mercoledì 30 settembre 2009

Comunicazione pubblica e sostenibilità


di Alessio Sciurpa

La comunità professionale dei comunicatori pubblici italiani si incontra a COM.Lab, in programma a Bologna, il 14 e 15 Ottobre, per discutere, condividere e valorizzare processi, tecnologie e professionalità.

Questa seconda edizione di “COM.Lab, Comunicazione e tecnologie per l’innovazione” è promossa dall’Associazione Italiana della Comunicazione Pubblica e Istituzionale con la collaborazione di Bologna fiere.

La manifestazione sarà anche l’occasione per riflettere sui temi della sostenibilità: Il 15 ottobre infatti si terrà la tavola rotonda "COMUNICARE L'AMBIENTE E LA SOSTENIBILITA': TRA SCENARI GLOBALI E POLITICHE LOCALI ". Tra i temi in discussione il diritto all'informazione ambientale, la distanza reale tra comunicazione ambientale e cittadino, coniugare informazione con partecipazione, fino alle politiche di marketing territoriale, come raccogliere le istanze territoriali affinché diventino vero patrimonio progettuale, ed il ruolo che la figura professionale del comunicatore pubblico ed il suo lavoro, giocano in questi ambiti.

Ne discuteranno insieme Mauro Bompani, Resp. Area Comunicazione ARPA Emilia-Romagna, Roberto Cavallo, Presidente Associazione Internazionale Comunicazione Ambientale (AICA), Stefano Cazora, Responsabile Ufficio Stampa corpo Forestale dello Stato, Marina Galluzzo, Resp. Comunicazione Comune di Udine, Giampiero Mucciaccio, Direttore Centro Antartide. Coordinerà l’incontro Paolo Tamburini, Consigliere Nazionale Comunicazione Pubblica e Responsabile per la Regione Emilia-Romagna del servizio comunicazione, educazione alla sostenibilita´. Regione quest’ultima che annovera un ottimo portale ambientale, Ermes ambiente , e che si sta dotando di un’interessante “intranet 2.0
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martedì 29 settembre 2009

Il futuro della gestione dei rifiuti in Europa

di Eleonora Anello

Come affronterà l’Europa il tema dei rifiuti e, nello specifico, della raccolta differenziata? Il riciclo può contribuire a frenare i cambiamenti climatici? L’attuale crisi economica può influenzare le politiche comunitarie? Abbiamo a disposizione gli strumenti adeguati per far fronte alla situazione odierna?

Questi i temi affrontati dalla conferenza dal titolo Selective collection of municipal waste - Practical aspects and best practices in Europe, organizzata da ACR+ (Associazione Città e Regioni per il riciclo e l’uso sostenibile delle risorse) a St. Julian, Malta, dal 7 al 9 ottobre.
Due giornate di lavori organizzati da WestServ Malta (l’azienda pubblica maltese che si occupa del ciclo integrato dei rifiuti) e ACR+, che in questa occasione terrà anche la sua assemblea generale annuale. Gli incontri sono rivolti in particolar modo a soggetti incaricati della gestione dei rifiuti, politici o tecnici, membri di ONG o associazioni, che intendono attuare o anticipare i nuovi regolamenti, ottimizzare la gestione dei rifiuti elaborando le migliori soluzioni tecniche, migliorare il servizio ai cittadini e rafforzando la loro efficacia comunicativa.

La conferenza affronterà i vari aspetti della raccolta differenziata dei rifiuti urbani, approfondendo il caso specifico delle isole e delle città turistiche; esperti appartenenti a vari paesi dell'Unione Europea presenteranno alcune best practices del settore. Previsto, inoltre, un focus sull’allargamento dell’UE a nuovi Stati membri, con una riflessione sull’integrazione delle politiche comunitarie riferite al ciclo integrato dei rifiuti.
Le iscrizioni sono ancora aperte: per maggiori informazioni visitare il sito.

ACR+ è un network internazionale composto da membri che condividono l'obiettivo di promuovere il consumo sostenibile delle risorse e la gestione dei rifiuti attraverso la prevenzione alla fonte, il riutilizzo e il riciclaggio. L’azione del network si basa su tre principi fondamentali: lo sviluppo sostenibile; la prevenzione e il recupero dei rifiuti; il partenariato tra autorità pubbliche.
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sabato 26 settembre 2009

Effetto boomerang





di Alessio Sciurpa

Legambiente (Italia) ha realizzato una nuova campagna in occasione dell’edizione 2009 di “Puliamo il mondo”, di cui abbiamo parlato nel nostro precedente post. Conosciuta a livello internazionale come “Clean Up the World” e nata dalla collaborazione tra Clean Up Australia e l'UNEP (United Nations Enviroment Programme), legate dal comune obiettivo di estendere su scala globale quanto proposto dall'iniziativa “Clean Up Sydney Harbour Day”, realizzata in Australia nel 1989.

Tra le maggiori azioni di volontariato ambientale al mondo, questa iniziativa contribuisce a liberare dai rifiuti e dall'incuria i parchi, i giardini, le strade, le piazze, i fiumi e le spiagge di molte città del mondo.

La campagna di Legambiente risulta essere di particolare impatto. La composizione è semplice e lineare, la scelta dei colori di sfondo valorizza ed evidenzia il messaggio e risulta ben correlata con i soggetti scelti. Così come i materiali usati per gli elementi grafici.

