lunedì 21 dicembre 2009

Non si butta via niente


di Eleonora Anello

Un po’ per la crisi, un po’ per l’ambiente, è meglio riutilizzare i resti degli abbondanti pasti delle feste. Natale si avvicina e presto saremo davanti a un mare di avanzi da dover gestire.
È stato calcolato che ogni anno nel solo Regno Unito vengono buttati 6,7 milioni di tonnellate di cibo ancora commestibile, l’equivalente a un terzo del cibo acquistato (Fonte: WRAP). Questo solo perché, magari, non si è pianificato bene il menù settimanale.

Recycle for London, la campagna pubblica di sensibilizzazione permanente, voluta dalla Greater London Authority, per aumentare la raccolta differenziata nella capitale inglese, attraverso il web, propone ricette con gli avanzi, inventate dai grandi chef per cucinare non solo con ciò che non viene consumato dei pasti, ma anche con ciò che è rimasto nascosto in un angolo del frigo. Anche gli internauti possono partecipare alla community culinaria e dare i loro consigli.

A livello nazionale, invece, il governo britannico dichiara di approffittare delle vacanze natalizie per far riflettere i propri cittadini su come aumentare la quantità di rifiuti riciclati, suggerendo nuovi settori di vita quotidiana da convertire al riuso. A tal proposito dal 2007 il WRAP (Waste & Resources Action Programme, finanziato dal governo) ha lanciato “Love food hate waste”. Grazie a questa efficace campagna, 1,8 milioni di famiglie stanno adottando misure volte a ridurre la quantità di cibo che buttano via. Tali accorgimenti determinano un risparmio complessivo di 296 milioni di euro e una riduzione di 600.000 tonnellate di gas serra su base annua.

Il risultato degli sforzi governativi nel persuadere i propri cittadini è rappresentato da questa campagna in pieno stile British: concreta, semplice e umoristica in modo sottile e sofisticato. “Love food hate waste” accosta caratteristici volti di persone comuni ai cibi che menziona e lo fa solo se il testimonial assomiglia al prodotto di cui si parla. Abbiamo così un uomo che assomiglia per colore e forma a una patata, un altro con riccioli da agnello. Lo humour ricopre sicuramente un ruolo non marginale nella campagna e lo fa non semplicemente nel linguaggio verbale ma dal suo accostamento con l’immagine. Un umorismo quindi che va oltre le parole, che si allaccia alle immagini e che coinvolge il destinatario in maniera divertente, impegnandolo nella co-produzione di senso.

Nell'augurarvi un buon appetito, proviamo a fare un esercizio di umorismo, atto comunicativo che non offende, ricordandovi che le ricette legate alle campagne citate sono... inglesi!
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venerdì 18 dicembre 2009

Un “Nadal Sostenible” per cittadini e commercianti di Sant Cugat del Vallès


di Silvia Musso

Un’intera città si mobilita per rendere più eco-compatibili i regali natalizi: succede a Sant Cugat del Vallès, a circa 30 chilometri da Barcellona (Catalogna), dove il Comune ha lanciato il progetto “Nadal Sostenible” coinvolgendo attivamente commercianti e residenti attraverso una campagna comunicativa.

«La campagna si rivolge a due target specifici: quello principale è rappresentato dagli oltre 76 mila abitanti di Sant Cugat, cui si chiede di agire in prima persona con azioni volte a rendere più ecologico il loro Natale; un sotto-target è rappresentato dalla categoria dei commercianti, cui è stata rivolta una pre-campagna di sensibilizzazione -spiega Rosa Puig, project manager per la Catalogna di ERICA, la ditta italiana (socia di AICA) che ha fornito la consulenza comunicativa per la realizzazione del progetto- Principale punto di forza è l’ampio coinvolgimento del territorio. I primi step del progetto hanno infatti riguardato il coinvolgimento degli stakeholder, a partire dalla Federaciò Comerç e dell’Associazione “Artesans de Sant Cugat”, convocati dal Comune per stabilire una linea d’azione condivisa».

