venerdì 29 gennaio 2010

Green Social Festival 2010: una festa popolare


di Eleonora Anello

Spettacoli, biciclettate, mostre, giochi, letteratura, cori, dibattiti di approfondimento e confronto, laboratori, incontri per le scuole e ospiti illustri. Questo il ricco programma del Green Social Festival 2010 che si terrà a Bologna per otto giorni a partire dal 12 febbraio, giornata del risparmio energetico di M'illumino di meno.

L’evento è alla sua prima edizione ma, grazie soprattutto alla sua anteprima talk-show, sta già facendo parlare molto di sè. La presentazione, avvenuta l’’11 dicembre scorso, dal titolo “Missione Copenhagen”, proprio perchè si teneva durante i giorni del summit sul clima, è stato un modo per fare il punto della situazione.

Il festival si caratterizzerà per il suo taglio divulgativo e adopererà un linguaggio semplice sia perchè si vuole rivolgere anche ai non addetti ai lavori, sia perchè punta molto sul coinvolgimento giovanile.
Con il patrocinio del Ministero dell’ambiente, al festival sono attesi ospiti di prestigio come Bob Kennedy III, rampollo della famosa dinastia americana, molto attivo in campo ambientale.

4 i macro-temi affrontati: energia e ambiente; vivere e sostenibilità; visione globale e legalità e comunicazione. Nello stabilire una relazione molto forte tra comunicazione e legalità, gli organizzatori sostengono che, in questo particolare periodo storico, la comunicazione è responsabile della perdita dei valori, soprattutto della reiterata violazione della legalità che avviene senza alcuna vergogna.
Ci rivolgiamo ad Enzo Argante, direttore scientifico del Green Social Festival, per chiedere se tale responsabilità vale anche per la comunicazione ambientale.
«Quando ci riferiamo alle responsabilità della comunicazione stiamo parlando del sistema nel suo complesso. Certo che la comunicazione ambientale, direi quella sociale in genere, piuttosto che di solidarietà è esclusa dalla critica».

Vi rivolgete in modo particolare alle giovani generazioni. È maggiormente educativo descrivere un mondo corrotto o è meglio offrire i mezzi e le competenze per permettere ai ragazzi di formarsi una mente critica?
«Non si possono offrire criteri educativi senza le opportune e conseguenziali visioni critiche. I giovani devono comprendere le criticità per poter immaginare e proporre l'evoluzione. È una questione di misura: da una parte il qualunquismo e dall'altra il disfattismo. La virtù - educativa - sta in mezzo».

Chi è alla ricerca di suggerimenti, consigli, testimonianze e proposte speciali al fine di avere un ruolo attivo e concreto per aiutare l’ambiente, non si faccia scappare questo evento.
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mercoledì 27 gennaio 2010

“Mediterre 2010”, tra arte e workshop per comunicare la sostenibilità


di Silvia Musso

Inaugura oggi, mercoledì 27 gennaio, “Mediterre 2010. Sostenibili. Adesso”, in programma a Bari fino a sabato 30.
La manifestazione, organizzata dalla Regione Puglia in collaborazione con la Federparchi, è giunta alla sua VI edizione e, quest’anno, rappresenta il primo appuntamento italiano dell'Anno internazionale della Biodiversità, indetto dalle Nazioni Unite.
«Qualunque ritorno a un’idea antica di crescita economica fondata sullo stupro ambientale da noi sarà rigettata con fermezza e determinazione», ha dichiarato il Presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, in un video promozionale dedicato ai principi ispiratori dell’evento.

Nel corso della quattro giorni sono in programma venti workshop, che toccheranno diverse tematiche: dalla comunicazione ambientale alla raccolta differenziata, dal turismo sostenibile al contributo delle Oasi WWF per la valorizzazione e la conservazione della biodiversità in Puglia. Verrà anche assegnato il Premio “Innovazione amica dell'Ambiente per il Sud”, alle imprese che producono significativi miglioramenti ambientali nel Mezzogiorno.

