giovedì 28 maggio 2009

Piccolo, veloce ed ecologista come un colibrì

di Silvia Musso

E' già ora di mare.
Da sempre la Sardegna è sinonimo di ambienti e paesaggi naturali incontaminati. Così il Comune di Villasimius in collaborazione con l'Area Marina Protetta di Capo Carbonara non si è fatto trovare impreparato e da qualche giorno ha lanciato una nuova campagna rivolta perlopiù ai turisti per sensibilizzare alla tutela dell’ambiente.

Elemento trainante della campagna un breve spot animato “La favola del colibrì” diretto dal regista oristanese Paolo Zucca e tratto da un noto racconto africano. diretto dal regista oristanese Paolo Zucca e tratto da un noto racconto africano. Nello spot, trasmesso a tutte le tv locali del territorio sardo e distribuito tramite cd nei punti d'interesse turistici, il messaggio che viene veicolato è facilmente intuibile: come il colibrì, tutti noi nel nostro piccolo e con semplici gesti possiamo contribuire a realizzare grandi cose. Messaggio che ritroviamo anche nelle parole con cui Wangari Maathai, prima donna africana e prima ecologista a ricevere il Premio Nobel per la Pace nel 2004, ha utilizzato nel suo discorso di accettazione dell’onoreficenza: "Benché sia io la vincitrice del Premio, esso è un riconoscimento al lavoro di tantissimi individui e gruppi in ogni parte del globo. Queste persone lavorano in silenzio e spesso senza gratificazione per proteggere l'ambiente, promuovere la democrazia, difendere i diritti umani ed assicurare l'eguaglianza tra donne ed uomini. Facendo questo esse piantano semi di pace".

Il colibrì quindi non è stato scelto a caso. L’uccello più piccolo al mondo è il responsabile dell’impollinazione dell’85% degli alberi che costituiscono la foresta Amazzonica. Ciò significa che senza di lui e del suo velocissimo volo, nel giro di tre generazioni scomparirebbero le foreste pluviali con conseguenze catastrofiche per l’intero pianeta. La sua forma del becco che si adatta perfettamente al fiore è causa del vantaggio reciproco tra flora e fauna. Lo stesso vantaggio reciproco che auspicano gli amministratori di Villasimius tra uomo e ambiente.
Ritornando quindi allo spot, tutti possono dare il proprio contributo decidendo di contribuire al rispetto dell’ambiente, a partire dal quotidiano e puntando l'attenzione sulle piccole cose.

Oltre al cartone animato, verranno distribuiti dépliant informativi, coadiuvata dal rinnovamento della cartellonistica nell’Area Marina Protetta, per poter meglio “guidare” i turisti alla preservazione dell'ambiente.
Manuela Vestro, portavoce della campagna afferma: “Questi vincoli non impediscono di godersi il territorio. Per la tutela e il corretto godimento di queste bellezze, tutti gli abitanti e i turisti sono invitati ad osservare le norme che regolano l’area, evitando le attività che possano danneggiare o creare pericolo alle specie animali e vegetali di cui è popolata, seguire le regole per la raccolta dei rifiuti e gestire il consumo dell’acqua in modo responsabile. In questo modo il patrimonio naturale, che è di tutti, rimane una ricchezza inestimabile ed incontaminata di cui si può godere nel tempo”.

Simone Atzeni, Direttore dell’AMP si dice soddisfatto del lavoro dell'osservatorio: “Le imprese della nostra zona sono cresciute, anche perché hanno dovuto adeguarsi a standard di qualità più elevati, che i turisti apprezzano molto”.
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martedì 26 maggio 2009

Al lavoro per l’ambiente affissione dinamica e web

di Eleonora Anello

Da qualche giorno per le strade di Milano “circola” sui mezzi pubblici la campagna “S.O.S – sostenibilità” promossa da IGPDecaux e da Koinètica in collaborazione con ZetaLab. Il messaggio ambulante che scorazza per le vie della città rimanda all’altro cardine della campagna: il sito.