A tutte le attività commerciali e artigianali è stato chiesto di individuare prodotti che rispondessero ad alcuni criteri di sostenibilità, su una lista di dodici, e di etichettarli con un apposito cartellino riportante il logo “-CO2” già utilizzato dal Comune per incentivare la riduzione delle emissioni di gas serra in atmosfera. Si è anche concordata la disponibilità a impacchettare gli acquisti dei clienti con giornali provenienti dalla raccolta differenziata e a sostituire gli shopper in plastica con borse riutilizzabili. Ai negozi aderenti è stata infine consegnata una vetrofania riportante il visual della campagna.
Per raggiungere i consumatori, “Nadal Sostenible” punta quindi su affissioni, banchetti informativi nella settimana prima di Natale (nei quali alcuni animatori si rendono disponibili a impacchettare i regali con carta di giornale) e un mailing inviato a tutte le famiglie residenti, con la distribuzione di un pieghevole contenente ulteriori suggerimenti e consigli utili. Tra questi, un invito a fare regali “immateriali”, e pertanto a rifiuti zero e a bassa emissione di CO2: da un carnet di ingressi in palestra all’abbonamento a una rivista, da un biglietto per un concerto o uno spettacolo teatrale a una sessione di massaggi o un buono per la riparazione della bicicletta.
Il Comune di Sant Cugat, infine, ha scelto di contribuire all’eco-bilancio dei festeggiamenti natalizi adottando luminarie a LED anziché a incandescenza, per un risparmio energetico dell’80% pari alla mancata emissione di 5 tonnellate di anidride carbonica.
Tutta la campagna è anche disponibile sul web.
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giovedì 17 dicembre 2009

Hai voluto l’albero: pedala!


di Eleonora Anello

4 ore al giorno, solo nel tardo pomeriggio. Poi l’illuminazione dell’albero di Natale che si trova nella City Hall Square di Copenhagen, ribattezzata in occasione del COP-15, “Hopenagen Live”, sarà affidata alla buona volontà di tutti coloro che vorranno adoperarsi per accendere le luminarie, pedalando. Nella città che vanta oltre 350 km di piste ciclabili, quest’anno l’albero si accenderà grazie all’energia umana. L’allestimento dell’eco-albero fa parte di Hopenhagen, la campagna di comunicazione “open source” promossa dall’ONU che accompagna la Conferenza sul clima. Una webcam permette di ammirarlo in tutto il mondo.

L’albero a pedali è il must del Natale 2009, ma non è la novità. Già l’anno scorso a Barcellona e a Londra sono apparsi i primi esemplari. In piazza del Mercat Santa Catarina, l’albero decorato con luci a LED, che garantiscono un maggior risparmio energetico, ha pubblicizzato il Bicing, il sistema di bike sharing della capitale catalana, utilizzandone le bici. A Londra il Tate Britain Art Museum, commissiona un eco-tree all’anno. Quello 2009 ha una struttura in legno ed è addobbato con materiale riciclato. 8 biciclette, di varie misure, permettono così anche a un pubblico più giovane di darsi da fare.