Ricchissimo, inoltre, il programma degli eventi che fanno da corollario: rappresentazioni teatrali (presente lo scrittore Erri De Luca), concerti, laboratori didattici per adulti e bambini nei quali si darà “nuova vita” ai rifiuti, mostre ed eventi artistici.
Proprio l’arte assume quest’anno un ruolo primario, anche di comunicazione ambientale, con particolare rilievo dato alle tematiche concernenti l’acqua. Nella collettiva d’arte contemporanea “Acqua a zone” saranno, infatti, visibili le opere creative di vari artisti pugliesi, comprese installazioni fotografiche e audiovisive: un canale di comunicazione diretto, per convogliare il messaggio contro la speculazione e la mercificazione dell’acqua intesa come bene comune e per la lotta contro il dissesto idrogeologico del territorio pugliese.

Non solo quindi un fitto programma di convegni –cui spetta, comunque, il compito prioritario di instaurare nuove relazioni tra istituzioni, gestori e operatori del settore e che possono essere seguiti in streaming sul sito ufficiale dell’evento: www.mediterre.regione.puglia.it- ma, soprattutto, un’operazione per consolidare in Puglia la conoscenza e la diffusione delle tematiche concernenti lo sviluppo sostenibile, nonché un’importante azione di marketing territoriale a favore delle iniziative locali rivolte alla tutela e alla promozione dei beni naturali, culturali e ambientali.

Duplice anche il target cui si rivolge la manifestazione di Bari: Mediterre, da un lato, è indirizzata ai soggetti pubblici e privati che operano per la tutela delle risorse naturali e per la promozione dello sviluppo sostenibile; dall’altro intende coinvolgere i cittadini, stimolandoli alla riflessione sui temi ambientali.

Il programma completo è invece scaricabile a questo indirizzo: http://www.mediterre.regione.puglia.it/mediterre/files/Programma.pdf.
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lunedì 25 gennaio 2010

L’ingegneria e la videoconferenza al servizio dell’ambiente


di Eleonora Anello

Comunicare lo stato e l’avanzamento delle conoscenze di eventi cruciali per lo sviluppo e il benessere della società futura, in modo il più possibile sereno e oggettivo. È questo l’obiettivo che si propone “Energia: 2010 e oltre”, ciclo di incontri divulgativi organizzato dal Politecnico di Torino in occasione delle celebrazioni dei suoi 150 anni di vita.

Le sette conferenze, che hanno preso il via il 20 gennaio e si concluderanno il 3 marzo 2010, affronteranno il tema dell’energia e delle sue implicazioni tecnologiche, ambientali, sociali, politiche ed economiche. Si discuterà infatti di crisi energetica, combustibili fossili, fonti rinnovabili, energia nucleare ed elettrica ed efficenza energetica negli edifici e nei trasporti.

Con esponenti prestigiosi presi in prestito dal mondo delle imprese e da quello accademico, il Politecnico intende rivolgersi a chiunque sia sensibile e dimostri interesse a un problema che travalica questioni spesso riservate a un numero esiguo di addetti ai lavori. Inoltre, «Tutte le conferenze saranno visibili in diretta collegandosi a Internet tramite un’apposita pagina web del Politecnico. In questo spazio saranno anche inseriti i materiali prodotti e si potranno porre quesiti», spiega il professor Bruno Panella, direttore del Dipartimento di energia del Politecnico e organizzatore dell’evento. «Non è possibile uno sviluppo sostenibile senza un impegno continuo per la salvaguardia del pianeta -continua il docente- ed è il controllo dell’uso dell’energia lo strumento che può garantire il successo o la sconfitta di questo intendimento, in quanto è quello che nella storia ha accompagnato ogni grande conquista dell’uomo».

E proprio a dimostrazione di questo, il Politecnico di Torino ha deciso di avvalersi della videoconferenza, nient’altro che un’interazione sincrona in audio e video. Sicuramente ad oggi si può considerare il canale maggiormente amico dell’ambiente in cui il flusso informativo passa attraverso un unico canale che viene condiviso tra più destinatari. Essa permette la delocalizzazione e i benefici sono numerosi: economici ma soprattutto ambientali. Consente infatti l’ovvio risparmio di tempo, spese di trasporto e facilita e incrementa i contatti e le collaborazione tra gli individui.
Certo, l’incontro virtuale al di fuori dell’unità di luogo va a scapito della fisicità ma può contribuire oltre che ad accrescere il numero dei partecipanti, a rendere il sapere più condiviso a patto però che venga superato il gap tecnologico che divide la nostra società. Un servizio dalle innumerevoli potenzialità ancora poco adottato pur avendo testimonial illustri quali Bill Gates, Al Gore e Carlo d’Inghilterra. Il principe, ad esempio, come in un film di fantascienza, fece viaggiare il suo ologramma per partecipare nel gennaio del 2008 al summit mondiale sul futuro dell'energia tenutosi negli Emirati Arabi Uniti.

