sabato 27 febbraio 2010

Non è tutto oro quello che luccica


di Eleonora Anello

Giochi Olimpici Invernali di Vancouver all’insegna del verde. Il ricco e impegnativo programma di sostenibilità ambientale predisposto dal VANOC (Vancouver Organizing Committee for the 2010 Olympic and Paralympic Winter Games) si propone di ridurre 118.000 tonnellate di gas serra. L’impegno lo si evince partendo dalle cerimonie e più in particolare dalle premiazioni. Le medaglie assegnate ai vincitori sono state infatti parzialmente realizzate con metalli riciclati. La simbolica innovazione si avvale di tonnellate di e-waste (tubi catodici, schede madri, circuiti) trattate dalla Teck Resources, società canadese ideatrice del processo per il recupero di tali metalli “indesiderati”.

Più in generale, un grande sforzo è stato profuso per minimizzare l’impatto ambientale dell’evento agonistico adottando principi di bioedilizia nella costruzione degli edifici e delle strutture. Gli impianti sportivi che ospitano le gare si avvalgono di fonti energetiche rinnovabili e riutilizzano l’acqua piovana per lo scarico dei servizi igienici. L’occasione è stata buona per Introdurre soluzioni di mobilità sostenibile anch’esse destinate a durare nel tempo, come il ridesharing e il carpooling, che fanno parte della più ampia iniziativa denominata Travelsmart. Inoltre, tutte le emissioni che non è stato possibile abbattere sono state compensate attraverso progetti che si avvalgono di tecnologie pulite al fine di rimuovere o evitare le emissioni inquinanti in misura uguale.

Cosa dire però dei numerosi camion che hanno dovuto trasportare la neve artificiale sulle piste spoglie a causa di un caldo anomalo per la stagione canadese? Il VANOC avrà tenuto conto anche di questi imprevisti?

Ma l’evento agonistico vuole anche essere l’occasione per promuovere una più forte consapevolezza nei cittadini del rispetto dell’ambiente. Per loro è stato studiato uno strumento online che non solo calcola l’impronta ecologica ma suggerisce anche i modi per poter porre rimedio a stili di vita poco sostenibili.

Sulla base degli stessi principi è nata la collaborazione tra il VANOC e l’Unep (United Nations Environment Programme), che ha dato vita a “Do your part”, un green contest in cui i giovani canadesi dai 13 ai 24 anni, sono chiamati a cimentarsi nella produzione di brevi video, anche di animazione, che documentino i comportamenti sostenibili messi in atto durante i Giochi.

Certo non è la prima volta che lo sport si sposa con l’ecologia. Avevamo già dato notizia dei Mondiali di Baseball 2009, vero e proprio green event, e della raccolta differenziata lanciata da Conai all’interno dei nostri stadi. E sembra proprio che l’Unep voglia proseguire su questa strada. Molte le future manifestazioni sportive con cui l’Unep ha stabilito partnership.

Olimpiadi mesaggio di pace, di rispetto fra tutti gli uomini e, a Vancouver, fra gli uomini e la natura. Un’edizione in cui possiamo proprio dire che gli atleti hanno portato a casa qualcosa di più di una semplice medaglia.
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venerdì 26 febbraio 2010

Pensiamoci adesso, o la nostra vita diventerà “nucleare”


di Silvia Musso

Saremo costretti, nei prossimi anni, ad adottare uno stile di vita “nucleare”? A fare la differenza possono essere le nostre scelte prese oggi, anche a livello elettorale.
Questa la filosofia alla base della campagna nazionale “Nuclear Lifestyle” lanciata da Greenpeace Italia sul sito web www.nuclearlifestyle.it: «Come cambierà la tua vita quando ti ritroverai una centrale nucleare sotto casa? Se non vuoi scoprirlo, chiedi ai candidati alle elezioni regionali del 28 e 29 marzo di dire NO al nucleare! Con la legge 99/2009 il Governo sta provando a imporre la localizzazione delle centrali, schiacciando le competenze delle Regioni. Per questo, ben 13 Regioni hanno fatto ricorso alla Corte Costituzionale. Hai pensato a cosa succederà se il futuro Presidente della tua regione appoggerà il ritorno al nucleare?».
Il sito –basato sui colori nero e giallo, ovvero quelli abbinati tradizionalmente al pericolo di contaminazione radioattiva- si articola quindi in alcune sezioni.
La principale riguarda l’appello, da firmare on-line, per chiedere ai candidati alle prossime elezioni di impegnarsi contro il ritorno al nucleare: un contatore aggiornato in tempo reale indica il numero dei sottoscrittori, mentre su una banda scorrevole passano i nomi dei “vip” (personaggio dello spettacolo, di scienza e di cultura) che hanno già condiviso la petizione.
Quindi alcune schede di approfondimento sui “candidati nucleari”, ovvero i politici pro-atomo in corsa per una poltrona di governatore regionale: cliccando sulle varie regioni d’Italia, compaiono profilo e dichiarazioni di coloro i quali si sono pronunciati a favore del progetto del Governo di puntare nuovamente sull’energia atomica.
Infine le altre sezioni che, invece, puntano su un messaggio più ironico, per quanto non meno drammatico. Con il “nuclear game” si possono infatti testare le proprie conoscenze a proposito del nucleare e dei rischi ad esso connessi, mentre il “nuclear shop” presenta alcuni gadget futuribili per adeguarsi allo stile di vita nucleare: dalla finta pillola che (non) protegge dalle radiazioni agli occhiali che “non ti proteggeranno dal sole ma nasconderanno ai tuoi occhi gli effetti delle contaminazioni”, dal caffè radioattivo alle scarpe All Nuclear Star che, in caso di incidente, serviranno per… correre il più lontano possibile.
«L’obiettivo del sito è la partecipazione attiva degli utenti: ai nostri cyberattivisti non chiediamo solo di firmare l’appello ma di diffonderlo tra amici e contatti, di condividere materiali informativi, video e immagini attraverso i propri social network», spiega Maria Carla Giugliano del dipartimento comunicazione di Greenpeace Italia.

Una campagna dai contenuti chiari e sintetici, che si basa su un ipotetico futuro “atomico” per colpire e coinvolgere l’audience. Puntate sull’effetto-provocazione?
«Il coinvolgimento sul web non si ottiene riempiendo un sito di info pesanti e poco leggibili, ma è indispensabile rendere fruibili e immediati tutti i contenuti.
Come presentare, quindi, un argomento critico come il nucleare senza rischiare di sembrare pesanti e catastrofisti? Come coinvolgere la gente sull’argomento senza spaventare? Da qui la nostra provocazione: presentare sul sito una “vita nuclearizzata”.
Nel Nuclear shop abbiamo inserito una serie di “gadget radioattivi” più o meno reali che raccontano lo stile di vita nucleare. Il cittadino nucleare comincia la mattina con un bel sorso di caffè radioattivo, indossa uno paio di Nuclear All Star, assume la sua dose giornaliera di pillole nucleari (per proteggere la tiroide dalle radiazioni) e va a pagare una bolletta davvero salata (a causa degli alti costi dell’energia nucleare)
».

La petizione on-line è un valido strumento di coinvolgimento attivo della popolazione “internettiana”? Avere un’azione concreta da fare e diffondere è utile alla diffusione della campagna?
«Sì: in meno di due settimane abbiamo raccolto più di 47.000 firme. Quest’appello serve a fare pressione sui candidati alle prossime elezioni regionali affinché si dichiarino contrari al nucleare. Contro un Governo che continua a imporre le sue scelte, l’opposizione delle Regioni è l’unica possibilità per fermare il ritorno del nucleare in Italia.
Greenpeace punta molto sui nuovi media per fare campagna anche in maniera innovativa. L’attivismo online serve a contagiare la rete e a creare una massa critica di persone che sostiene e partecipa alle nostre attività
».

