lunedì 30 novembre 2009

Premio AICA 2009 – VI edizione


Venerdì 4 Dicembre alle 11 e 30, presso la Sala delle Colonne del Comune di Torino, Piazza palazzo di Città, verranno presentate le campagne vincitrici della VI edizione del Premio AICA 2009 “Comunicare con i cittadini fa bene all’Ambiente”.

I Motel Connection al gran completo Samuel, Pierfunk e Pisti, ritireranno il premio “Comunicare con i cittadini fa bene all’Ambiente. Comunicare la green innovation” per il progetto H.E.R.O.I.N. - Human Environmental Return of Output/Input Network, progetto crossmediale tra musica, fumetto, videogioco ed ambiente.

Sarà anche l’occasione per ascoltare Robin Hammond, fotoreporter che ha realizzato per Panos Pictures il reportage sull’isola di Tuvalu che si aggiudica il Premio Speciale “Comunicare il Protocollo di Kyoto”. In videoconferenza dal Sud Africa, ci racconterà la sua esperienza sull’isola di Tuvalu, e con la sua popolazione, uno tra i primi esempi mondiali di profughi ambientali, costretti alla migrazione a seguito degli effetti del Global Warming.

Al Prof. Joe Smith della Open University verrà invece consegnato il Premio alla Carriera “Beppe Comin” e sarà anche l’occasione per ascoltare le sue considerazioni a pochi giorni dalla conferenza sul clima di Copenhagen.

La cerimonia di Premiazione si svolgerà grazie al sostegno di Regione Piemonte, AMIAT, ERICA soc. coop. e con il patrocinio del Comune di Torino.

L’ingresso è libero fino ad esaurimento posti. Per info ed accrediti: Alessio Sciurpa - info@assaica.org
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venerdì 27 novembre 2009

A Teatro le “ricette” per mettere a dieta la pattumiera


Di Francesco Rasero


Le buone pratiche di riduzione rifiuti si imparano anche a Teatro. Ieri sera, giovedì 26 novembre, in occasione della prima edizione ufficiale della “Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti”, i Comuni di Dogliani e Farigliano (Cuneo) hanno ospitato in prima assoluta lo spettacolo “Meno 100 kg – Ricette per una dieta della nostra pattumiera”, di e con Roberto Cavallo e con la straordinaria partecipazione di Luca Mercalli.
In modo coinvolgente e interattivo, ma basandosi comunque su un’accurata ricerca scientifica, sono state ripercorse le più significative azioni che ognuno può mettere in pratica, nella vita di tutti i giorni, per ridurre di almeno un quintale la propria produzione annua di rifiuti urbani, che ammonta (media della Provincia di Cuneo) a 516 chilogrammi per abitante all’anno.
Proprio con il numero “516”, proiettato a caratteri cubitali, si è aperto lo spettacolo, condotto da Roberto Cavallo (esperto di rifiuti a livello europeo e presidente di AICA), dopo una lettura iniziale della descrizione di Leonia, tratta da “Le città invisibili” di Italo Calvino, che già tre decenni fa fu in grado di prevedere con preoccupante anticipo l’attuale situazione delle città sommerse dai rifiuti.
Sul palco anche il ricercatore Luca Mercalli, noto volto televisivo di “Che tempo che fa” su Rai Tre, in una serie di scene in cui alternano esempi pratici, numeri sbalorditivi e altre letture sul tema tratte da classici della letteratura d’autore.
Proprio il mix di fonti e di stili, unito alla presenza scenica dei due protagonisti, ha coinvolto il pubblico cui, nel finale, è stata fornita l’attesa “ricetta” di azioni da mettere in atto per far fare la dieta alla pattumiera: dal compostaggio domestico alla lotta agli sprechi alimentari, dal rifiuti della pubblicità indesiderata al consumo di acqua del rubinetto, ma anche l’utilizzo di borse riutilizzabili e il riuso di vestiti, mobili e altri prodotti di consumo.
L’attività si è andata a inserire all’interno dell’impegno già portato avanti da diversi anni dalle due Amministrazioni comunali, spesso indicate come esempi virtuosi in Provincia di Cuneo per la gestione dei rifiuti, ed è stata validata ufficialmente dal Comitato Promotore Italiano della Settimana.

«La tematica della prevenzione dei rifiuti è sicuramente la nuova sfida, anche a livello comunicativo, per l’intero settore –ha affermato Cavallo- La Settimana Europea, grazie alla sua capillarità sull’intero territorio italiano e alla visibilità ottenuta sui principali media nazionali, sta fornendo un importante canale comunicativo per arrivare a sensibilizzare trasversalmente l’opinione pubblica, dai decisori ai portatori di interesse all’intera cittadinanza. La formula dello spettacolo teatrale scelta a Dogliani, grazie al suo approccio diretto, permette di entrare a diretto contatto con la gente, sentirne e interpretarne gli umori. Significativo, al termine della rappresentazione, il fatto che tutti i presenti siano andati a ritirare la cartolina su cui era riassunta la “dieta”, chiedendo di poterne prendere copie aggiuntive da distribuire ad amici e conoscenti. Questo è un indice del successo ottenuto e il “word of mouth” rappresenta sicuramente lo strumento migliore per propagarne gli effetti».
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Cosa metto sull’albero?


di Eleonora Anello

Materiale di recupero e creativà in un’atmosfera prenatalizia magica e gioiosa. Casette, luci, musica, dolci speziati e prelibatezze. Si accendono i mercatini di Natale di Trento dove quest’anno l’amministrazione ha deciso di fondere una lunga tradizione molto sentita con la Settimana Europea di Riduzione dei Rifiuti. Protagonisti, gli alunni delle scuole elementari, 26 classi, 550 bambini, che parteciperanno a “Un albero di Natale creaTTivo”, concorso di decorazioni all’insegna dei materiali naturali e soprattutto del riciclo e del riuso. Cambio di prospettiva: i bambini non si sono interrogati su cosa troveranno sotto l’albero ma su cosa ci metteranno sopra. Chiediamo di svelarci i dettagli all’assessore all’ambiente del Comune di Trento Michelangelo Marchesi.

Assessore, anche un evento a forte connotazione consumistica come il Natale può farsi veicolo di comunicazione ambientale?
«Il Natale ha sempre rappresentato la più grande festa dell’anno per i cristiani. Nel corso degli ultimi decenni però queste caratteristiche hanno lasciato il posto ad aspetti più economici e consumistici. Il Natale è diventato prevalentemente sinonimo di “regali” da fare e da ricevere. Sulla base di tali valutazioni l’Ufficio Politiche Giovanili ed il Servizio Ambiente del Comune di Trento hanno voluto riproporre tematiche di diversa valenza, quale quella dell’attesa del Natale attraverso i gesti consolidati della preparazione dell’albero, la ricerca degli addobbi e la loro costruzione. Si tratta quindi di un discorso di riscoperta del Natale da un nuovo e antico punto di vista, oltre che di sensibilizzazione ambientale. Con “Un Albero di Natale creaTTivo”, si è chiesto in sostanza di eliminare le classiche decorazioni luccicanti, spesso di provenienza dal sud-est asiatico (con conseguente spreco di risorse energetiche e realizzate spesso da manodopera sottopagata o giovanile), realizzati in materiali plastici e sintetici di difficile smaltimento o inquinanti. Gli insegnanti sono stati capaci di costruire un progetto condiviso con i bambini, per ritrovare le sensazioni genuine di “attesa” del lieto evento e nel contempo di valorizzare i concetti di utilizzo di materiali naturali, poco impattanti, di "prodotto eco-compatibile", di "prodotto a Km Zero", di riuso e riutilizzo di materiali. Questa mostra vuole costituire un momento di pausa nella frenesia degli acquisti, un ripensare ai significati più profondi del Natale e forse un’occasione per valutare anche una modifica dei propri stili di vita, in modo particolare rispetto alle tematiche ambientali».