Nel complesso una comunicazione chiara ed equilibrata. Una buona correlazione tra visual e testo, tra oggetti di uso comune ed il loro peso a livello ambientale una volta terminato il proprio ciclo di vita o la loro utilità. La campagna sottende uno dei concetti cardine della comunicazione ambientale e della comunicazione nel campo dei rifiuti: ogni azione che compiamo in relazione al nostro ambiente prima o poi comporterà delle conseguenze.

L'ambiente ha buona memoria, è bene non dimenticarlo.
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venerdì 25 settembre 2009

Grandi pulizie con “Puliamo il mondo”

di Silvia Musso

700mila volontari solo in Italia, addirittura 35 milioni impegnati in tutto mondo. Sono le cifre dell’iniziativa “Puliamo il mondo” promossa per il sedicesimo anno da Legambiente. Il TGR “Ambiente Italia”, storico programma Rai dedicato alla tutela del territorio e della natura, dedicherà una puntata speciale a questo evento, che si conferma la più grande iniziativa internazionale di volontariato in campo ambientale. L’appuntamento televisivo è per domenica 27 settembre dalle 9,45 su Raitre.

I laboriosi spazzini saranno impegnati a ripulire dai rifiuti non solo spiagge e boschi ma anche angoli di città lasciati all’incuria dove purtroppo sono presenti rifiuti di ogni genere. La diretta RAI toccherà un po’ ogni angolo del nostro paese, partendo dall’Abruzzo dove saranno ospiti amministratori pubblici, al Parco di Stupinigi nel torinese, fino alla Sardegna, alla Puglia e alla Sicilia.

Beppe Rovera condurrà per oltre due ore la trasmissione dando spazio ad ospiti, esperti, rappresentanti delle istituzioni e soprattutto ai volontari. Inoltre dalla redazione torinese Alessia Mari e Vanda Bonardo del Direttivo nazionale di Legambiente rispondono a segnalazioni e ai commenti dei telespettatori per i quali e’ attivo il numero verde 800017792.

L’edizione italiana di “Clean Up the World” sarà l’occasione per ribadire ancora una volta come attraverso la raccolta differenziata prima e il riciclo dei rifiuti poi questi si possano trasformare in risorse utili. Inoltre, rimboccandosi le maniche si darà vita a un’azione concreta ma allo stesso tempo simbolica per chiedere spazi più puliti e vivibili.

Tgr Ambiente Italia andrà in onda regolarmente ogni sabato dal 3 ottobre alle 14.50 sempre su Raitre.
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giovedì 24 settembre 2009

Didattica, pensiero e azione nell'educazione ambientale

di Alessio Sciurpa

Il 30 settembre, dalle ore 9.30 presso lo spazio Oberdan di Viale Vittorio Veneto, 2 (Milano), la Provincia di Milano ha organizzato il seminario “Agirpensando: didattica e ambiente sostenibile”. Un'occasione per scambiare idee su come fare educazione ambientale a scuola per docenti, educatori ed operatori. Il seminario si terrà in occasione dell'apertura del nuovo anno scolastico e della presentazione dei progetti di educazione ambientale di Pegaso, il programma formativo della Provincia di Milano per promuovere la conoscenza e la comprensione delle tematiche ambientali .

Ciò che ci si aspetta dall'Educazione Ambientale, accresciuta di importanti contenuti tra cui la sostenibilità, la pace, la mondialità, è da un lato di trasmettere informazioni e conoscenze e dall'altro di costruire valori, plasmare atteggiamenti che promuovano la formazione di una mentalità "ecologica" che permette all'individuo di gestire le incertezze che si trova quotidianamente ad affrontare nella società e nell'ambiente. Il seminario vuole essere un'occasione per scambiare idee su come fare educazione ambientale a scuola: quali le finalità, i metodi, le relazioni tra le aree disciplinari, i rapporti con la comunità ed il territorio. A moderare l'incontro Roberto Cavallo, Presidente di AICA (Associazione Internazionale per la Comunicazione Ambientale).
Il programma dettagliato a questo link.
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martedì 22 settembre 2009

Zadoorian e il culto del riuso

di Eleonora Anello

Per gli amanti del riuso e della buona narrativa segnaliamo un evento da non perdere: venerdì 25 settembre la rassegna letteraria Collisioni ospiterà ad Alba (CN) Michael Zadoorian, scrittore armeno di Detroit, discepolo di Carver. Envi.info sarà presente alla serata per addentrarsi con l’autore di “Second Hand”, romanzo pubblicato negli States già nel 2000 diventato subito caso letterario e approdato in Italia lo scorso anno, nella junk culture.

Chi sono i junker? Si può parlare di una vera e propria filosofia di vita? Si tratta di un movimento?
Forse niente di tutto questo. Piuttosto un vero e proprio stile di vita che spesso diventa ossessione. In realtà il tema del riuso è strettamente legato a tematiche ambientaliste. Infatti, un acquisto risparmiato contribuisce alla produzione di una quantità minore di rifiuti e quindi fa bene alla natura e all’ambiente. Del resto, perchè consumisticamente acquistare prodotti nuovi quando quelli che abbiamo funzionano ancora?