Come contestualizzate questa specifica campagna all’interno delle vostre attività comunicative anti-nucleare messe in atto negli ultimi mesi?
«Nella nostra strategia di comunicazione puntiamo a integrare media tradizionali e nuovi media, elaborando di volta in volta contenuti specifici. Nuclearlifestyle.it serve a spingere la nostra campagna anti-nucleare sul web. Nello stesso tempo attraverso le azioni classiche di Greenpeace, la produzione di rapporti scientifici e le attività dei volontari continuiamo a tenere alta l’attenzione sul tema nucleare nei media tradizionali e nelle strade».
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giovedì 25 febbraio 2010

In Veneto una giornata per trovare la giusta strada dei rifiuti


di Annalisa Audino

Lo stravagante Stregatto di Alice nel Paese delle Meraviglie, personaggio da poco ripreso dalla fantasia di Tim Burton, sosteneva che "per sapere quale strada prendere è necessario sapere dove si voglia andare: ognuno e ogni meta infatti ha la propria strada”. Ed è così anche per i rifiuti.

La nuova campagna informativa “Rifiuti: ognuno ha la strada”, promossa dall’Agenzia Regionale per la Prevenzione e Protezione Ambientale della regione Veneto (Arpav) e condotta dalla cooperativa E.R.I.C.A. (socia AICA) e dalla Idecom, vuole partire proprio dai diversi percorsi del recupero dei rifiuti per informare e sensibilizzare i cittadini sul tema, aumentando il loro grado di fiducia nell’intero sistema di gestione e riciclo.

La campagna punta innanzitutto su una giornata-evento, in programma domenica prossima 28 febbraio dalle ore 10,30 in piazza Bra a Verona: ospite principale il geologo e comunicatore ambientale Mario Tozzi, noto volto televisivo (Gaia – Il pianeta che vive, La Gaia Scienza), presentato dal presidente di AICA, Roberto Cavallo.
Li accompagneranno intrattenimenti a cura del Riciclato Circo Musicale, gruppo che suona strumenti realizzati in materiale riciclato, e lo spettacolo dedicato ai più piccoli “Riciclare è una magia”.
In piazza saranno presenti specifici punti informativi di Arpav, Conai, Ecosportello del Comune di Verona, Tetra Pak Italia, gestori, impianti e altri soggetti pubblici e privati attivi nel settore.
Oltre a vari gadget, questionari e ad una merenda sostenibile verranno, inoltre, fornite tutte le informazioni specifiche legate a riciclaggio e recupero dei rifiuti attraverso un opuscolo di approfondimento dal titolo “Che fine fanno i tuoi Rifiuti... ognuno ha la sua strada”. Di semplice lettura, ma approfondita nei contenuti, la pubblicazione descrive in maniera curiosa e, allo stesso tempo, scientificamente rigorosa il destino dei rifiuti dopo la raccolta differenziata.

Nei mesi successivi la campagna prevede, in collaborazione con Conai, la possibilità di visitare diversi impianti di recupero e riciclo presenti nel territorio regionale ed ulteriori appuntamenti in altre piazze del Veneto: l’iniziativa “Impianti Aperti” consentirà la visita a piattaforme, centri di selezione ed impianti di gestione dei rifiuti di imballaggio e verrà organizzata in collaborazione con i Consorzi che rappresentano le principali filiere, garanzia dell’effettivo recupero dei materiali separati.
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mercoledì 24 febbraio 2010

AICA a Berlusconi: Comunicare con i cittadini fa bene all’ambiente

Recepimento della Direttiva 98/2008/CE: AICA prende posizione a sostegno della comunicazione ambientale e della partecipazione pubblica

AICA (Associazione Internazionale per la Comunicazione Ambientale) ha inviato ufficialmente al Governo e al Parlamento italiani la propria position paper relativa al recepimento della Direttiva comunitaria 98/2008 (obbligatorio entro il 2012), con l’obiettivo di aprire un dialogo costruttivo sull’importanza della comunicazione ambientale e della partecipazione dei cittadini nei processi di programmazione e pianificazione della gestione integrata dei rifiuti.

Il documento di AICA –spedito al Presidente del Consiglio dei Ministri on. Silvio Berlusconi; ai Ministri Prestigiacomo, Ronchi, Frattini, Tremonti e Scajola e ai presidenti delle Commissioni Ambiente e Attività Produttive di Camera dei Deputati e Senato della Repubblica- fa infatti riferimento, in particolare, all’articolo 31 della Direttiva comunitaria, che recita:

gli Stati membri provvedono affinché le pertinenti parti interessate e autorità e il pubblico in generale abbiano la possibilità di partecipare all’elaborazione dei piani di gestione e dei programmi di prevenzione dei rifiuti e di accedervi una volta ultimata la loro elaborazione…La proposta dell’Associazione Internazionale per la Comunicazione Ambientale per il recepimento a livello nazionale della Direttiva riprende i punti 5-16 dell’Allegato IV della Direttiva (diffusione di informazioni sulle tecniche di prevenzione dei rifiuti; organizzazione di attività di formazione; campagne di sensibilizzazione; ricorso a panel di consumatori e produttori; promozione di marchi di qualità ecologica; promozione del riutilizzo e/o della riparazione) e si articola sui seguenti punti prioritari:

A) Per garantire la partecipazione:
- Stabilire un fondo ad hoc ai diversi livelli di pianificazione (es. Regioni, Province, ATO, Comuni);
- Predisporre uno specifico allegato che elenchi i possibili strumenti e strategie di comunicazione ambientale.

B) Per dare completa attuazione alla Direttiva e, in particolare, a tutti i passaggi relativi alla comunicazione e alla partecipazione:
- Conduzione di uno studio/monitoraggio delle migliori pratiche di comunicazione ambientale sul ciclo integrato dei rifiuti ai diversi livelli della gerarchia (prevenzione, riuso, raccolta differenziata e riciclo, impiantistica).
- Conduzione di uno studio-ricerca sul tema dell’immaginario sociale collettivo legato ai rifiuti finalizzato a costruire le basi condivise utili ad un’efficace comunicazione;
- Individuazione a seguito dello studio di opportuni indicatori di efficacia;
- Definizione tra gli indicatori di opportuni strumenti economici;
- Creazione di uno specifico fondo nazionale per la comunicazione ambientale dei rifiuti;
- Impegno da parte dei divelli di pianificazione/programmazione (Regioni, ATO, Province, ecc.) a redigere un piano di comunicazione ambientale (PCA) da allegare agli strumenti pianificatori che tenga conto degli indicatori sopra riportati e che preveda uno specifico piano di formazione cosicché il personale che o si crei uno specifico profilo di comunicatore ambientale a fianco dei pianificatori o chi si occupa di rifiuti possa poter contare su un adeguato bagaglio di sensibilità e competenze relazionali con particolare riferimento alla formazione di un senso di responsabilità
- Impegno a far sì che tali piani abbiano una propria copertura finanziaria.

«La partecipazione consta di aspetti cognitivi (in genere veicolati da comunicazione e informazione), di aspetti procedurali (in genere garantiti dal coinvolgimento in focus group, giurie dei cittadini, consultazioni formali, ecc) e da aspetti inerenti il senso civico, ossia l'apprendimento del valore della responsabilità verso gli altri e l'ambiente –commenta il presidente di AICA, Roberto Cavallo- La partecipazione, senza questa “terza gamba” risulta monca; essa non è solo forma (accesso a) ma anche contenuto (valori e norme)».