Secondo il suo parere, come verrà accolta l’iniziativa da una comunità in cui la ricorrenza del Natale, e specialmente i suoi mercatini, è una tradizione molto radicata?
«I cittadini di Trento si sono sempre dimostrati molto sensibili alle questioni ambientali, attenti e orgogliosi del magnifico ambiente che li circonda. L’Amministrazione comunale è sicura che anche un’iniziativa semplice come questa proposta verrà valutata assai positivamente dai visitatori, ma prima di tutto dai bambini, dal mondo della scuola e anche dalle famiglie, e possa costituire un motivo di riflessione e di sensibilizzazione di sicuro impatto».

Un appuntamento suggestivo a cui non mancare.
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giovedì 26 novembre 2009

La Coop sei tu. Chi può ridurre di più?


di Eleonora Anello

Tutti i 62 punti vendita di Coop Centro Italia (Incoop, Coop e Ipercoop) partecipano congiuntamente alla Settimana Europea di Riduzione dei Rifiuti.
La storica cooperativa, uno dei leader della grande distribuzione organizzata in Italia, lo ha capito bene: prima di riciclare è necessario ridurre. Così il gruppo, che tradizionalmente ha informato i propri clienti sull’impatto ambientale, sociale ed economico che i rifiuti hanno sull’ambiente, mette ora in risalto la necessità di ridurli, compiendo innanzitutto scelte concrete in tal senso. Ne parliamo con l’ufficio stampa.

Sembra che Coop Centro Italia abbia aderito con grande entusiasmo alla Settimana Europea di Riduzione dei Rifiuti, visto il numero di azioni organizzate nei punti vendita di Umbria, Toscana, Abruzzo e Lazio. Quale filo conduttore a livello comunicativo lega così tante esperienze?
«Coop Centro Italia ha cercato di dare forte visibilità a tutte le sue buone pratiche ambientali utili a ridurre i rifiuti, incentrando la comunicazione sul principio delle "tre R" che da sempre la contraddistingue in tema ambientale: R come Risparmio di imballi e del consumo di risorse a monte (come ad esempio, l’eliminazione dell’astuccio di cartoncino nelle confezioni di dentifricio a marchio Coop); R come Riutilizzo di contenitori (come l’introduzione di ricariche nella linea detergenza persona Coop e delle borse per la spesa riutilizzabili); R come Riciclo di materiale utilizzato al posto del vergine (l’uso della plastica riciclata per i flaconi della detergenza casa Coop). I prodotti volti a far conseguire un importante risparmio economico ai Soci e al tempo stesso un forte risparmio ambientale (come ad esempio le borse riutilizzabili, le ricariche di detersivo a marchio Coop e le pattumiere per la raccolta differenziata) sono stati esposti all’ingresso del punto vendita ed evidenziati con apposite lavagnette che richiamavano l’immagine di campagna e che fornivano ai clienti informazioni sui "plus" ecologici dei prodotti».

In che modo le imprese possono avere un ruolo attivo nel modificare abitudini radicate dei consumatori?
«Le imprese, promuovendo ad esempio iniziative e progetti legati alla tutela dell’ambiente, alla diminuzione delle emissioni di CO2 e al decremento nella produzione dei rifiuti, possono avere un ruolo attivo nel modificare abitudini radicate: informando e sensibilizzando i clienti su queste tematiche contribuiscono a sviluppare comportamenti che favoriscono la protezione dell’ambiente nel quale tutti viviamo».

Nei carrelli della spesa, quindi, si può avere una minor quantità di rifiuti: proprio a dimostrazione che, anche al supermercato, si possono fare acquisti sostenibili e responsabili, i consumatori più attenti stanno iniziando a lasciare sugli scaffali i prodotti con troppi e inutili imballaggi. Un comportamento che, si spera, proseguirà e si radicherà nelle abitudini di consumo anche al di là della Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti.
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mercoledì 25 novembre 2009

Verso Rifiuti Zero!


di Alessio Sciurpa

Acquisti verdi (Green Public Procurement), compostaggio domestico, acqua pubblica, latte alla spina, detersivi alla spina, etc. Sono questi i punti cardine della strategia del primo Comune d'Italia che, nel 2007, ha aderito alla rete internazionale dei Rifiuti Zero, il Comune di Capannori. I risultati già raggiunti sono frutto di un’intensa e continua campagna di comunicazione ambientale, volta alla partecipazione attiva della cittadinanza.

Durante tutta la "Settimana" il Comune di Capannori sta regalando un segnalibro "Obiettivo Rifiuti Zero" a tutti i cittadini che si serviranno della rete di 15 negozianti con cui si è attivata una collaborazione per la vendita dei detersivi alla spina e che ogni giorno commercializzano detersivi e detergenti alla spina rigorosamente biologici. Il segnalibro conterrà indicazioni e suggerimenti per contribuire al raggiungimento dell'obiettivo rifiuti zero, raccolta differenziata e riduzione della produzione dei rifiuti.

Assessore Ciacci, il vostro comune vanta un’esperienza pluriennale in campo di riduzione. Come la Settimana Europea di Riduzione dei Rifiuti si inserisce nei vostri progetti?

La settimana europea per la riduzione dei rifiuti si inserisce in un contesto di continua e forte comunicazione da parte dell'amministrazione verso la cittadinanza sull'importanza di ridurre la produzione degli scarti. In particolare la Settimana europea ci ha permesso di promuovere
in forma organica alcune iniziative avviate per la vendita dei prodotti alla spina abbinando un'opera di informazione alla cittadinanza attraverso materiale informativo sul nostro progetto "Rifiuti zero al 2020".

Come avete coinvolto i commercianti alla partecipazione all’evento. Ci sono stati momenti di concertazione? Avete applicato una particolare strategia comunicativa per coinvolgerli?

Con i 15 negozianti coinvolti dal progetto si è avviato un rapporto di collaborazione volto alla migliore riuscita dell'iniziativa, cercando di svolgere sempre più e meglio un'azione educativa e formativa verso la cittadinanza e la clientela delle attività commerciali coinvolte. Una formazione rivolta sia alla promozione delle iniziative per ridurre la produzione dei rifiuti, sia alla riduzione più in generale del peso ecologico dei nostri consumi, migliorando comportamenti e stili di vita.
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Una sfilata particolare


di Federica Gemma

I formatori dell'Occhio del Riciclone Onlus Marche sono già al lavoro per incontrare le scuole primarie di San Benedetto del Tronto. L'obiettivo quello di sensibilizzare attraverso il gioco gli alunni ad assumere quotidianamente comportamenti virtuosi verso la riduzione dei rifiuti e degli sprechi. I laboratori di Riuso Creativo si svolgono nel corso di tre giornate scolastiche e si concluderanno presso l'Auditorium comunale con un evento finale di forte impatto scenico e comunicativo. I bambini creeranno insieme ai loro genitori vestiti fatti di scarti, dove a sfilare saranno gli stessi bambini. Due generazioni a confronto dove l’esperienza diretta, veicolata dall’attività ludica, diventa parte del bagaglio civico di una comunità.