L'iniziativa ha il duplice scopo di sensibilizzare e allo stesso tempo di spingere all’azione i cittadini che vorranno attivarsi per sostenere l’ambiente. Le affissioni dinamiche sono sostenute da un sito che si rivolge non solo ai semplici utenti ma anche alle amministrazioni e alle organizzazioni nonprofit che potranno così esporre in una vetrina virtuale in progress i progetti e le buone pratiche che hanno realizzato o che stanno per fare. Si darà spazio alle idee, ai suggerimenti e alle esperienze per dare vita a un dialogo costruttivo.
Approfondiamo alcuni elementi di questa particolare campagna con Giacomo Ghidelli, Amministratore Delegato di Koinètica, partner per lo sviluppo e la comunicazione della Responsabilità Sociale.

La campagna ha già prodotto i suoi effetti? Avete già i primi feedback?
Sì: la campagna sta “funzionando”. E i feed-back già consolidati si possono vedere nel sito http://www.blogger.com/www.sos-sostenibilita.it . Lì infatti sono stati pubblicati i contributi che imprese, pubbliche amministrazioni, organizzazioni nonprofit ma anche semplici cittadini stanno iniziando a inviare. Si tenga infatti conto che siamo ancora alla prima fase della campagna, che è destinata a proseguire nel tempo. L’ambizione, grazie ai feedback ottenuti dalle affissioni, è infatti quella di costruire un sito che sappia “mettere in rete” buone pratiche e suggerimenti: esempi concreti che possano a loro volta suscitare idee e comportamenti ispirati ai principi della sostenibilità.

Quali sono le peculiarità di una comunicazione che viaggia per la città?
Il “viaggio”, ideato e pensato con IGPDecaux, aveva l’obiettivo di rivolgersi veramente a tutti. Di suscitare curiosità, domande, emozioni e riflessioni sul tema della sostenibilità non soltanto in cittadini ma anche in imprenditori, pubbliche amministrazioni, organizzazioni nonprofit. E le affissioni dinamiche correlate a un sito dedicato ci è parso il modo migliore per ottenere questo obiettivo, proprio per la visibilità che questi due strumenti sono in grado di ottenere.


Perché far lavorare in modo sinergico affissione dinamica e web?
Oggi siamo di fronte a un panorama in cui le persone sono sempre più esigenti e sempre più consapevoli. Da qui deriva una necessità di riuscire a coinvolgere le persone, che devono diventare soggetti attivi e non solo destinatari dei messaggi. Sempre di più viene infatti sottolineata l’esigenza di passare dal “comunicare a” al “comunicare con”. Oggi si parla sempre più spesso del ruolo del cittadino-consumatore come soggetto attivo, come co-autore del messaggio. Le più avanzate strategie di CSR (Corporate Social Responsibility) pongono infatti il te ma del coinvolgimento degli stakeholder come centrale nella cultura d’impresa e nelle strategie da adottare. L’ascolto e la condivisione delle scelte con i pubblici interni ed esterni è il primo segnale di questo mutato approccio. Per questo abbiamo voluto percorrere una strada che potesse unire due mezzi così diversi tra loro: da un lato si parla, dall’altro si ascolta. Così tutti possono veramente condividere.

Sul sito tutti i navigatori potranno anche mettersi alla prova e rispondere al test per verificare quanto sono “sostenibili”.
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lunedì 25 maggio 2009

Esce il numero zero di “eart”


di Silvia Musso

Scaricabile gratuitamente da oggi a questo link, esce eart, il nuovo environmental media di AICA (Associazione Internazionale per la Comunicazione Ambientale). Il numero zero è in lingua italiana con contributi in lingua inglese. In ogni numero di eart verrà chiesto ad un giovane artista di interpretare il binomio uomo/natura. Questo numero è accompagnato dalle opere di Sabato Urciuoli, giovane landscaper e designer torinese.

Buona lettura.
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giovedì 21 maggio 2009

Raddoppiano gli eco-incentivi per l’acquisto di biciclette!

di Silvia Musso

Il Ministero dell’Ambiente ha stanziato altri 10 milioni di euro per finanziare gli eco-incentivi per l'acquisto di una nuova bicicletta. In soli 20 giorni gli iniziali 8.750.000 di euro si erano volatilizzati grazie alla campagna on-line lanciata il 22 aprile e quasi immediatamente bloccata. Dopo il boom di richieste che ha mandato in tilt il sistema informatico, si riparte con slancio. Il ministro Stefania Prestigiacomo ha deciso di destinare nuovi fondi ad una iniziativa «che ha avuto un successo straordinario e che va quindi promossa e implementata, assecondando la voglia di mobilità "pulita" che le famiglie italiane hanno dimostrato».

