venerdì 31 luglio 2009

La Green Economy come la New Economy?

di Eleonora Anello

Nel bel mezzo di una congiuntura economica in cui non è così semplice trovare un’occupazione, un settore sembra smentire tutti i catastrofismi e continua silenziosamente a crescere. Per mettere in contatto domanda e offerta è nato GreenJob, network tematico dedicato al mercato del lavoro della Green Economy.

Il progetto è stato lanciato in Italia da InfoJobs.it, società di recruitment online leader in Europa per traffico internet e numero di offerte, e TimeStars, primo magazine dedicato all’evoluzione dell’essere umano. Prendono parte all’iniziativa Legambiente, Kyoto Club e QualEnergia che daranno visibilità al progetto nei prossimi mesi.
Una nuova piattaforma di comunicazione, moltiplicatore di opportunità che ci illustra Anna Maria Mazzini, marketing manager di Infojob : “Green Job è un punto di accesso privilegiato per le aziende e i candidati particolarmente sensibili ai temi della sostenibilità ambientale: un motore di ricerca dedicato permette di vagliare le offerte di lavoro “green” e, in più, ogni settimana il sito pubblica notizie, consigli e curiosità sul tema del rispetto dell’ambiente”.

Anche Infojob, in linea con i contenuti che va a promuovere, si adegua a uno stile di lavoro più sostenibile adottando GreenWay, “un decalogo, - spiega la Mazzini - ideato da InfoJobs.it e TimeStars, che contiene alcuni utili suggerimenti e consigli per lavorare in modo ecosostenibile. InfoJobs.it ha condiviso il decalogo in azienda con tutti i collaboratori e GreenWay è stato adottato da tutto l'ufficio, a testimoniare ulteriormente l'impegno dell'azienda su questi temi”.

Anche se interessante nelle intenzioni, per la verità di offerte di lavoro veramente green nel portale italiano InfoJobs.it, non ce ne sono ancora realmente molte.

In Gran Bretagna, patria della I rivoluzione industriale, già dal 2002, è online Environment-Job che a gennaio di quest’anno ha raggiunto le 940.000 pagine visualizzate. Una cifra considerevole.

Secondo l’Unep, il programma delle Nazioni Unite per l’ambiente, proprio questa III rivoluzione industriale, non solo abbatterà le emissioni di carbonio ma frenerà la recessione. Posizione ormai largamente condivisa e dominante nei paesi leader del mondo.

Quindi la Green Economy ci salverà dalla recessione come fece negli anni ’90 la New Economy? Domanda difficile a cui dare risposta. Certo si può affermare che mentre la New Economy si basava su qualcosa di molto astratto operando su un mercato globale e per certi versi immateriale, la Green Economy affonda, invece, le sue radici nella concretezza dell’innovazione tecnologica al servizio dell’ambiente, dalle energie alternative alla gestione integrata del rifiuto, alla riduzione del dispendio energetico, contagiando lentamente come una vera e propria onda verde tutti i comparti produttivi.

A tutti gli aspiranti eco-lavoratori non resta che fare i nostri migliori in bocca al lupo!
Continua...

giovedì 30 luglio 2009

Comunicazione ambientale e fotografia


di Alessio Sciurpa

Parlare di fotografia e comunicazione ambientale oggi nell'era del digitale, e cioè della fotografia come mezzo di rappresentazione della natura, è sicuramente complesso. Perciò resteremo fuori dalle dispute di carattere semiotico, se la fotografia sia linguaggio, segno o mezzo, per concentrarci sui sistemi significanti che fanno della fotografia, come di qualsiasi altro testo a livello comunicativo, un oggetto di senso. Prendendo spunto da “La chambre claire” in cui Barthes dice: In sè la foto non è affatto animata (io non credo alle foto "vive"), però essa mi anima: e questo è appunto ciò che fa ogni avventura.

Ne è un buon esempio il lavoro legato ai cambiamenti climatici fatto da Panos pictures sull'isola di Tuvalu. Ne parliamo con Anna Stevens, Digital Assistant presso l’agenzia londinese: qual è oggi, per la sua personale esperienza, la relazione che lega immagine e comunicazione ambientale?

Le immagini hanno un fortissimo impatto nell’avvicinare le persone alle istanze ambientali, ma qualche volta vengono usate in maniera troppo astratta. I soggetti umani sembrano stranamente assenti nella maggior parte delle comunicazioni relative a questo tema. Molto dell’immaginario intorno ai cambiamenti climatici, per esempio, è focalizzato e rappresentato attraverso lo scioglimento dei ghiacciai, la deforestazione in Amazzonia, ciminiere fumanti, desertificazione, spesso tramite fotografie aeree, e tutto questo non è cambiato dagli anni ’70 ad oggi. Per quanto struggenti ed emozionanti possano essere, queste immagini, hanno la colpa di de-umanizzare il cambiamento climatico e raramente racchiudono istanze che racchiudano speranza ed azione. Penso che questo stia cambiando ed il nostro lavoro, spero, sia parte di questo cambiamento.

La metà dei vostri profitti sono reinvestiti nel Panos Institute, per sostenere il lavoro dell’istituto su media e comunicazione, globalizzazione, HIV/AIDS, ambiente e conflitti, perché questa scelta?

