sorgente Frida, nel Parco Nazionale del Pollino.
La parte didattico-educativa vedrà la creazione di una pagina web, vero diario di bordo, la pubblicazione del progetto storico-architettonico della fontana, la proposta e la votazione (proprio durante la “Settimana”) dello slogan più significativo sul consumo responsabile dell’acqua pubblica.

Ma l’iniziativa non si concluderà in questi giorni. Entro gennaio 2011, infatti, si terrà una presentazione pubblica del progetto con la posa di una targa sulla fontana adottata, riportante la sua storia e lo slogan vincitore, mentre la promozione dell’intero progetto nelle scuole medie limitrofe, avverrà entro fine febbraio.

Dott.ssa Carmela Rabite come avete reso partecipe il vostro target alla Settimana Europea per la Riduzione dei rifiuti?
«Abbiamo sensibilizzato un target specifico, ovvero gli studenti di un istituto superiore, coinvolgendoli in prima persona in un’escursione, condividendo e promuovendo, con loro le pratiche consapevoli mediante la creazione un’apposita pagina web. Per aprirci all’esterno abbiamo creato una rete di enti, una newsletter e abbiamo pubblicizzato la nostra iniziativa soprattutto sulla stampa locale. Inoltre ci siamo impegnati a preparare e distribuire il materiale informativo e pianificando. Inoltre, abbiamo programmato la cadenza annuale dell’evento».

Per un’azienda di servizi turistici l’attenzione per l’ambiente è significativa…
«In realtà siamo partiti semplicemente dal nostro territorio, da quello che ci offre da millenni, senza chiedere mai nulla in cambio e dal quale, da generazioni, si fugge. Oggi, fanno parte integrante dei nostri paesaggi pale eoliche ed enormi condutture d’acqua. Un territorio, insomma, che grazie alle risorse naturali distribuisce gratuitamente una ricchezza paradossalmente misconosciuta. Diffondendo la cultura dell’appartenenza e della consapevolezza, le giovani generazioni potranno contribuire a ridurre questo atavico gap. Crediamo che questa sia la strada percorribile. Cerchiamo di adottare tutte le precauzioni che ci consentono di ridurre CO2, come corsi di guida ecologica per il nostro personale, oppure acquistando nuovi bus con motori a GPL. Ma, siamo consapevoli che, tutto questo non può bastare. Siamo parte di un circolo vizioso che speriamo diventi virtuoso».

Avete riposto grandi speranze nei giovani mostrando attenzione anche per gli aspetti didattico-educativi della proposta…
«L’idea di adottare una fontana, di individuare uno slogan, di creare un percorso delle vie dell’acqua, sarebbe stata nulla se non avessimo coinvolto i ragazzi. Questo progetto è stato costruito intorno a loro, perché crediamo nella loro grande ed innovativa capacità di comunicare. Abbiamo cercato di far convogliare la loro attenzione e le loro energie sul tema del consumo critico dell’acqua, dandogli la possibilità di realizzare strumenti di comunicazione a basso impatto ambientale. I ragazzi, presi dall’entusiasmo, stanno coinvolgendo l’intero Istituto e le ultime classi delle scuole medie dei Comuni di Tursi e Craco, facendo rientrare il tutto in un progetto di orientamento, infatti gli insegnanti hanno inserito Adotta una Fontana, all’interno dei POF 2010/2011»
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martedì 23 novembre 2010

Oltre il rifiuto


di Anna de Polo

Sabato 20 è iniziata la Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti, che si concluderà domenica 28 novembre e che si propone di divulgare il concetto di riuso inteso come consumo più attento e responsabile, prolungamento della vita dei prodotti e riduzione dei rifiuti gettati via, attraverso una serie d’iniziative locali, fra cui quelle coordinate dalla Rete Nazionale degli Operatori dell’Usato (Rete O.N.U.). La Rete O.N.U. presenta, presso i mercati e le fiere dell’usato d’Italia, una serie d’interventi realizzati dalle organizzazioni locali fondatrici della Rete: Associazione Occhio del Riciclone, Associazione ViviBalon, Associazione Bazar Project, Associazione Bidonville, Rete di sostegno ai mercatini Rom, Associazione degli Operatori di Porta Portese.

Per sensibilizzare i frequentatori delle fiere dell’usato saranno affissi sui banchi degli operatori del mercato delle locandine che mettano in evidenza il valore sociale, economico e ambientale della vendita e del baratto dei beni usati come pratica atta a ridurre la produzione di rifiuti e saranno distribuiti dei gadget con annesso calendario dei principali appuntamenti dell'associazione locale e della Rete O.N.U., a partire dagli Stati Generali dell'Usato, che si terranno a Torino i prossimi 14 e 15 gennaio 2011. Quest’azione di sensibilizzazione avrà luogo nei mercati storici dell’usato di Porta Portese (Roma), Balon (Torino), 29° fiera del baratto e dell’usato (Napoli), Città dell’Altra Economia (Roma), Sportello popolare Quarticciolo (Roma).

Domenica 28 novembre presso la sala Renato Biagetti della Città dell’Altra Economia, a Torino, verrà presentato il “Rapporto sul Riutilizzo in Italia”, dove sarà fatto il punto sullo stato dell’arte del riuso in Italia e saranno messe a confronto alcune esperienze virtuose. La presentazione sarà curata dall’Associazione Occhio del Riciclone, che è nata agli inizi del 2003 con l’obiettivo di promuovere il riutilizzo e individuare una soluzione all’emergenza rifiuti a partire dal punto di vista dell’economia popolare. Gianfranco Bongiovanni, membro dell’Associazione esperto in comunicazione ambientale ed economie popolari legate al riuso, in occasione della presentazione della rete O.N.U ha dichiarato: “l'impatto disastroso sull'ambiente di politiche basate principalmente sullo smaltimento in discarica mette in evidenza il grande effetto positivo nella diminuzione degli oggetti da smaltire. Se gli operatori dell'usato avessero accesso ai rifiuti ingombranti che i cittadini portano ai centri di raccolta urbani si otterrebbe un abbattimento dei costi per la raccolta differenziata”.