Per i più tradizionalisti, il prossimo appuntamento da non perdere è per mercoledì 27 gennaio presso l’aula magna del Politecnico di Torino alle ore 17.30. Si parlerà di "Combustibili fossili: idrocarburi. Carbone". Il programma completo è consultabile al seguente indirizzo: http://www.conferenze.energia.polito.it/le_conferenze.
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giovedì 21 gennaio 2010

La caccia all'energia

di Alessio Sciurpa

Google, il motore di ricerca accusato di consumare enormi quantità di energia elettrica, ha recentemente creato la consociata Google Energy con lo scopo di gestire le proprie attività intermediarie in materia, come riportato da The New York Times. Il colosso web di Mountain View ha già chiesto l'approvazione dalla Federal Energy Regulatory Commission statunitense di poter acquistare e vendere energia. Ha però dichiarato di non avere piani specifici per diventare un operatore del settore, ma che il suo obiettivo primario è quello di acquisire una maggiore flessibilità nell'acquisto di energia rinnovabile per i suoi “energivori” server.

Di sicuro il mercato delle rinnovabili ha subito nello scorso anno un'importante accelerazione, che sembra destinata ad intensificarsi nel 2010.
La caccia all'energia del futuro è anche oggetto del cortometraggio "Energy Hunter" di Albert Arizza, un po' datato ma che negli ultimi giorni sta godendo di rebound in rete.
In sette minuti il giovane filmaker spagnolo ci porta in un futuro in cui il genere umano vive lontano dal pianeta Terra, diventato una landa ostile fatta di deserti e montagne innevate, dove solo le specie più resistenti sopravvivono.
La narrazione di Arizza è fluida, semplice e, soprattutto, universale. L'assenza totale di dialogo e l'uso di una colonna sonora su cui non c'è bisogno di spendere parole (Pink Floyd) facilita la diffusione e comprensione del messaggio intrinseco all'eccellente lavoro di Arizza: l'uomo, dall'alba dei tempi, è alla continua ricerca di ulteriori e più potenti fonti di energia (dalla macchina a vapore, al petrolio, al nucleare) e ritorna pertanto al pianeta Terra utilizzando la sua avanzata tecnologia per catturare ciò di cui ha disperato bisogno. Paradossalmente, tale energia altro non è che di origine naturale.
Il messaggio è chiaro e, nel farlo, Arizza si diletta con richiami donchisciotteschi e al “Siglo de Oro” spagnolo: così come il Don Quijote di Cervantes era un monito all'inadeguatezza degli intellettuali a fronteggiare i nuovi tempi, metafora di una ricerca incessante e di ritorno ad una purezza perduta, così “Energy Hunter” vuole essere monito per tutti noi.
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martedì 19 gennaio 2010

Un film d’animazione per spiegare il “sacco” dell’energia

di Eleonora Anello



Musica e cartoni animati per sensibilizzare i più piccoli alle tematiche ambientali. Si intitola “Il sacco dell’energia” il nuovo film d’animazione prodotto dalla Panebarco & C, piccola bottega di prodotti multimediali di Ravenna, e patrocinato dalla Regione Emilia Romagna. Una fiaba ecologica che narra di fonti rinnovabili e risparmio energetico con, sullo sfondo, una sottile critica al consumismo.