Panos Pictures è un’evoluzione del Panos Institute. Dopo 11 anni come divisione dell’istituto, abbiamo deciso che, per perseguire i nostri obiettivi, era più rapido ed efficace raccogliere la sfida commerciale che la realtà attuale ci pone davanti e confrontarci come soggetto commerciale, piuttosto che come un istituto no-profit. Istituto che però a mantenuto una quota significativa della società.
Continua...

mercoledì 29 luglio 2009

Conai-Autogrill: la differenziata non va in vacanza

di Silvia Musso


La raccolta differenziata non va in vacanza: anche durante il viaggio verso
le mete turistiche estive si possono (finalmente) separare i rifiuti
destinati al recupero e al riciclo, grazie al progetto sperimentale
"Destinazione Ambiente" promosso dalla rete Autogrill e dal Conai, il
consorzio nazionale imballaggi.
La campagna, accompagnata da un forte lancio mediatico, ha previsto
l'installazione in alcune aree di servizio "pilota" di apposita
cartellonistica a fianco, ovviamente, di contenitori per la raccolta
differenziata metallici colorati ben visibili davanti agli ingressi degli
autogrill.
Lo scorso weekend -25 e 26 luglio- sono state inoltre organizzate due
giornate dimostrative in cinque autogrill del Nord Italia: Brianza Sud (MI),
Villarboit Sud (NO), Limenella Ovest/Nord (PD), Limenella Est/Sud (PD) e
Mensa (RA). In ciascuna struttura erano allestite apposite postazioni Conai,
finalizzate a sensibilizzare il viaggiatore-consumatore sulle modalità con
cui effettuare la raccolta differenziata trasformando i rifiuti in nuove
risorse.
«È di grande interesse per Conai promuovere comportamenti virtuosi da parte
dei cittadini per una corretta attività di separazione dei rifiuti di
imballaggio così da consentirne l'avvio a riciclo -ha dichiarato Piero
Perron, presidente di Conai- Consideriamo estremamente importante che
organizzazioni commerciali della dimensione di Autogrill affrontino il tema
ambientale con determinazione e visione strategica».
Il bacino di utenti potenziale è di 300 milioni di persone che ogni anno
sostano nelle aree di ristoro delle autostrade italiane (di cui 200 milioni
in quelle gestite da Autogrill), producendo circa 45 mila tonnellate di
rifiuti: una volta a regime la raccolta differenziata sull'intera rete
potrebbero essere sottratte ogni anno alla raccolta indifferenziata 20-25
mila tonnellate di rifiuti.
Continua...

martedì 28 luglio 2009

Il turismo che non consuma, sfiora e valorizza ciò che incontra


di Eleonora Anello

Kel12, tour operator specializzato in viaggi per piccoli gruppi e fuori dai circuiti di massa organizza viaggi particolari che pongono la relazione sociale al centro del viaggio stesso in luoghi così delicati e preziosi che quasi non si vorrebbe fossero accessibili e godibili da chiunque. Attenzione all’impatto sugli ecosistemi e sulle culture locali vanno di pari passo con l’acquisizione dei proventi di un turismo eco-sostenibile, soprattutto ora che Kel12 ha siglato un’intesa con il Cosv, società non governativa e associazione no profit che da oltre 40 anni si dedica al settore della cooperazione allo sviluppo e degli aiuti umanitari.

Per Kel12 promuovere il turismo sostenibile vuol dire, sensibilizzare i viaggiatori attraverso i cataloghi ma soprattutto attraverso azioni di marketing diretto come gli incontri di preparazione al viaggio. Da sempre nella politica di comunicazione di Kel12 – spiega Alberto Addis, co-amministratore insieme al fratello Piergianni, nonché direttore della comunicazione- ci sono gli incontri diretti con i viaggiatori. Per molti anni una necessità legata al fatto che il nostro modo di viaggiare era molto innovativo, non convenzionale e fuori dalle rotte abituali: questo portava alla necessità di parlare, convincere, sfruttare il passaparola. Una necessità, ma anche una volontà, un piacere da viaggiatori, visto che siamo questo prima ancora di essere Operatori. Solo scambiando esperienze, ascoltando, discutendo, facendo progetti e dando corpo ai “sogni” nascono prodotti nuovi o “rivisitati” capaci di soddisfare un pubblico esigente. Nel nome Kel12 (nella lingua Tuareg, tribù/famiglia allargata/gruppi/clan) c’è già la voglia di essere una comunità viaggiante”.

Fin qui la storia e il perché. Ci parli invece dei risultati?
Assolutamente incoraggianti, quasi “eccezionali”: in molti sono tornati a viaggiare vincendo resistenze psicologiche e l’età, a tanti abbiamo spiegato e fatto toccare con mano che la nostra filosofia non è cambiata e che crescendo non ci siamo né massificati né snaturati. In termini numerici, il 30% di quanti sono venuti agli incontri settimanali a via Morone sono partiti già questa estate (e negli incontri non abbiamo parlato solo di viaggi estivi).”