Adesso che abbiamo imparato a riciclare, quindi, dobbiamo imparare a riutilizzare. La pratica della differenziazione e del riciclo, infatti, pur con molte difficoltà e grandi differenze tra alcune zone d’Italia ed altre, sta diventando ormai un’abitudine consolidata. Alcuni di voi forse avranno sperimentato un sussulto della coscienza quando, per varie ragioni, si sono trovati a gettare per esempio una bottiglia di vetro nell’indifferenziata o a mettere plastica e umido nello stesso contenitore. Questo disagio, sintomatico di una sensibilità ambientale che si manifesta in comportamenti automatici e quasi inconsapevoli, è un traguardo raggiunto da tutti noi come persone e come cittadini, ma rappresenta anche un nuovo punto di partenza. Cosa facciamo, infatti, per ridurre la quantità di rifiuti che produciamo quotidianamente? Questo è probabilmente un quesito “nuovo” per molti e una nuova sfida per tutta la società, tanto più per una consumistica come la nostra. Non solo riciclo, quindi, ma anche riuso, è il messaggio che questa Settimana Europea ci vuole trasmettere.
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lunedì 22 novembre 2010

Informazione, spettacolo e sostenibilità: tre parole chiave per la Settima Europea per la Riduzione dei Rifiuti 2010 della Valle d’Aosta


di Valeria Rocca

Grazie all’iniziativa dell’Assessorato Territorio e Ambiente, anche quest’anno, la Valle d’Aosta ha aperto le porte alla Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti 2010 organizzando numerose e interessanti iniziative sull’intero territorio regionale.

Sabato 20 novembre sono stati aperti al pubblico, sulla Piazza Chanoux di Aosta, tre Chalet Informativi dove è possibile reperire informazioni utili sui temi della riduzione dei rifiuti, del riciclo e del compostaggio domestico. Particolare spazio sarà dedicato ai bambini che attraverso lo scambio di libri e giochi potranno capire che cosa significa riciclare.

Sempre il 20 novembre ha mosso i primi passi L’ECO-CAMPER, un pulmino attrezzato itinerante, che si muoverà tra i Comuni della Valle d’Aosta fino al 28 novembre. L’obiettivo è di fornire informazioni e dettagli sul tema della campagna di riduzione dei rifiuti e di distribuire ai cittadini un’eco-borsa (Ecolo-Sac) per la spesa, da utilizzare sempre in alternativa ai sacchetti di plastica molto più inquinanti. E proprio gli shopper usa e getta in plastica saranno vietati in Valle d’Aosta dal 2011. A questo tema e alla normativa prevista è dedicato un numero monografico del periodico dell’Ascom Confcommercio “L’Informatore commerciale ed economico” che sarà pubblicato proprio in occasione della Settimana Europea di Riduzione dei Rifiuti. Il numero sarà inviato a tutti gli associati e ai commercianti valdostani. Proprio ai negozianti sarà inviata anche una vetrofania con cui si richiede di aderire al progetto commercializzando solo più sacchetti biodegradabili.

Di particolare interesse lo spettacolo teatrale “Meno 100 kg. -Ricette per una dieta della nostra pattumiera”, previsto per la serata del 24 novembre presso la Cittadella dei Giovani ad Aosta. Ideato e realizzato da Roberto Cavallo, presidente di A.I.C.A. ed esperto di rifiuti a livello europeo, il recital è un originale canale di comunicazione ambientale per sensibilizzare i cittadini sulle tematiche di riduzione dei rifiuti, che permette di entrare in diretto contatto con le persone capendo e interpretandone gli umori.
Il palco è trasformato in una casa super colorata munita di cucina, bagno e giardino in cui gli attori ripercorrono, in modo coinvolgente e interattivo, le azioni che ognuno può mettere in pratica nella vita di tutti i giorni per ridurre la produzione di rifiuti. Nel finale, quasi come promemoria, viene distribuita agli spettatori la “ricetta” di azioni da mettere in atto per far fare la dieta alla pattumiera. Il tutto è documentato da un’ accurata ricerca scientifica che rende lo spettacolo ancora più di valore.

Curioso, ancora, l’incontro “Mangiare senza inquinare” organizzato per il pomeriggio del 25 novembre all’Hotel des Etats di Aosta. Con la partecipazione dell’antropologa Marcela Olmedo, de Les Jardins du Chateau, dell’ Institut Agricole Regional e della Coldiretti si cercherà di affrontare l’argomento del cibo “chilometro zero” vale a dire l’importanza per una famiglia di scegliere solo prodotti locali e di stagione, per evitare di emettere quantità di CO2 inutili e per risparmiare sulla spesa quotidiana.

Giornata fitta, quella di sabato 27 novembre dove nella mattinata è prevista una conferenza organizzata dall’ AVCU (Association Valdotaine Consommateurs et Usagers)e dedicata alle scuole dal titolo “Io non spreco”. Si presenteranno gli spot dell’artista valdostana Chicco Margaroli e realizzati da Luca Bich. I temi ovviamente riuso e riciclo dei materiali.
Altro progetto, previsto nella stessa giornata, ci introduce nel mondo culinario. “Ri-cucino”, con la collaborazione dall’Associazione Cuochi della Valle d’Aosta e delle Donne del Vino, si propone di insegnare a cucinare piatti preparati con cibo avanzato o che rimane nel frigorifero, per sensibilizzare i cittadini a evitare sprechi.