AICA (Associazione Internazionale per la Comunicazione Ambientale) è un’Associazione nata nel gennaio 2003 ad Alba (CN) che intende promuovere le azioni di comunicazione ambientale fungendo da laboratorio per lo sviluppo e la diffusione di una vera e propria cultura in tale ambito, come mezzo di implementazione delle politiche ambientali a livello internazionale.
Per maggiori dettagli e informazioni: www.assaica.org
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martedì 23 febbraio 2010

Ridurre i rifiuti attraverso la rete


di Eleonora Anello

Da questo febbraio, Mario Santi, esperto nella prevenzione di rifiuti, meglio noto sul web come il “rifiutologo”, sarà l’autore di “Una finestra sulla prevenzione dei rifiuti”, rubrica fissa della newsletter di Rifiuti Lab.
La sezione ogni quindici giorni si rivolgerà nello specifico ai tecnici ambientali con l’obiettivo di informare in modo costante sull'evoluzione, sugli strumenti normativi ed economici e sulla diffusione delle esperienze, dando ampio spazio alle best practices, ai convegni e a tutte le iniziative utili che gravitano intorno al tema della riduzione dei rifiuti.

Dottor Santi, perchè il nome rifiutologo?
«Dal 1989 offro soluzioni professionali che aiutano le pubbliche amministrazioni e gli enti privati ad affrontare il problema dei rifiuti. Servizi per intercettarli, separarli e avviarli al riutilizzo; ma anche, specie negli ultimi anni, per arrestarne la crescita e cercare di interrompere la fatalità del ciclo produzione/consumo/rifiuto. E' un lavoro che mi consente di utilizzare una chiave di lettura del mondo osservandolo in modo rovesciato. Se parto da sotto, da quello di cui ci liberiamo, capisco infatti molte cose: chi siamo, verso dove stiamo andando, qual è il livello di sostenibilità delle nostre vite. Ecco perchè mi piace definirmi “rifiutologo”».

Ci sveli le caratteristiche della sua rubrica...

«Finestra sulla prevenzione dei rifiuti vuole fornire notizie e spunti di riflessione sull'evoluzione della Direttiva del Parlamento Europeo e Consiglio UE 2008/98/CE, che pone la prevenzione al vertice della gerarchia comunitaria di gestione dei rifiuti e per cui il nostro paese dovrà darsi, entro il 12 dicembre 2013, un Programma nazionale di prevenzione. Darò quindi notizie sui finanziamenti disponbili, sui convegni di particolare rilevanza e segnalerò le pratiche più virtuose, approfondendo le tematiche legate alle azioni che portano alle più significative riduzioni dei rifiuti. Le buone pratiche si sviluppano sempre di più, come dimostro da tempo sul sito Prevenzione e minimizzazione dei rifiuti, che curo con il Gruppo di Lavoro di Federambiente. La loro diffusione è facilitata in modo particolare dalle Linee Guida sulle prevenzione dei rifiuti del 2006, che ho curato con le stesso Gruppo di Lavoro per l'Osservatorio nazionale sui Rifiuti e di cui sta per uscire un aggiornamento».

Nella sua esperienza lavorativa ha collaborato con molte amministrazioni. Ha visto molte campagne di comunicazione mirate a far diminuire la quantità di rifiuti prodotti. Quali caratteristiche deve avere una buona campagna?
«Buona è quella campagna che non si limita a un appello alla volontà, ma offre ai soggetti coinvolti motivazioni economico-sociali che rendono loro conveniente essere i protagonisti di quell'azione. Alcune azioni di prevenzione e riduzione dei rifiuti fanno bene all'ambiente come bere l’acqua del rubinetto, usare i pannolini lavabili, fare il compostaggio domestico, avvalersi di vestiti, mobili o computer usati. Limitandomi a informare su questo aspetto otterrò l’adesione degli ecologisti mentre la maggior parte delle persone saranno indifferenti alla mia forza persuasiva. Ma se evidenzio le maggiori garanzie sanitarie e il risparmio annuale sull'acqua minerale, o parlo del maggior benessere per il bebè e dei 1.500 € di pannolini risparmiati nei suo primi anni di vita; se spiego che posso risparmiare sulla tassa o sulla tariffa dei rifiuti e sugli acqusiti di fertilizzanti per le piante del giardino; che posso utilizzare beni che funzionano perfettamente, costano meno e attivano un indotto occupazionale e di recupero di risorse per il terzo settore, la mia campagna riscuoterà maggior successo».
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lunedì 22 febbraio 2010

Non più il buio, ma la luce come prospettiva per il futuro

Annalisa Audino e Francesco Rasero


Partita da Milano il 4 gennaio al motto di “Meglio Sole che male illuminati”, la fiaccola dell’energia pulita è arrivata ai Mercati Traianei di Roma lo scorso venerdì 12 febbraio, accolta da una grande folla che ha affrontato il freddo inverno (addirittura la neve, evento eccezionale per la capitale!) per partecipare alla sesta edizione di “M’illumino di meno”. In parallelo tanti altri, in tutta Italia, hanno aderito all’iniziativa lanciata dalla trasmissione “Caterpillar” di Radio2 Rai: spegnendo le luci, cenando a lume di candela, ma anche scoprendo forme di energia alternativa nelle piazze delle grandi città.

L’edizione 2010 dell’ormai celebre manifestazione si è data infatti come nuovo obiettivo quello di misurarsi con la green economy, adottando sistemi “puliti” per illuminarsi. Così a Genova sette piazze hanno ospitato installazioni creative a basso consumo; a Napoli si è svolto un reading di poesia in piazza Plebiscito, illuminata a torce fotovoltaiche come la sede della Regione Puglia a Bari; Bologna ha rischiarato con luci rinnovabili la Basilica di San Petronio; a Torino si è inaugurata la centrale idroelettrica dell’Environment Park.

“M’illumino di meno”, rilanciata anche da siti internet, programmi di altre radio, social network, laboratori e iniziative di piazza, è riuscita nuovamente a raggiungere una vasta parte della popolazione italiana: lo scopo di sensibilizzare sulle conseguenze di un consumo indiscriminato e preparare il terreno a nuove energie rinnovabili, è stato quindi raggiunto su tutto il territorio nazionale.
Associazioni, Enti e singoli cittadini hanno contribuito a organizzare tavole rotonde, concerti, attività e laboratori, facendo sì che il messaggio si potesse moltiplicare esponenzialmente e nei modi più originali. A contribuire al successo anche musica e fumetti, grazie all’inno della Banda Osiris e ai personaggi “gli Illuminati”, nati dalla matita di Gianfranco Enrietto.

«E’ stato un grande successo –ha dichiarato Filippo Solibello, conduttore di Caterpillar insieme a Massimo Cirri, entrambi membri del Comitato Scientifico di AICA (editore di questa testata)- Abbiamo festeggiato a Roma insieme a migliaia di persone e in tutta Italia con centinaia di migliaia di partecipanti: questo nuovo “M’illumino di meno”, vissuto non più solo spegnendo le luci, ma accendendone di virtuose, è stato davvero vincente. Visto che nel tempo abbiamo imparato a risparmiare, ora impariamo a produrre meglio e a pretendere energia pulita».

Lo conferma anche Lisa Tropea, della redazione di Caterpillar, che puntualizza: «Non abbiamo, per la prima volta, richiesto i dati sul calo di consumo di energia elettrica al gestore nazionale, perché l’ottica di “M’illumino di meno” da quest’anno è cambiata».

Avete scelto di rivoluzionare il vostro approccio, mettendo l’accento anche sull’utilizzo delle fonti alternative oltre al tradizionale “silenzio energetico”. Perché questo cambio di prospettiva?
«Volevamo innanzitutto far passare un messaggio comunicativo differente: non più il buio, ma la luce, come prospettiva per il futuro. Non certo per rinnegare le esperienze fin qui realizzate, ma per dare un segnale simbolico di speranza.
Inoltre, in sei anni, sono aumentate enormemente le possibilità di utilizzo delle cosiddette “energie pulite” da parte di tutti: abbiamo perciò scelto di provare a far sperimentare a tante persone, almeno per un giorno, l’utilizzo di fonti energetiche “altre”, in modo da rendersi conto che sono davvero a portata di mano
».