E proprio il 5 dicembre 2009, giorno in cui a Bologna passava per la prima volta la linea ferroviaria ad alta velocità, in piazza del Nettuno, il sindaco Flavio Delbono è montato su una delle bici usate che circondano l’”Albero del ri-ciclo” e, pedalando, ha acceso le luci natalizie insieme ad altre personalità, come Cesare Cremonini, i turisti per caso Susy Blady e Patrizio Roversi, Nicoletta Mantovani, la moglie di Luciano Pavarotti, assessore alla promozione culturale del Comune. Su internet è possibile monitorare l’energia prodotta dalle biciclette in tempo reale. «Su questa pagina ogni bicicletta ha un nome» spiega Francesca Lenzi, ideatrice del progetto, insieme a Mario Nanni, e Presidente della Cooperativa Le-Ali che si occupa dell'iniziativa, «e ogni nome richiama un modello di lampada prodotta dalla Viabizzuno, una delle aziende sponsor. Grazie alla rete wireless è possibile trasmettere i dati sulla quantità di energia prodotta sia da ogni singolo mezzo che il loro totale. Per noi è fondamentale che l'individuo capisca quanta energia si possa produrre in modo ecocompatibile. In tal modo vogliamo trasmettere un’ informazione concreta e tangibile».
Finito il periodo natalizio, le bici verranno trasferite al “Parco Cavaioni”, al centro di un’azione di recupero, prima e unica esperienza italiana in cui i cittadini si sono autotassati per riqualificare una zona della loro città. I veicoli produrranno l’energia necessaria per l’illuminazione notturna dell’area verde. L’abete diventerà invece legna da ardere mentre le decorazioni in plastica, caldi pile che saranno donati ai bambini bisognosi.

Anche Milano si è data da fare. Fino all’Epifania in piazza Cairoli sarà illuminato l’Eco Christmas, un arredo natalizio i cui 100 metri di led a luci multicolore sono alimentati da 9 biciclette di BikeMi, il bike-sharing della città.

Gli alberi a pedali rappresentano un modo concreto per sensibilizzare i cittadini alle tematiche ambientali e, nello specifico, alle energie alternative, promuovendo allo stesso tempo la socializzazione e, soprattutto, l’attività fisica che, in vista delle prossime scorpacciate natalizie, non può che far bene.
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lunedì 14 dicembre 2009

Auditel: oltre 15 milioni di italiani coinvolti dall’EWWR


di Alessio Sciurpa

Dalle azioni dei singoli alle grandi platee televisive, la Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti (EWWR) ha sfruttato tutti i canali comunicativi per fare breccia nel sistema informativo italiano e raggiungere milioni di cittadini per sensibilizzarli sul tema.
Da un lato vi è stata la “ragnatela” di eventi e iniziative territoriali, costruita nei mesi precedenti dal Comitato promotore nazionale: oltre quattrocento i progetti realizzati in tutta Italia dal 21 al 29 novembre scorsi, che hanno messo il nostro paese al secondo posto europeo dietro soltanto alla Francia. Quindi l’impegno delle singole persone, molte delle quali (oltre duecento) hanno anche indicato le proprie “azioni di prevenzione” nella bacheca del sito ufficiale italiano www.menorifiuti.org.
Ampia anche la copertura mediatica. In rete sono state centinaia le pagine web, dedicate sia all’evento nazionale che ai singoli appuntamenti locali; oltre video su You Tube, diffusione sui principali social network, ecc. Non sono mancati all’appello i giornali (a partire dalle principali testate quali La Repubblica, Il Corriere della Sera e La Stampa) né radio e tv nazionali.
Importanti spazi dedicati alla Settimana sono stati ritagliati su Ambiente Italia (Rai Tre) il 21 novembre, Chetempochefa (Rai Tre) il 21 e il 28 novembre, Striscia la Notizia con la rubrica "Occhio allo spreco" il 21 novembre (Canale Cinque), Radio Rai (con Caterpillar, Inviato Speciale e Gr2), Radio RDS, e non solo. Stando ai dati Auditel, le trasmissioni che hanno parlato dell’EWWR hanno raggiunto complessivamente oltre 15 milioni di italiani.
Anche a Settimana conclusa i canali televisivi nazionali hanno continuato a interessarsi al successo dell'iniziativa; è il caso della trasmissione “Cominciamo Bene”, condotta da Fabrizio Frizzi e Elsa Di Gati, che ha invitato il presidente di AICA Roberto Cavallo a commentare la EWWR e a fornire spunti pratici per mettere a dieta la pattumiera. Il podcast della trasmissione è visibile qui.
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giovedì 10 dicembre 2009