La storia nasce negli anni Ottanta dalla matita di Daniele Panebarco, con la consulenza scientifica di Enzo Tiezzi, professore ordinario di Chimica Fisica all'Università di Siena. Inedito per più di vent'anni, oggi il fumetto diventa un cartone animato raccontato in modo ironico e allo stesso tempo poetico, tramite un linguaggio semplice e una grafica a tratti coloratissima.I personaggi si caratterizzano per piccoli e vispi occhi. La trama, una fantasiosa variante de L'apprendista Stregone, narra del popolo dei Maestri Sapienti, il cui svago sta nel creare universi perfetti e il cui cappello sta a metà tra quello di David Gnomo, per la forma, e l’antenna degli Snorky, per le movenze.

Il video verrà distribuito in dvd realizzato in due lingue (italiano e inglese).
Verrà anche realizzata una versione sotto forma di concerto-spettacolo, che sarà inserita nell'ambito delle rassegne teatrali dedicate ai ragazzi dall'Associazione Orchestra Città di Ravenna. Tale evento prevede la narrazione da parte di un attore in parallelo alla proiezione delle immagini e all’esecuzione, da parte di musicisti polistrumentisti, della colonna sonora, composta appositamente per l’opera dal Maestro Luciano Titi.
“Il Sacco dell'Energia”, nei progetti dei suoi ideatori, diventerà anche un film a cartoni animati per la tv: è infatti allo studio la versione seriale del cartone, composta da 12 episodi di 20 minuti l'uno.

Infine –dato che il cartoon, potente e divertente mezzo comunicativo, colpisce in modo diretto e ha la capacità di attirare l’attenzione e appassionare i bambini, ma risulta spesso superficiale in quanto a efficacia educativa- è in fase di sviluppo un sito web ricco di contenuti: dalle schede didattiche ai giochi interattivi, utili sia prima che dopo la visione del cartone, studiati per coinvolgere anche insegnanti e genitori.

“Il sacco dell’energia” è, al momento, un work-in-progress: per sapere come andrà a finire è però possibile collegarsi al sito www.saccoenergia.it dove, dal 20 aprile 2010, sarà disponibile la versione completa. Nel frattempo ci si può “accontentare” del trailer.
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lunedì 18 gennaio 2010

A Perugia la comunicazione ambientale mette al centro il cittadino


di Silvia Musso

"Un mese per l'Ambiente" è il titolo di un calendario di manifestazioni che l’Assessorato all’Ambiente del Comune di Perugia ha programmato assieme all’Ambito Territoriale Integrato ATI2 con lo scopo di illustrare e promuovere i servizi di igiene urbana previsti nel nuovo contratto di gestione dei rifiuti, che prevede l’estensione della modalità porta-a-porta per la raccolta differenziata. Tra le varie attività, che rendono innovativa la campagna, è previsto a febbraio il Carnevale ecologico, con sfilate di costumi realizzati utilizzando materiali riciclati e manifestazioni specifiche presso le stazioni ecologiche. In programma anche un convegno, il 19 gennaio nella sala “Notari” del Comune, intitolato “Da cosa nasce…cosa. Il cittadino al centro dei nuovi servizi di igiene ambientale” alla presenza dell’ex Ministro dell’Ambiente Edo Ronchi, presidente della Fondazione Sviluppo Sostenibile. Sono previsti inoltre seminari di lavoro per tecnici e amministratori, stands per incentivare la raccolta differenziata e assemblee pubbliche organizzate per aree vaste per spiegare ai cittadini come funzionerà il servizio di raccolta porta a porta.

Obiettivo primario degli interventi è fare dei rifiuti una risorsa, promuovendo un vero e proprio mutamento culturale negli stili di vita dei cittadini.
Un risultato non raggiungibile senza una efficace campagna di comunicazione ambientale, parte integrante del nuovo servizio di igiene urbana, rivolta a diversi target (dal singolo cittadino alle scuole, dalle pubbliche amministrazioni alle imprese) e che attivi diversi canali di comunicazione attraverso un media planning ben strutturato. «La modalità privilegiata, che riteniamo possa dare maggiori frutti, sarà un contatto “vis à vis” con l’utente, sia in forma singola (con comunicatrici che casa per casa consegneranno materiale informativo) sia attraverso assemblee e incontri pubblici -spiega Franca Caramello, responsabile della comunicazione di Gesenu, aggiudicataria insieme a T.S.A., S.I.A. ed Ecocave dell’appalto che si occuperà del servizio di igiene ambientale a Perugia per i prossimi quindici anni- Inoltre si stanno perfezionando sistemi innovativi già in sperimentazione quali l’uso di Sms, il servizio “Città in Tv” ,un nuovo portale e il “Filo Diretto”».