Ed eccoci alla giornata conclusiva della rassegna, il 28 novembre, dove, nuovamente alla Cittadella dei Giovani d’Aosta, si terrà lo spettacolo “- Spr+Eco: Formule per non alimentare lo spreco.”
L’obiettivo dell’iniziativa è di far riflettere su come sia possibile convertire la valenza negativa dello spreco in un’ottica di sviluppo sostenibile.
Parteciperanno Massimo Cirri, conduttore radiofonico di RADIO 2, e Andrea Segrè, preside della Facoltà di Agraria dell’Università di Bologna che illustrerà i meccanismi dell’attività Last Minute Market, esempio tangibile di riconversione degli sprechi alimentari e non solo, che è già attivo in più di 40 città italiane.

Da corollario verrà realizzato e proiettato, nel corso della Settimana Europea per la Riduzione Rifiuti nelle varie manifestazioni previste, un video di 10 minuti sul tema del riuso.
Tra gli addetti ai lavori c’è soddisfazione per quanto fatto fino ad ora. Manuela Zublena, Assessore Regionale territorio e ambiente, dichiara «Cogliere l’occasione proposta dal comitato organizzatore della Settimana europea per la riduzione rifiuti per la Valle d’Aosta significa partecipare attivamente a questo importante appuntamento che, ancora una volta, vuole ricordare ai cittadini che i rifiuti sono un problema collettivo e che il miglior rifiuto è quello che non viene prodotto. Anche per questa edizione abbiamo potuto partecipare alla “Settimana” grazie ai rapporti di stretta collaborazione tra gli Enti Locali e soggetti privati, garantendo quindi maggiore incisività sulle azioni previste».

Per maggiori informazioni www.regione.vda.it oppure www.menorifiuti.org.
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sabato 20 novembre 2010

Settimana Europea per la Riduzione dei Rifuti a suon di musica


di Eleonora Anello

La Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti si è aperta oggi alle 11, in contemporanea nei 22 stati membri dell’Unione, al suono dei NoTrash Mob, manifestazioni collettive che hanno visto migliaia di persone radunarsi in numerosi luoghi pubblici, per suonare strumenti musicali ricavati dai rifiuti o più semplicemente dai loro contenitori.

Evento unico in Italia, il doppio NoTrash Mob organizzato dal Consorzio dei Comuni dei Navigli (Lombardia) che ha visto improvvisarsi musicisti gli studenti dell’Istituto tecnico Alessandrini di Vittuone e quelli dell’Istituto di istruzione superiore Einaudi di Corbetta. I concerti hanno “dato il la” alla più complessa campagna “Riduciamo insieme”, presentata dal Consorzio e validata come azione ufficiale dal Comitato Europeo.L’evento musicale è stato aperto e chiuso da due conferenze stampa in cui è stato distribuito ai sindaci che compongono il Consorzio il “Decalogo della Riduzione dei Rifiuti”, accompagnato da un questionario volto a misurare la percezione dei cittadini sulla prevenzione. Lo strumento verrà sottoposto alla cittadinanza e i risultati che se ne ricaveranno verranno utilizzati per progettare e indirizzare nel modo più efficace il programma di riduzione dei rifiuti previsto per il 2011.

Sondare le conoscenze e le opinioni dei cittadini che si apprestano a instaurare un rapporto più responsabile con i rifiuti, è un modo utile e interessante, sia per individuare gli assi prioritari di intervento, sia per conoscere le migliori modalità comunicative che saranno adottate in fase di progettazione.

La manifestazione è pienamente riuscita vista la mobilitazione e il coinvolgimento delle generazioni più giovani, che hanno potuto esprimere le loro opinioni in un clima di festa e partecipazione diretta che l’azione ha voluto creare.

Carlo Ferrè, presidente del CDA del Consorzio dei Comuni dei Navigli, è visibilmente soddisfatto: «Questo è l’unico Notrash Mob doppio! Siamo circa 300 partecipanti. Ci rendiamo conto che si tratta di un evento simbolico, ma l’impegno del Consorzio non si ferma qua. Per noi questo è solo l’inizio di un percorso che vuole puntare alla prevenzione. Nei territori da noi amministrati la raccolta differenziata raggiunge punte del 75%. Un ottimo risultato che dal nostro punto di vista non è abbastanza se il quantitativo di rifiuti prodotti è comunque alto. Lo scopo è ridurre i rifiuti e svuotare i contenitori come quelli che abbiamo utilizzato nei nostri Notrash Mob».

«I contenitori vuoti suonano di più» ha poi aggiunto Luigi Alberto Tarantola, sindaco di Albairate e Presidente dell’Assemblea del Consorzio.
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venerdì 19 novembre 2010

Record di adesioni per la seconda edizione della Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti

di Silvia Musso

Dal 20 al 28 novembre avrà luogo in 22 stati europei la seconda edizione della Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti con oltre 3.000 azioni.

In Italia il Comitato promotore italiano, costituito da Ministero dell’Ambiente, Federambiente, Rifiuti 21 Network, Provincia di Torino, Legambiente, AICA, E.R.I.C.A. Soc. Coop., Eco dalle Città ha convalidato oltre 580 azioni provenienti da tutte le regioni italiane (lo scorso anno erano circa 400), numero che ci pone al secondo posto in Europa solo dopo la Francia.
Numerosi soggetti sia pubblici sia privati, denominati project developer, realizzeranno attività di sensibilizzazione sul tema specifico della prevenzione dei rifiuti, che può avvenire tramite riduzione alla fonte e riutilizzo.

Ma il successo non è solamente quantitativo, ma anche qualitativo. Le attività sono infatti variegate e originali e sono spesso frutto di un percorso più lungo, non solo legate all’estemporaneità della campagna e destinate quindi a nascere e morire in pochi giorni. È questo il vero successo della “Settimana”: contribuire ad aumentare la coscienza generale sulle tematiche di prevenzione dei rifiuti.