Cristina Gabetti: tv, libri e… se stessa per promuovere comportamenti eco-attenti


di Francesco Rasero

E’ stato presentato nei giorni scorsi a Torino, nella sala “Punt e Mes” di Eataly, il nuovo libro “Occhio allo spreco – Consumare meno e vivere meglio” scritto da Cristina Gabetti, giornalista ambientale e inviata di “Striscia la Notizia”.
Alla presentazione sono intervenuti, oltre all’autrice, anche il “patron” di Eataly, Oscar Farinetti, e il vice-direttore de “La Stampa”, Massimo Gramellini, autore della prefazione, che ha sottolineato come un valore aggiunto del libro sia «il modo con cui l’autrice ci spinge ad adeguare i nostri stili di vita al mondo che cambia: con un sorriso. Prendendo le novità come un’occasione per essere finalmente felici».

Il volume è un insieme di riflessioni e suggerimenti per una condotta di vita eco-sostenibile, per “risparmiare, vivere una vita sana e proteggere l’ambiente”, scritto con un linguaggio semplice ma sintetico e diretto, frutto dell’esperienza televisiva dell’autrice. Al termine di ogni capitolo vi è addirittura una check-list contenente piccoli gesti quotidiani “da tenere d’occhio in ufficio/a casa/fuori casa”.

Si parla di sostenibilità ambientale quasi a 360 gradi: dai prodotti stagionali e a chilometri zero ai pannelli solari, dalla spesa senza sprechi alla riscoperta delle vecchie ricette della nonna, dai detersivi fai-da-te al baratto e riuso, ma anche consigli a più ampio raggio, quali “conosci i tuoi vicini di casa” o “coltiva le tue risorse interiori”. Il volume riprende infine alcuni dei servizi andati in onda negli ultimi mesi su Canale5 e invita ad ulteriori approfondimenti attraverso numerosi “link” indicati nelle note.

Punto di forza di “Occhio allo Spreco”, oltre all’approccio citato da Gramellini, è poi il posizionamento dell’autrice stessa come self-testimonial a supporto del contenuto del libro. Cristina Gabetti, infatti, vive in prima persona le esperienze che cita: coltiva un piccolo orto insieme a tutta la famiglia, si fa la lista per la spesa e va a piedi nel negozio sotto casa, usa i mezzi pubblici per gran parte dei suoi spostamenti, indossa abiti che hanno parecchi anni, d’inverno sta in casa con il golf e d’estate non usa il condizionatore, beve acqua del rubinetto, compra prodotti alla spina, fa parte di un Gruppo di Acquisto Solidale, ecc…

Al termine della presentazione, Envi.info ha scambiato qualche riflessione con l’autrice.

Con la rubrica di “Striscia” hai portato all’attenzione nazionale (e, forse, “nazional-popolare”) i temi della sostenibilità ambientale, partendo dai piccoli gesti quotidiani. La televisione può essere quindi una buona maestra? In base alla tua esperienza diretta, ritieni che sia uno strumento efficace per comunicare tematiche ambientali a un vasto pubblico? Non si corre il rischio di semplificare o addirittura banalizzare certi argomenti?
«La società è una somma di individui e quando si porta l’attenzione sul potere dei singoli gesti e sulle dinamiche di causa-effetto -che sia tra le mura di casa, per strada, in ufficio o in pubblico- la questione non cambia. In quest’ottica, la risonanza di azioni eco-attente può essere esponenziale. Le sane abitudini sono efficaci a 360 gradi e chi le integra nel proprio quotidiano non riesce a comportarsi in modo diverso secondo le circostanze in cui si trova. Il cambiamento inizia dentro e il mio impegno, in tutte le cose che faccio, è di motivare la gente a provare strade nuove, a impostare stili di vita più aggiornati ai tempi che viviamo. La forza della Tv è che raggiunge un pubblico vastissimo e, in pochi minuti, ogni settimana, riesco a trasmettere abbastanza informazioni per indicare percorsi possibili e suggerire soluzioni. Il feedback che ricevo attraverso il sito di Striscia la Notizia (dalla mia pagina la gente clicca e mi scrive) è molto incoraggiante: la gente recepisce e agisce! Banalizzare non dipende dal mezzo ma da come lo si usa!».