Lorena Pesaresi, assessore alle Politiche energetiche e ambientali sottolinea il ruolo cruciale della comunicazione in questo delicato processo di cambiamento: «L’Amministrazione comunale ha posto al centro del proprio programma politico la comunicazione e un rapporto costante con la cittadinanza; la vicinanza al cittadino è fondamentale perché tutto ciò che si vuole fare per una città ecocompatibile non è possibile senza un consenso informato. È impegno del Comune dunque porre il cittadino-utente al centro dei nuovi servizi di igiene ambientale».
Ancora Caramello sottolinea la necessità di investire in comunicazione ambientale: «Significa abbandonare la vecchia fase di collateralità e di marginalizzazione del processo comunicativo (che lo vedeva legato alla spettacolarità, alla autopromozione di amministratori e di società) per promuoverlo come “arte strutturale” del servizio. Una comunicazione efficace si sforza di creare condivisione, convergenza, sperimenta la complessità del dialogo tra pubblica Amministrazione e amministrati, produce valore, senso, significato, radica una sana “cultura del servizio” nelle società ed un “rispetto del servizio” nei cittadini. Investire in comunicazione significa, in sostanza, instaurare un dialogo “continuo”, non episodico con gli utenti».
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giovedì 14 gennaio 2010

Acqua mon amour


di Eleonora Anello

Azioni concrete e tecnologie appropriate. Queste le parole d’ordine di T.V.B., “Ti Voglio Bere”, campagna nazionale che promuove il consumo e l’utilizzo responsabile dell’acqua del rubinetto.
Il progetto -promosso dal Centro Studi Ambientali di Torino- ha fatto breccia nei cuori degli amministratori comunali di Pettinengo, piccolo centro in provincia di Biella, che passerà alla storia per essere stato il primo Comune italiano ad aderire alla campagna.
La riscoperta della risorsa idrica è stata fatta in collaborazione con l’Associazione locale PaceFuturo, che lavora anche per la diffusione di una cultura dell’acqua come bene comune. A questa piccola rivoluzione blu partecipa inoltre l’ATO 2 Biellese Vercellese Casalese.

Con la campagna “T.V.B.” a Pettinengo 450 famiglie vengono informate e coinvolte nell’iniziativa. La metodologia utilizzata è tradizionale: dopo un primo momento di formazione, in cui spesso si sfatano radicati luoghi comuni, ai destinatari non solo vengono forniti utili consigli per convertirsi all’acqua del rubinetto, ma vengono offerti strumenti materiali, come depuratori e speciali fontanelle per un approvvigionamento consapevole.

Target privilegiati di “Ti Voglio Bere” sono anche le scuole e le aziende.
Il progetto ha compiuto i suoi primi passi proprio dal Liceo “Gioberti” di Torino, nel 2006. La scuola aveva espresso il desiderio di consumare l’acqua del rubinetto e l’allora assessore alle risorse idriche della provincia di Torino, Dorino Piras, diede il primo incarico sperimentale al Centro Studi Ambientali. I risultati raggiunti e l’entusiasmo dimostrato dai neo “Water Manager”, sono stati così soddisfacenti da far estendere l’esperienza ad altre scuole. Oggi è infatti attiva una vera e propria rete di istituzioni scolastiche: 41 istituti superiori su tutto il territorio piemontese (32.000 utenti, tra studenti, docenti e non docenti), a cui si aggiungono una trentina di scuole elementari e medie. Il progetto educativo punta soprattutto sulla peer education, l’educazione alla pari che scaturisce dall’interazione tra alunni, ma non tralascia il ritorno che può avere anche nelle famiglie. «La campagna nelle scuole punta su un forte coinvolgimento di studenti e docenti -afferma Alessandra Mazzotta dell’ufficio stampa del Centro- Ognuno partecipa in base alle proprie esperienze. Così, ad esempio l’Istituto professionale per i servizi pubblicitari Steiner ha realizzato la grafica della campagna mentre il Primo Liceo Artistico alcuni spot video». È inoltre attiva la giovanissima redazione di T.V.B. Tam Tam in cui i ragazzi si cimentano nel giornalismo.