Tra gli appuntamenti di respiro nazionale segnaliamo il convegno universitario Cestinare il Cestino. Modelli comunicativi per la prevenzione e la raccolta domiciliare dei rifiuti urbani, organizzato dall’Osservatorio di Comunicazione Ambientale CAMBIO della Facoltà di Scienze della Comunicazione dell’ Università La Sapienza di Roma (Centro Congressi, Facoltà di Scienze della Comunicazione, 23 novembre), il convegno Come mettere la prevenzione al centro della gestione sostenibile dei rifiuti (Genova, 26 novembre ore 9.00, presso il Palazzo Tursi) e il 1° Seminario Nazionale per la ricerca sui rifiuti e la promozione delle buone pratiche di sostenibilità ambientale (Capannori (LU), 20 e 21 novembre, presso l'Auditorium Comunale) all’interno del quale sarà costituita ufficialmente la Rete Italiana Compostatori Domestici.
Si ricorda inoltre il progetto “Ridurre si può” coordinato da Legambiente attraverso i suoi numerosi circoli in programma il 27 e 28 novembre.

La “Settimana” sarà inaugurata ufficialmente in Europa da una serie di FlashMob o NoTrash Mob, come sono stati ribattezzati in Italia.
Il NoTrash Mob per lanciare la SERR consiste quindi in una riunione di cittadini che agiscono per promuovere la prevenzione dei rifiuti in un clima di festa. I partecipanti sono invitati a incontrarsi in uno spazio pubblico accessibile e visibile – piazze, scuole, teatri, centri polivalenti, ecc. – per suonare sui loro cestini e sugli altri contenitori usati come simboli della riduzione dei rifiuti. Il risultato sarà una sorta di “Batucada”, la musica originaria di Rio de Janeiro suonata sui tradizionali strumenti a percussione brasiliani messi in batteria: l’unica differenza sarà che repinique, tamburello, agogo e apito – saranno qui sostituiti dai nostri cassonetti per la differenziata, dai cestini, dalle bottiglie e da tutto ciò che può essere usato per simboleggiare la riduzione dei rifiuti e il consumo responsabile, oltre a fare rumore. In Italia i NoTrash Mob saranno oltre dieci, numero che ci pone al primo posto tra tutti gli Stati aderenti alla “Settimana”: dalla Sicilia, alla Lombardia, dalla Calabria al Piemonte, dalla Liguria al Veneto e al Lazio il motto sarà “più è vuoto il bidone, più forte suona”!
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mercoledì 17 novembre 2010

Trento per una spesa più leggera


di Eleonora Anello

Casse rosse per la carne, casse verdi per la frutta e la verdura riutilizzabili e pallet per consentire il trasporto e lo stoccaggio delle merci nei supermercati al netto di ulteriori imballaggi. Questa una delle principali abitudini consolidatesi grazie a “Spesa leggera, acquista prodotti con meno imballaggi produrrai meno rifiuti!”, campagna partita a marzo 2010 e promossa dal Comune di Trento, per impedire al consumatore di mettere nel carrello inutili imballaggi e contenitori, surplus che fa lievitare il costo del bene acquistato e che una volta a casa finisce direttamente nella spazzatura.

«La campagna è solo un tassello del complesso e poliedrico progetto che il Comune di Trento, da tempo attento alla gestione dei rifiuti e sempre in linea con le più recenti normative europee, ha deciso di mettere in atto e che vanno da politiche di riduzione della produzione di rifiuti all’origine, all’incremento della raccolta differenziata attraverso iniziative concrete atte a incentivare e sviluppare azioni partecipate» ha affermato l’assessore all’ambiente Michelangelo Marchesi.

“Spesa leggera” si è avvalsa di un piano di comunicazione standard: materiale informativo come totem e manifesti, cartellini e slim da scaffale, separacoda alle casse, spot trasmessi sul circuito interno per quanto concerne l’instore; affissioni stradali, borse in tessuto brandizzate e una mappa “interattiva” sul web dei punti vendita aderenti, per i cittadini.

Ciò che però ha dato maggiore incisività all’operazione è stato il lavoro effettuato a monte. L’impegno degli amministratori si è infatti profuso nel coinvolgere la grande distribuzione al fine di istituire un tavolo di lavoro, ad oggi non ancora conclusosi. In tale sede sono emerse difficoltà oggettive difficilmente superabili a livello locale, legate al fatto che gli operatori delle maggiori catene, nonostante il loro atteggiamento disponibile, sensibile e di collaborazione, possono attuare solo una modesta quantità di azioni, non potendo influire sulle scelte delle multinazionali, ad esempio, che spesso, nella progettazione degli imballaggi, mettono in secondo piano l’aspetto ambientale.

Nonostante tutti questi limiti, i gruppi industriali che hanno aderito al protocollo finora risultano 6 (Conad, Naturasì, Coop-Superstore, SAIT, Orvea ed Eurospesa). I 18 punti vendita si sono impegnati ad adottare sette azioni obbligatorie (messa a disposizione di sacchetti riutilizzabili o compostabili; adozione di carta da salumi e formaggi poco impattante; vendita di prodotti con ricariche; vuoto a rendere per le bevande; raccolta differenziata per le pile usate e vendita di pile ricaricabili; cessione di alimenti prossimi alla scadenza ad associazioni benefiche o ai clienti con sconti) a cui si aggiungono accorgimenti facoltativi (presenza di prodotti con ridotto peso di imballaggio o con imballaggio in materiale riciclato; vendita di detersivi e prodotti alimentari sfusi; adozione di sacchetti e contenitori compostabili per i prodotti da banco; vendita di pannolini lavabili).