Mentre Anneli Rufus e Kristan Lawson in “The Scavengers' Manifesto", libro che abbiamo presentato in un post precedente, parlano di “necrofili”, Zadoorian preferisce usare il termine “junker”, colui che è affascinato dalle cianfrusaglie, dalle cose vecchie, da quello che alcuni definiscono il ciarpame. Pensiamo invece che gli oggetti usati siano intrisi di un certo fascino. Inoltre e senza alcun dubbio, mettono in contatto due mondi: il passato e il presente.

Niente di nuovo per gli Stati Uniti, dove i Garage Sale sono una vera e propria tradizione. Durante i week end, specie nelle zone di provincia, le famiglie espongono tutto ciò che non usano più nel giardino di casa per essere venduto a collezionisti incalliti, ad amanti del vintage, a fanatici del riuso o semplicemente a curiosi che restituiranno nuova vita a cose dimenticate.

Il culto del riuso contro la globalizzazione di un consumismo frenetico dell’accumulo che schiavizza molte persone ed è altamente distruttivo per l’ambiente promosso da un libro scorrevole, che si occupa con leggerezza di tematiche importanti. Un modo colto e raffinato per fare comunicazione ambientale.
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lunedì 21 settembre 2009

Master IED in Comunicazione Ambientale

di Eleonora Anello

Giunto ormai alla 6° edizione il Master in Comunicazione Ambientale dello IED (Istituto Europeo di Design) si conferma come realtà formativa consolidata.

Il Master, in collaborazione con AICA (Associazione Internazionale per la Comunicazione Ambientale), nasce dalla consapevolezza che sempre di più le aziende, gli Enti Pubblici e gli enti senza fine di lucro devono affrontare i problemi e le opportunità che l’ambiente nel suo complesso offre. Il comunicatore ambientale risponde alle esigenze delle aziende per quanto riguarda gli aspetti del “marketing verde” e del rapporto dell’azienda nei confronti del territorio, oppure, nel caso di aziende che producono servizi per l’ambiente, si occupa della comunicazione rivolta al cittadino-utente.

La durata del corso è di 200 ore, suddivise in moduli di tre giorni nell’arco di 6 mesi, formula che permette anche a chi già lavora nell’ambito e desidera implementare la proprio formazione, di frequentare i corsi. La sede delle lezioni è Torino presso lo IED. La chiusura delle iscrizioni e la possibilità di accedere alle tre borse di studio a copertura parziale è fissata al 2 ottobre.

Questo il link per consultare il programma dettagliato e avere ulteriori informazioni.
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giovedì 17 settembre 2009

Cheese, le forme del latte


di Alessio Sciurpa

Grana, Fontina, Emmental svizzero, Castelmagno d’alpeggio, Burro a latte crudo, sono questi alcuni degli “ospiti” di Cheese – Le forme del latte, evento biennale giunto alla settima edizione in programma a Bra (Piemonte) dal 18 al 21 settembre e promossa da Slow Food e Città di Bra (una delle quattro fondatrici del movimento delle Città Slow e socio di AICA – Ass. Int. per la Comunicazione Ambientale).

Forte delle 150 mila presenze dell’edizione precedente, Cheese, oltre ad aver contribuito a cambiare la percezione del mondo caseario da parte dei consumatori, accendendo i riflettori sulla variegata produzione artigianale, è anche un contenitore di comunicazione ambientale, mettendo in luce l’intera filiera produttiva e occupandosi di educazione alimentare, biodiversità e salvaguardia del territorio.

Alcuni esempi sono Cheese educa: grazie a un approccio diretto con il prodotto si può imparare a riconoscere i formaggi, valutarne la qualità, apprenderne le tecniche di lavorazione, memorizzarne le caratteristiche e apprezzarne, infine, l’eccellenza.

I Master of Food: corsi di 5 ore divisi in due lezioni sono dedicati al formaggio quotidiano. Agli incontri vengono proposti formaggi tra i più popolari e copiati al mondo, mettendo a confronto le produzioni industriali con quelle artigianali. Attraverso il Master of Food si impara a leggere l’etichetta, a conoscere le tradizioni dei diversi territori, e le differenze tra formaggi, anche tra quelli che si trovano al supermercato. Durante le lezioni, analizzando diverse tipologie (grana, caprini della Loira, fontina, emmenthal, provolone, feta) in corrispondenza di sei diversi territori (il Po e la Loira, Alpi svizzere e Alpi italiane, Creta e Sicilia), si cerca di definire modalità di acquisto che soddisfino ambiente, palato e portafoglio.

Il Master di orticoltura ecologica: presentato in anteprima a Cheese 2009, l'orticoltura ecologica impiega risorse minime di energia, acqua, ecc. affidandosi all'azione della natura stessa, allo scopo di mantenere inalterato l'equilibrio ecologico; I formaggi transfrontalieri: una delle novità di quest’anno è l’area dedicata ai prodotti e ai produttori dei territori transalpini italo-francesi. È fondamentale mantenere la produzione agricola cercando di supportare le “filiere d’eccellenza”, proprio a partire dai luoghi di origine sui quali si punta anche per uno sviluppo turistico. È altrettanto importante che l’attività agricola partecipi alla gestione territoriale, data la sua importanza fondamentale ai fini della tutela dell'ambiente, dove le pratiche colturali di terrazzamento dei pendii, di pulizia e taglio dei boschi, di alpeggio limitano gli effetti del dissesto geologico e i rischi degli incendi boschivi.