La forza del vostro messaggio è la sua potente carica simbolica: dalla marcia della torcia fotovoltaica (denominata “La Torcia su Roma”) alla grande sfera (forse la più grande lampadina, sette metri di diametro, finora mai illuminata da energie rinnovabili) che è stata accesa ai Mercati Traianei, grazie all’energia prodotta da cinquanta “eroici ciclisti”, coinvolti in una travolgente pedalata collettiva. E’ un modo per arrivare in modo più diretto a un pubblico ampio?
«“M’illumino di meno” si è sempre basata su atti simbolici: prima si trattava di spegnere la luce, oggi di provare a farla con mini-pannelli fotovoltaici o con torce a manovella. Nessuno di questi gesti, da solo, salverà il pianeta. Ma sono tutti modi per coinvolgere le persone, per ricordare che ognuno può dare un suo contributo effettivo, fare la sua parte».

Per la prima volta avete anche dato vita a un evento “catalizzatore”, quello di Roma…
«Anche qui volevamo provare a cambiare la prospettiva del messaggio lanciato agli ascoltatori: non più spegnere, ma illuminare; non rimanere a casa e staccare tutte le fonti di energia non indispensabili ma mobilitarsi e venire in piazza per dimostrare che si può produrre energia in modo pulito. “M’illumino di meno” continua comunque a fare della sua forza il coinvolgimento capillare di tutto il territorio nazionale, come dimostrano le migliaia di adesioni ricevute da ogni parte d’Italia e non solo».
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venerdì 19 febbraio 2010

Mobilità dolce per i più piccoli. Un’opzione da privilegiare


di Eleonora Anello


Vi ricordate quando da bambini andavate a scuola da soli? Sicuramente molti prendevano anche la bicicletta, chi per piacere e chi, peggio, costretto. Per i bimbi che vivono nelle città di oggi il percorso quotidiano casa-scuola è effettuato nella maggior parte dei casi in automobile con tutte le conseguenze che si ripercuotono soprattutto sulla loro salute, vuoi perchè non fanno movimento, vuoi per le polveri sottili prodotte che avvelenano l’aria che respirano. Più in generale, la possibilità che i giovani cittadini hanno di muoversi autonomamente nel loro ambiente di vita quotidiano, si è fortemente ridimensionata nel corso degli ultimi decenni.

Andare a scuola in modo sostenibile permette di valorizzare itinerari alternativi che non si compierebbero senza l’utilizzo di mezzi diversi dalla solita automobile e, inoltre, diventa momento importante di socializzazione che contribuisce allo sviluppo motorio, intellettuale e sociale, che si contrappone al percorso solitario, caotico e nocivo effettuato in auto.
Le iniziative che favoriscono una mobilità dolce, come il Pedibus o il Bicibus di Reggio Emilia, esperienza pluriennale che ha ricevuto diversi riconoscimenti, lentamente, come per loro natura, stanno venendo alla ribalta. Se proprio è indispensabile l’automobile, le amministrazioni stanno cercando di fare in modo che sia il più piena possibile attraverso tentativi di car sharing e carpooling.

Per chi si è stufato di farsi scarrozzare ma anche per chi invece non vuole più saperne di fare da autista, da undici anni la Fiab (Federazione Italiana Amici della Bicicletta), attraverso la manifestazione nazionale Bimbimbici, promuove la mobilità lenta e sostenibile. E lo fa attraverso semplici ma coinvolgenti strumenti. Uno tra questi, punto di partenza dell’iniziativa, è il concorso nazionale di disegno rivolto a tutti gli alunni delle scuole dai 4 agli 11 anni. Il tema scelto per l’edizione di quest’anno è “La mia città in bici: com’è adesso, come vorrei che fosse domani”. Per aderire è necessario compilare un modulo online sul sito ufficiale dove è inoltre possibile scaricare i materiali necessari per promuovere il concorso.

A tutti i partecipanti è richiesta la creazione di un’opera grafico-pittorica attraverso la tecnica preferita. I giovani artisti sono chiamati a «rappresentare in modo originale ed efficace l’uso della bicicletta come mezzo che permette di percorrere più consapevolmente e in maggiore libertà le vie della propria città» come si legge sul bando. «In tutti questi anni abbiamo potuto sperimentare che il consorso è un mezzo di comunicazione diverso che ci permette di entrare in contatto diretto con i ragazzi che prenderanno parte all’iniziativa» ci spiega Claudia Favero, coordinatrice del progetto Bimbimbici, «gli insegnanti, partner indispensabili per la riuscita dell’operazione, in quanto veicolo principale della promozione dell’evento, sono invitati a integrare il concorso attraverso lezioni frontali».
Delle opere vincitrici verrà valutata prima di tutto l’efficacia comunicativa anche perchè verrano utilizzate come materiale promozionale della prossima edizione.

Le iscrizioni si concluderanno a maggio, quando le strade delle città aderenti saranno attraversate dalla biciclettata ecologica, evento conclusivo della manifestazione.
Tra gli obiettivi di Bimbimbici, oltre che la diffusione dell’utilizzo della bicicletta, la riaffermazione del tema della sicurezza infantile sulle strade e la sensibilizzazione del mondo politico per spingerlo alla realizzazione di percorsi ciclo-pedonali protetti e dedicati.

Vinca il migliore!
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mercoledì 17 febbraio 2010

Giovani Toscani attivi per l’ambiente

di Federica Gemma

Si è svolto il 21 gennaio 2010 a Firenze il Patto di Sostenibilità con gli studenti toscani: un documento frutto delle riflessioni emerse nel corso della prima Conferenza Junior sull'Ambiente in Toscana, Giovani Cittadini Attivi per l'Ambiente, tenutasi lo scorso 29 ottobre alla Fortezza da Basso nella cornice di Dire e Fare - SottoVENTI.

La Conferenza ha visto protagonisti circa 80 ragazzi degli istituti superiori toscani chiamati a confrontarsi sulla sostenibilità per poi porre dei quesiti agli amministratori regionali e locali intervenuti all'iniziativa. Il Patto è stato simbolicamente sottoscritto ufficialmente dagli assessori regionali competenti in materia di ambiente e dagli altri amministratori locali che hanno voluto partecipare, tra gli altri l'assessore all'ambiente della Provincia di Firenze, Renzo Crescioli e quello del Comune di Capannori (LU), socio AICA, Alessio Ciacci; si è auspicato però che il documento possa trovare massimo riscontro e diffusione per una adesione ampia e sentita in tutto il territorio toscano.

Assessore Ciacci, quali studenti ha coinvolto il Patto?
«Tutti gli studenti delle scuole superiori, con i quali era già stato avviato un dialogo con i loro insegnanti ottenendo un partenariato con le scuole».

Nel Patto sono espresse tre richieste: un ambiente sano, una società che offra servizi ai cittadini e qualità di condizioni di vita e di salute che stimoli la diffusione delle conoscenze e, infine, un’economia trasparente e responsabile. Quali prospettive si avranno dopo questa sottoscrizione?
«Le prospettive future sono sicuramente quelle di attivare politiche per l’ambiente sempre più volte al sociale e a una maggiore qualità della vita. E’ importante e da non sottovalutare anche il livello economico, cioè la convenienza delle politiche che si attuano».