Risultati inaspettati per i promotori. Esito più che positivo se si pensa che la campagna “informale” è stata lanciata solo online e che ha fatto tutto il “word of mouth”. Gruppi di appassionati delle due ruote hanno fatto girare la voce e i negozianti non hanno fatto altro che informare i potenziali clienti con ritagli di giornale attaccati alle vetrine.

In tema di mobilità a propulsione muscolare, questa campagna rappresenta una svolta storica. Per la prima volta infatti è stato concesso uno sconto del 30% fino a un massimo di 700 euro di spesa per l'acquisto di una bicicletta senza obbligo di rottamazione.

Antonella De Luca, 40 anni di Settimo Torinese, ha acquistato una nuova city-bike usufruendo dell’iniziativa. «Sono andata al negozio vicino casa. Mi è bastato scegliere la bici e mi è stato immediatamente applicato lo sconto. Sono contenta e soddisfatta».

Luca Mariano è un costruttore di biciclette particolari, se ne vedono poche in Italia, molto diffuse invece nel Nord Europa. Il suo piccolo laboratorio produce biciclette reclinate a costo contenuto, meglio conosciute come Ecobent - Ecologiche, economiche. Rappresenta i piccoli artigiani che lavorano per una mobilità sostenibile e vende in tutto il mondo. «Gli incentivi stanziati sono un'ottima iniziativa sotto il profilo delle intenzioni ma, il modo in cui sono stati applicati, lascia molto a desiderare. Innanzitutto l'accesso ai contribuiti è limitato ad un listino di marche e modelli, che solo le aziende iscritte all'ANCMA (Associazione Nazionale Ciclo Motociclo Accessori) hanno potuto comunicare. Ecobent, come tutti i piccoli produttori che rappresentano l'antica tradizione artigiana della bicicletta in Italia, non è iscritta e questo impedisce di fatto l'accesso al contributo. Anche il meccanismo di erogazione del contributo, sotto il piano tecnico, lascia perplessi. L'intero sistema on-line è strettamente integrato con i sistemi informatici di Unicredit Banca; di fatto per accedere al sistema, e quindi ottenere il rimborso degli incentivi che ha anticipato di tasca propria, il rivenditore è costretto ad aprire un conto corrente con questa banca».

Quindi tutti gli attori della campagna sembrano essere sottoposti a vincoli: il produttore della bicicletta deve essere associato ad Ancma; il rivenditore deve aprire un conto corrente presso una particolare banca; il cliente, deve cercare le informazioni su internet, l'unico mezzo che ha veicolato la campagna. Senza contare che se adesso le Amministrazioni non si impegneranno a creare le condizioni adatte per favorire questo tipo di mobilità sostenibile, creando ad esempio piste ciclabili, questo nuovo parco bici rischia di essere relegato in cantina.
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lunedì 18 maggio 2009

Sarai tu uno dei 63?




di Alessio Sciurpa

Da alcuni giorni un cartellone con su scritto ”Io preferisco la Bau Haus…” campeggia nella splendida Piazza Vittorio di Torino. L’immagine di quello che sembra un progetto di bio-archiettura e il riferimento al dominio soloper63.com , oltre ad incuriosire già anticipano quello che poi i più curiosi (e noi tra loro) scoprono accedendo al dominio. Un nuovo progetto di edilizia sostenibile del quale non si conoscono né l’ubicazione, né le caratteristiche, solo due cose sono certe: il nome, 25VERDE e l’esclusività, SOLO63.