Inoltre venerdì 18 settembre alle ore 18.30 presso il Caffè letterario, l’associazione Slow Food Italia fa il punto sul suo nuovo progetto di alleanza tra i Presìdi della penisola e i cuochi italiani interessati a dare spazio ai prodotti tutelati da Slow Food nel menu (almeno tre), in particolare quelli della propria regione.

Bruna Sibille, Sindaco della Città di Bra:
«Una rassegna che ha per oggetto latte e formaggi, vale a dire due importanti segmenti del ricco paniere delle risorse agroalimentari europee, non può che porsi l'obiettivo di divenire una manifestazione a ridotto impatto ambientale. Questo lo può fare attraverso diversi elementi, che passano dal profilo educativo a quello della produzione e dello smaltimento dei rifiuti. Elemento che, in una rassegna dove è possibile degustare prodotti alimentari, non è assolutamente secondario. Cheese si inserisce infatti nel filone delle iniziative promosse da Slow Food per la difesa delle biodiversità agroalimentari. In questo ambito la manifestazione ospita i Presìdi caseari di tutto il mondo, così come sono moltissimi gli spazi per promuovere quei concetti di buono, giusto e pulito che sono alla base del movimento Slow. Per Cheese l'amministrazione comunale ha poi voluto cercare di apportare un elemento ulteriore, che noi abbiamo ribattezzato “presidio del rifiuto”. Si tratta di utilizzare alcuni volontari nei pressi delle isole ecologiche distribuite lungo la manifestazione, per cercare di guidarli verso una corretta differenziazione dei rifiuti, con l'obiettivo di far crescere la qualità delle frazioni della carta, vetro, plastica e dei rifiuti biodegradabili. Per questi ultimi, poi, abbiamo studiato uno specifico progetto di valorizzazione che prevede l'uso di stoviglie biodegradabili e compostabili (polpa di cellulosa, mater-bi e PLA) da parte di tutti gli espositori e degli esercizi pubblici interessati dalla manifestazione».

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mercoledì 16 settembre 2009

A Ravenna parte “Lab e Lab”


di Alessio Sciurpa

5 conferenze, 16 workshop, 20 labmeeting, 8 eventi culturali. Ecco i numeri di Ravenna 2009, un festival dedicato a rifiuti, acqua, energia, sostenibilità e innovazione, città e territorio. Una tre giorni di incontri di tipo informativo-formativo con taglio prettamente tecnico ed economico che si terrà a Ravenna dal 30 settembre al 2 ottobre.

La manifestazione attraverso i suoi seminari, workshop ed eventi (a questo link il programma completo) si pone quattro obbiettivi principali:

• trasparenza all’interno dei settori per una migliore conoscenza delle tematiche a tutti i livelli (tecnici, economici, ecc);
• trasferibilità di idee, esperienze e buone pratiche;
• trasversalità fra saperi e culture dei singoli settori: rifiuti, acqua, energia;
• tracciabilità come monitoraggio dei sistemi organizzativi e certificazione dei processi gestionali.

Si parlerà anche di comunicazione ambientale nei due workshop del 30 settembre “Comunicazione, ambiente e società: interpretare le società per creare un servizio efficiente”, e nella mattina del 1 ottobre “Coinvolgimento, ascolto, confronto, decisione: comunicazione partecipativa per i servizi ambientali e territoriali” nel quale AICA (Associazione Internazionale per la Comunicazione Ambientale) presenterà alcune case histories internazionali.
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martedì 15 settembre 2009

Vivere una "Green Life"


di Eleonora Anello

Vorrei utilizzare prodotti meno inquinanti per me e la mia famiglia. Vorrei poter acquistare alimenti che provengano dal mio territorio. Vorrei poter cucinare conservando le proprietà nutritive dei cibi, senza rinunciare al gusto. Vorrei ridurre la quantità di rifiuti che produco. Vorrei vestirmi con materiali naturali.

Il minimo comune denominatore di tutte queste affermazioni è: vorrei…ma non so come fare. Da domani grazie a Green Life, il nuovo canale tematico dedicato al “vivere verde” di DeAbyDay, la web-tv di De Agostini Editore, rispettare l’ambiente tutti i giorni, a casa, in ufficio, in viaggio e in città, sarà più facile grazie a consigli pratici e semplici regole.

Un utile strumento che si propone, attraverso la presentazione di interessanti case histories, e contenuti mirati, non solo di sensibilizzare gli utenti ad uno stile di vita più sostenibile, ma supportarli nella transizione da uno stile di vita ad un altro, senza sforzo.

E’ facile farlo, se sai come farlo.

I video proposti dal nuovo canale danno, infatti, consigli e suggerimenti utili per la vita di tutti i giorni per ridurre i consumi energetici, fare la spesa bio, pulire la casa in modo efficace senza inquinare e prendersi cura di sé in modo naturale o vestire in modo ecologico.

Green Life è caratterizzato da quattro serie di filmati originali prodotte dalla video factory di DeAbyDay: Biocosmesi, Prodotti per la casa e detersivi ecologici, Ecodesign e Lo smaltimento dei rifiuti domestici, condotto quest’ultimo dal Presidente di AICA (Associazione Internazionale per la Comunicazione Ambientale) Roberto Cavallo.
A queste prime serie ne seguiranno altre: Mobilità eco, su come muoversi in città nel rispetto dell’ambiente, Ufficio eco, per vivere in modo eco-sostenibile anche in ufficio, Casa eco, per salvaguardare le risorse energetiche nella propria abitazione e Eco-baby, per insegnare ai bambini a crescere in un mondo in transizione.
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lunedì 14 settembre 2009

L’ambiente come patrimonio

di Alessio Sciurpa

”Per far fronte alle sfide del XXI secolo abbiamo bisogno di politiche più integrate e più trasparenti. Per poter elaborare queste politiche abbiamo bisogno di valutare meglio dove siamo, dove vogliamo andare e come possiamo arrivarci. Per cambiare il mondo, dobbiamo cambiare la nostra maniera di concepirlo e per questo bisogna andare oltre il Pil.”