All’interno della vostra strategia comunicativa gioca un ruolo importante la “Carta Etica del viaggiare e del viaggiatore”. Di cosa si tratta?
Su questo punto abbiamo molto tentennato. La Carta etica era pronta già molti anni fa, quando di sostenibilità non si parlava. Peggio, quando chi ne parlava veniva deriso, guardato con la supponenza tipica di chi ha qualcosa da nascondere e quindi si ammanta di pregi che non ha. Poi la sostenibilità è diventata moda, parola da usare a piene mani, fiore all’occhiello. Ma quante volte c’è dietro un comportamento realmente sostenibile? A questo punto abbiamo messo il testo da parte perché non ci interessava né “farci belli” né alimentare polemiche dirette. Alla fine, due anni fa, abbiamo deciso che un comportamento del genere era forse giustificabile, serio e opportuno, ma che stavamo tradendo le nostre convinzioni e soprattutto la possibilità di aiutare a rispettare e far rispettare. Così, adesso, la Carta è nella sacca di tutti quelli che viaggiano con noi”.
Continua...

lunedì 27 luglio 2009

Un riconoscimento speciale


di Eleonora Anello

Con piacere segnaliamo la menzione speciale “Meno rifiuti” conferita a coloro che nel 2008 si sono contraddistinti per un impegno concreto nelle politiche e nelle prassi di prevenzione. I soggetti premiati sono la Provincia di Torino, socio di AICA (Associazione Internazionale per la Comunicazione Ambientale), il Consorzio di Bacino dei Rifiuti dell’Astigiano e GAIA SpA (anch’essa socia di AICA).

Assessore all'Ambiente della Provincia di Torino Roberto Ronco, questo riconoscimento affonda le basi tra le altre cose nei risultati ottenuti durante la scorsa edizione italiana della Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti, può raccontarci come, e quali sono le progettualità future della vostra amministrazione?
Innanzitutto occorre far diventare la Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti un'occasione consolidata di riflessione e di azione per il contenimento dell'impatto dei rifiuti sul consumo di risorse e sul cambiamento climatico: la Provincia di Torino è parte del Comitato Organizzatore della edizione 2009 della Settimana, che si terrà nuovamente a fine novembre. La risposta del nostro territorio lo scorso anno è stata davvero entusiasta, e puntiamo ad aumentare quest'anno l'effetto di sensibilizzazione, mobilitando le energie positive che, abbiamo visto, esistono sul nostro territorio. C'è poi un'azione che è portata avanti direttamente dalla Provincia di Torino, la diffusione dei pannolini lavabili, che dopo la prima sperimentazione è stata estesa a tutti i Comuni della nostra Provincia. Stiamo anche lavorando con l'Ospedale Sant'Anna di Torino per verificare la possibilità di introdurre i pannolini lavabili nei reparti maternità: si tratterebbe della prima esperienza del genere in Italia. Lo stesso sistema provinciale di gestione dei rifiuti urbani sta, direi in modo naturale, consolidando comportamenti di base che consentono insieme risparmi economici e minore produzione di rifiuti: a partire dall'autocompostaggio degli scarti alimentari e in generale del rifiuto organico in tutte quelle realtà di urbanizzazione diffusa (fuori dal contesto metropolitano) dove ciò è possibile. Si tratta, non dimentichiamolo, anche di una lotta contro lo spreco: stanno crescendo le iniziative che consentono di evitare che le eccedenze alimentari (prodotte da mercati generali, grande distribuzione commerciale, mense scolastiche ecc.) diventino rifiuti, intercettandole in un momento nel quale esse sono ancora a tutti gli effetti alimenti che è nostro dovere far utilizzare come tali.

Avv. Massimo Padovani - Presidente del C.B.R.A. (Consorzio di Bacino dei Rifiuti dell’Astigiano), risultati del genere si ottengono attraverso anni di lavoro, quanto conta l’azione di programmazione e la sua efficace attuazione, anche attraverso il coinvolgimento degli utenti finali, per il soggetto che deve soprassedere alla gestione del ciclo integrato dei rifiuti urbani?
E’ evidente che un'efficace programmazione e attuazione che mutui dalle peculiarità del territorio, nonché un pieno coinvolgimento dei cittadini risulta discriminante per riuscire a realizzare questo tipo di obiettivi. Tecnicamente si concretizza attraverso l’adozione (in via definitiva tra fine 2009 e primo semestre 2010) di uno specifico Piano d’Ambito per la Gestione Integrata dei Rifiuti Solidi Urbani, caratterizzata per avere obiettivi di riduzione quantitativi specifici, come previsto dalla Direttiva Comunitaria 2008/98/CE. A tal fine abbiamo attuato una sperimentazione nel corso del 2007 nella Comunità Collinare ValTiglione e dintorni (12 Comuni e circa 12.000 abitanti), che ci ha consentito di validare sul campo la nostra programmazione, raggiungendo nel territorio oggetto di sperimentazione, gli obiettivi prefissati dal Piano d’Ambito e dalla riorganizzazione dei servizi di raccolta: una RD pari al 70% e un procapite ancora più ambizioso: circa 300 kg/ab*g (raggiunto anche attraverso una forte incentivazione del compostaggio domestico - almeno il 50% delle utenze domestiche - e la sperimentazione di alcune forme di prevenzione quali l’utilizzo di pannolini lavabili, l’utilizzo di stoviglie compostabili in occasioni di manifestazioni e fiere locali).