Dalla scuola al settore turistico alberghiero il passo è stato breve. Diversi esercenti hanno aderito alla campagna incontrando la soddisfazione dei propri clienti. Tutti i cittadini possono comunque aderire a titolo personale facendo outing sul sito. Per loro T.V.B. ha ideato un kit per gustare meglio la propria acqua domestica, prodotto e commercializzato da una ditta specializzata.

Per Domenico Filippone, presidente del Centro e responsabile della campagna, il punto fondamentale del progetto «sta nell’adottare un piano d’azione idrico al pari di quelli che le amministrazioni locali adottano per i rifiuti e per l’energia. Attraverso questo strumento proponiamo interventi educativi, tecnici e di comunicazione per la valorizzazione della risorsa idrica. I dati che finora abbiamo raccolto attraverso un minuzioso monitoraggio e una profonda analisi, passo decisivo della nostra metodologia, dimostrano la bontà di tale approccio. Si tratta di un investimento che dà vita a un sistema integrato che mette al centro l’acqua come risorsa comune a cui tutti dobbiamo volere bene».
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martedì 12 gennaio 2010

Asso di Monnezza i traffici illeciti di rifiuti in scena da oggi al Teatro dell’Orologio


di Letizia Palmisano

Torna a Roma Ulderico Pesce (fino al 24 gennaio).

“Asso di Monnezza”, lo spettacolo scritto ed interpretato da Ulderico Pesce – e che registra il tutto esaurito in giro per l’Italia – sarà a Roma presso il Teatro dell’Orologio (via dei Filippini) dal 12 al 24 gennaio (10-12 euro il biglietto). In 70 minuti di spettacolo Pesce racconta dei traffici illeciti di rifiuti in Italia, urbani e soprattutto industriali, che attanagliano l'Italia «tanto da far dire che il vero asso nella manica è ‘quello di monnezza’, vale a dire che l'immondizia smaltita illegalmente offre una grande possibilità di arricchimento soprattutto alla malavita», come spiega lo stesso Pesce.

Asso di Monnezza rientra nel filone del Teatro Civile già percorso da Ulderico Pesce con “Storie di Scorie: il pericolo nucleare italiano”. Il testo è stato scritto in base alla documentazione ufficiale della Magistratura italiana e al Rapporto ecomafie di Legambiente. Molte delle indagini citate sono ancora in corso, e nello spettacolo si denunciano i clan della Camorra che si dedicano a questa fruttuosa attività, i funzionari delle Istituzioni pubbliche coinvolti e i titolari delle “finte” ditte di compost fertilizzante per l’agricoltura che sempre più spesso scaricano rifiuti tossici in discariche abusive o sulla terra agricola.
Lo spettacolo scivola via tra i numerosi momenti di risate e quelli di riflessione. La storia dei protagonisti (qui di seguito riportata, ndr) si intreccia con i dati reali della “civile” Lombardia, di Roma e di Malagrotta. Nomi, luoghi, dati. Ma anche soluzioni concrete, come il porta a porta di Colli Aniene, coinvolgono gli spettatori, chiamati innanzitutto ad essere cittadini.
E gli obiettivi dello spettacolo sono dichiarati dallo stesso Pesce (a fine spettacolo e ribaditi in ogni suo intervento pubblico, visto il suo grande impegno civile). Egli infatti mira a far luce:

-sul sistema di smaltimento dei rifiuti urbani di cui si parla abbondantemente sulla stampa, e che vede il Sud dell'Italia “incapace di gestire la monnezza” perché nelle mani della malavita e della clientela politica, e un Nord capace ed efficiente;
-sul sistema di smaltimento illegale dei rifiuti industriali, di cui la stampa non parla mai, e che vede il ricco Nord produrre rifiuti chimici pericolosissimi dei quali, parti consistenti, vengono scaricati nel Sud del'Italia, sulla terra agricola, nelle fabbriche di fertilizzante per l'agricoltura, nel mare, nei fiumi ecc. E con laboratori chimici (specie in Toscana) chiamati a rispondere di certificati falsi in cui si dichiara che le sostanze tossiche quali cromo, zinco, arsenico e altro, sono state lavorate e rese innocue. Tutto ciò mentre in Italia sparisce ogni anno una montagna di rifiuti tossici alta 2.600 metri e una base di tre ettari.