Prendiamo spunto da quanto dichiarato da Stavros Dimas, commissario europeo per l’Ambiente, nell’annunciare che entro il 2010 la Commissione presenterà una versione pilota di un indice ambientale globale.


Il Pil - ha spiegato infatti il commissario - non e' stato concepito per essere uno strumento di misura del benessere e in quanto tale non tiene conto di talune questioni di importanza vitale per la qualita' della nostra vita, quali un ambiente sano, la coesione sociale o la misura della felicita' individuale”. La questione era sul tavolo degli economisti e oggetto di discussione pubblica ormai da tempo, ma la recente congiuntura economica e l’innegabile tendenza verso una società a basso impatto ambientale, hanno finalmente traghettato la Commissione verso questa importante decisione.
Il Prodotto Interno Lordo, quale misuratore della ricchezza di un paese, è la sommatoria di tutta la produzione di beni e servizi di una comunità, senza distinguere il ruolo che tali beni e servizi hanno per il benessere reale. Ed ecco che stanziamenti straordinari e cataclismi naturali (come nel recente caso dell’uragano Katrina), produzione di armi e servizi sanitari, produzione di energia da fonti fossili e rinnovabili, bonifiche di siti inquinati e raccolta differenziata vengono calcolate in un unico indice.

A simili conclusioni è pervenuta anche un’altra commissione presieduta da Joseph Stiglitz con la collaborazione di Amartya Sen e Jean-Paul Fitoussi, voluta da Nicolas Sarkosy ed i cui risultati verranno presentati oggi all’Eliseo. In particolare, la commissione si sofferma sul concetto di sviluppo sostenibile e la sua incidenza sulle prestazioni di una comunità. Data per buona la definizione che nel 1987 ne dava il rapporto Burtland – lo sviluppo sostenibile è uno sviluppo che soddisfa i bisogni del presente senza compromettere le possibilità delle generazioni future di soddisfare i propri bisogni – la commissione suggerisce di trovare degli indicatori che misurino il capitale umano e fisico, supponendo che uno sviluppo sostenibile è quello che fa aumentare tale capitale, preservando le future generazioni. E’ in quest’ottica che le parole di Dimas - per cambiare il mondo, dobbiamo cambiare la nostra maniera di concepirlo – acquistano particolare valore. Nel momento in cui si include un indice ambientale come riferimento al benessere di una comunità, non più soltanto sul piano etico, ma anche su quello economico, sono due i concetti che mutano di significato:

La salvaguardia ambientale – non più percepita solo come qualcosa da difendere tout court, ma come “patrimonio” da preservare, misurandone l’impatto sulla vita di una comunità.

Il danno ambientale – non più percepito come reato una tantum, ma come reato in divenire, misurandone gli effetti nel medio e lungo periodo.

Nel guidare questa transizione di senso è evidente il ruolo che la comunicazione ambientale ha svolto e può svolgere, verso una nuova concezione diffusa di ambiente come “patrimonio”.
Come conseguenza di tale rivoluzione essa sempre di più ricoprirà il ruolo professionalizzante che le compete, verso le comunità, i mercati e quelle strutture di governo, troppo spesso deficitarie in tale ambito. Alla creazione di un lessico comune, non più ad appannaggio esclusivo di gruppi di interesse particolari, ma diffuso.
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sabato 12 settembre 2009

“My blog is my message”

di Eleonora Anello

Telecom Italia, protagonista del settore della comunicazione per vocazione, si impegna a favore dell'ambiente attraverso Avoicomunicare. Il blog, punto cardine di un ambizioso progetto di comunicazione, è una piattaforma multimediale che apre nuovi spazi di confronto tra business e ambiente.

L’invito è esplicito: fate sentire anche la vostra voce. E infatti, nello spazio di dialogo di Telecom, si alternano non solo blogger ma anche ospiti prestigiosi che si confrontano attraverso la live chat.

Per approfondire la strategia di Telecom Italia, che attribuisce un forte ruolo a uno strumento di comunicazione giovane come il blog al fine di rafforzare il proprio brand e ancorarlo a una forte identità etica, ci siamo rivolti a Loredana Grimaldi, responsabile Branding, Corporate Identity & Research, External Relations.