In quali modi concreti?Il Patto fa precisi riferimenti al ridurre la produzione di rifiuti, migliorarne la gestione e favorire lo sviluppo di reali opportunità economiche legate all’ambito dei rifiuti stessi, oltreché alle biodiversità e alle energie rinnovabili.
«In quest’ottica l’anno prossimo si realizzeranno attività di educazione ambientale e in particolare progetti specifici sulla prevenzione e riduzione dei rifiuti: ad esempio l’eliminazione di tutte le acque minerali imbottigliate dalle mense scolastiche. E si cercherà di coltivare l’analisi e lo spirito critico di tutti gli studenti invogliandoli a essere sempre più attivi».
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lunedì 15 febbraio 2010

I blogger si incatenano per le rinnovabili


di Letizia Palmisano

È partita il 10 di febbraio una catena di blogger a difesa delle detrazioni per le rinnovabili. Fenomeno nato poco più di un anno fa dalla voglia di dire la propria di un gruppo di persone “conosciutesi”, o per meglio dire rimaste “impigliate” nella rete da interessi comuni e che continua a crescere.

«La prima catena di blog ambientalisti era nata in Lombardia (a cui – vista l’assenza di confini della rete - aderirono blogger da tutta Italia, ndr) contro una legge ammazza-parchi poi ritirata», spiega Roberto Codazzi, Kuda nella blogosfera, colui che tiene unite le fila della rete nelle catene. «Sull'onda di quell'esperienza positiva si è provato a rilanciarla sul tema caldo del decreto anticrisi del dicembre 2008, quello famoso per il taglio dell'iva a Sky ma che in realtà prevedeva un sistema per boicottare il sistema di detrazioni a favore di lavori per l'efficienza energetica».

La catena è “semplice”: si riprende l’argomento e si riportano, possibilmente, tutti gli aderenti (con aggiornamenti nei giorni seguenti) e spesso c’è un banner di riconoscimento. Così iniziarono a conoscersi, chi più chi meno virtualmente, e ad unirsi persone (da Jacopo Fo a politici di livello nazionale a semplici cittadini), associazioni, cause, ognuno nella veste e sotto il nome del proprio blog. A metà tra informazione “giornalistica” e petizioni, le catene hanno fatto sì che una serie di informazioni, magari annunciate “di striscio” da alcuni media, avessero un’eco maggiore, e hanno sicuramente coinvolto maggiormente una serie di persone, oltre la classica singola firma di supporto.

«A quella catena (sul decreto anticrisi del 2008, ndr) aderirono più di 120 blog». Continua a spiegare Kuda. «E anche allora vincemmo. Da allora quando vi sono alcuni passaggi legislativi importanti tanti blog si attivano per far crescere l'attenzione ai temi ambientali».
Ora con il rischio che le detrazioni per le rinnovabili da motore per il presente e per il futuro, siano solo un ricordo del passato, i blogger si sono rimessi in moto. Lo slancio è partito dalle “riunioni virtuali” su Facebook, altro punto di aggregazione e di diffusione, tant’è che la “causa di supporto” ha superato le 5700 adesioni .

«La nuova catena riprende il nostro obiettivo natio – conferma Kuda - quello di salvaguardare le detrazioni del 55% poiché negli anni si sono rivelate il miglior sistema per incentivare il risparmio energetico e anche il settore economico delle ristrutturazioni combattendo anche il lavoro sommerso. Le detrazioni non nominate nell'ultima finanziaria rischiano di scomparire alla fine dell'anno, è stato depositato un emendamento al decreto milleproroghe che chiede la loro estensione fino al 2012. Noi chiediamo ai senatori di approvarlo».
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venerdì 12 febbraio 2010

AICA aderisce a M’illumino di meno


di Silvia Musso

Anche quest’anno AICA aderisce a “M’illumino di meno”, la giornata di sensibilizzazione sul risparmio energetico, arrivata alla sua sesta edizione e promossa dalla trasmissione radiofonica Caterpillar di Rai Radio due, che nel 2005 era stata insignita del Premio AICA “Comunicare con i cittadini fa bene all’ambiente”, per l’interesse culturale dimostrato nei confronti delle tematiche legate al protocollo di Kyoto e per l’efficacia del linguaggio radiofonico.

Oltre all’adesione simbolica – si spegneranno le luci della sede sociale dell’associazione alle 17.00 del 12 febbraio – AICA ha voluto contribuire concretamente utilizzando i propri canali comunicativi per dare la giusta risonanza all’iniziativa, che da quest’anno diventa anche un’occasione di riflessione sull’energia pulita. Per tutto l’arco della settimana, la redazione di Envi ha infatti pubblicato articoli riguardanti numerose iniziative organizzate in tutta Italia da cittadini responsabili per aderire a “M’illumino di meno” e per creare delle vere e proprie occasioni di sensibilizzazione e comunicazione ambientale.

Venerdì 12 febbraio alle ore 22.45, inoltre, il presidente di AICA, Roberto Cavallo, sarà intervistato da Radio Zammù, radio dell'Università di Catania, impegnata in uno speciale di tre ore, dalle 21.00 alle 24.00, con una diretta a lume di candela.
Per l’occasione inoltre l'ex Monastero dei Benedettini, da cui si trasmette e sede delle facoltà di Lingue e Letterature straniere e di Lettere e Filosofia, potrà essere visitato a luci spente e con candele grazie alle visite guidate di Officine Culturali.
Durante le tre ore di trasmissione, saranno anche intervistati Andrea Cocco (Legambiente) e Antonia Guerra, (facoltà di Ingegneria Edile dell'Università di Napoli Federico II, e redattrice del portale “Architettura Ecosostenibile”).

Molte persone, famose e meno famose, si stanno mobilitando.
Tutti possono contribuire all’evento con un piccolo gesto simbolico.
Cosa stai aspettando? Aderisci anche tu a “M’illumino di meno”!
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giovedì 11 febbraio 2010

Coinvolgere i cittadini nella produzione di energia alternativa: si può fare!

di Eleonora Anello



Anche il castello Colonna, uno dei luoghi simbolo di Genazzano, piccolo centro in provincia di Roma, venerdì 12 febbraio sarà rischiarato solo dalla luce delle stelle. La neoeletta giunta comunale parteciperà in questo modo a M’illumino di meno, la giornata del risparmio energetico promossa da Caterpillar, trasmissione radiofonica on air su Radio Due della Rai.

Ciò che più incuriosisce della cittadina laziale, è il coinvolgimento delle scuole attraverso un percorso didattico, da svolgere da qui a fine anno scolastico, che prevede la costruzione di lampadine fotovoltaiche mediante l'utilizzo dei pannellini solari ricavati dalle calcolatrici usate e di altri, non ben precisati, materiali riciclati.

L’assessore alle politiche dell’ambiente, della gestione dei rifiuti e dell’innovazione tecnologica, Raffaele Morelli è orgoglioso nell’illustrarci il percorso organizzato con le scuole: «Come amministrazione crediamo nelle energie rinnovabili e vogliamo dare un segnale positivo in questo senso.Stiamo coltivando già un progetto didattico sulla raccolta differenziata con in ragazzi dell'I.T.I.S. "George Boole" in collaborazione con i Laboratori di Educazione Ambientale e la Provincia di Roma; analogamente vogliamo creare un progetto per le energie alternative probabilmente con gli alunni delle scuole medie e medie superiori, con l'ambizione di arrivare alle elementari. Vogliamo privilegiare i giovani, il futuro. Per noi la sensibilizzazione delle nuove generazioni è condizione necessaria e una risorsa molto potente per arrivare agli adulti. L’adesione a M’illumino di meno rientra in una serie di progetti che prenderanno il via in questo 2010. Stiamo per procedere alla realizzazione di impianti fotovoltaici sui plessi scolastici e su parte delle strutture sportive del nostro comune. Per fine anno contiamo invece di avviare la raccolta differenziata porta a porta».