Assessore Paolo Canducci (Politiche Ambientali del Comune di San Benedetto del Tronto), analizzando il progetto con cui parteciperete alla Settimana Europea di Riduzione dei Rifiuti, ci pare evidente che riteniate l’utilizzo del laboratorio uno strumento di comunicazione efficace. Per quale motivo?
I laboratori nelle scuole permettono ai bambini di entrare in contatto direttamente con i beni e le materie che loro ogni giorno, insieme ai genitori, differenziano a casa. Comprendendo come da questi beni possano nascere nuovi oggetti. Insegnare ad avere maggiore consapevolezza del rifiuto fa sì che i bambini di oggi possano essere dei consumatori consapevoli domani, acquistando beni facilmente riciclabili e con poco imballaggio. La sfilata rappresenta il momento conclusivo di un percorso educativo che vede lavorare fianco a fianco genitori e figli.

Quali ragioni hanno motivato questa originale scelta comunicativa che mette in relazione due generazioni?
La sfilata finale ha come principali obiettivi quelli di gratificare i bambini per il grande lavoro svolto in settimana, e soprattutto estendere ai loro genitori il messaggio dell'importanza della riduzione dei rifiuti e del riciclo. La nostra esperienza ci ha insegnato che i bambini sono un grande veicolo di trasmissione agli adulti di messaggi positivi e di buone pratiche.

Tra le attività proposte nei laboratori: costruzione o recupero dell’astuccio, cartelline, fodere per i libri, decori per le matite, ecc.; costruzione del sacchetto per la spesa: vecchi sacchetti, ferri da stiro, fili, strisce di plastica colorata e stoffe saranno la materia prima per costruire un divertente sacco per la spesa; recupero e riciclo dei giocattoli rotti: un autentico meccanico dei giocattoli troverà, insieme ai ragazzi, la possibilità di recuperare i vecchi giochi. Tutti quei giocattoli che non si possono aggiustare verranno comunque smontati e trasformati in altri oggetti divertenti che animeranno i loro momenti ludici. Come nella migliore tradizione infantile, i giocattoli migliori non sono creati dalle aziende produttrici, ma dalla fantasia dei bambini.
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martedì 24 novembre 2009

L’Aquila: ripartire con meno rifiuti


di Eleonora Anello

Sicuramente all’interno della Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti italiana c’è un’iniziativa che merita una particolare attenzione: il progetto portato avanti dall’ASM de L’Aquila, città tristemente nota per il drammatico sisma del 6 aprile 2009.

«Abbiamo appreso all’ultimo momento dell’iniziativa europea» – afferma Sonia Fiucci, Responsabile Relazione Esterne di ASM Spa, l’azienda municipalizzata che si occupa dei rifiuti del capoluogo abruzzese - «ma volevamo dimostrare alla cittadinanza che non ruota tutto intorno all’emergenza terremoto anche per quanto riguarda la raccolta dei rifiuti. Certo, viviamo ancora una situazione che non può considerarsi normale, visto che su 70 mila abitanti, l’80% è ancora senza casa, riferendomi a chi ha scelto di stare sulla costa, chi nelle tendopoli e chi ancora sta iniziando a entrare nelle “casette”».

Ci racconti come è andata subito dopo il terremoto?
«Già dal giorno successivo, abbiamo posizionato i cassonetti della differenziata nelle tendopoli. Grazie alla collaborazione della Protezione Civile si differenziava già all’interno degli accampamenti, come in mensa ad esempio. In tutte queste operazioni siamo stati supportati dalle aziende di gestione dei rifiuti di Roma, delle Marche e di tante altre regioni. Noi degli uffici abbiamo lavorato nelle tende e abbiamo fatto tutto quello che potevamo fare e il più velocemente possibile. Abbiamo allestito poi 5 punti raccolta per i rifiuti ingombranti come gli elettrodomestici, l’arredamento e tanto altro... Insomma, tutto quello che avevamo non c’è più e va smaltito. Anche chi ha ancora una casa non possiede più niente di ciò che conteneva. È andato tutto distrutto. Così, per venire incontro anche a chi non riusciva a trasportare i propri rifiuti ai centri, abbiamo organizzato delle giornate ecologiche, una raccolta “mobile”, al fine di agevolare i cittadini e per evitare la formazione di discariche abusive. Stiamo ancora lavorando sulla differenziazione delle macerie. Parte dei nostri addetti suddividono il ferro dagli altri materiali e soprattutto dagli effetti personali che consegnamo alle forze dell’ordine».

Come è cambiata la comunicazione in campo ambientale dopo quel tragico evento?
«Bè, abbiamo riscontrato una significativa evoluzione. Durante le settimane immediatamente successive al sisma, le persone avevano bisogno di notizie in tempo reale. Quindi, anche se c’erano a disposizone la televisione e la stampa, si preferiva internet per i suoi aggiornamenti in tempo reale. Anche noi ci siamo serviti di questo mezzo per le nostre comunicazioni, non solo attraverso il nostro sito istituzionale. Dal web i cittadini potevano ad esempio monitorare la situazione dell’assegnazione delle case o dei sussidi. Ecco, più che di comunicazione c’e stata una forte necessità di informazione anche se siamo riusciti comunque a realizzare una campagna “tradizionale” con affissioni, spot tv e radio».

Come si inserisce la “Settimana” in questo contesto?
«Abbiamo voluto ripartire con i ragazzi. La scuola ci ha sempre chiesto interventi educativi nel settore ambientale e nello specifico nella riduzione dei rifiuti. Così abbiamo deciso di riprendere un discorso cominciato prima. Dopo una lezione formativa alla media Dante della città, abbiamo richiesto ai ragazzi di valutare la quantità di rifiuti che producono, anche perchè loro influenzano e non poco gli acquisti in famiglia. Partendo da questi dati elaboreremo delle regole che permetteranno di ridurre questo quantitativo. Apprese le tecniche, grazie alla collaborazione con un grande supermercato, i ragazzi andranno a loro volta a istruire gli acquirenti. Consigliando, ad esempio, le confezioni famiglia, che oltre a essere economicamente più convenienti hanno un minor imballaggio. Fino adesso i bambini hanno reagito in modo splendido, con entusiasmo e voglia di fare».
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Ridurre di un bit

di Alessio Sciurpa

Lanciare una messaggio civico importante di responsabilizzazione sulla riduzione dei rifiuti elettronici, anche questo è la “Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti”. Due realtà giovanili distinte della provincia di Cosenza coinvolte: Altomonte (CS), centro di 5000 abitanti, perla del turismo in Calabria ed isola d'arte del '300, che si trasforma in un set cinematografico partecipato dove circa 200 giovani si impegnano al fine di trasformare il proprio centro storico in “eco-electronic place” del ventunesimo secolo, attraverso la realizzazione di uno spot televisivo sulla riduzione dei rifiuti elettronici;

e Rende (CS), centro dinamico ed universitario, dove 30.000 studenti il 28 novembre, diventeranno protagonisti di un’evento eco sostenibile, trasferendo ai loro piccoli cloni, alunni delle scuole elementari e medie, buone pratiche per il riutilizzo dei rifiuti hi-tech.

E' Laplacian, la società di progettazioni innovative con sede a Rende, ad aver coordinato la realizzazione di quest'azione, ne parliamo con Tommaso Caporale, AD di Laplacian.