Tra due giorni il progetto verrà svelato, stay tuned.
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domenica 17 maggio 2009

L’icona della lotta contro le distorsioni causate dalla globalizzazione Vandana Shiva in visita in Piemonte


di Eleonora Anello

Vandana Shiva, attivista ambientalista indiana, laureata in fisica quantistica dirige il Centro per la Scienza, Tecnologia e Politica delle Risorse Naturali di Dehra Dun ed è presidente della Fondazione Navdanya di Delhi. Nota in quest’ultimo decennio per aver teorizzato l’ecologia sociale, la nuova scienza che poggia sul presupposto che il danno maggiore prodotto dalla civiltà industriale, è da ricercare nell'equazione donna-natura e nella definizione di entrambe come passive, inerti, materia prima da manipolare. Secondo questa teoria invece "le donne sono le depositarie di un sapere originario, derivato da secoli di familiarità con la terra, un sapere che la scienza moderna baconiana e maschilista ha condannato a morte". Per l’Occidente la cultura è molto lontana dalla natura e dalla donna e, infatti, gli uomini hanno dato vita a uno sviluppo "privo del principio femminile, conservativo, ecologico" fondato "sullo sfruttamento delle donne e della natura".

Proprio in questi giorni, la fisica indiana è stata in tour in Piemonte, il 15 maggio alla Fiera del libro per presentare il suo ultimo lavoro “Ritorno alla terra”. All’incontro con i lettori sono intervenuti Ermanno Olmi e Carlo Petrini. In questo suo nuovo libro Vandana Shiva mette in luce i tre problemi mondiali da affrontare con urgenza: la fame nel mondo, la dipendenza dal petrolio e il surriscaldamento globale. Tre questioni profondamente legate tra loro. Una triplice questione che potrebbe rappresentare allo stesso tempo, una triplice opportunità per ripensare a livello globale la politica agricola, energetica e ambientale. Nel libro è racchiuso l’esplicito invito a pensare a una nuova realtà in cui gli esseri umani valgono più dei profitti. Inoltre, l’autrice auspica un ritorno ai principi della cultura contadina, basata sulle produzioni di nicchia, sulla sostenibilità, sulle comunità locali e sulla giustizia ambientale.

Il 16 maggio è stata la volta di Cuneo, Vandana Shiva ha partecipato convegno promosso dal Movimento Nazionale per lo Stop al Consumo del Territorio, “Il suolo: bene comune, non bene di consumo”.
Il movimento si batte contro la cementificazione che solo nel nostro paese, dal 1950 ad oggi, ha visto inghiottiti dal cemento quasi 250 mila ettari di territorio all’anno, per intenderci un’area grande quanto tutto il nord Italia.
Secondo questi attivisti, la natura non possiede risorse infinite. Lanciano quindi un forte allarme: “il paese sta raggiungendo il punto del non ritorno, è al collasso idrogeologico, il patrimonio paesaggistico e artistico rischia di essere irreversibilmente compromesso, l’agricoltura scivola verso un impoverimento senza ritorno, le identità culturali e le peculiarità di ciascun territorio e di ogni città, sembrano destinate a confluire in un unico, uniforme e grigio contenitore indistinto”.

Il Movimento di opinione per la difesa del diritto al territorio non cementificato denuncia questa crescita senza limiti che considera il territorio una risorsa inesauribile. La sua tutela e salvaguardia risultano subordinate a interessi finanziari: un circolo vizioso che, se non interrotto, continuerà a portare al collasso intere zone e regioni urbane.
I legislatori e gli amministratori possono seguire strade alternative ispirandosi a una nuova politica urbanistica che si basa sul principio del risparmio di suolo e sulla “crescita zero”, che porta ad esempio a indirizzare il comparto edile sulla ricostruzione e sulla ristrutturazione energetica del patrimonio edilizio esistente.

L'incontro è stato organizzato da Pro Natura Cuneo e Legambiente Cuneo, con il patrocinio della Provincia e del Comune di Cuneo.
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giovedì 14 maggio 2009

Il principe Carlo testimonial boomerang?

di Eleonora Anello

On air il nuovo sito del “Rainforest Project” del principe Carlo d’Inghilterra testimonial e promotore già da qualche anno di una campagna a difesa delle foreste pluviali.