Come nasce il libro “Occhio allo Spreco” e a quale pubblico si rivolge? La tua esperienza diretta può essere (oltre al sorriso citato da Gramellini) il valore aggiunto del volume?
«Ho scritto il libro per i miei telespettatori e per coloro che vogliono suggerimenti e contenuti per impostare nuovi stili di vita. E’ rivolto indistintamente a tutti, perché è facile e allegro. Io parto dal presupposto che non abbiamo più tempo per essere pessimisti: è ora di agire, e l’esperienza mi insegna che quando l’azione nasce in modo proattivo, da un autentico desiderio di sintonizzarsi con il proprio tempo, il percorso che ne consegue diventa entusiasmante. Pensare positivo è necessario per non fermarsi di fronte agli ostacoli, che sono tanti. Affrontarli con la paura di non superarli è molto più faticoso che credere di poter fare il salto. Ogni tanto si sbatte il naso, ma è così che è la vita».
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lunedì 7 dicembre 2009

La lunga battaglia per il clima


di Alessio Sciurpa

La lunga strada di avvicinamento al COP15, che si apre oggi a Copenaghen, ha visto i leader mondiali incalzati e sbeffeggiati da moltissime iniziative, affinché le emissioni di anidride carbonica vengano ridotte del 12% entro il 2012, e del 50% entro il 2050 ed affinché non si perda il lavoro svolto dal Summit della Terra di Rio del 1992, fino al protocollo di Kyoto.
Ed è proprio la città danese, che ospiterà il vertice, ad essere scenario di quest’ultima campagna: i viaggiatori in arrivo all'aeroporto di Copenhagen verranno accolti da finti cartelloni pubblicitari con fotomontaggi delle facce invecchiate dei leader del mondo, che chiedono scusa per non essere stati capaci di affrontare i cambiamenti climatici. Anche se c’è chi ritiene il vertice già fallito in partenza (vedi la recente inchiesta di John Vidal su “The Guardian” – e le dichiarazioni dopo il vertice Apec di Singapore del 15 Novembre),di sicuro un effetto il COP15 l’ha già ottenuto. Sensibilizzare e mobilitare attraverso campagne ed iniziative di comunicazione ambientale, promosse da associazioni, gruppi o singoli, la più grande massa di persone della storia attorno al tema dei cambiamenti climatici. Ripercorriamo attraverso alcune delle campagne più significative l’avvicinamento al COP15.

Il canale Youtube di “Raise your voice”, un vero e proprio spazio di discussione virtuale dove trovare numerose ed autorevoli “Call for Action!”.

Le madri canadesi con il bellissimo video “Demostration” della campagna “moms against climate change“, che hanno uploadato oltre 1500 foto dei loro piccoli.

Il “Blog Action Day 2009” al quale abbiamo aderito insieme ad oltre 8.000 blogger provenienti da 143 paesi diversi, e che abbiamo raccontato in questo post.

Oppure il “DirtyKev” di Greenpeace, dove Kevin Rudd si trasforma in una parolaccia.

Ed è sempre Greenpeace che attraverso questo ambient fa parlare le statue capitoline.

“TCK TCK TCK”, campagna di cui abbiamo parlato nel nostro precedente post, attraverso la musica con la canzone “Beds are burning”.

Concludiamo la carrellata con la “speranza” che Copenhagen, insieme agli oltre 400 mila che hanno firmato la petizione e lasciato un pensiero (compreso il sottoscritto), possa davvero trasformarsi in Hopenhagen.
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venerdì 4 dicembre 2009

Crossmedia, environmental picture and climate creative




di Alessio Sciurpa

Le eccelenze della comunicazione ambientale sono state premiate oggi a Torino. La cerimonia di premiazione della VI edizione del Premio AICA è stata l'occasione per ascoltare l'esperienza di una band elettronica i Motel Connection, il loro incontro con il Politecnico di Torino e con una nuova visione dell'ecologia, da cui è scaturito il progetto crossmediale H.E.R.O.I.N. premiato oggi con il Premio AICA “Comunicare ai cittadini fa bene all'ambiente. Comunicare la Green Innovation”.