Prendendo spunto dal vostro progetto di recupero di materiali elettronici destinati allo smaltimento in discarica o addirittura all’abbandono, come si possono unire azioni a favore dell’ambiente con azioni di valore sociale?
«Mettendo in piedi il progetto "Re-Waste", una rete di laboratori mobili di raccolta per il riuso di apparecchiature dismesse, oltre ad evitare una "pandemia" di sprechi, nell'acquisto di sempre più nuovi obelischi elettronici all'avanguardia (mi riferisco alla componentistica elettronica che molto spesso ha prestazioni esagerate rispetto a quelle realmente sfruttate) e grazie alla divulgazione della conoscenza di tali potenzialità da parte di giovani esperti del settore (ingegneri informatici e tecnici) , ha innescato un doppio meccanismo di sviluppo sociale: le apparecchiature dismesse, "ri-spolverate" o dotate di software libero, verranno cedute gratuitamente a famiglie disagiate e meno abbienti trasferendo ad esse un importante know-how, innovando il nostro rapporto con la natura, così come la tecnologia lo fa con le abitudini».

Come comunicare l’importanza della raccolta RAAE e del loro successivo riuso e quale target state privilegiando?
«Il progetto, partito con l'apertura dell'eco-set proprio sabato 21 novembre, è focalizzato sulla sensibilizzazione al riutilizzo dei rifiuti provenienti da materiale informatico; il pretesto dello spot ha come feedback l'attenzione da parte dei giovani al tema dello smaltimento dei RAEE, ancora poco conosciuto tra le nuove generazioni che paradossalmente ne sono i principali utilizzatori. Mentre la tecnologia irrompe, la conoscenza delle buone azioni nel rispetto dell'ambiente indietreggia. Laplacian ha voluto ribaltare questa tendenza».
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lunedì 23 novembre 2009

L’Europa riduce


di Eleonora Anello

Mostri terribili perseguitano i francesi. A casa, al supermercato, al lavoro. Sembrano invincibili. Solo alcuni eco-gesti possono indebolirli. Eh sì, perchè queste orrende creature sono composte dai rifiuti che ciascun cittadino produce. Attraverso la campagna Réduisons vite nos déchets, Ademe, l’agenzia per l’ambiente del governo francese, partecipa alla Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti. Soprattutto attraverso 3 semplici e divertenti video, Ademe sensibilizza i cittadini a produrre meno spazzatura. Diventare ambasciatori della campagna è molto semplice, basta diffonderne il messaggio condividendo e discutendo del materiale con gli amici. Sul sito si trovano suggerimenti, buone pratiche e, per chi possiede un blog o un sito internet, è possibile ospitare il widget per ottenere così un consiglio al giorno su come produrre meno rifiuti.

In Catalogna, per la Setmana Europea de la Reducciò de Residus si è scelto di puntare su uno specifico settore, il turismo. Parte della campagna è infatti dedicata alle strutture alberghiere che sono invitate a convertirsi a comportamenti più ecologici che fanno bene oltre che all’ambiente anche all’economia, attirando più turisti e riducendo contemporaneamente i costi d’esercizio.

A Bruxelles la Semaine Européenne de la Rèduction des Dèchets prevede l’ingresso libero all’Acquario Pubblico dove sono stati allestiti dei punti informativi. Inoltre, porte aperte ai siti di compostaggio per lo più gestititi da associazioni. Qui i cittadini sono invitati a portare i loro scarti organici. Verranno poi organizzati delle aree di raccolta mobile nei mercati cittadini attraverso delle cariole per raccolgiere i rifiuti dei commercianti e, per sensibilizzare gli avventori a continuare a differenziare a casa, saranno regalate delle compostiere.
Grande importanza verrà data agli studenti. L’istituto di design industriale La Cambre (Scuola Nazionale di arti visive) organizza un’esposizione di oggetti creati utilizzando i packaging dei prodotti consumati. Si dimostrerà come i rifiuti possano essere trasformati in oggetti di design, riacquistando una propria funzionalità.
L’associazione che si occupa del centro giovanile di Marolles, invece, farà gestire dai bambini un particolare bar dove si potranno consumare solo cibi genuini che, tra l’altro, sono spogli da imballaggi. In questa settimana i piccoli consumatori si renderanno così conto di quanti rifiuti producono mangiando patatine e snack che, oltre a non rappresentare cibi sani, inquinano parecchio.
Per i più grandicelli del KTA Jette verrà organizzato il “Fruity Cool Day”: tolti i distributori automatici di caramelle si farà spazio ai mercatini di frutta. In tante altre scuole la settimana darà inizio al consumo dell’acqua dal rubinetto.

Molti attori per molte azioni nella regione di Oporto (Portogallo) per la Semana Europeia da Prevençāo de Residuos. Proiezioni, recupero di tradizioni passate, concerti, mostre di trasformazione dei rifiuti, raccolte di indumenti, libri, giochi e materiale elettronico da donare ai più bisognosi organizzate soprattutto nelle scuole. Tra le varie iniziative a Mapad il cambio delle vecchie lampadine a favore di quelle a basso consumo. Grandi cartelloni, coinvolgimento dei media, adesivi per non ricevere “junk mail” in buca, corsi di formazione, e perfino l’invio di lettere e omelie di sensibilizzazione anche da parte delle parrocchie... nella speranza che arrivi un aiuto anche dall’alto!
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sabato 21 novembre 2009

Anche la grande distribuzione si muove per la riduzione

di Alessio Sciurpa

Coinvolta dalla Regione Valle d’Aosta ed inserita all’interno delle iniziative per la Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti, anche la GDO si muove sul fronte della riduzione. Tra le iniziative attivate sul territorio regionale questa ci pare degna di nota, vista la particolare ampiezza del target che coinvolge.

Nei vari punti vendita verranno creati dei veri e propri punti di raccolta di sacchetti di plastica distribuendo gadget al loro posto. Grazie alla semplice tecnica di contatto i clienti avranno la possibilità di ricevere utili informazioni riguardo al ciclo di vita della plastica. Troppo spesso si dà peso solo all’oggetto (ad esempio il sacchetto di plastica) senza comprendere il suo reale impatto ambientale. Questo tipo di iniziativa contribuisce non solo a ridurre la quantità i rifiuti prodotti ma anche a creare consapevolezza, ampliando il punto di vista dei fruitori non solo all’oggetto in sè, ma a tutto il suo ciclo di vita, dalla produzione alla dismissione. Ne parliamo con l’Assessore al Territorio e Ambiente della Regione Valle d’Aosta Manuela Zublena.

L'iniziativa che state portando avanti con la GDO è di sicuro impatto, vista l'ampiezza dell'utenza. Avrà un seguito, magari aprendo un tavolo di lavoro stabile?
«L’iniziativa con la distribuzione organizzata della Regione è una delle molte proposte che vedranno la nostra Regione in primo piano per la Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti. Saremo infatti impegnati con otto eventi diversi, che complessivamente vedranno, in una sola settimana, oltre 180 momenti di interesse pubblico, tutti incentrati sulla tematica di riduzione dei rifiuti. La presenza all’interno dei punti di vendita della regione di comunicazione specifica sulla necessità di minimizzare i rifiuti e nello specifico gli imballi e i sacchetti di plastica in polietilene, significa dare un messaggio forte, di fronte alla consapevolezza che entro gennaio 2011, in ottemperanza delle direttive comunitarie, dovremo imparare a riutilizzare i sacchetti della spesa con sacchetti pluriuso e che l’imballaggio dei prodotti non sempre e necessariamente è garanzia di freschezza e integrità del prodotto. Intendiamo con la collaborazione di ASCOM Valle d’Aosta proporre alla grande distribuzione della regione un tavolo di lavoro stabile che ci vedrà impegnati nel corso del prossimo anno che avrà come tema centrale quello di creare azioni specifiche per la riduzione degli imballi e degli shopper in polietilene».