Come è nata l'idea della costruzione di lampadine con i panneli solari delle calcolatrici?
«Dallo stimolo del nostro vice Sindaco, Elena Antonelli, entusiasta all'idea di proseguire ed evolvere la costruzione della lampadina alimentata con i pannelli fotovoltaici che compare nella sezione video del blog M'illumino di meno. Siamo convinti che iniziative come queste possano coinvolgere attivamente i cittadini aiutandoli a comprendere che la produzione di energie alternative non è poi così fuori portata. Come dire... la conoscenza apre la mente».

Quando chiediamo al giovane assessore quale messaggio l’amministrazione intende lanciare con questa serie di iniziative, ci risponde con una memorabile battuta recitata da Gene Wilder in "Frankenstein Junior", capolavoro della comicità contemporanea: «Si può fare!». Prova che a Genazzano si intende realmente puntare in modo concreto e proficuo sui ragazzi, adottando un linguaggio giovane, in chiave comica, infondendo loro fiducia nelle nuove tecnologie.

E a proposito di luci, tenebre, interruttori, candele, poli positivi e poli negativi, a Genazzano probabilmente non riusciranno a rianimare nuovamente la materia inanimata, tuttavia ci auguriamo che dalle loro campagne di comunicazione scaturiscano gli stessi effetti del film cult scritto e diretto da Mel Brooks che ha affrontato un genere cinematografico e letterario in modo insolito e vincente.
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mercoledì 10 febbraio 2010

M’illumino di meno accende i cuori degli innamorati


di Eleonora Anello

San Valentino 2010 all’insegna del risparmio energetico. La consumistica festa degli innamorati coinciderà infatti quest’anno con M’illumino di meno, la giornata del risparmio energetico lanciata da Caterpillar, trasmissione radiofonica in onda su Radio Due. Scorrendo fra le varie iniziative previste, quelle rivolte agli innamorati ecologici abbondano. Molti ristoratori infatti serviranno gustose cenette rigorosamente a lume di candela.
È il caso, ad esempio, dell’azienda agricola Vallenostra, di Mongiardino Ligure (AL), che dal 12 al 14 febbraio, festeggerà la riapertura dopo l'inverno con una serie di cene a base di formaggi, ottenuti con latte di pecore munte a mano. Un gesto simbolico che rappresenta un ritorno alla tradizione ma soprattutto una scelta a favore del risparmio energetico. Sia il caseificio, che recupera tradizioni gastronomiche e prodotti estinti, che l'agriturismo, si avvalgono di energia solare e lampadine a basso consumo.
La classica cena romantica diventerà occasione per riflettere sugli sprechi, le fonti energetiche alternative e i nuovi stili di vita possibili, più sani e più rispettosi del nostro pianeta. Ai clienti sarà distribuito il decalogo del risparmio energetico "M'illumino di Meno", semplici regole che, si spera, vengano applicate quotidianamente.

Gli innamorati potranno festeggiare il loro giorno speciale in modo sostenibile partecipando alla “Festa del bacio collettivo a lume di candela” che si terrà nei negozi Lush di Roma, in cui è previsto l’arrivo della torcia fotovoltaica che darà il via alla manifestazione finale. Tra le 18 e le 19 di venerdì, i negozi specialisti in cosmetici naturali, fatti a mano e dai nomi bizzarri, creeranno un’atmosfera romantica spegnendo le luci elettriche e accendendo quelle più ecologiche delle candele. Gli avventori saranno così invitati a esprimere il proprio amore scambiandosi appassionati baci.

Un altro modo per abbinare San Valentino al sostegno concreto all'ambiente, è previsto a Gradara (PU), uno dei luoghi simbolo dell’amore, che ha visto innamorarsi Paolo e Francesca, i lussuriosi protagonisti di uno struggente canto dell’Inferno della Divina Commedia di Dante. Con l’ottava edizione di “Gradara d'Amare”, anche la pro loco aderisce a M’illumino di meno. L’illuminazione pubblica dell'area del suggestivo castello medievale si spegnerà e sarà illuminata da 1000 fiaccole e da fari a LED a intermittenza che tingeranno di rosso tutta la cinta muraria del borgo, facendo diventare Gradara un enorme cuore pulsante. Dal 12 al 14 febbraio tutte le persone che entreranno nel centro storico potranno ritirare del materiale informativo sul risparmio energetico.

Tanti modi originali per trascorrere un San Valentino sostenibile, riflettendo sulla necessità di un più corretto e attento utilizzo delle risorse energetiche. M’illumino di meno si dimostra una campagna efficace che ben si concilia a ogni occasione, donandole un senso diverso. San Valentino ci farà diventare più ecologisti?
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martedì 9 febbraio 2010

A carnevale ogni luce vale?


di Eleonora Anello

Se si pensa alle tonnellate di carta tra coriandoli e stelle filanti lanciate, alle bombolette spray delle schiume, alla musica a tutto volume, agli oli esausti dei dolci fritti e ai vecchi, fumanti e rumorosi trattori che trainano i carri allegorici, non si può di certo affermare che il carnevale sia una festa ecologica. Forse, proprio a causa dell’alto impatto ambientale di questa antica e popolare ricorrenza, si moltiplicano le manifestazioni eco friendly. Tanti gli “eco”carnevali preceduti da laboratori dove è possibile realizzare maschere con materiale di recupero. Come a Perugia in cui, come avevamo anticipato in un post precedente, il carnevale si festeggia anche nelle stazioni ecologiche dove, tra strufoli e frappe, verranno distribuiti i kit di buste per la raccolta differenziata.

Testimonianza di questo impegno nei confronti dell’ambiente è il Carnevale di Verona, giunto alla sua 480esima edizione, probabilmente il carnevale più antico d’Europa, che alimenterà le luminarie dei suoi 60 carri a energia rinnovabile tra fotovoltaico e idroelettrico. Il “venerdì gnocolar”, culmine del “Bacanal” veronese, coincide con la giornata di M'illumino di meno a cui la città veneta aderisce con entusiasmo. «Anche quest’anno il Comune di Verona partecipa all’iniziativa promossa da Caterpillar» afferma alla conferenza stampa di presentazione l’assessore all’ecologia e all’ambiente Federico Sboarina, «Come gli anni scorsi spegneremo le luci artistiche dei nostri principali monumenti. Quest’anno abbiamo coinvolto le scuole primarie, affinché i bambini divengano più responsabili nell’utilizzo delle luci in classe, e le città gemellate. Il nuovo messaggio che vogliamo lanciare va oltre il risparmio energetico, promuovendo l’utilizzo delle energie rinnovabili. Chiaramente sappiamo che si tratta di un’iniziativa di un sol giorno che però esemplifica un comportamento virtuoso. Utilizzeremo i nostri impianti fotovoltaici e idroelettrici, ricordo quello sullo stadio Bentegodi, ma anche altri. Quindi, non vogliamo solamente contribuire al risparmio energetico, ma anche alla diffusione dell’utilizzo di energia pulita fondamentale per migliorare la qualità della nostra aria e del nostro ambiente».