L’amministrazione è in attesa dei primi dati che dovranno essere forniti dai punti vendita. Intanto, la Provincia di Trento ha valutato il progetto e, riconoscendone la validità, ha deciso di estenderlo al suo territorio. Dal Comune fanno sapere che i prossimi ad essere coinvolti saranno i piccoli produttori locali.
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lunedì 15 novembre 2010

Transition towns: il potere alla comunità


di Oliver Wheaton

Una nuova iniziativa ambientale sta diventando popolare in tutto il mondo. Molte comunità stanno rispondendo ai problemi del ‘picco del petrolio’ e alla crescente dipendenza dalle fonti esterne di cibo e di energia, diventando ‘Transition Towns’. Che cos’è una Transition Town? Secondo www.transitionnetwork.org una ‘Transition Initiative’ (iniziativa di transizione) è «una risposta comunitaria alle pressioni del cambiamento climatico, dell’esaurimento dei combustibili fossili e sempre più, della contrazione economica».

Con l’attuazione di un'iniziativa di transizione, una comunità intende ridurre la sua dipendenza dal petrolio e dai prodotti importati. In un mondo che è pericolosamente dipendente da una fonte di energia non rinnovabile e ambientalmente distruttiva, una ‘Transition Initiative’ è un passo verso la creazione di una comunità autosufficiente che lavora insieme per ridurre la produzione dei rifiuti e il consumo di energia. Una delle principali preoccupazioni del progetto è come il problema imminente del picco del petrolio influenzerà le piccole città e le imprese locali, quando i prezzi del petrolio cominceranno ad aumentare ancora più velocemente. Uno degli elementi chiave di un’iniziativa di transizione di successo è coinvolgere un’intera comunità locale in modo che non solo ne tragga beneficio l’ambiente grazie alla riduzione dell’impronta collettiva di carbonio sul territorio, ma anche la comunità stessa, incoraggiando una maggiore attività in comune, a livello sia sociale sia economico. Si differenzia dal localismo, in quanto si tratta di un sistema inclusivo di cui chiunque può far parte.

Iniziative di transizione sono state attuate in tutto il mondo con vari gradi di successo. Uno dei primi e forse più noti casi di Transition Towns è stato avviato a Totnes nel Regno Unito. Non solo la ‘Transition Town Totnes’ è stata coinvolta nella politica locale e ha sviluppato un ‘Energy Descent Action Plan’ per ridurre il consumo di energia della città, ma è anche diventata la prima comunità in Inghilterra a sviluppare con successo una propria moneta locale alternativa, conosciuta come la ‘Totnes Pound’, che intende mantenere una certa quantità di denaro speso nelle imprese locali al fine di aiutare l’economia locale.
Per capire meglio ciò che la formazione di una iniziativa di transizione comporta abbiamo contattato Robin Coats, membro della “Transition Malvern Hills”, iniziativa in corso nell’Inghilterra centrale nei dintorni delle Malvern Hills.

Come è iniziato del programma?
«Un imprenditore locale sensibile ai temi ambientali che faceva del partenariato delle autorità locali, ha deciso di riunire la gente che conosceva per vedere se erano disposti ad iniziare una iniziativa di Transition Town. Non ero alla prima riunione (penso ci fossero circa 15 persone) e hanno deciso di andare avanti».

Quante persone sono coinvolte?
«Si è sviluppato rapidamente a partire da un nucleo di circa 8 persone molto convinte e altre persone interessate a unirsi per particolari gruppi ed eventi. Abbiamo una mailing list di circa 200 contatti. Molti eventi possono attrarre un piccolo gruppo di circa 8- 12 persone. Gli eventi speciali possono attirarne 100 e il nostro evento iniziale ne aveva addirittura 500».

Quali attività o eventi hanno avuto luogo?
«Sono stati organizzati gruppi di attività incentrati su temi come il cibo, l’energia, ecc. Un gruppo di sensibilizzazione è stato al centro dell’ organizzazione di eventi con proiezioni di film, conferenze, dimostrazioni a volte in collaborazione con altri gruppi locali come i quaccheri. Ci saranno giornate dedicate al pubblico con punti informativi. Abbiamo inoltre creato progetti quali un locale per giovani, Garden Vegetable Growing, un “Car Club”, dove i membri possono utilizzare automobili messe in comune, Electric Bike Loans per noleggiare biciclette elettriche, Home Energy Advice (Consigli per case energetiche), Garden Sharing for Vegetable Growing, Orchard Group per la bonifica vecchi frutteti. Si può avere un’idea di ciò che sta accadendo dal Calendario di eventi sul nostro sito web che viene aggiornato ogni 3 mesi e anche dai gruppi affiliati come Colwall Greener e Malvern Community Forest. Stiamo inoltre collaborando con le scuole e organizzando riunioni con alcuni enti pubblici locali».

Avete notato cambiamenti grazie a questi progetti?
«Molti piccoli cambiamenti. Inoltre molte più persone sono disposte a parlare di cambiamento climatico e di picco del petrolio e a fare qualcosa in più per cambiare le proprie abitudini. Lentamente sempre più gente chiede aiuto e molti ne offrono a noi».

Cosa pensa il futuro abbia in serbo per la Transition Malvern Hills?
«Ci sono cosi tante possibilità di lavorare con le persone e le organizzazioni, non siamo a corto di idee, ma abbiamo bisogno di volontari più impegnati in grado di prendere l’iniziativa e aiutare gli altri a fare cambiamenti».