Presidente Mauro Paracchino, con la distribuzione di 15.000 compostiere domestiche GAIA s.p.a. ha raggiunto il 15% delle famiglie astigiane. Qual è l'elemento determinante per coinvolgere e convincere i cittadini a collaborare attivamente su un tema così delicato come i rifiuti?
Per convincere occorre parlare e ragionare insieme ai cittadini con coerenza, costanza e qualche strumento chiaro di compartecipazione. Nell'astigiano l'incentivazione al compostaggio domestico dura da ormai 10 anni (costanza) offriamo gratuitamente la compostiera e in molti comuni si riconosce uno sconto sulla tassa rifiuti che i cittadini pagano a fronte del loro impegno (compartecipazione). Dopo aver distribuito le compostiere abbiamo visitato 200 famiglie scelte a campione per vedere come andava la pratica del compostaggio, se effettivamente la praticavano o se intendevano sospendere l'iniziativa (coerenza). La coerenza e la costanza della proposta sono indispensabili per un settore come il nostro che tocca aspetti della vita quotidiana. Gaia si è dotata di un ufficio comunicazione che studia e attua iniziative per rimanere in costante contatto con i nostri interlocutori. Per dirla alla Jakobson: il canale deve essere aperto per poter comunicare, se non si sa a chi rivolgersi, se si ha la sensazione che dall'altra parte ci sia sempre una persona diversa e le iniziative sono spot del momento (tante volte l'attenzione all'ambiente sembra una moda più che una vera necessità), progetti sulla carta bellissimi diventano asfittici nella loro realizzazione.
Continua...

Comuni ricicloni 2009: la parola ai protagonisti


di Federica Gemma

La premiazione dei Comuni Ricicloni, avvenuta lo scorso 14 Luglio, fotografa anche quest’anno una sensibilità crescente da parte delle amministrazioni locali in materia di raccolta differenziata. I primi classificati si attestano tutti intorno all’80%, risultato che va ben oltre il limite di legge da raggiungere per il 2009 che era del 45%.

Siamo andati a chiedere ai protagonisti come si raggiungono tali obiettivi perché convinti che dietro a un risultato simile, ci sia indubbiamente un buon lavoro di comunicazione ambientale.
1° Classificato – Comune di CESSALTO (Treviso) – VICESINDACO Franca Gottardi: Nel precedente mandato elettorale dal 2002 al 2007 sono stata assessore alla cultura e all’ambiente. Il progetto è iniziato nel 2006 dando avvio al porta a porta spinto per eliminare le isole ecologiche dal territorio che non avevano proprio nulla di ecologico. La cittadinanza ha saputo recepire nel modo migliore il nostro piano di comunicazione. Lo strumento che forse si è dimostrato più efficace in tal senso è stato il calendario distribuito a tutte le famiglie di anno in anno. In esso mese per mese vi sono indicati i giorni di raccolta. Nella copertina retrostante abbiamo indicato cosa mettere e cosa non mettere nei vari sacchi dei rifiuti. Un altro strumento di comunicazione che ci ha molto aiutato è stato il giornalino. Anch’esso a cadenza annuale, riassume le iniziative del Comune, stampato a costo zero, delle spese se ne fanno carico le aziende del territorio e distribuito anche ai nostri concittadini all’estero.
2° Classificato – Comune di PONTE NELLE ALPI (Belluno) – SINDACO Roger De Menech: Il nostro piano di comunicazione è stato gestito dal Consorzio Priula. Abbiamo utilizzato una comunicazione grafica accattivante, ma abbiamo puntato soprattutto sugli incontri pubblici con i cittadini, in totale ne abbiamo organizzati 23. E’ stato lo strumento più importante in quanto la partecipazione attiva dei 3500 cittadini ci ha permesso non solo di spiegare e pianificare ma soprattutto di modificare il piano in base alle loro esigenze.
3° Classificato - CARANO (Trento) – Direttore Generale Fiemme Servizi Andrea Ventura: Nel 2005 siamo stati incaricati di dare una svolta netta alla raccolta dei rifiuti. Abbiamo sviluppato a tal fine un piano di comunicazione trasparente e diretta incontrando personalmente i cittadini. Sono stati organizzati 11 incontri, uno per Comune. Abbiamo poi adottato un modello gestionale che abbandona la frammentazione dei piccoli comuni a favore di un modello più allargato e omogeneo con l’abbandono del cassonetto a favore del porta a porta. Il piano di comunicazione si è rivolto a target ben distinti: uno generale attraverso l’incontro senza filtro con la popolazione spiegando bene in cosa consiste il nuovo sistema di raccolta; uno rappresentato dalla scuole e quindi che andava a colpire le nuove generazioni; un target a rischio come quello degli anziani, in difficoltà alle prese con la differenziata, che sono stati coinvolti nella redazione e nella distribuzione del materiale informativo destinato alle famiglie; infine, ci siamo rivolti alle imprese con una comunicazione dedicata faccia a faccia per ogni singola realtà. Il tutto è stato realizzato nel giro di un anno e mezzo.