Dalle numerose iniziative attivate all'interno della Settimana Europea per la riduzione dei rifiuti si evince che la vostra amministrazione sta investendo molto in termini di prevenzione. E' corretto?
«Ci auguriamo che i numerosi eventi presenti sul territorio regionale possano diventare, sia momenti di riflessione, sia momenti di divulgazione a proposito della necessità che il vivere nell’ambiente non significa possederlo e farne ciò che si vuole, bensì gestirlo al meglio secondo il principio di responsabilità. La crescita costante dei consumi ha due conseguenze dirette: il depauperamento delle risorse disponibili e la crescita dei rifiuti. Vivere in una Regione che per caratteristiche geografiche e morfologiche è una delle eccellenze ambientali nel nostro Paese, significa anche avere delle responsabilità che devono vedere in specifiche azioni di sostenibilità ambientale, una delle priorità della politica regionale».
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venerdì 20 novembre 2009

Tra teatro, cinema e video-interviste


di Alessio Sciurpa

Una campagna di così vaste proporzioni trova nella varietà delle iniziative che la compongono la sua forza, ecco quindi tra le tante “Molla la plastica! Azioni locali per diritti globali”, campagna promossa dalla LVIA in collaborazione con il Museo A come Ambiente, la Compagnia teatrale ITINERARIA e l’Associazione ReAcademy Foundation. Nel fine settimana del 28 e 29 novembre, presso il Museo A come Ambiente di Torino, sarà presentata la campagna, che si inserisce all’interno di un progetto di cooperazione promosso da LVIA e da altri partner italiani e africani con il sostegno dell’Unione Europea. Tra i prodotti che verranno presentati uno spot sulla riduzione dell’uso dei sacchetti di plastica in Burkina Faso e uno spot della Campagna di informazione realizzata in Mauritania sull’utilizzo sostenibile dei sacchetti di plastica e lo spettacolo teatrale “Q.B. QUANTO BASTA - stili di vita per un futuro equo”.

Sempre a Torino, presso il Museo Regionale di Scienze Naturali “WasteSide Story”, serata di fatti, parole e cinema, lunedì 23 novembre, a partire dalle ore 19. Si inizia con i fatti, un insolito happy hour. Poi le parole, incontro tra Nicola de Ruggiero, Assessore Regionale all’Ambiente della Regione Piemonte, Luca Mercalli, meteorologo e climatologo e Roberto Cavallo, Presidente di AICA (Comitato promotore italiano della EWWR). Ed infine il cinema con il cortometraggio di animazione, HOW TO DESTROY THE WORLD/COME DISTRUGGERE IL MONDO ed il documentario canadese ADDICTED TO PLASTIC/DIPENDENTI DALLA PLASTICA.

La sapienza ritrovata invece è di scena a Forlì in Emilia Romagna. Proiezione di videointerviste realizzate ad anziani che raccontano come un tempo fosse normale cercare di riutilizzare e recuperare i prodotti, in contrapposizione alla società odierna in cui certe buone pratiche sembrano essersi perse. Idea interessante, anche come collante per la comunità, il progetto dal nome “C’era una volta…Testimonianze di buone pratiche” a cura dell’ Ass. Movimento consumatori – sezione di Forlì.
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mercoledì 18 novembre 2009

Iniziamo con un video

di Silvia Musso

La Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti è alle porte! Nei prossimi giorni presenteremo le azioni di comunicazione ambientale più significative inserite all'interno dell'iniziativa.

Cominciamo con un breve video di Roberto Cavallo della Cooperativa E.R.I.C.A. che inaugura la "Settimana" italiana.

Potete vederlo a questo link. Continua...

lunedì 16 novembre 2009

400 azioni per meno rifiuti



di Silvia Musso

Sono oltre 400 i progetti ufficialmente validati dal Comitato promotore italiano (di cui AICA fa parte) per la prima edizione ufficiale della “Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti” (European Week for Waste Reduction – EWWR), che si svolgerà a partire da sabato fino al 29 novembre.
Una fitta rete di eventi e azioni, sia a livello nazionale che locale, coprirà così l’intera penisola per sensibilizzare sulle strategie europee di prevenzione dei rifiuti e fornire spunti, anche concreti, per mettere in atto comportamenti consapevoli ed eco-sostenibili.
Anche i singoli cittadini possono infatti partecipare, con gesti concreti volte a ridurre la propria produzione di rifiuti: sul sito www.menorifiuti.org esiste infatti una "bacheca virtuale" aperta a tutti, dov’è possibile segnalare la propria adesione e prendere quindi parte in prima persona alla “Settimana”. Inoltre, insieme a brevi guide dedicate al consumo responsabile, vi è la possibilità di consultare le centinaia di azioni di prevenzione già proposte in tutta Italia.
La manifestazione ha ricevuto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, oltre al Patrocinio del Presidente della Camera dei Deputati, on. Gianfranco Fini, e del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare. Nonostante si tratti, infatti, di una iniziativa alla sua prima edizione ufficiale (dopo l’esperienza “pilota” realizzata lo scorso anno), il Capo dello Stato ha visto nella manifestazione, nelle tematiche ambientali che affronta, nella sua portata europea e nello scopo sociale di sensibilizzazione dei cittadini, caratteristiche importanti e meritevoli di fiducia.
L’EWWR nasce all’interno del Programma LIFE+ della Commissione Europea ed è promossa, in Italia, da un Comitato organizzatore nazionale composto da Osservatorio Nazionale Rifiuti, Provincia di Torino, Rifiuti 21 Network, Federambiente, Commissione Nazionale Italiana UNESCO, AICA, Legambiente, E.R.I.C.A. Soc. Coop. ed Eco dalle Città. CONAI (Consorzio Nazionale Imballaggi) è il main sponsor italiano dell’iniziativa.
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Un premio di comunicazione sostenibile, non solo a parole


di Silvia Musso


Annunciati oggi i vincitori del Premio AICA di Comunicazione Ambientale 2009 “Comunicare con i cittadini fa bene all’Ambiente”. Il Premio, che da sei anni valorizza le migliori azioni di comunicazione ambientale internazionali, vuole quest’anno, a pochi giorni dal vertice sul clima di Copenhagen, dare un segnale concreto. Infatti due dei tre premiati parteciperanno in videoconferenza.
Questo tipo di scelta permette di coniugare il risparmio in emissione di CO2, che gli spostamenti aerei dai paesi di origine inevitabilmente comporterebbero, con l’impegno nel divulgare le eccellenze nel campo della comunicazione ambientale, senza per questo rinunciare alla qualità degli interventi per il pubblico che parteciperà alla cerimonia di premiazione.
Nella mattinata del 4 Dicembre prossimo con il sostegno di Regione Piemonte, AMIAT, ERICA soc. coop. e il patrocinio del Comune di Torino, saranno premiati:

per il Premio AICA 2009 “Comunicare con i cittadini fa bene all’Ambiente. Comunicare la green innovation”, i Motel Connection per il progetto H.E.R.O.I.N. - Human Environmental Return of Output/Input Network;

per il Premio Speciale “Comunicare il Protocollo di Kyoto”, Panos Pictures per il reportage fotografico sull’isola di Tuvalu;

per il Premio alla carriera “Beppe Comin” il Prof. Joe Smith della Open University.

L’appuntamento è alle 11 e 30 del 4 Dicembre presso la Sala delle Colonne del Comune di Torino, Piazza palazzo di Città, 1 – Torino, ingresso libero fino ad esaurimento posti.