Luci virtuose e raccolta differenziata anche a Venezia dove il famoso e prestigioso carnevale sarà illuminato da Ecolamp, il consorzio per il recupero e il trattamento delle fonti luminose esauste, che parteciperà per tutta la durata della manifestazione (11 giorni) attraverso sei Temporary Store dislocati nei principali sestieri, presso i quali sarà possibile trovare informazioni riguardanti il Consorzio e le sue attività. Verrà inoltre allestita la mostra “Lamp&RiLamp”, dove i visitatori saranno accompagnati, attraverso un percorso polisensoriale suddiviso in cinque moduli, in un viaggio di sensibilizzazione e conoscenza. In più si potrà partecipare a “Love Game”, un concorso fotografico che ha come protagonisti il neon a basso consumo Voltonio e il contenitore verde Bidonia. Per Ecolamp un’operazione di comunicazione classica sia istituzionale che educational nel momento di maggiore affluenza turistica del capoluogo veneto. La campagna che ha l’obiettivo di informare sulla corretta differenziazione dei rifiuti luminosi, in particolare delle lampadine a basso consumo energetico, rincorre una visibilità internazionale anche se il consorzio opera sul territorio nazionale.
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lunedì 8 febbraio 2010

Arrivano “Gli Illuminati”, i super-eroi delle energie rinnovabili


di Francesco Rasero

Quattro super-eroi sfidano il terribile NemikoFossile: sono Geotermo, PanSilicio, PalaSoffio e Turbidra, ovvero “Gli Illuminati”, paladini delle energie rinnovabili.
Questi i testimonial scelti da “M’illumino di meno” per la sua sesta edizione, in programma venerdì 12 febbraio, la prima in cui all’ormai tradizionale “silenzio energetico” si affianca anche la promozione delle fonti energetiche rinnovabili. Geotermo è il paladino del geotermico e combatte il NemikoFossile con la forza delle profondità della terra; PanSilicio, con il suo pannello solare, è in grado di accumulare quantità enormi di energia con cui folgorare il NemikoFossile; PalaSoffio fa piazza pulita del NemikoFossile con un turbine che precede il suo arrivo, silenzioso ed efficiente; Turbidra, infine, con la sua pressione mette al tappeto il NemikoFossile.

Gli Illuminati sono un’invenzione di Gianfranco Enrietto, meglio conosciuto come Henry, divenuto celebre per aver disegnato i Gormiti, ovvero i guerrieri dell'isola di Gorm divenuti un vero cult sia tra i giovanissimi che tra gli appassionati di giochi di ruolo.
A differenza dei più celebri “cugini” (distribuiti dalla Giochi Preziosi sotto forma di figurine in PVC dall’altezza di 3-5 centimetri l’una, vendute in singole bustine), gli Illuminati non paiono, almeno per ora, destinati a trasformarsi in personaggi in “plastica e ossa”, ma vivono la loro battaglia esclusivamente sul web.
Come conferma direttamente Gianfranco Enrietto: «Sono il disegnatore dei Gormiti, ma in questo caso si tratta di qualcosa di diverso. Soprattutto, non detenendo io i diritti d'autore dei Gormiti, non posso sfruttarne l'immagine. In nessun modo gli Illuminati avranno interazioni con il mondo Gormiti. Giochi Preziosi non è mai stata coinvolta nel progetto e non si prevede di realizzare prodotti in 3D».

Com’è nata, allora, l’idea di questi personaggi?
«Gli illuminati nascono in conseguenza ad una mia visita alla redazione di Caterpillar, che è un programma che seguo da anni, specialmente per la loro attenzione alle tematiche ambientali, tant'è che da qualche mese sono diventato anche io un "metanista satanista" come dicono loro. Sono stato loro ospite il giorno stesso in cui M'illumino di Meno veniva lanciato e l'idea è nata da sé: io ho proposto di disegnare un testimonial delle energie rinnovabili, loro hanno rilanciato chiedendomene 4, uno per ogni area energetica».

Secondo il loro disegnatore, anche i Gormiti possono trasformarsi in paladini dell’Ambiente?Il loro può essere un linguaggio utile a trasmettere messaggi non-convenzionali di educazione alla sostenibilità, in modo da arrivare direttamente al target giovanile?
«Diciamo che i Gormiti già incorporano un messaggio ecologista: solo il richiamo agli elementi naturali e alla loro forza ne è un esempio.
Inoltre, da due anni a questa parte, Giochi Preziosi in collaborazione con Marathon ha iniziato a creare la serie a cartoni animati dei Gormiti, al cui interno il messaggio ecologista è ancora più esplicito: se c'è un problema su Gorm questo si manifesta sulla Terra sotto forma di cataclisma o sconvolgimento dell'ecosistema e i quattro Signori della Natura devono rimboccarsi le maniche per sistemare le cose… che poi è quello che ci si auspica da tutti, con la differenza che i Signori di Gorm sono alti quasi 4 metri e spaccano le montagne a pugni, mentre per noi è sufficiente cambiare le lampadine, spegnere luce e acqua quando non servono e usare un po' meno l'auto!
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giovedì 4 febbraio 2010

Nel 2030 il nostro stile di vita sarà “COOL”?


di Alessio Sciurpa

Come cambieranno i nostri stili di vita nel 2030? A chiederlo è COOL - Change Of Our Life, il progetto della Commissione Europea operante in Germania, Italia, Grecia e Lettonia. Cinque minuti di immagini oppure sei fotografie per immaginare come potrebbe cambiare la quotidianità in relazione al cambiamento climatico. È questo il tema del Concorso Multimediale Internazionale “Klima Clima”.
I partner coinvolti nell'iniziativa sono: Kolleg für Management und Gestaltung nachhaltiger Entwicklung gGmbH (Germania); Foundation for Environmental Education (Lettonia); Camera per la Cooperazione e Incentivo al Partenariato (Italia); Athens Network of Collaborating Experts (Grecia).
Ai giovani partecipanti, che dovranno avere al massimo trent'anni, è richiesta di esprimere la loro vision sul futuro energetico, sui modi di consumare dei prossimi decenni e, cosa più importante, sullo stile di vita auspicabile per attuare una rivoluzione energetica intelligente.
I contributi multimediali potranno essere inviati entro il 21 Febbraio 2010.
Un massimo di 150 caratteri potranno accompagnare la Photostory, mentre per l'Internet Film il limite è di 5 minuti in qualsiasi formato e girato con qualsiasi device (cortometraggio, infotainment, spot, documentario), in entrambi i casi i prodotti dovranno avere non più di due anni.
L'assenza di requisiti tecnici specifici per il video e l'utilizzo di un linguaggio condiviso come quello fotografico, permette di focalizzare sulla comunicazione ambientale dei contenuti l'attenzione, estendendo a chiunque la partecipazione al concorso.
Da tener presente che i lavori che non fossero nella lingua madre dei paesi che promuovono il progetto (tedesca, italiana, lettone o greca) dovranno essere sottotitolati o tradotti in inglese, mentre quelli in lingua inglese dovranno dichiarare in quale dei quattro Paesi, ma solo in uno di questi, intendono partecipare al concorso. Anche questo accorgimento permetterà ai partecipanti di esprimersi al meglio, senza dover tener presente la padronanza della lingua inglese.
Il concorso suddiviso, in 2 livelli nazionale e internazionale, avrà una prima selezione in ciascuno dei quattro Paesi. Successivamente, i vincitori dei rispettivi concorsi nazionali prenderanno parte al concorso internazionale.
Ogni paese esprimerà una giuria composta da registi, scienziati che si occupano di tematiche ambientali ed esperti di comunicazione consultabile nella sezione Jury and Award del sito.
Da denotare che il sito dell'iniziativa diventa così anche veicolo di awarness per contenuti relativi al climate change e sulle istituzioni/organizzazioni che, con rigore scientifico, se ne occupano a livello internazionale. Quelle stesse organizzazioni che spesso vengono citate nel mezzo di enumerazione di dati e ricerche, e troppo spesso confuse ed accomunate a realtà ed espressioni che francamente di scientifico hanno ben poco. Ben venga quindi una maggiore informazione sul lavoro di queste ultime insieme, ai topics utili per partecipare al concorso. A tal proposito vi invitiamo a leggere la versione originale dell'articolo di John Tomlinson (the Michigan Mauler) vincitore del Christopher Booker prize 2009, proprio sul climate change.
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mercoledì 3 febbraio 2010