Il web è il mezzo più rappresentativo del progetto. Obiettivo principale è creare una comunità online che rivendichi un'azione urgente in difesa delle foreste tropicali.
L’iniziativa è sostenuta da diversi partner tra cui Virgin, Google, Sony e Mc Donald’s. Così, per la prima volta nella storia un erede al trono, membro della tradizionalista famiglia reale inglese, mette ufficialmente la sua faccia in un video cliccabile su YouTube e su MySpace.
Nello spot Carlo compare accanto a una rana, l’animale simbolo delle foreste tropicali e dei principi fiabeschi, al fine di sensibilizzare il pubblico alla causa ambientale. Compaiono anche altri celebri personaggi, tra cui il James Bond Daniel Craig, Harrison Ford, Pele, il Dalai Lama e i principi William e Harry.

In un momento in cui anche le guardie della regina scelgono di muoversi in modo più sostenibile parcheggiando le Range Rover 4x4 per pattugliare il castello di Balmoral con le mountain bike, l’ecoprincipe adotta, al contrario, condotte non del tutto rispettose dell’ambiente. Per i suoi spostamenti, ad esempio, predilige un aereo privato piuttosto che un volo di linea che produrebbe meno inquinamento. Ma tale comportamento sembra essere il tallone d’Achille di tutta la royal family. Il principe Andrew, è ormai stato denominato dai suoi sudditi “Miles Air Andy”, un soprannome ironico dovuto ai suoi numerosi viaggi di piacere effettuati non solo a spese dei contribuenti britannici ma anche e soprattutto a spese dell’ambiente.

Ora, ad essere messa sotto accusa dalle organizzazioni ambientaliste internazionali, come Greenpeace, Friends of the Earth, WWF, è la linea di alimenti biologici prodotti proprio da Carlo. Almeno cinque di essi contengono l’olio di palma, un ingrediente che, oltre a essere poco salubre, attualmente rappresenta la maggior causa della distruzione proprio della selva tropicale.

Una campagna ben studiata e ben promossa può essere danneggiata e perdere in efficacia a causa del suo testimonial che, seppur di prestigio, per colpa delle sue scelte di vita, scredita l’intero impianto comunicativo? Oppure la popolarità di Carlo che inanella una gaffe dopo l’altra aumenterà la visibilità della campagna?
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mercoledì 13 maggio 2009

Si tinge di verde la Baseball World Cup 2009

di Eleonora Anello

Dal 13 al 27 settembre l’Italia ospiterà la 2009 Baseball World Cup. Un grande evento sportivo si tinge di verde. Un green event che vede lo sport promuovere lo sviluppo sostenibile. Ne parliamo con Andrea Abodi, Direttore Generale del Comitato Organizzatore Italiano.

Ci parli dell’iniziativa.
Ai mondiali parteciperanno 22 nazionali e, nelle sue fasi principali, si giocherà in 20 città del nostro Paese. Il Comitato Organizzatore costituito in Italia ha voluto costruire un progetto integrato che uscisse dagli schemi tradizionali di un grande evento sportivo internazionale, affiancando alla componente sportiva cinque progetti speciali dedicati alla diplomazia, all'arte, alla tipicità dei territori in chiave agroalimentare ed enogastronomica, alla cinematografia e, naturalmente, all'ambiente. Da questa piattaforma multitematica contiamo di offrire originali spunti per avvicinare al baseball e al Mondiale un'ampia fascia di pubblico che vada ben oltre i già numerosi appassionati di questa disciplina sportiva.

Che cos’è un "Green Event"?
Un "Green Event" è un format che implica un'assunzione di responsabilità in ambito ambientale da parte degli organizzatori dell'evento stesso. Un "evento verde" rappresenta la scelta di caratterizzare in chiave ecocompatibile una manifestazione, determina la caratterizzazione in tal senso della comunicazione e dell’informazione. L'articolazione delle buone pratiche ambientali adottate e la loro "testimonianza" attraverso le varie forme che la promozione dell'evento offre, determinano l'efficacia dell’iniziativa. In quest'ottica noi ci siamo impegnati a fare del Mondiale di Baseball 2009 un evento fortemente impegnato in chiave ambientale, a partire dagli aspetti apparentemente marginali dell'estetica: siamo il primo evento sportivo internazionale ad aver inserito "Green Event" nel suo logo. E non ci siamo fermati lì. Passando alla pratica, saremo i primi anche ad avere la certificazione ISO 14001/2004.