Da qualche mese "Avoicomunicare" abbraccia una nuova strategia marketing: da Gandhi all'ambiente, dalla tolleranza all'ecologia, cavalcando il trend intrapreso dalle più importanti aziende internazionali. Da dove nasce questa scelta?
Avoicomunicare, che in questi giorni festeggia il suo compleanno, è una testimonianza concreta dell’importanza del dialogo, dell’ascolto reciproco, della condivisione, degli aspetti più positivi della sfera della comunicazione di cui Telecom Italia è un protagonista. Per questo motivo abbiamo creato uno spazio per riflettere insieme rilanciando i temi cari a chi ci segue: ambiente, sviluppo, biodiversità, equilibri possibili tra mondi e culture diverse, costruzione della pace attraverso il confronto e la conoscenza. Negli ultimi mesi ci siamo concentrati sull’ambiente proprio perché questo tema ci era stato indicato, attraverso un sondaggio, dalla nostra community. L’ambiente è una priorità e un’urgenza, proponendo testimoni e fatti sugli argomenti che i visitatori hanno scelto speriamo di aver contribuito alla discussione e all’approfondimento: dalle fonti di energia alternativa ai boschi puliti, dalla riduzione delle emissioni di CO2 al car sharing.

Tra i cambiamenti che ci colpiscono c'è di sicuro il passaggio da una comunicazione a forte impatto emozionale, attraverso un grande comunicatore come Gandhi ad esempio, ai semplici blogger, il tutto correlato alla narrazione di piccole-grandi storie nelle vostre video interviste. Non più quindi emozionare il proprio target, ma coinvolgerlo in prima persona in un ambizioso progetto di comunicazione ambientale?
Avoicomunicare sin dall’inizio è stato uno spazio di dialogo aperto a tutti, la forza eccezionale della comunicazione di Gandhi, al quale ci siamo ispirati, è nel suo “my life is my message”. Crediamo che i grandi cambiamenti non si possano ottenere senza l’espressione e il contributo libero di chiunque abbia esperienza, idee e proposte da mettere a fattor comune. Per la discussione sull’ambiente il coinvolgimento dal basso e l’informazione sono davvero fondamentali, perché ciò che va modificato è il comportamento quotidiano dei singoli, oltre che le scelte di carattere generale. Un nostro piccolo contributo su questo versante è il “Carbon meter” con il quale su Avoicomunicare chiunque può misurare la sua “impronta” ambientale.

Progetti per il futuro?
Avoicomunicare continuerà a cercare il confronto e il coinvolgimento di quanti in rete sono impegnati sui temi dell’ambiente e resterà in ascolto dei temi che la stessa “rete” suggerirà di volta in volta. Prossimamente inizieremo una nuova fase con diverse novità che non vogliamo ancora svelare… Inoltre un’attenzione particolare verrà riposta anche nell’allargare la presenza nei social network, per ora siamo su Youtube, Twitter e Facebook dove in questi giorni, tra i primi in Italia, abbiamo messo a disposizione dei fan anche un interessante esperimento di realtà aumentata.
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giovedì 10 settembre 2009

9/11 vs. Tsunami


di Alessio Sciurpa

Le proteste suscitate dalla campagna del WWF che ha tappezzato gli scorsi giorni Manhattan, e di cui esiste anche una versione video, ha scatenato le ire di molti newyorkesi che si apprestavano a commemorare l’11 settembre, apre un’interessante interrogativo:

E’ lecito strumentalizzare un evento come questo?

Mi sento di fare comunque due osservazioni a margine:

- la prima è che equiparare due eventi come quello del 9/11 e lo tsunami del 2004, e la loro disparità di vittime, mette anche sullo stesso piano la brutalità della Terra (come recita il payoff della campagna) con quella dell'uomo. L’ 9/11 è un atto deliberato, lo tsunami è un fatto di origine naturale. Seppur con la stessa brutalità, di per sé la natura non uccide deliberatamente, anche se l’attività antropica incide, è ormai appurato, sui cicli naturali.
- la seconda è che sull’onda provocata dalla campagna, molti media hanno anche riportato il nuovo allarme sul clima lanciato dal WWF in occasione della Conferenza di Ginevra: circa un quarto della popolazione mondiale (1.687.704.845 persone) è minacciato dalle inondazioni (tsunami) a causa dello scioglimento dei ghiacciai dell’artico. Il solo tsunami del 2004 fece 28mila vittime.

La proporzione tra i due dati è evidente. Ma senza la campagna incriminata, questo nuovo allarme sarebbe passato inosservato? Oppure l’indignazione per una campagna fortemente emotiva, rischia invece di danneggiare l’immagine di chi la propone e del messaggio che si vuole veicolare?
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mercoledì 9 settembre 2009

Shopper? No grazie!

di Eleonora Anello

Lo sapevate che esiste un angolo dell’Oceano Pacifico in costante crescita in cui galleggia una vera e propria discarica composta sopratutto da plastica? Per sensibilizzare l’opinione pubblica e fare fronte a questo problema che si ripercuote soprattutto sull’ecosistema marino, MCS (Marine Conservation Society), associazione non profit inglese, e il movimento Plastic bag free cities, costituito da 140 cittadine inglesi completamente shopper free, hanno indetto per il 12 settembre il primo Plastic bag free day.

La prima giornata internazionale senza sacchetto di plastica sarà l’occasione giusta in cui sarà importante non accettare shoppers ma sarà ancora più importante fare in modo che portarsi sempre una borsa al seguito diventi una sana e bella abitudine.

In Italia promuove e sostiene l’iniziativa “Porta la Sporta”, la campagna promossa dai Comuni Virtuosi di cui avevamo già paralto in un precedente post. E per far diventare la giornata un vero e proprio successo, gli organizzatori si avvalgono del word of mouth, potente strumento di viral marketing, che sta dando vita a diversi eventi su tutto il territorio e risulta essere la chiave strategica di un cambiamento che può rivoluzionare i costumi della società aiutando l’ambiente.