Diritto negato all’informazione ambientale: voci dalla Russia contaminata


di Silvia Musso

È stato da poco pubblicato Ulitsa Sadovaja, libro voluto dall’associazione di volontariato “Mondo in Cammino” e stampato per la collana editoriale “Carlo Spera editore X MIC” che vuole porsi nel panorama editoriale italiano con opere di denuncia e sensibilizzazione su tutta la realtà che ruota intorno al nucleare.
Le autrici, Elisa Geremia e Veronica Franzon, sono due giovani ricercatrici che hanno trascorso un mese a Novozybkov, una delle città russe maggiormente contaminate dall’esplosione della centrale nucleare di Černobyl nel 1986. Dalla loro esperienza di ricerca è emerso questo libro appassionato in cui decine di voci diverse trovano uno spazio per esprimersi. La situazione di questa cittadina della provincia russa viene presentata attraverso le esperienze dei suoi testimoni, delle persone che ci vivono e che ogni giorno devono affrontare i rischi portati dalla radioattività in un intreccio di sentimenti, spesso discordanti, che vanno dalla rassegnazione alla rabbia, dalla speranza alla non curanza.
Attraverso la prospettiva analitica del’antropologia del rischio – studio dei comportamenti umani e delle costruzioni culturali in situazioni di rischio per superare i limiti delle definizioni “tecnocentriche” di disastro fornite da geologi, fisici, ingegneri – le autrici cercano di rispondere ad alcuni interrogativi: come mai i 40.000 abitanti della città non sono stati evacuati? Cosa significa fare i conti, giorno dopo giorno, con la radioattività? In che modo la contaminazione si è intrecciata alla cultura e alle abitudini delle persone? La realtà che hanno di fronte è caratterizzata da una cattiva informazione istituzionale e ambientale: «Nelle biblioteche di Novozybkov – sottolineano le autrici – ci sono reportage descrittivi risalenti a più di 10 anni fa. La stampa offre anche una rivista specializzata sull’argomento, ma che parla più che altro di pensioni e risarcimenti per i liquidatori. Le informazioni mediche sono difficili da recuperare. In Russia l’ecologia è tuttora un concetto che non esiste; a Novozybkov si parla di ambiente e si studia il disastro nucleare di Černobyl come un evento appartenente al passato. Non ci sono riflessioni, rimangono solo ricordi vuoti e commemorazioni astratte. L’indifferenza statale, l’indebolimento degli interessi internazionali e l’oscurantismo sulle conseguenze del disastro stanno contribuendo a chiudere una volta per tutte la storia di Černobyl», a discapito dell’effettiva coscienza della radioattività presente tra la popolazione.
Numerosi gli spunti di riflessione che emergono dal libro: dai progetti di accoglienza dei bambini “cernobyliani”, ai corsi di radioprotezione per studenti e insegnanti – sorta di educazione ambientale su come gestire la vita quotidiana in territorio contaminato – organizzati, tra innumerevoli difficoltà, da associazioni locali o internazionali, alla comunicazione ambientale sul nucleare in Russia, in Europa e in Italia.
A questo proposito Massimo Bonfatti, presidente dell’associazione “Mondo in Cammino” afferma: «Nelle zone contaminate dal fallout di Černobyl la minimizzazione dei rischi nucleari coincide nel non dare rilevanza epidemiologica alle patologie presenti, relegandole, per esempio, a conseguenze di stili di vita e non alla immunodeficienza diffusa». Riguardo al diritto del cittadino all’informazione ambientale ancora Bonfatti: «Il nucleare ha diversi punti di vista di analisi. Mondo in cammino ritiene che ci debba essere, un punto di vista privilegiato: quello del cittadino comune che ha tutti i diritti, doveri e legittimità per intervenire nel dibattito e nelle scelte. Al cittadino spettano i diritti fondamentali della democrazia, della trasparenza e del diritto all’informazione. E nel nucleare questi diritti sono negati, ormai, da 50 anni. Il 28 maggio 1959, all’ inizio del programma “Atomi per la Pace”, l’Assemblea Mondiale per la Sanità adottò un Accordo (legge WHO 12-40) con l’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica (AIEA) che sottomette l’OMS alle decisioni dell’AIEA, ovvero alle decisioni del promotore del nucleare commerciale. Questo accordo ha permesso finora di non divulgare i dati sulle conseguenze sanitarie, in possesso dell’OMS, su tutti gli incidenti nucleari che si sono succeduti negli anni. L’accordo AIEA/OMS nega il diritto dell’informazione, principio fondante della democrazia».
Per combattere la disinformazione sul nucleare, “Mondo in cammino” sta portando avanti una campagna di sensibilizzazione sostenendo la petizione per l'autonomia e l’indipendenza dell’OMS dall'AIEA.
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lunedì 1 febbraio 2010

Dal “silenzio energetico” alla festa dell’energia pulita


di Eleonora Anello

Venerdì 12 febbraio sarà la giornata di M'illumino di meno, campagna di sensibilizzazione sui consumi energetici, lanciata dai conduttori della trasmissione radiofonica Caterpillar in onda su Radio 2, Massimo Cirri e Filippo Solibello, membri del Comitato Scientifico AICA (Associazione Internazionale per la Comunicazione Ambientale). Giunta alla sua sesta edizione, lo spegnimento simultaneo delle luci, versione italiana dell’Earth Hour, è divenuta un appuntamento annuale a cui non mancare che appassiona famiglie, enti pubblici, aziende e associazioni.

La campagna 2010 presenta grosse novità. Partita il 4 gennaio quest’anno non basterà spegnere la luce. Infatti, secondo gli organizzatori, ormai gli italiani hanno imparato a risparmiare energia o perlomeno a ridurre gli sprechi nei loro consumi. Data per acquisita questa sensibilità, ai partecipanti si chiede ora qualcosa in più e, al contrario di quanto possa suggerire il titolo dell’iniziativa, tutti sono invitati ad accendere le luci! Luci però che si alimentano di nuove energie, quelle pulite e rinnovabili.
Ma questo cambio di strategia coinvolgerà lo stesso i cittadini? Basterà il nome della campagna, la sua popolarità e i suoi ottimi risultati per far cambiare abitudini e convertire a nuove e meno impattanti fonti? E, soprattutto, è così facile produrre ed avvalersi di energia pulita nel nostro paese?

Di certo l’occasione sarà quella giusta per puntare i riflettori su chi già da tempo si impegna a produrre energia pulita. E, lo scopo della fiaccola fotovoltaica di M'illumino di meno, è proprio questo: attraversare tutto lo stivale per portare testimonianza e per dare luce e visibilità alle iniziative di chi già si avvale dell’energia rinnovabile. L'operazione intitolata "La torcia su Roma (meglio sole che male illuminati)" ha l'obiettivo di sensibilizzare sulle conseguenze di un consumo indiscriminato nonché di preparare il terreno, all’evento clou del 12 febbraio, quando la fiaccola è attesa a Roma per una coreografia di luci pulite ai Mercati Traianei e un concerto a impatto zero che chiuderanno la campagna.

Intanto dilagano le iniziative su tutto il territorio. Festa e folklore sono assicurati. Associazioni, istituzioni ma anche singoli cittadini stanno organizzando ogni sorta di evento: tavole rotonde, incontri con le scuole, trattorie, piscine e palestre a lume di candela. La Banda Osiris è l’autrice dell’inno che viene insegnato in alcune scuole dell’infanzia da parte di insegnanti illuminate. E, sempre per i bambini, dal disegnatore dei Gormiti, Gianfranco Enrietto, sono nati gli Illuminati, la squadra di supereroi che rappresentano le energie rinnovabili e che combattono contro il NemikoFossile.

Il messaggio si sta moltiplicando esponenzialmente grazie soprattutto ai webcarter, gli ascoltatori di Caterpillar che sono attivi in rete, in particolare su blog e social network. Sulla fanpage di Facebook dell’evento si contano al momento circa 20.800 fan destinati ad aumentare. Riusciranno i webcarter a spegnere il proprio computer?
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