Perché fare dei mondiali di baseball un green event?
Perché riteniamo che lo sport in generale possa e debba impegnarsi sempre di più sul tema della tutela dell'ambiente, per la capacità e la forza con la quale questo mondo può inviare messaggi educativi. I grandi eventi sportivi in questo senso rappresentano un’ulteriore occasione che associ gli aspetti comunicazionali con le attuazioni pratiche in chiave organizzativa. Per questo abbiamo deciso di impegnarci affinché nelle 21 sedi del Comitato Organizzatore Italia e dei Comitati Locali, così come nei 20 impianti che ospiteranno il Mondiale si utilizzi il più possibile materiale riciclato, si raccolgano i rifiuti in modo differenziato, si consumi energia prodotta da fonti rinnovabili. A questo assoceremo anche iniziative sulla mobilità sostenibile per arrivare negli impianti di baseball e sul contenimento dei consumi energetici regalando simbolicamente una lampadina a basso consumo a tutti gli spettatori che entreranno negli stadi che ospiteranno i Mondiali. Insomma, si tratta di uno sforzo significativo in chiave organizzativa che avrà un'adeguata proiezione anche di carattere giornalistico al quale contribuiranno in modo decisivo gli assessorati all'ambiente degli enti locali delle città coinvolte.

Può lo sport renderci più ecologici comunicando buone pratiche ambientali?
La risposta è scontata, ovvero si. Ma l'impegno deve essere costante e diffuso, deve essere sistematico e sistemico. Deve assumere un carattere istituzionale. A partire dal CONI e dalle 45 Federazioni sportive nazionali, potrebbe iniziare una imponente e coordinata attività fatta anche di piccole scelte e di piccole attenzioni in chiave ambientale che andrebbe declinata negli uffici e negli impianti sportivi, finalizzata da un lato a migliorare progressivamente il bilancio ambientale di questo mondo. Si pensi che in Italia ci sono circa 150.000 impianti sui quali intervenire. E che ne direste di considerare i milioni di praticanti sportivi e le loro famiglie un obiettivo in chiave educativa e comportamentale per dare efficacia allo sviluppo della sensibilità ambientale nel nostro Paese? Gli spunti non mancano e con i Mondiali di Baseball vogliamo iniziare a fare la nostra parte.
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lunedì 11 maggio 2009

AI via la XII edizione dell’International Summer School in regolamentazione ambientale ed economia applicata

di Eleonora Anello

A Torino dal 7 al 18 settembre 2009 è in scena l’alta formazione, con due settimane di summer school in tema di regolamentazione dei servizi pubblici. Una full-immersion organizzata dalla Fondazione per l’Ambiente “Teobaldo Fenoglio” in collaborazione con la Facoltà di Scienze Politiche dell’Università del Piemonte Orientale "Amedeo Avogadro". La scuola estiva è sostenuta dalla Compagnia di San Paolo.

Approfondimento teorico e esperienza pratica: questi i due principi fondamentali su cui si basa la didattica della summer school. Il corso è articolato in tre parti: un primo modulo teorico fornisce il background e gli strumenti di analisi indispensabili al regolatore locale per poter operare sul campo; seguirà un’analisi economica settoriale dei servizi liberalizzati e non ancora regolamentati, e, infine, verranno proposte alcune case histories. Gli studenti saranno impegnati nella raccolta e nell’elaborazione dei dati economici e finanziari e nell’analisi dei principali strumenti normativi che regolamentano il settore.

La scuola estiva è rivolta a funzionari pubblici, privati, laureandi e laureati che intendono approfondire i temi relativi alla regolamentazione e alla tariffazione nella gestione dei servizi pubblici locali e ambientali (rifiuti, acqua, riscaldamento, impianti sportivi) alla luce dell’attuale legislazione.