Nel concreto Porta la Sporta, come le organizzazioni promotrici inglesi, ha pianificato una classica campagna di comunicazione che si avvia dal web, media penetrante, democratico e che permette di raggiungere un gran numero di persone istantaneamente e a basso costo. Si reperisce infatti online tutto il materiale per diffondere l’iniziativa in modo capillare e allo stesso tempo globale. Non solo poster da affiggere nei punti strategici per informare e far partecipare i cittadini, ma anche comunicati stampa già pronti all’uso per contattare media e amministrazioni locali che tanto possono fare per la buona riuscita dell’evento. Tali accorgimenti fanno diventare un semplice cittadino un vero e proprio "ecoattivista professionista".

Positive le aspettative di Silvia Ricci, organizzatrice della campagna: «Come recita il claim del movimento internazionale “We are what we do”, ovvero siamo ciò che facciamo. Singole azioni positive intraprese da tante persone sommandosi possono arrivare a grandi numeri e generare dei grandi cambiamenti».

Il Saturday shoppers sarà l’occasione per tutti noi di ridurre la nostra dipedenza da plastica a favore di shopper durevoli e più trendy!
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sabato 5 settembre 2009

Rifiuti: una gestione sostenibile e partecipata

di Alessio Sciurpa

Sempre di più la partecipazione dei cittadini, l’informazione e la comunicazione fondano e permeano le attività di governance in materia ambientale. Esempio d’eccellenza in tal senso è il settore della gestione dei rifiuti, con le sue molteplici ricadute.
Proprio per creare professionisti in grado di gestire questo tipo di comparto specifico nasce il Master di I livello "Rifiuti: una gestione sostenibile e partecipata" organizzato dal Dipartimento di Ecologia e Sviluppo Economico Sostenibile (Decos) per la Facolta' di Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali dell'Universita' della Tuscia, istituito in collaborazione con la Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile (SUSDEF) e con il Patrocinio di AnciLazio, Comune di Viterbo e dell'AUSL Viterbo, il corso avrà la durata di 8 mesi, dal 5 novembre 2009 a giugno 2010.

Edo Ronchi, Presidente della Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile, co-promotrice del master. Come nasce l’idea di un percorso formativo specifico sulla gestione dei rifiuti e perché?
La nuova direttiva 2008/98/CE sui rifiuti contiene rilevanti novità (la prevenzione, la preparazione per il riutilizzo, i sottoprodotti, la cessazione del rifiuto dopo un trattamento di recupero, gli obiettivi quantificati di riciclo, ecc) che comportando un aggiornamento di amministratori e gestori. Dopo l'emergenza campana, c'è una nuova e maggiore attenzione alla gestione dei rifiuti ed in particolare alle raccolte differenziate: questa situazione richiede un maggiore sforzo anche nella formazione finalizzata alla diffusione delle buone pratiche, già ampiamente sperimentate.

Silvano Onofri, Coordinatore del Master, può anticiparci quali saranno i filoni didattici che affronteranno i partecipanti?
Il corso prevede una serie di lezioni frontali, su ambiente, educazione, partecipazione e gestione dei rifiuti, normativa, organizzazione, tecnologie e così via; mentre una parte consistente del master è dedicata allo stage, un periodo di tirocinio collettivo che gli iscritti potranno svolgere al Comune di Bomarzo. Lo scopo è formare un laboratorio ad hoc dedicato alla gestione sostenibile e partecipata dei rifiuti. Contemporaneamente, le numerose aziende del settore che fanno parte della Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile si sono rese disponibili a ospitare i ragazzi in stage.

Quanto è importante oggi la partecipazione attiva, nell’implementazione di corrette politiche in ambito di gestione dei rifiuti?
Senza una partecipazione del pubblico alla vita sociale non possiamo pensare di trovare una soluzione al tema della gestione dei rifiuti. Abbiamo messo in piedi un percorso formativo che punta a risolvere problemi reali perché i rifiuti non sono un in più, ma una risorsa importante del nostro paese da sfruttare in modo positivo.
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giovedì 3 settembre 2009

Divieto di balneazione…tranquilla






di Alessio Sciurpa

Lo squalo, simbolo di potenza, da sempre ha suscitato nell’uomo un certo timore riverenziale, incarnato nel famosissimo film di Steven Spielberg (e suoi sequel) del 1975. Le azioni di comunicazione ambientale su questo argomento non sono mai state particolarmente incisive, ma vorrei segnalare questa campagna Sudafricana. Già di per sé il fatto che sia ambientata in un acquario, cioè una struttura realizzata dall’uomo, dovrebbe far pensare. Chi di voi non ha mai visto di persona, in un film o appesa sopra la vasca da bagno di un amico una targa “Beware of Shark”. Il messaggio è molto chiaro: i veri predatori sono gli uomini non gli squali.
Infatti ogni anno 100 milioni di squali vengono uccisi dagli esseri umani, in confronto, nello stesso lasso di tempo, solo 4 persone ne sono attaccate. Oltre 500 specie diverse di squalo che soccombono ad una sola, la più invasiva che sia mai apparsa sulla terra: l’uomo!