Di solito quando un risultato è frutto dell’impegno collettivo, non si citano mai i singoli, ma per una volta ci piacerebbe farlo: c’è qualcuno che volete ringraziare per questo risultato (singoli, associazioni, aziende, comitati, ecc…)?
1° Classificato: Nessuno in particolare se non tutti i cittadini, tutti indistintamente perché hanno contribuito al raggiungimento di un risultato eccezionale.
2° Classificato: I cittadini che hanno dimostrato un senso civico fuori dal comune, l’amministrazione e il coraggio politico del nostro Assessore all’Ambiente, Ezio Orzes, che ha saputo fare scelte politiche innovative e radicali.
3° Classificato: Ringrazio tutte le famiglie della Val di Fiemme per la loro sensibilità ambientale che viene dalla storia della nostra Valle. In termini istituzionali cito chi ha creduto al progetto mettendosi in gioco, il Presidente del Comprensorio della Val di Fiemme Gianni Delladio.

Quali i prossimi passi sulla raccolta differenziata e sulla prevenzione?
1° Classificato: L’attuale assessore all’ambiente, il dott. Davide Codello si sta occupando della raccolta gratuita dei pannolini per affinare il nostro sistema di raccolta.
2° Classificato: Il nostro sistema cambia adattandosi di continuo attraverso piccoli accorgimenti. Al momento siamo impegnati su due fronti: la possibilità di creare nuove filiere di raccolta e l’esportazione del nostro modello ai comuni vicini visti anche i risultati economici raggiunti.
3° Classificato: Vorrei fare una doverosa puntualizzazione sottolineando un aspetto che riguarda la filiera della raccolta. A questo punto c’è la necessità e l’urgenza di trovare soluzioni impiantistiche per riuscire a recuperare ancora di più. Mi riferisco ad esempio alla trasformazione dei rifiuti organici. La loro raccolta al momento rimane fine a stessa e perde così del suo senso.
Continua...

giovedì 23 luglio 2009

Respira! L’inquinamento è più vicino di quanto credi!



di Alessio Sciurpa

Interessante ambient per questa campagna di “Friends of the earth”, realizzata da JWT Hong Kong. L’immagine del retro di un’auto è stata stampato sul coperchio di un bicchiere d’asporto, con la cannuccia che simula un tubo di scarico.. Due i punti di forza della campagna che la rendono particolarmente efficace: il primo è che nell’immaginario collettivo (sbagliando) l’immagine più immediata di “Pollution” siano gli scarichi delle automobili; il secondo è la relazione diretta (scusate il gioco di parole) tra ambient immaginario e ambient reale.

Infatti, i coperchi sono distribuiti dai chioschi lungo la strada. Quando il consumatore beve dal suo bicchiere lungo la strada, gli sembrerà di inalare direttamente emissioni tossiche dai veicoli in transito. Il claim della campagna è chiaro e perfettamente correlato al making of: “Pollution is closer than you think”.
Continua...

lunedì 20 luglio 2009

La musica non si rifiuta


di Alessio Sciurpa

La musica prodotta con strumenti reciclati risuona in questa calda estate 2009. Ieri sera sul palco della bellissima piazza IV Novembre di Perugia, si sono esibiti i Juakali Drummers: ospiti dell'edizione 2009 di Umbria Jazz, gli Juakali, che in swahili significa “sole cocente, lavoro duro”, è anche il nome del più grande mercato del riciclo di Nairobi e probabilmente di tutto l’East Africa.

Questo progetto di Amref che coniuga insieme istanze sociali ed ambientali, punta al recupero e reinserimento nella società dei ragazzi di strada degli slum di Nairobi. Come uno scarto può diventare uno strumento che emette suoni e musica, così anche un “chokora”, la persona che vive tra i rifiuti, può riscattarsi e riacquisire la dignità umana che gli è sempre stata negata. Un po' più a sud, a Napoli, sono sempre gli strumenti ricavati dai rifiuti a far parlare di se.

Ricordate Come Suona il Caos? Il contest legato al progetto (di cui avevamo parlato nel nostro precedente post) è arrivato ormai alle battute finali.

L’evento finale si terrà il 24 luglio presso l’Arenile di Bagnoli (Napoli). Ad accompagnare il maestro Capone sul palco (che in questi mesi ha supportato gli utenti di Come Suona il Caos? nella creazione di strumenti riciclando bidoni, scope, tubi di plastica, padelle, etc), ci saranno alcuni utenti selezionati tra tutti coloro che hanno partecipato al contest inviando il loro video e proponendo una soluzione creativa di riciclare divertendosi.

A fare da corollario all’iniziativa, musicisti, ospiti e laboratori aperti a tutti nel pomeriggio. Se vi siete persi i Juakali Drummers, non perdetevi questo. L’evento è gratuito, cosa aspettate?
Continua...

mercoledì 15 luglio 2009

Watermap: bevi meglio, bevi dalla fontana

di Eleonora Anello

Sorgenti idriche per dissetarsi gratuitamente? Da oggi è in rete Watermap la mappa delle fontane dove poter fare un pieno di acqua potabile a Roma.

Uno strumento informativo stampato su carta riciclata per aiutare il cittadino a produrre meno rifuti di plastica e a ridurre quindi l’inquinamento ambientale. Dopo “L’acqua del Sindaco”, del primo cittadino veneziano Cacciari con una campagna che ha conquistato le pagine del New York Times, si attiva anche il centro Italia. Il progetto è patrocinato dal XIII Municipio del Comune di Roma, dalla Presidenza del Consiglio della Regione Lazio e dalla Provincia di Roma.