Per info e accrediti e-mail: info@assaica.org
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venerdì 13 novembre 2009

Debutto per il nuovo piano di gestione dei rifiuti della Regione Piemonte


di Silvia Musso

Preannunciata “innovativa” la nuova gestione dei rifiuti della Regione Piemonte. Per comunicarla ai cittadini la Federazione della Sinistra, con il contributo dei gruppi consiliari della Regione Piemonte (Rifondazione Comunista, Comunisti Italiani e Uniti a Sinistra), ha organizzato “Rifiuti al bivio”, convegno che si terrà venerdì 20 novembre, alle ore 15.30, presso il palazzo Lascaris di via Alfieri 15 a Torino.

Dopo l’apertura, affidata a Nicola de Ruggiero (Assessore all’ambiente della Regione Piemonte), che presenterà il Piano della gestione dei rifiuti, si susseguiranno una serie di interventi che faranno luce sull’argomento. Nell’ordine prenderanno la parola, Attilio Tornavacca dell’Ente di Studio per la pianificazione sostenibile dei rifiuti, che illusterà il sistema di raccolta differenziata finalizzata al recupero di materia; Roberto Cavallo, Presidente della Cooperativa E.R.I.C.A. socia AICA, che farà riferimento alla legislazione sottostante al progetto, in particolare esporrà la Direttiva 98/2008 della Comunità Europea.
Il contributo sulla struttura tecnica e amministrativa per una migliore gestione dei rifiuti sarà affidata a Michele Bertolino di Legambiente Piemonte e Valle d’Aosta. Sarà poi la volta di un altro socio AICA, per mezzo di Marco Maria Camoletto, Presidente Amiat (Azienda Multiservizi Igiene Ambientale Torino), che approfondirà il ruolo delle aziende in questo particolare tipo di management; mentre, Claudio Cavallari (Pro Natura, referente C.A.R.P.), parlerà della riduzione e della tendenza alla produzione di rifiuti pari a zero.
Conclude Gianni Naggi, Responsabile Regionale del Partito di Rifondazione Comunista, Area ambiente e territorio.

All’incontro saranno presenti i Consiglieri regionali Giampiero Clement, Vincenzo Chiappa, Enrico Moriconi, Paola Barassi, Alberto Deambrogio, Juri Bossuto, Sergio Dalmasso.
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giovedì 12 novembre 2009

La forza dell’informatizzazione della comunicazione ambientale


di Eleonora Anello

Un assessorato alla sensibilizzazione. Un'amministrazione sensibile all’informatizzazione applicata alla comunicazione ambientale. Ne parliamo con il dott. Massimo Materi, assessore ai Sistemi Informatici e Statistici, alle Politiche Energetiche, alla Tutela del Consumatore e alla Cultura della Raccolta Differenziata del Comune di Vercelli.

Assessore Materi, tra i compiti del suo assessorato la tutela del consumatore, la sensibilizzazione e la diffusione della cultura della raccolta differenziata e il monitoraggio dei risultati raggiunti. Potremmo quasi definire il suo come un assessorato che si occupa anche di comunicazione ambientale?
«Certamente si, il marketing è in questo caso specifico uno strumento direi fondamentale per comunicare con i cittadini. Con questa delega in effetti mi occupo proprio di "Comunicazione Ambientale", pertanto la sensibilizzazione del cittadino mirata alla cultura della raccolta differenziata, viene proprio attuata per mezzo di vari strumenti pubblicitari innovativi».

Perché la vostra amministrazione ha scelto di puntare su questo tipo di indirizzo?
«Guardi, noi partiamo purtroppo da una situazione di "arretratezza ecologica", nel senso che siamo partiti in ritardo con la differenziazione dei rifiuti; inoltre sul nostro territorio sono state sempre poche le iniziative volte a coinvolgere i cittadini con enfasi sul tema ambiente. Il nostro Sindaco, l'avvocato Andrea Corsaro, ha pensato pertanto di dare maggiore enfasi al progetto della "Raccolta differenziata" creando proprio una delega mirata alla sensibilizzazione di quest'ultima! Le dico in effetti che i risultati stanno iniziando ad arrivare con nostra grande soddisfazione».

Tra le prerogative del suo assessorato anche i sistemi informatici e statistici. Come si legano questi ultimi ai temi ambientali?
«In verità come dice il nome stesso, sono due deleghe distinte e lontane come tematiche, ma le racconto cosa mi ha permesso di legare questi due incarichi: In termini di "sensibilizzazione alla raccolta differenziata", tra le varie cose, sto portando avanti un esperimento cittadino (già testato tra l'altro con successo qualche mese fa per la mia campagna elettorale). Si tratta nello specifico di un'iniziativa di Marketing Virale, ovvero stiamo creando sul territorio una serie di eventi con le scuole, pubblicità cartellonistiche e... ovviamente un'apposita sezione web del nostro sito comunale e non solo, dove oltre a comunicare i risultati sull'andamento della raccolta differenziata, mostriamo costantemente un "buon uso dei rifiuti" senza dire al cittadino cosa fare, nel senso che non lo forziamo a fare qualcosa, ma lo incuriosiamo! In alcuni casi lanciamo un messaggio inerente all'ambiente che possa incuriosire e spingere il cittadino a documentarsi di propria iniziativa sul tema della differenziata. L'obiettivo che si ottiene con questo metodo è un coinvolgimento responsabile, spontaneo e convinto da parte dell'utente, proprio perchè non gli viene imposto nulla direttamente, ma è come se gli fosse bisbigliato qualcosa di utile all'orecchio. La curiosità fa poi da sola il resto».

Grazie assessore e buon lavoro.
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lunedì 9 novembre 2009

L’ambiente, la salute e la società

di Eleonora Anello

La sensibilità dei cittadini nei confronti dell'ambiente e della salute è in aumento ma non sempre i media riescono a soddisfare questo nuovo bisogno informativo. Nasce per rispondere a questa nuova esigenza Ecograffi, periodico online che verrà presentato martedì 10 novembre 2009, alle ore 12, presso il King Kong Microplex di via Po 21, a Torino. Per l’occasione interverranno Giorgio Diaferia, direttore del periodico, medico e giornalista; Nicola de Ruggiero, assessore all'Ambiente della Regione Piemonte. Modererà la giornalista Antonella Frontani.

Ecograffi si propone di trattare congiuntamente tre temi spesso tenuti separati, sebbene la tutela del benessere sia direttamente collegata all’ambiente che a sua volta è influenzato dal modo con cui l’individuo affronta la quotidianità.
La redazione del nuovo periodico è composta da un team di professionisti che lavora insieme già da dieci anni, durante i quali ha prodotto la trasmissione televisiva Antropos, in onda su Quarta Rete e i canali Sky, curato un blog e organizzato numerosi eventi di confronto pubblico e scientifico.

Dottor Diaferia, si parla di informazione scientifica, divulgazione naturalistica, educazione ambientale, perfino di comunicazione sociale. Lei come definirebbe la comunicazione ambientale dal punto di vista medico?

«La comunicazione ambientale dal punto di vista medico è molto carente. Manca un insieme che sappia davvero far comprendere ai decisori politici e alla gente, che oggi parlare di tutela della nostra salute vuol dire anche, e in maniera non episodica, parlare di tutela dell'ambiente di vita e di lavoro in cui noi ci troviamo. Tralasciando l'ambiente di lavoro, normato da leggi specifiche, ricordo come oggi manchino dei chiari strumenti operativi qualora nel nostro ambiente di casa, in cui gli italiani tendono a passare almeno l'80-90% del loro tempo, vengano superati i limiti per certe sostanze. Ambiente vuol certo dire politiche di Prevenzione Primaria, vuol dire come e cosa mangiamo. Ad esempio, i tanti, troppi pesticidi ancora presenti nella frutta e verdura, seppure entro i limiti di legge, sono in grado di indurre delle mutazioni genetiche o delle alterazioni endocrine. Ancora un esempio, l'ambiente dove si vive condiziona la nostra salute poichè può o meno favorire stili di vita più sani, che tengono lontani problemi come obesità, diabete e malattie croniche degenerative e altre ancora. Non mi addentro poi nel mare magno dei danni alla salute da sostanze prodotte dall' attività industriale ma è certo che, ad esempio, il problema amianto è ben lontano dall'essere risolto e che lo stesso vale per il cromoesavalente o per il radon».