Trasformare una comunità in una Transition Town (un villaggio, una città, dei quartieri ed anche un'isola!) è un modo molto interessante per combattere gli effetti del picco del petrolio e dell’energia necessaria per aumentare il trasporto merci in tutto il mondo. Nuove iniziative di “Transition” si stanno diffondendo in tutto il mondo, molte delle quali raggiungono ottimi risultati nel condurre una comunità a ridurre le emissioni di CO2, aumentare la raccolta differenziata e vivere rispettando l’ambiente.
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giovedì 11 novembre 2010

Eco-incontriamoci ad Ascoli


di Eleonora Anello

Dal 12 al 14 novembre 2010, presso il Centro Commerciale Ipercoop “Città delle stelle” di Ascoli Piceno, si terrà Ecologicamente, manifestazione organizzata da SpazioAmbiente che promuove interessanti Eco-incontri aperti al pubblico e di cui saranno relatori diverse personalità di settore e le autorità amministrative competenti.

All’interno di questa 3 giorni, venerdì 12 novembre, alle ore 15.30, segnaliamo la tavola rotonda, organizzata in collaborazione con AICA (Associazione Internazionale per la Comunicazione Ambientale), Quali pratiche per la prevenzione dei rifiuti nelle Marche? Aspettando la Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti 2010 i project developer marchigiani si confrontano, che per la qualità dei contenuti e degli obiettivi che intende raggiungere, quali soprattutto la sensibilizzazione sulla tutela e sul rispetto dell’ambiente, non si può perdere. Si interfaccerà con i project developer la dott.ssa Silvia Musso, referente della segreteria organizzativa italiana della Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti. Robertino Perfetti, presidente di SpazioAmbiente, l’associazione culturale che ha sede a San Ginesio (MC) e che si dedica alla promozione di una nuova cultura ambientale attraverso l’organizzazione di incontri, eventi e concorsi anche rivolti ai più piccini, farà invece da moderatore e ci illustra l’evento.

Dott. Perfetti partiamo da SpazioAmbiente, l’associazione che presiede dal 1999: qual è la vostra filosofia?
«Alla base della nostra opera c’è l’obiettivo di fornire ai cittadini, e non solo, risposte ecologiche corrette e concrete, invitandoli ad incontrare realmente i rappresentanti della pubblica amministrazione, degli enti, delle associazioni e gli operatori e i professionisti di settore. I suoi scopi principali si possono sintetizzare nel sensibilizzare sulla tutela e sul rispetto dell’ambiente; nell’informare i cittadini sulle opportunità concrete che hanno per poter agire per il benessere proprio e dell’ambiente in cui vivono; nel formare nuove figure professionali nel settore dell’ambiente e nuove generazioni attente ai temi ambientali; e, infine, ma non per ultimo, nel promuovere il confronto tra persone, enti, imprese ed associazioni».

Cosa rappresenta Ecologicamente per SpazioAmbiente?
«Per SpazioAmbiente, Ecologicamente rappresenta una sfida culturale a tutti gli effetti. Una sfida legata a una responsabilità ecologica che si può apprendere solo se si viene opportunamente informati. Fino ad oggi le attività che abbiamo organizzato sono state improntate sulla formalità e rivolgendoci a un pubblico ristretto e selezionato. Con Ecologicamente, ovvero con la nostra presenza in un centro commerciale, questa volta vogliamo urlare e confrontarci con tutti come se fossimo in una piazza. La nostra vuole essere un’apertura totale ai cittadini. Se il nostro target è cambiato non è invece cambiato il nostro modus operandi. Come è nostro solito mettiamo intorno a un tavolo i nostri relatori e li mettiamo in condizione di poter essere veramente parte di un cambiamento».

Ecologicamente si annuncia essere una vera e propria kermesse in cui si susseguiranno incontri, esposizioni, laboratori e divertimento. E’ vero che al suo interno sarà presente un parco divertimenti?
«Si tratta di un ecoparco ludico-didattico, un’area in cui i bambini sono invitati a disegnare gli elementi della natura. Poi ci saranno laboratori, anch’essi a partecipazione libera e per fasce orarie, organizzati in collaborazione con altre associazioni di settore grazie anche al contributo di importanti aziende. E’ inoltre prevista una mostra del giocattolo antico».

Ecologicamente intende persuadere le persone informandole che si può vivere bene risparmiando e questo messaggio è ben impresso sull’invito che è possibile scaricare sul sito dell’associazione.
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mercoledì 10 novembre 2010

Gli aperitivi diventano green


di Annalisa Audino

Ma chi l’ha detto che chi ama l’ambiente non è fashion? Chi ha deciso che l’ambientalista per antonomasia non ama le serate cool, i vernissage e la mondanità e che soprattutto l’ecologia non possa essere un punto di forza per la ripresa economica? Bene, per smentire l’idea di un amante dell’ambiente vestito di abiti di lino, con zaino e tenda in spalla, completamente isolato nel mondo della Natura e contrario al progresso, potrebbe essere utile l’ultima iniziativa, assolutamente alla moda, organizzata presso l’Atm Bar di Milano da E-gazette, Terre di mezzo Eventi e Legambiente, ossia gli “Aperitivi della green economy” dal titolo “Comunicare green”. Nella moderna ed affascinante cornice del locale si sono incontrati specialisti di vari settori produttivi, scientifici e culturali per far sì che la green communication diventi il nuovo standard della comunicazione e possa essere un valido strumento per aiutare il settore industriale a uscire dalla crisi. Durante uno di questi appuntamenti, giovedì 28 ottobre, tre protagonisti di spicco del settore della comunicazione si sono confrontati sulle potenzialità delle agenzie per fare vera innovazione. Paolo Anselmi, Vicedirettore di Gfk-Eurisko, Diego Masi, Presidente di Assocomunicazione, e Marco Geronimi Stoll, fondatore di Smarketing, hanno saputo concludere il ciclo di incontri iniziato a giugno lasciando numerosi spunti di riflessione ed azione.