Il consumo di acque minerali in bottiglia è da tempo un tema controverso. E lo sanno bene le aziende produttrici che si stanno già muovendo per venire incontro a un consumatore consapevole e dall’animo verde.
Che le due acque siano per definizione giuridica e composizione decisamente differenti, è un tema che è stato ampiamente dibattuto e assodato.
Che l’acqua che sgorga dalle fontane, non abbia bisogno di un imballo, di utilizzare risorse per essere estratta, imbottigliata e trasportata (spesso a migliaia di chilometri dalla fonte dove sgorga) anche questo è ampiamente dibattuto e assodato.
Chiarito questo rimane da dire che Watermap rivolgendosi non solo ai propri cittadini, ma anche al gran numero di turisti che Roma accoglie ogni giorno, offre informazioni aggiuntive su musei, siti archeologici e attrazioni in più lingue, diventando veicolo di cultura e comunicazione ambientale al contempo.

La mappa verrà distribuita gratuitamente nei punti strategici del territorio interessato come aeroporti, stazioni, metropolitane, alberghi. La campagna non sottovaluta le nuove tecnologie: la guida sarà scaricabile direttamente dal web, disponibile su Google Maps e presto sotto forma di tool per iPhone. Inoltre online è possibile vedere il video e partecipare a una piccola ma attiva comunità su Facebook.
Il progetto vuole contribuire a ridurre l'inquinamento ambientale prodotto ogni giorno dal polietilene tereftalato (PET) utilizzato per imbottigliare le acque minerali, un commercio che solo in Italia genera più di 200mila tonnellate di plastica, sensibilizzando gli individui a utilizzare le risorse idriche che vengono offerte gratuitamente dall’amministrazione.
Continua...

lunedì 13 luglio 2009

Due campagne green premiate ai Cannes Lions 2009


di Alessio Sciurpa

Al la 56° edizione del Festival Internazionale della Pubblicità di Cannes da poco conclusa due campagne green si sono aggiudicate due Cyber Lions nelle categorie Interactive Campaigns e Other Interactive Digital Media.

Nella prima categoria il premio è andato a una delle campagne più originali dell’anno, "Ther best job in the World", che consisteva in un concorso con in palio il posto come custode di una splendida isola sulla Grande Barriera Corallina. Campagna provocatoria ed originale dell’Ente per il turismo australiano: 70mila euro di guadagno in sei mesi per stabilirsi sull’isola di Hamilton, in una casa tra le palme e dar da mangiare alle tartarughe, osservare i cetacei che incrociano al largo, controllare la posta e tenere un blog corredato di foto, da aggiornare solo una volta alla settimana. Una vera tortura!

Nella seconda categoria il premio è stato assegnato al progetto Eco:Drive con cui Fiat ha saputo estendere il concetto di responsabilità ambientale anche al modo in cui si guida la propria auto. Attraverso un software (scaricabile all’indirizzo www.fiat.com/ecodrive ) rilasciato in versione beta e aperto alle migliorie derivanti dai feedback degli utenti, creando comunità ed interazione attorno alla campagna. Il software Eco:Drive raccoglie tutte le informazioni necessarie relative all’efficienza del veicolo attraverso la porta USB del sistema Blue&Me su una pendrive. Una volta inserita in un computer, il sistema presenta le performance ambientali dettagliate dell’automobile, inclusa l’emissione del livello CO2 per ogni viaggio, analizzando lo stile di guida e provvede a dare consigli su come modificare il proprio stile di guida, incoraggiando a migliorare il proprio impatto ambientale. Se proprio devi usare l’automobile, cerca di farlo in maniera efficiente!
Continua...

giovedì 9 luglio 2009

L’insostenibilità delle campagne elettorali


di Roberto Cavallo

L’impatto ambientale della campagna elettorale: ci siamo giocati almeno 140mila alberi, acqua sufficiente a riempire oltre 450 piscine olimpioniche e abbiamo usato energia prodotta da un impianto termoelettrico medio grande.

Che si produca molta carta nei periodi elettorali, per la verità un po’ troppo frequenti in Italia, è intuitivo.
Che si produca inquinamento acustico nei corsi dei vari annunci e comizi è altrettanto noto, soprattutto alle nostre orecchie.
Se poi si frequentano i vari banchetti non si può non notare l’aumento del numero di gadget per attirare l’attenzione dei potenziali elettori.
Fortunatamente spesso i gadget sono funzionali così che, prima di diventare rifiuto, possono essere utilizzati per annotarsi chi non votare, come nel caso delle biro multicolori, o a strappare un sorriso e fermare un pianto ai bimbi come i palloncini o un cioccolatino.
Ci sono casi in cui poi i gadget sono addirittura antitetici al ruolo che, ad esempio, un candidato sindaco dovrebbe avere; è il caso di alcuni candidati che hanno distribuito bottigliette da mezzo litro di acqua minerale concorrente dell’“acqua del sindaco” che lui stesso dovrebbe impegnarsi a migliorare, anche per far risparmiare le famiglie.

Ma il dato più appariscente è senz’altro quello che inizialmente ho definito intuitivo.
In questa campagna elettorale, che nel mio Comune ha sommato 3 livelli (comunale, provinciale, europeo), ho conservato e pesato tutti i materiali a stampa, in alcuni casi anche imballati in plastica.