Quindi per lei comunicare l’ambiente significa soprattutto prevenzione. Ma allora, qual è la mission di Ecograffi?

«Ecograffi esce per tentare un approccio molto diverso dall'esistente quando si parla di ambiente e di salute. La mia esperienza di medico di famiglia e di ecologista registra il bisogno di seguire un certo modello di comunicazione sociale, per spiegare anche al popolo di non addetti, in modo semplice, la complessità della tutela della nostra salute, grazie a un'attenzione più globale all'ambiente in cui ci troviamo a vivere. La nostra mission sarà dunque quella di documentare gli avvenimenti più significativi in questo settore, grazie a reportage realizzati ad hoc. La nostra nuova sfida è rappresentata da questo giornale web, aperto al contributo di tutti coloro che sono interessati a questi temi, così determinanti per la qualità del nostro futuro. Vogliamo informare una parte sempre più vasta dell’opinione pubblica su quali conseguenze l’inquinamento può avere sulla salute, ma anche offrire scenari di una vivibilità sociale diversa, grazie alla tutela ambientale, sollecitando così una riflessione sul rapporto tra degrado ambientale e perdita di salute, con delle chiare indicazioni dei costi sociali relativi».
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venerdì 6 novembre 2009

Ha preso il via Nonsolopuntaperotti4. Intervista al Presidente di Giuria Marcello Saponaro


di Letizia Palmisano

È partita la quarta edizione di NonSoloPuntaPerotti, concorso nato per denunciare gli Ecomostri in Lombardia, da due anni però di portata nazionale. Ci dica di cosa di tratta.
«Nasce dalle ceneri di Punta Perotti, l’ecomostro pugliese fatto saltare con l’esplosivo, e dall’idea che tutti gli ecomostri che deturpano il paesaggio italiano meritano la stessa fine. E’ un gioco ma penso abbia anche una valenza pedagogica: i giovani e non che partecipano, dicono con ogni immagine a schiere di assessori, architetti, geometri e funzionari pubblici che il paesaggio è parte del capitale sociale, culturale e aziendale dell’Italia e deve essere valorizzato, non distrutto».

Ci sono novità nella IV edizione?
«Intanto è nazionale, appunto. Come la precedente edizione del resto. E poi abbiamo ampliato a ogni immagine digitale o digitalizzata che denuncia uno scempio urbanistico o architettonico. Quindi non è più limitato alle sole fotografie scattate con il cellulare. L’importante è catturare gli ecomostri e denunciarli».

La giuria, che Lei presiede, da chi altri sarà composta?
«Da componenti storici quali Guido Pollice (Presidente nazionale Verdi Ambiente e Società Onlus) e Fabio Fimiani (Giornalista di Radio Popolare), da fotografi quali Fabio Treves e Silvia Tenenti; esperti di comunicazione e giornalisti quali Luca Conti (Consulente per i Social Media), Massimo Mantellini (Giornalista e blogger), Edoardo Raspelli (Conduttore televisivo), Cristina Gabetti (Giornalista e scrittrice, conduttrice della rubrica Occhio allo spreco in onda su Striscia la Notizia). Edoardo Stoppa (Inviato di Striscia la Notizia per animali ed ecologia), Nicola Mattina (Consulente ICT), esponenti del mondo universitario con Walter Fornasa, (Docente dell'Università di Bergamo) e del mondo imprenditoriale con Angelo Naj Oleari (Imprenditore nel settore della produzione e distribuzione di prodotti alimentari e tessili)».

Siete alla quarta edizione. Quali risultati avete ottenuto fino ad ora?
«Alcuni edifici sono stati abbattuti. Ne sono fiero perché penso che un pizzico di merito l’abbia anche il concorso. Mi riferisco, per esempio, al famoso Hotel dei mondiali di Milano e all’ex cinema porno di Zingonia, quello a forma di “Phon”. Chi abita a Bergamo sa quanto abbia bisogno di essere riqualificata l’area di Zingonia… Ecco la qualità della vita passa anche da lì, dall’abbattimento del brutto. Cominciando dal bruttissimo. E dalla sua ricostruzione».

All'estensione sul piano nazionale è corrisposta, fino ad ora e l'anno scorso, una partecipazione "nazionale"? Quali sono i soggetti più fotografati? Esiste un “prototipo di ecomostro” immortalato più di frequente?
«Si, le immagini sono giunte da tutta Italia e mi pare che ogni tipo di ecomostro sia stato immortalato: dallo scheletro industriale all’abitazione eccessivamente “fantasiosa”, dal ponte interrotto alla colata di cemento. Il prototipo non esiste, esiste una scala di bruttezza che vede sicuramente ai primi posti gli edifici dismessi che vengono lasciati decadere sempre più all’interno delle nostre città, diventando luoghi di insicurezza e degrado».

Altri concorsi fotografici molto simili sono nati negli ultimi due anni. Vi sentite ispiratori o “derubati”?
«Io sono sinceramente soddisfatto che grandi giornali e grandi associazioni abbiano promosso simili concorsi. Nessuno di noi riuscirà a vincere la battaglia, culturale oltre che politica, per la bellezza da solo. Vorrei che anche le scuole si facessero promotrici di iniziative simili e chiamassero l’assessore ai lavori pubblici di zona a presentarlo e a presiedere la giuria! Purtroppo, solo se e quando non sarà più necessario denunciare vorrà dire che avremo compreso che valorizzare il nostro territorio è un nostro primario interesse economico oltre che ecologico».
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giovedì 5 novembre 2009

Nuovo Mondo e nuove visioni


di Alessio Sciurpa

E’ sul concetto di cittadinanza e la valorizzazione dei piccoli gesti quotidiani, che sempre più si fonda la transizione verso una società più attenta alle istanze ambientali. In quest’ottica si inserisce il ciclo di incontri “San Salvario Eco-Sostenibile” organizzato da Associazione per un Mondo Nuovo nel quartiere di San Salvario a Torino.

Ne parliamo con Silvia Bergamo, Responsabile comunicazione e area info-culturale di Mondo Nuovo.

Quali sono i temi che toccherete nell’ambito di questa iniziativa?
«San Salvario Eco-Sostenibile è un progetto che nasce per sensibilizzare i cittadini a prestare attenzione all'impatto ambientale del proprio stile di vita. Per questo abbiamo pensato a un breve ciclo di seminari nel corso dei quali relatori esperti illustreranno, in modo molto concreto e diretto, come ciascuno di noi possa applicare nel proprio vissuto quotidiano buone prassi ecologiche nell'ambito del risparmio energetico, del modo di fare la spesa e della gestione dei rifiuti. Questi, rispettivamente, i tre temi che saranno affrontati per tre martedì sera, dal 10 al 24 novembre, alle ore 21.00 presso la sala dell'Oratorio San Luigi di via Ormea 4. L'ingresso a tutte le serate è libero e gratuito».