L'esperienza di Robin Hammond, in collegamento satellitare dal Sud Africa e premiato con il Premio Speciale “Comunicare il Protocollo di Kyoto”, il fotografo che ha realizzato per Panos Pictures il reportage sull'isola di Tuvalu, una piccola isola neozelandese quasi completamente sommersa a causa degli effetti del climate change.
Ma anche l'occasione di esplorare in anteprima il nuovo progetto del Prof. Joe Smith della Open University “Creative Climate”, che verrà presentato durante il prossimo COP15 di Copenhagen e che esplorerà attraverso i contributi di svariati soggetti, la percezione e la comunicazione del climate change per 10 anni, tra il 2010 e 2020.

Un ringraiamento particolare va a tutti coloro che ahnno reso possibile l'evento: il Comune di Torino e gli sponsor della manifestazione Regione Piemonte, Amiat ed Erica soc. coop.
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giovedì 3 dicembre 2009

My green Week


di Eleonora Anello

Go Green, Green Choise, My Green Day. Sono alcuni dei nomi delle iniziative del complesso programma ambientale lanciato dal Gruppo Deutsche Post DHL Italia nel 2008 per sensibilizzare i suoi dipendenti al rispetto dell’ambiente e al risparmio energetico. A novembre, in occasione della Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti, il Green Day, l’appuntamento mensile in cui si promuovono attività “verdi” su specifiche tematiche ambientali, si è spalmato sui sette giorni soffermandosi sul riciclaggio. Nello specifico è stata organizzata una raccolta di abiti e tessuti usati.

Di queste scelte aziendali ne parliamo con l’ufficio stampa di DHL Italia.
Nella vostra strategia comunicativa, è previsto un coinvolgimento dei vostri dipendenti attraverso una comunicazione di tipo bidirezionale?
«Tutti i dipendenti sono coinvolti nel dare il loro contributo con idee e azioni collettive, che portano a un maggiore controllo dei comportamenti che generano sprechi nell'ambito delle attività lavorative. Nello specifico al fine di ottenere risultati duraturi, si è deciso di coinvolgere direttamente tutto il personale tramite una campagna di comunicazione capillare e bidirezionale, senza imporre soluzioni dall’alto. A maggio è partito l’announcement ufficiale di lancio dell’iniziativa accompagnato da un guida alla riduzione degli sprechi. Tra maggio e luglio i dipendenti di tutte le filiali hanno parteciato a un workshop in cui sono stati chiamati direttamente a trovare delle soluzioni per ridurre i consumi. Nessuna soluzione è stata fornita o scartata a priori, ma si è giunti alla scelta di azioni condivise. Inoltre, a circa un mese dai workshop è stato messo a disposizione dei dipendenti un corso E-learning in italiano relativo al programma Go Green, che è stato completato con successo dall’80% del personale. Considerato il successo ottenuto il 5 giugno di My Green Day, organizzato in occasione della partecipazione al World Environment day, l’azienda ha deciso di calendarizzarlo con cadenza mensile. Durante questa giornata particolare si svolgono delle green activities (alcune ormai di routine come il Light off e altre a tema). Infine, per mantenere vivo il dialogo sarà presto attivo un Green Contact management: un indirizzo email al quale tutti potranno indirizzare le loro domande e opinioni».