7 buste e lettere da 28 grammi ciascuna da alcuni dei 6 candidati a sindaco, un libretto con il programma da uno dei candidati da 120 grammi, innumerevoli “santini” (e depliant denigranti gli avversari) di candidati consiglieri comunali per un complesso di circa 750 grammi, a cui aggiungere altri circa 450 grammi dei candidati alle provinciali e 350 grammi circa per i candidati all’europarlamento.
Dunque un complessivo di poco più di un chilo e ottocento grammi di carta e nemmeno un prodotto in carta riciclata!
Si tratta certamente di un dato inferiore alla media dal momento che io vivo in una casa singola il cui ingresso non dà su una via principale, e dunque la buca da lettere è poco visibile e molto meno appetibile di quelle in batteria di un grande condominio.

Credo dunque di non sbagliare se approssimo a due chilogrammi la carta ricevuta in questo periodo, cioè circa l’1% del totale della carta e cartone immessa annualmente al consumo secondo COMIECO (dati 2006).
Due chili per i 34 milioni 673mila 113 elettori (fonte ADNkronos) chiamati a scegliere i consigli comunali e consigli provinciali e mezzo chilo di carta per la differenza rispetto ai 50.664.596 di italiani (fonte il sole24 ore) complessivamente chiamati ad esprimere il proprio voto.

Da questi calcoli emerge che questa tornata elettorale ha prodotto circa 77.341.967,5 chili di carta, cioè poco più di 77mila tonnellate, senza ballottaggi, né referendum, la quantità che viene raccolta in modo differenziato da circa 1 milione di abitanti!

Ancora convinto si tratti di un dato sottostimato e nella speranza che tutta questa carta sia finita nella raccolta differenziata cerco di valutare l’impatto ambientale in termini di emissioni di questa campagna elettorale.

Considerato che per una tonnellata di carta da materie vergini occorrono 2 tonnellate di legname (una quindicina di pioppi), 44 metri cubi d’acqua e 4.600 kWh di energia elettrica, in questa campagna elettorale ci siamo giocati 140mila alberi, acqua sufficiente a riempire oltre 450 piscine olimpioniche e abbiamo usato oltre 350.000 MWh, cioè l’energia prodotta da un impianto termoelettrico medio grande.

Mi piacerebbe si facesse uno sforzo per accorpare le elezioni e dunque le campagne elettorali.
Mi piacerebbe i candidati usassero almeno carta riciclata, significherebbe risparmiare 100mila tonnellate di CO2.
Mi piacerebbe si usasse di più Internet.
…o forse mi piacerebbe che i candidati tornassero a parlarmi di persona… e ad ascoltarmi!
Continua...

mercoledì 8 luglio 2009

WWF ti invita a metterci al faccia


di Alessio Sciurpa

WWF per il G8 che si apre oggi in Italia ti invita a mettere la faccia su di un poster per ricordare agli otto grandi che la lotta al cambiamento climatico deve essere in cima alle loro agende politiche nazionali ed internazionali. Attraverso uno spot diffuso in rete lancia la campagna “Face the G8”, dove attraverso semplici passaggi ognuno può veicolare il proprio messaggio, dando un volto (il proprio) alle sue aspettative. Tutti i poster verranno raccolti su Flickr e mostrati agli otto grandi della terra.
Ma WWF fa di più. Oltre a stimolare l’attenzione pubblica attraverso una campagna a forte carattere partecipativo, simpatica, anche se non proprio originalissima come idea, ha appena rilasciato il “G8 Climate Scorecard” che misura le performance dei paesi del G8, rispetto alla lotta al cambiamento climatico comparando tre fattori principali: la crescita delle emissioni dal 1990, lo stato attuale e le politiche attuate per il futuro. Scopriamo così che il Canada con 24 tCO2 /eq pro capite, secondo solo agli Stati Uniti (26 tCO2 /eq pro capite) è precipitato all’ultimo posto, grazie alle politiche messe in campo dal governo Obama. Solo tre degli otto se la cavano: le performance di Francia, Germania e UK sono migliori delle altre, ma anche loro non stanno dando un’adeguato contributo a mantenere l’aumento della temperatura media globale al di sotto dei 2° C rispetto all’era preindustriale.
La campagna è linkata sui maggiori social network. Cosa aspettate? Metteteci la faccia?
Continua...

venerdì 3 luglio 2009

X Rapporto sullo stato dell'Ambiente in Piemonte

di Roberto Cavallo

TORINO (01 luglio) - Sala congressi della Regione Piemonte strapiena, tanto che gli organizzatori sono costretti ad allestire una seconda sala collegata in video.

La soddisfazione dell'assessore regionale all'ambiente Nicola De Ruggiero è evidente.

Lo è ancora di più mentre, a chiusura della sessione mattutina di presentazione della 4ª Relazione 2009 e il 10° Rapporto ARPA sullo stato dell'Ambiente in Piemonte, racconta i risultati del suo assessorato.
L'assessore, che interviene dopo 50 minuti di ricca relazione del Direttore dell'ARPA Piemonte Silvano Ravera, si avvale di un'accattivante presentazione in Power Point in cui alcune foto simboliche accompagnano numeri a grandi caratteri che riempiono lo schermo.

Numeri che palesano come le misure messe in campo dalla regione siano efficaci:

Meno polveri sottili.

Meno rifiuti prodotti.

Più raccolta differenziata, che porta il Piemonte sul podio delle regioni italiane.