Ulderico Pesce in Asso di Monnezza sottolinea infine la necessità di punire penalmente i reati ambientali inserendo nel Codice Penale Italiano il reato contro l'ambiente.
«Oggi, in Italia, si concretizza una vergogna: se si uccide o si ruba qualcosa si commette un reato punito penalmente, se si contamina il mare o la terra il reato non è punito penalmente ma nella maggior parte dei casi si risolve con un'ammenda pecuniaria» afferma lo stesso Pesce. Affinché il reato contro l'ambiente venga inserito nel codice penale, Pesce ha dato vita ad una petizione popolare sul sito www.uldericopesce.com.
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lunedì 11 gennaio 2010

2010: l’anno dell’ambiente?


di Eleonora Anello

In pochi ci credono, ma molti lo consultano, specialmente a inizio anno quando diventa passione inarrestabile. Ma che cos’è esattamente l’oroscopo? O, meglio, perchè la gente non può fare a meno di leggerlo? Sicuramente, riscuote successo con molta facilità soprattutto perchè soddisfa alcuni importanti bisogni psicologici dell’individuo, come la curiosità di conoscere cosa riserva il futuro. Inoltre, ha l’effetto di contenere l’ansia che nasce dalla responsabilità di scegliere e, in tal modo, attenua l’insicurezza.

Per il suo fatalismo però spesso l’oroscopo è ritenuto altamente diseducativo. Non a Dobbiaco (Bolzano), al Sentiero Naturalistico del bosco, percorso didattico-ludico che dedica una delle sue stazioni all’oroscopo celtico, una sorta di calendario alboreo che, sulla base del giorno di nascita, stabilisce una relazione tra le caratteristiche degli alberi e quelle delle persone. La struttura informativa si rivolge soprattutto a un pubblico adulto ed è liberamente accessibile. In questo modo anche le persone meno interessate alla natura possono essere coinvolte. «È la stazione più filosofica!» – dice scherzando Margareth Pallhuber, Funzionario Responsabile del Parco Naturale Dolomiti di Sesto - «Per noi è un gioco risultato un mezzo di comunicazione efficace, innovativo e non convenzionale. Partendo dalla curiosità del turista, riusciamo a fare educazione ambientale in natura. Ogni scheda è infatti composta non solo dall’oroscopo ma anche dalle carattestiche degli alberi. L’iniziativa riscuote così sucesso che i visitatori vorrebbero portare via i testi che si possono comunque trovare su internet».

Se in pochi conoscono il loro “albero celtico”, la maggior parte delle persone è al corrente del corrispettivo “tradizionale”. L’ultima tendenza, soprattutto sul web, è quella di accostare, a prima vista, in modo un po’ bizzarro, gli astri all’ecologia. La stravagante operazione comunicativa è stata messa in atto da Matteo Pavesi, blogger-astrologo di Astro ecologia: «Ecologia e astrologia sono due discipline che osservano, valutano e traggono conclusioni sulla natura. La legge che segue Madre Natura è la stessa che muove noi stessi e tutto l'universo, quindi non c'è differenza fra noi e un animale, una pianta o un astro celeste. Facciamo tutti parte dello stesso universo».
Ma allora, esitono segni più “ecologici” di altri?
«Mi piacerebbe dire che tutti i segni sono egualmente attratti dal rispetto per l'ambiente ma purtroppo non è così... Sicuramente però i segni di terra come toro, vergine e capricorno risvegliano più facilmente i valori di madre natura e quindi di solito sono più attenti alle questioni ambientali, ma questa è una generalizzazione... I segni di fuoco come ariete, leone, sagittario, che rappresentano per lo zodiaco i valori della civiltà umana, compreso il suo egoismo, possono essere invece quelli meno sensibili alle questioni ecologiche...».