«È per rispondere all’esigenza di innovazione e di diffusione dell’informazione – spiegano gli organizzatori – che abbiamo pensato a una serie di appuntamenti di approfondimento su questi temi con una formula nuova, utile anche per chi non si occupa di temi ambientali per lavoro, ma magari vorrebbe farlo. Non, quindi, il tradizionale convegno, ma un aperitivo verde: un momento di formazione light a fine giornata, con in mano un bicchiere. Con questi incontri proviamo a spiegare, punto per punto, cos’è l’economia verde, cosa può essere, cosa sarà. Guardandoci intorno, tutti ne vediamo già i suoi effetti: auto ibride, pannelli fotovoltaici, rifiuti che, una volta riciclati, tornano a essere materia prima. Questo per restare ai dati acquisiti. Oggi, però, si sente parlare sempre di più di green jobs, di green marketing, di green life, di efficienza energetica, di moda eco-sostenibile, di vacanze verdi e molto altro. E proprio di questo vogliamo discutere con più persone possibile».

Gli aperitivi, nati nel 2007, sono diventati un appuntamento fisso per le serate autunnali milanesi e sono sicuramente un buon esempio anche per le altre città. La ripresa e la stessa ecologia è cosa di tutti: è fondamentale che tutti possano partecipare al miglioramento non solo del nostro Pianeta, ma anche della nostra società e della nostra economia, con i giusti mezzi e le giuste soluzioni.
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lunedì 8 novembre 2010

Shopper da record a Fossano

di Alessandro Ferrua

Forse sarà proprio una scultura di sacchetti di plastica uno dei simboli della tanto auspicata fine dei prodotti “usa e getta”. Se entrerà nel Guinness dei Primati potrà rimanere maggiormente impressa nella memoria e ricordare alle generazioni future gli errori di produzione e consumo della nostra epoca.

È per questo che il 27 novembre, a Fossano (Cuneo), in occasione della Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti, avrà luogo il tentativo di record, con oltre 50.000 shopper raccolti dai 160.000 abitanti dei 54 Comuni del cuneese serviti dal Consorzio SEA.
L’evento fa parte del progetto per la campagna “Una borsa è per sempre”, la quale è stata promossa, afferma il dott. Aldo Galliano, Presidente del Consorzio, «per invitare i cittadini a scegliere di adoperare borse di stoffa riutilizzabili prima che entri in vigore il divieto degli shopper di plastica».

Il sistema per reperire un così grande numero di sacchetti ha avuto il successo sperato. Infatti i cittadini, avendo la possibilità di ricevere presso i numerosi punti informativi una borsa di stoffa stampata con lo slogan della campagna ogni 5 shopper di plastica donati, hanno partecipato attivamente. Allo stesso tempo è stato organizzato un concorso per le scuole primarie nel quale le classi che raccolgono il maggior numero di shopper vincono dei premi. Galliano si ritiene «molto soddisfatto della risposta delle scuole e della scelta di ritirare le borse di cotone da parte della gente, perché questa rinuncia ai vecchi sacchetti di plastica è simbolica e conferma i buoni risultati di questa campagna di comunicazione ambientale».

Nella scelta sostenibile anche i negozianti fanno la loro parte. «Le Confcommercio di Fossano, Saluzzo e Savigliano – continua Galliano - si sono rivelate partner essenziali, grazie ai quali adesso i negozi di quartiere possono consolidare questa buona pratica sul territorio. Infatti, entro fine novembre, tutti si adegueranno, quindi non verranno distribuiti ulteriori shopper e saranno esposte alcune vetrofanie sulle vetrine».

Questo progetto che coinvolge diverse tipologie di attori otterrà, grazie al tentativo di record del Guinness dei Primati, un notevole impatto sul territorio, rendendo i cittadini protagonisti di un notevole cambiamento. La visibilità dell’evento su numerosi media potrà inoltre influire sugli stili di vita delle persone, anche al di fuori del territorio su cui è presente la campagna SEA, mostrando in una simpatica maniera artistica le criticità delle nostre vecchie abitudini.
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giovedì 4 novembre 2010

Varie declinazioni della comunicazione ambientale a Ecomondo

di Silvia Musso



Anche quest’anno la redazione di AICA partecipa alla Fiera Internazionale del Recupero di Materia ed Energia e dello Sviluppo Sostenibile, meglio conosciuta come Ecomondo, arrivata alla sua quattordicesima edizione.

La Fiera, che è stata inaugurata mercoledì 3 novembre con la partecipazione del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, Stefania Prestigiacomo, riserva, come sempre, occasioni di confronto tra l´industria dell´ambiente e della sostenibilità e gli stakeholders istituzionali, associazioni di categoria, Pubblica Amministrazione e ONG sulle tecnologie verdi e sui nuovi stili di vita.
All’interno dell’evento, che di primo acchito potrebbe sembrare esclusivamente tecnico, si possono trovare molteplici occasioni anche per coloro che affrontano le stesse tematiche ambientali dal punto di vista comunicativo.
A questo proposito ci sembra interessante porre in evidenza alcuni dei cosiddetti “Progetti speciali” della Fiera di Rimini.

Partiamo con EcoArt Project, una piattaforma culturale di respiro internazionale che attraverso la forza creativa degli artisti mira ad incrementare l´attenzione sulle tematiche ambientali. Le sue attività coinvolgono le persone, le aziende e le istituzioni al fine di ispirare a tutti i livelli attitudini e comportamenti che hanno come scopo la salvaguardia del pianeta.
EcoArt Project presenta a Rimini un importante intervento di arte contemporanea dal titolo "EcoBrain", un’esposizione collettiva nel segno dell’etica, dell’energetica, dell’ecosostenibilità, un accumulo studiato di opere create con linguaggi, codici e materiali aderenti ai temi del sociale e delle bio-diversità.