Avete riscontrato cambiamenti significativi nello stile di vita dei vostri dipendenti?
«Il programma Go Green nel suo complesso ha fatto molto parlare di sè. I dipendenti hanno messo in atto dei comportamenti virtuosi e di controllo reciproco per rispettare i piani d’azione da loro stessi stabiliti, come ad esempio la realizzazione di cartelloni che ricordano di spegnare i dispositivi elettrici non in uso o di utilizzare la cancelleria con parsimonia. Ad oggi possiamo dire che, se pur con qualche difficoltà, il cambio di rotta nella mentalità dei dipendenti si sta facendo strada, come dimostra la visibile riduzione degli sprechi delle risorse che si sta registrando da giugno».
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mercoledì 2 dicembre 2009

Tra mercatini e botteghe: i premi per ridurre


di Eleonora Anello

Tra le campagne locali maggiormente riuscite all’interno della Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti, conclusasi sabato 29 novembre 2009, quelle che hanno sposato la strategia del premio e che allo stesso tempo si sono unite ad ambiti attinenti alla dimensione “naturale”, come il commercio di prodotti biologici, sono risultate tra le più caratteristiche e le più riuscite.

Tra prodotti artigiani e cibi bio, in piazza Mazzini a Casale Monferrato, all’interno del mercatino “Il Paniere”, la cooperativa sociale SENAPE, sabato 21, ha portato avanti il progetto M.I.M.O.S.A. (Metti In Moto Ogni Sporta Ancora): un laboratorio di cucito aperto a tutti in cui imparare a realizzare la propria sporta con tessuti di recupero, con materiali cioè che sarebbero finiti in discarica. Sono state cucite centinaia di borse per la spesa che sono state poi utilizzate non solo al Paniere ma anche al negozietto RiciCuci per tutto il periodo della Settimana. Così, per ogni acquisto effettuato, il consumatore ha potuto ottenere in omaggio un regalo utile. Abbiamo chiesto a Mirella Ruo, socia fondatrice di Senape, come mai sia stata effettuata la scelta del premio come incentivo: «Personalmente ritengo che il premio possa rendere più efficace la strategia comunicativa e che, seppur in modo diverso, premiare chi è virtuoso e chi lo deve diventare sia utile per raggiungere lo scopo che ci si è prefisso. La possibilità di un riconoscimento stimola l’individuo ad agire per ottenerlo, parimenti veder riconosciuti i propri sforzi sollecita a proseguirli. La distribuzione è stata l’occasione per parlare con le persone, prevalentemente donne, sull’utilità di ridurre i rifiuti e sulle varie strategie che già diversi cittadini stanno adottando e per sondare le loro abitudini».

L’incentivazione è una leva fondamentale per migliorare l’efficienza e l’efficacia delle prestazioni qualitative e quantitative degli individui. Dunque, meglio premiare chi è virtuoso o chi lo deve diventare? E soprattutto, che valore deve avere il premio? È importante che sia utile?
Ai quesiti risponde Paolo Mogno, titolare dell’Ecobottega di Salzano (VE) che ha partecipato con successo alla campagna europea: «La Settimana sembra fatta apposta per il nostro negozio che è nato proprio per dare la possibilità concreta al cittadino di acquistare meno rifiuti. Abbiamo pensato al premio (lo sconto) proprio per simulare le solite offerte della grande distribuzione ma questa volta i prodotti in promozione sono solo quelli che permettono la riduzione di rifiuti alla fonte. Una promozione quindi economica ma anche culturale che premia chi è già virtuoso ma che ha l’obiettivo principale di avvicinare chi deve ancora diventarlo. Abbiamo notato infatti una grande volontà da parte delle persone di accettare forme di vendita come la nostra che evitano gli imballaggi e l’”usa e getta”».

Il regalo ha quindi una notevole forza sulla vendita del prodotto perché la sua rappresentazione è sempre positiva, sia a livello conscio che inconscio. Come mai avete scelto di omaggiare i vostri clienti anche con una caramella?
«La caramella, facilmente e immediatamente ottenibile, è il simbolo per antonomasia del premio che si dà al bimbo che ha capito la lezione e che è stato bravo. Ecco noi vorremmo premiare i nostri clienti con questo gesto semplice ma evocativo perché realmente pensiamo che siano “bravi” a trovare la forza di sfuggire alle tentazioni delle “comodità” del supermercato».
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