La realizzazione è molto semplice, sono stati applicati degli adesivi sui vetri che delimitano lo spazio tra squalo e uomo, ribaltando la realtà, il cartello di pericolo è leggibile dalla parte dei destinatari: gli squali. Pericolo uomo! E non solo per gli squali, purtroppo.
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mercoledì 2 settembre 2009

Ecoadv: comunicare sull’acqua… a impatto zero?



di Eleonora Anello

Per le aziende che vogliono stupire i consumatori; per quelle sempre alla ricerca di spazi esclusivi e innovativi; per quelle a caccia di nuove forme di comunicazione, l’artista e performer Carlo Maria Maggia lancia Ecoadv, un mix tra arte ambientale e pubblicità “naturale”.

Il progetto-brevetto promette di rivoluzionare il mondo della comunicazione.
Da un lato, infatti, Maggia propone nuovi e inediti spazi pubblicitari in grado di attirare l’attenzione anche dell’individuo più distratto e avulso alla pubblicità, andando alla conquista di distese d’acqua come mari, fiumi, laghi ma anche di contesti acquatici più urbani come porti, fontane o addirittura… bicchieri d’acqua!
Dall’altro la sua comunicazione pretende di essere pienamente eco-compatibile.

Lavorando fogli ondulati ricavati dall’estrusione degli amidi di mais e totalmente biodegradabili in acqua, Maggia ha infatti pensato di realizzare sculture, installazioni e pubblicità, con una durata nel tempo pre-determinata, cioè fino al loro completo deterioramento: l’impatto “di fine campagna” sarà pari a zero, visto che risulteranno superflue le operazioni di smaltimento.

I materiali utilizzabili per creare i messaggi pubblicitari, oltre agli amidi di mais, possono essere molteplici: ad esempio tutti quelli di natura organica che si decompongono nel giro di pochi giorni e a basso costo, come ghiaccio o gelatine.

Envi.info ne parla direttamente con l’ideatore di Ecoadv, l’artista Carlo Maria Maggia.

Con Ecoadv c’è il tentativo di trasformare le sue performance di arte ambientale in uno strumento comunicativo a fini commerciali, lavorando su una frontiera che oggi è ancora de-brandizzata: l’acqua. Ce ne vuole parlare?
Il progetto parte da un’utopia artistica che sfocia in un fine sociale, ovvero ciò di cui sono alla ricerca io. Cerco di avvicinarmi all’arte al fine di migliorare il rapporto che intercorre tra uomo e natura. L’impiego pubblicitario non è certo la peculiarità di Ecoadv.

I punti di forza sono sicuramente la spettacolarità, l’effetto sorpresa e la possibilità di avere forme infinite. Ma la Natura apprezzerà? E’ veramente un modo di comunicare “ecologico”? O ci sono possibilità che tutto questo vada a minare l’equilibrio biologico dell’ambiente, della flora e della fauna, dando così vita a un effetto boomerang per lo stesso messaggio pubblicitario?
Assolutamente no. Dipende dalla quantità e dalle dimensioni del me
ssaggio. I prodotti utilizzati sono 100% idrosolubili. Si può utilizzare anche il ghiaccio! Questo tipo di campagne rientrano pienamente nel ciclo biologico naturale, sarebbe come buttare del pane in acqua! Basta saper dosare la quantità.

Alla fine crede che ci siano reali possibilità di sviluppo per questa tecnica pubblicitaria oppure, una volta svanito l’effetto-sorpresa, si capirà che tutto era a sua volta una grande performance?
Non è preventivabile a priori che il progetto abbia successo. Posso dirle però con certezza che tutto il mondo sta andando incontro all’ambiente e alla sostenibilità e che se questa nuovo modo di fare pubblicità si diffonderà non sarà adottato sicuramente dalle multinazionali. L’unica obiezione che si può avanzare è il fatto che il logo, dopo un periodo predeterminato, si dissolve nell’acqua e a livello comunicativo può essere interpretato in modo negativo. Per il momento il progetto ha suscitato molto interesse per il fatto di essere precursore di una serie di iniziative che esploderanno in futuro.
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martedì 1 settembre 2009

Pensa! Stai “guidando” il futuro del pianeta





di Alessio Sciurpa

Ogni anno più di 650.000 persone in Cina muoiono di malattie legate all'inquinamento atmosferico (Dati: Organizzazione Mondiale della Sanità, 2007).

Le cause principali dell'inquinamento atmosferico ad Hong Kong sono il petrolio, le centrali elettriche a carbone e le emissioni di scarico degli autoveicoli. In attesa di poter incidere sulle scelte energetiche del paese, l’agenzia Grey di Hong Kong per Greenpeace ci chiede di porre l’attenzione su di un problema molto più tangibile: l’utilizzo dell’automobile. E lo fa tramite le immagini qui sopra (clicca sull'immagine per ingrandire) a supporto della campagna Car Free Day 2009. L’utilizzo di elementi minimali a formare un’immagine concettuale più definita in comunicazione ambientale non è nuova (vedi ad esempio il nostro precedente post), ma il making of è gradevole e di sicuro impatto. A livello semiotico le immagini evocano una connessione emotiva tra la claustrofobia e la frustrante sensazione che tutti (o quasi), proviamo ogni mattina recandoci al lavoro in auto, ed i soggetti della campagna.
Maggiori informazioni sul sito Climatehero, al quale è legato anche il “Climate Hero on Campus - Creative Project Competition”.

I finalisti avranno la possibilità, dopo aver superato un’intervista, di essere i rappresentanti di Greenpeace alla prossima conferenza sui cambiamenti climatici di Copenaghen.
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