Un altro interessante progetto è AmbienteFestival. Promosso dall’Amministrazione Comunale di Rimini in collaborazione con RiminiFiera, AmbienteFestival nasce come iniziativa di divulgazione popolare. Con “Biodiversiamoci” dedica dieci giorni a eventi incentrati sui temi della biodiversità e delle energie rinnovabili che coinvolgeranno tutta la società civile, nel centro storico della città avvolto da Orti biodiversi, per dare corpo a una sostenibilità a portata di mano, concreta e praticabile.

Anche quest’anno, inoltre, Rimini Fiera SpA in partnership con eAmbiente srl dopo il successo della passata edizione, ripropone, "Città Sostenibile", una mostra di progetti internazionali il cui obiettivo è quello di rappresentare in modo originale le visioni più rappresentative sulla ricerca della qualità urbanistico-costruttiva e le buone pratiche per una progettazione sostenibile delle "Città del futuro". Al centro del percorso espositivo, un'area workshop ospita diversi convegni. Nel contesto di Città Sostenibile, lo staff della Virtual Valley raccoglierà numerose interviste a rappresentanti di enti che si occupano di comunicazione ambientale per presentare i progetti e le attività presenti e future e, soprattutto, per raccogliere riflessioni sulla comunicazione legata all’ambiente. Tra gli interventi: Ente di Bacino Padova 2, E-Ambiente, Labelab e Ravenna 2010, Università degli Studi La Sapienza di Roma, Università degli Studi Bocconi di Milano e AICA. Si potranno seguire le interviste direttamente su questo sito.

Infine, un altro momento da ricordare e che vede il coinvolgimento, tra gli altri, diretto di AICA è la conferenza stampa di lancio della II edizione della Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti durante la quale parteciperanno i rappresentanti del Comitato promotore, degli enti patrocinanti e del main sponsor CONAI. Sarà la prima occasione per cercare di tirare le fila sul numero di adesioni raccolte in Italia. Si ricorda infatti che venerdì 5 novembre scade il termine ultimo per l’invio delle schede di adesione all’indirizzo segreteria@assaica.org.
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martedì 2 novembre 2010

Uno 007 al servizio dell’ambiente


di Paolo Ghiga

Sguardo ammiccante e fare sornione e deciso. Affascinante, sicuro di sé, corteggiato dalle donne di mezzo mondo, alterna location internazionali dove si guadagna lautamente da vivere come attore all’impegno per l’ambiente ed il sociale: la vita di Pierce Brosnan, ex James Bond, si mantiene decisamente frenetica.
Il celebre attore irlandese, nato a County Meath e trasferitosi a Londra all’età di 11 anni, ha recentemente partecipato, in compagnia del presidente della Banca Mondiale, Robert Zoellick e al presidente del National Geographic Global Media, Tim Kelly, alla presentazione in anteprima assoluta del film “Grandi Migrazioni”.

Più noto al grande pubblico per i quattro blockbuster nei quali ha vestito i panni dell’intrepido e tenebroso James Bond [GoldenEye nel 1995, Tomorrow Never Dies (Agente 007 – il domani non muore mai) nel 1999, The World Is Not Enough (Agente 007 – Il mondo non basta, 1999) e Die Another Day (Agente 007, la morte può attendere, 2002], oltre a molti altri film di successo, Brosnan è attivissimo anche al di fuori del set.
Presiede, infatti, ad una propria fondazione per la lotta ai tumori, male che lo ha privato dell’affetto della prima moglie, Cassandra, oltre a sostenere importanti cause ambientali, quali la difesa della spiaggia di Malibu (California), e milita con la moglie Keely Shaye Smith, giornalista, nel Natural Resource.
L’impegno profuso gli ha permesso di ricevere il Golden Camera Award 2007 per il suo impegno nei confronti dell’ambiente, oltre a moltissimi altri riconoscimenti (ricordiamo una Laurea ad Honorem dell’Università di Cork e il titolo onorifico dell’Ordine dell’Impero Inglese conferito da Sua Maestà La Regina).

In occasione della presentazione di “Grandi Migrazioni”, ambizioso documentario del National Geographic che ha richiesto oltre due anni di riprese, Brosnan ha pronunciato un discorso nel quartier generale della Banca Mondiale a Washington davanti a molti membri delle 187 delegazioni di tutto il mondo presenti per gli incontri annuali dell'istituzione e del Fondo Monetario Internazionale.
L’obiettivo primario è tentare di sensibilizzare le coscienze internazionali e quindi accrescere la consapevolezza dei leader mondiali sulle minacce alla biodiversità e al rischio estinzione.
Nel video si documentano le migrazioni di molte specie animali e l’accento è posto sui drastici cambiamenti climatici che stanno modificando la vita del nostro pianeta.

Sarà possibile assistere alla proiezione di queste immagini a partire dal 31 ottobre, ogni domenica sera per sei puntate, più uno speciale su Nat Geo Wild, canale 405 di Sky, e sul National Geographic Channel HD, canale 402. Si seguiranno differenti migrazioni, non suddivise per specie, ma per temi, quali la corsa, il cibo, la riproduzione, etc.
Un lavoro di ricerca davvero colossale. «E' il progetto più ambizioso nella storia televisiva del gruppo», ha affermato Steve Burns, vicepresidente del National Geographic.
Naturalmente tutto ciò non è sufficiente: occorre valutare e esaminare con grande attenzione le contromisure da adottare per proteggere le specie più esposte al genocidio determinato dalle mutate condizioni di vita.

Mission impossible? Il titolo di questo film potrebbe essere : "007 e l’ambiente: Il mondo non può attendere”. Un’altra sfida per lo 007 irlandese, sicuramente la più ardua della sua carriera. In bocca al lupo, Pierce!
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