Come mai la scelta di un quartiere come San Salvario, con forte caratteristiche multietniche? Ha influenzato e influenza questa peculiarità il vostro lavoro di sensibilizzazione?
«Negli ultimi anni il quartiere di San Salvario ha saputo vivere la propria peculiarità multietnica sempre meno come un "problema da risolvere" e sempre più come una risorsa da valorizzare, una caratteristica che arricchisce il quartiere dal punto di vista culturale e sociale. E' una zona in cui c'è animazione sociale, i cittadini e l'associazionismo locale esprimono il desiderio di vivere il quartiere e di partecipare ad attività collettive e di riflessione: ci è sembrato un contesto quanto mai adeguato e pronto ad accogliere un'iniziativa di questo tipo. Non a caso abbiamo lanciato il progetto con una proiezione cinematografica al Baretti, punto di riferimento della vita culturale del quartiere, così come abbiamo scelto di organizzare i seminari presso l'Oratorio San Luigi, che svolge un importante ruolo di integrazione fra le famiglie italiane e straniere della zona».

Tra le vostre attività anche l’impegno per una finanza etica, come si inserisce questo tipo di attività nel quadro delle vostre iniziative sulla sostenibilità?
«Quando si parla di consumo responsabile si pensa normalmente ai prodotti "di consumo" vero e proprio, ciò che mangiamo ed utilizziamo concretamente nella vita di tutti i giorni. Ma anche il nostro denaro, i nostri risparmi sono beni che possiamo impiegare in modo più o meno responsabile. Quando affidiamo i nostri risparmi a una banca o facciamo degli investimenti anche piccoli, li mettiamo a disposizione di qualcuno che utilizzerà il nostro denaro per qualche attività probabilmente remunerativa. Ci siamo mai chiesti come saranno impiegati? Non tutti i cittadini sanno che la maggior parte delle banche impiega normalmente ingenti cifre nel finanziare l'industria delle armi: non sono sicura che tutti i cittadini siano d'accordo all'idea che i propri soldi siano impiegati in questo modo. Esistono invece sempre più progetti di finanza etica, proposte concrete ed accessibili che consentono ai cittadini di impiegare i propri risparmi in attività non profit, gestite in piena trasparenza. Un esempio è la Banca Etica, una banca a tutti gli effetti con la quale si può aprire un normale conto corrente e svolgere le relative operazioni; i propri risparmi possono essere poi impiegati presso, per esempio, le cooperative di commercio equo e solidale, che anziché chiedere prestiti alle banche li chiedono ai propri soci, e li remunerano con un interesse. La finanza etica è una componente fondamentale per il funzionamento di un'economia sostenibile e solidale».

Il programma completo a questo link.
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martedì 3 novembre 2009

Strategie per una città più pulita




di Alessio Sciurpa

Presentata ieri a Torino la nuova campagna AMIAT “Buttalo Giusto”, realizzata per affrontare il mal costume dell’abbandono dei rifiuti sul suolo pubblico.
La campagna è declinata su vari mezzi: per le affissioni sono quattro i soggetti, che rappresentano diverse tipologie di rifiuto, per un messaggio semplice e diretto.
Un'azione di ambient marketing il 7 e 8 Novembre prossimi, dove una struttura di oltre sei metri di altezza, posizionata nella centralissima Piazza san Carlo, creerà l'occasione per un contatto diretto tra gli operatori di Amiat e la cittadinanza (con distribuzione di materiale informativo e gadgets). Un sito web dedicato alla campagna dove l’utente potrà, attraverso icone semplici ed intuitive, trovare risposta ai propri dubbi circa il corretto conferimento dei rifiuti, nonché utili indicazioni circa la collocazione degli ecocentri presenti in città.
A supporto dell’iniziativa sono stati realizzati anche due video, che declinano lo stesso messaggio attraverso uno storyboard grafico molto eighties il primo ed uno stop motion il secondo, già inseriti da alcuni giorni su You Tube.
Uno di questi video sarà inoltre scaricabile su smart phone attraverso un particolare codice presente sul retro delle cartoline distribuite in Piazza Castello. Sarà sufficiente infatti avvicinare l’apparecchio al codice riportato sulla card per scaricare sul palmare il link internet del video.

La campagna BUTTALO GIUSTO – ha detto il Responsabile Comunicazione di Amiat Roberto Bergandi – è un’azione di comunicazione mirata a coinvolgere il target ampio ed eterogeneo al quale ci rivolgiamo, utilizzando sia canali di comunicazione tradizionali e già sperimentati dall’azienda, sia usufruendo di media più raffinati e tecnologicamente avanzati, propri di una fascia di pubblico giovane e attento alle nuove tecnologie”.
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lunedì 2 novembre 2009

Storico appello delle statue capitoline


di Eleonora Anello

Le statue di Roma tornano a parlare. L’imperatore Augusto, Giulio Cesare, Giordano Bruno e Garibaldi si rivolgono al Presidente del Consiglio italiano, Silvio Berlusconi, e lanciano il loro monito: «Silvio, don’t be stupid. Save the climate».

A realizzare il sogno di Michelangelo ci ha pensato la campagna di Greenpeace Italia che in questi giorni ha animato le strade di Roma collocando accanto alle statue dei vistosi balloon. Pur utilizzando testimonial di grande reputazione, l’operazione vanta sicuramente costi contenuti e fa leva sull’effetto sorpresa che suscita nei passanti, soprattutto sfruttando la visibilità e la bellezza del patrimonio artistico, immagine ma anche simbolo.
Del resto, chi riuscirebbe a mettere in discussione le parole di Giordano Bruno quando afferma: «Berlusconi, non negare la scienza: salva il clima»? La campagna è stata ben studiata anche perchè ogni messaggio è stato modulato sulla personalità e il percorso storico del personaggio. Non a caso, infatti, Garibaldi afferma «Berlusconi, qui si salva il clima o si muore!», mentre Giulio Cesare spera di evitare che vengano sferrate altre coltellate.

I messaggi sono stati installati in vista del Consiglio Europeo di Bruxelles, tenutosi il 29 e il 30 ottobre, in cui sembra che l’Europa abbia trovato un compromesso sul problema del finanziamento per la lotta al riscaldamento del clima, una proposta comune, da presentare a Copenaghen. Greenpeace ha così chiesto al governo italiano di impegnarsi affinchè si agisca per contenere il global warming. Non essendo certa che il Presidente del Consiglio e gli altri leader europei si soffermino ad ammirare le statue, l’associazione ha fatto seguire all’azione una lettera formale.

Ma quella di rendere le statue parlanti non è una novità. Già nel XVI secolo i romani utilizzavano le statue per esprimere satiricamente il malcontento popolare nei confronti dei politici e della Chiesa. Dopo un periodo di pausa, le statue sono tornate ad affabulare nel XIX secolo, in occasione della visita di Hitler e successivamente di Gorbaciov. Le operazioni di propaganda golirdica si sono poi diffuse anche altrove. La notte del 21 giugno 2001, le Tute bianche hanno riportato le statue di Bologna alla loro vecchia funzione, quella di ammonire, lanciando appelli contro il G8 che si sarebbe tenuto di lì a poco a Genova. Ultimamente, le statue non si sono solo fatte sentire, a Berlino, nell’aprile del 2008, hanno indossato i bikini in un’azione contro il nudismo, mentre a Torino, Padova, Palermo e in altre città, hanno indossato le mascherine antismog per mano di diversi movimenti come Traffic Kills e associazioni ambientaliste come Terra! e Legambiente.

Il blitz di Greenpeace sembra avere sortito il suo effetto rimbalzando su tutti i media.
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