Il 2009, appena lasciato alle spalle, è stato l’anno dello stallo di Copenaghen e, in Italia, del rilancio del nucleare, della cementificazione e del dissesto geologico (rapporto WWF Italia). Ci auguriamo che la società civile si attivi affinchè il 2010 possa essere considerato l’anno dell’ambiente. Anche perché, come dice Umberto Eco, «Si nasce sempre sotto il segno sbagliato e stare al mondo in modo dignitoso vuol dire correggere giorno per giorno il proprio oroscopo».
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giovedì 7 gennaio 2010

Logo in salsa verde... Succede solo da McDonald’s


di Eleonora Anello

Guerre di brand name e restyling di immagine. L’anno nuovo si preannuncia per la multinazionale dell’hamburger McDonald’s alquanto intenso.
Il colosso statunitense, in alcuni paesi europei, sta gradualmente modificando lo sfondo del suo marchio. Da rosso, colore che lo contraddistingue da sempre, a verde per sottolineare il suo impegno a favore della natura e dell’ambiente. I famosi archi oro sono già stati adagiati sul rinnovato sfondo nei McCafè di Regno Unito, Francia, Germania e Svizzera.

Nuovi prodotti, tecnologie innovative e design costantemente rimodernati sono i tre elementi cardine su cui si incentra la strategia marketing di McDonald’s. Il rinnovamento, ora, abbraccia anche la comunicazione, attraverso una nuova combinazione di colori del logo che vuole riflettere le scelte qualitative di McDonald’s, trasmettendole all’esterno a un consumatore che, nemmeno a dirlo, strizza l’occhio all’ambiente. Per qualcuno potrebbe essere una scelta azzardata, dal momento che la catena di fast food è da sempre nel mirino degli ambientalisti.

A vegliare sul logo McDonald’s un attento gruppo di legali che, con una lettera inviata al centro di Rivoli, cittadina nell’hinterland torinese, ha diffidato il signor Graziano Scaglia, 39 anni, allevatore, colpevole di aver aperto “Mac Bün Slow Fast Food” (in piemontese “Solo Buono”), un’agri-hamburgeria in cui si servono panini di carne dei suoi animali, verdure e formaggi delle imprese agricole del territorio, pane artigianale e vino del Monferrato. Secondo gli avvocati della famosa catena, Mac Bün ricorderebbe troppo il nome del loro cliente. Se poi questa nuova attività, ottimo esempio di filiera corta, riscuote un buon successo arrivando a servire fino a 300 hambuger al giorno, la disputa potrebbe farsi ancora più agguerrita. E dunque, si tratta solo di uno scontro di brand o il gigante della polpetta teme altro? A tal proposito viene subito in mente la storia della focacceria di Altamura (Bari), diventata leggenda, soprattutto grazie ai media, oltre che soggetto cinematografico. Per quanti ne fossero ancora all’oscuro, tutto è cominciato nel 2001, quando il signor Luca Digesù ha aperto una panetteria a fianco del nuovo McDonald’s con la speranza di intercettarne i clienti. La lotta è durata un anno e mezzo e poi la multinazionale ha dovuto chiudere a favore de “l’orgoglio enogastronomico locale”: pizze, focacce e friselle.

Aspettando che si concluda la disputa tra marchi, l’agri-hamburgeria ha aperto con una versione censurata del proprio logo: “M** Bün”. E mentre i fatturati continuano a crescerere, non possiamo negare che chiunque si metta contro McDonald’s, almeno in Italia, non può far altro che essere irradiato dalla sua aura epica. Forse il signor Scaglia se ne era già accorto: canzonando il grande colosso non ha fatto altro che guadanarci in notorietà. Ma lui smentisce: «Non immaginavo certo di scatenare questa polemica internazionale nè ho mai pensato di mettermi in concorrenza con una multinazionale. Ho solo utilizzato un intercalare molto comune del nostro dialetto. La scelta è stata dovuta al fatto che siamo molto legati al nostro territorio. Infatti, anche i nomi dei panini sono in Piemontese. Noi siamo lavoratori e non ci occupiamo di affari legali. Quindi, al momento, rimaniamo censurati. In futuro si vedrà».
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