L'assessore De Ruggiero, facendo tesoro della sua formazione e della sua professione di medico sostiene che "L'ambiente è malato, lo sappiamo, ma è un malato che risponde bene alle terapie che abbiamo adottato ormai da qualche anno. Non c'è più tempo per essere pessimisti, come si è detto durante la Giornata Mondiale per l'Ambiente dello scorso 5 giugno. E' un messaggio serio e pragmatico: al punto in cui siamo la cosa importante non è più piangere su cosa abbiamo perso, ma come costruire un rapporto di convivenza virtuosa con quanto ancora rimane. Il tempo che abbiamo di fronte a noi va usato responsabilmente, sul piano individuale, sociale e politico-istituzionale. È peraltro il profilo che abbiamo adottato in questi anni di governo della Regione. E i risultati raggiunti, seppur con fatica, si vedono".

Oltre ad una grande ricchezza di dati anche la comunicazione ambientale ha rivestito un ruolo centrale, sia nella giornata di presentazione dei risultati stessi, sia ad accompagnamento delle azioni che la Regione ha organizzato in questi anni, tanto che lo stesso assessore ha voluto iniziare la conferenza proiettando video ambientali in collaborazione con Cinemambiente.
Continua...

giovedì 2 luglio 2009

Caro amico ti scrivo


di Eleonora Anello

Basta facce serie. Niente intenti commemorativi. I francobolli si mettono al servizio della comunicazione ambientale. Nell’epoca digitale in cui proliferano i messaggi virtuali, TNT International, andando nettamente controcorrente, attraverso la sua divisione olandese, ha commissionato allo studio di graphic design De Designpolitie, 10 francobolli sul tema della salvaguardia dell’ambiente.

Questa particolare edizione di francobolli con una grafica semplice e pulita suggeriscono alcuni comportamenti da adottare per sostenere l’ambiente e nel 2008 il progetto ha vinto il prestigioso ‘Best of the Best’ Red Dot Award.

Pochi colori, lo slogan "Think green, act green" veicolano un messaggio conciso e preciso. Così, anche su un piccolissimo pezzo di carta, i messaggi pro ambiente acquistano efficacia comunicativa. Un modo friendly di comunicare e di educare attraverso una tassa che serve per evadere la corrispondenza ordinaria.

Essenziali e convincenti. Veicolano un messaggio che viaggerà di mano in mano, di città in città, di nazione in nazione e quindi, in quest’ultimo caso, diventano anche mezzo di comunicazione trans-nazionale.

Con questa scelta, Tnt ha deciso di abbandonare una comunicazione di tipo generalista, per rivolgersi in modo specifico e penetrante ad un ristretto, ma ben definito target, che non sono solo i destinatari di lettere o cartoline, ma anche e soprattutto gli appassionati di filatelia.

Senza cancellare il valore storico e culturale che il francobollo rappresenta, il progetto aggiunge a questo retaggio nuovi vissuti, conferendogli livelli di rappresentazione creativa e valori simbolici nuovi. Il francobollo stesso nasce come strumento d’uso indispensabile alla comunicazione e continua ancora oggi, a veicolare le istanze comunicative del suo tempo.

Affrettatevi, i collezionisti incalliti se li stanno già contendendo!
Continua...

mercoledì 1 luglio 2009

Eye on Earth: la qualità delle acque a portata di click

di Eleonora Anello

Cosa c’è di meglio, in vista delle vacanze estive, di avere a portata di click i dati sulla qualità delle acque di più di 22.000 zone di balneazione europee fra mari, fiumi e laghi?

Eye on Earth portale interattivo dell’Agenzia Europea dell’Ambiente realizzato grazie alla partnership con Microsoft è una vera e propria piattaforma di comunicazione bidirezionale che accorpa informazioni a carattere scientifico, grazie a una raccolta di dati storici che vanno dal 1990 ad oggi, con commenti e osservazioni degli utenti attraverso l’uso di semplici icone colorate.
grazie a una raccolta di dati storici che vanno dal 1990 ad oggi, con commenti e osservazioni degli utenti attraverso l’uso di semplici icone colorate.

La cosa più interessante del progetto dal punto di vista della comunicazione in campo ambientale è il poter “misurare”, attraverso una semplice interfaccia grafica, quanto differisce la percezione soggettiva che gli utenti hanno, rispetto al dato scientifico, e quindi affidabile, rappresentato dalle icone utilizzate invece dagli amministratori del portale.

Eye on Earth fa inoltre un uso sociale della tecnologia: non solo salvaguarda l’ambiente, ma alimenta la comunicazione tra cittadini e tra quest’ultimi e le istituzioni che si aprono al confronto e alla partecipazione. Esempio di comunicazione dinamica con contributi che provengono da entrambe le parti.

Nei prossimi 5 anni il portale verrà gradualmente ampliato per includere informazioni su molte altre tematiche (ozono troposferico e altre forme di inquinamento atmosferico, maree nere, biodiversità, erosione costiera), con l’obiettivo di diventare un osservatorio globale dei mutamenti ambientali.

Dando però uno sguardo alle mappe ci si accorge subito di alcune discrepanze fra dati scientifici e valutazioni degli utenti. La percezione della realtà si discosta così tanto dai dati puramente scientifici?
Continua...