Per iscriversi è necessario compilare l’apposito modulo entro e non oltre il 19 giugno. Per ulteriori informazioni sui costi e sulle agevolazioni è possibile consultare sito o scrivere a iss@fondazioneambiente.org.
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sabato 9 maggio 2009

L’interpretazione ambientale come chiave per capire il mondo

di Letizia Palmisano

Si è svolta ad Atene, dal 6 al 10 Maggio, la Convention internazionale del NAI (inter) National Association for Interpretation sull’Interpretazione Ambientale. Tale disciplina, nata per vivere i parchi, si basa sul coinvolgere il visitatore con tutti e 5 i sensi. I parchi non vengono spiegati ma “emotivamente vissuti”.
Oltre la narrazione, quindi, i parchi e i siti archeologici vengono raccontati con rivisitazioni della storia e con “piéces” teatrali che prevedono la partecipazione spontanea dei visitatori. Lo scopo è quello di far sentire i visitatori compartecipi di quella specifica realtà e di conseguenza del mondo intero, consapevoli dei danni che l’uomo sta facendo, ma soprattutto che ognuno può fare la propria parte per salvaguardare la Terra.


Il convegno è stata un’occasione per condividere le varie esperienze realizzate nel mondo e per diffondere tale pratica nonché per rivendicare l’importanza della tutela e valorizzazione (naturalistica ed economica) dei siti naturalistici, storici ed archeologici.


L’interpretazione ambientale come disciplina è nata dalle escursioni nei parchi USA. In Italia aderiscono alla statunitense NAI, l’Aigae (Associazione Italiana Guide Ambientali ed Escursionistiche) e l’Unione per i Parchi e la Natura d’Italia che hanno preso parte al meeting internazionale.


Peraltro, si deve porre in evidenza che l’interpretazione ambientale è alla base dell’ispirazione di altre realtà che tutelano la natura, la storia e la cultura dei Parchi italiani, quali l’Associazione dei Parchi Letterari.


Al Convegno sono stati posti in rilievo i dati del settore turistico verde dei vari Paesi. Per quanto riguarda l’Italia, l’Aigae e l’Unione hanno evidenziato i dati sul turismo verde: 2.500 “professionisti della natura”, che ogni anno producono un budget di circa 75 milioni di euro, accompagnando ed interpretando la natura per oltre 5,5 milioni di persone. Rilevante il trend evidenziato: dal 2003 al 2008 sono cresciuti del 78% i visitatori delle scuole e del 61% gli adulti, con un picco di crescita del 88% per le iniziative di educazione ambientale e del 40% per quanto riguarda i campi estivi.
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mercoledì 6 maggio 2009

The Scavengers' Manifesto

di Alessio Sciurpa

Dopo “Mongo” di Ted Botha, un altro libro esplora il profondo legame tra la società e i suoi rifiuti. "The Scavengers' Manifesto", il manifesto dei necrofili (di rifiuti si intende) letteralmente, si presenta a persone green-oriented come una vera e propria filosofia di vita.
Destinata a diventare la bibbia per un nuova e coraggiosa sottocultura formata da persone interessate a creare uno stile di vita più sostenibile ed orientato al riciclaggio ed il riutilizzo piuttosto che all'acquisto.
Un nuovo eccitante movimento sta prendendo piede, riuniendo ecologisti, anti-consumisti, amanti del fai-da-te e dell’arte di arrangiarsi, cacciatori di affari e cercatori di tesori di tutti i livelli. Lo si può facilmente riscontrare nella enorme popolarità di molti siti internet dedicati al fenomeno: milioni di statiunitensi sono schierati nello spezzare il ciclo del desiderare-usare-disfarsi con il quale stanno attualmente producendo circa 245 milioni di tonnellate di rifiuti/giorno.
In "The Scavengers' Manifesto", Anneli Rufus e Kristan Lawson invitano i lettori a scoprire uno dei più gratificanti (e poco costoso) modo “to go green”.
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martedì 5 maggio 2009

Imparare a comunicare le catastrofi


di Eleonora Anello

Un modo diverso di trascorrere le vacanze: non solo relax ma anche formazione e opportunità di confronto, nonché un modo originale per imparare a comunicare le catastrofi naturali.
Le associazioni Apare (Association pour la Participation et l'Action Régionale) e GEC (Groupement Européen des Campus) promuovono ormai da anni queste attività legate alla cura e alla conservazione del patrimonio e dell’ambiente. Entrambe con sede in Francia, hanno lunga esperienza in questo settore e fin dagli anni Ottanta organizzano campus rivolti a volontari provenienti da tutta Europa e dal Mediterraneo per favorire la partecipazione e l’interscambio e mettere in primo piano alcuni importanti temi quali la conservazione dell’ambiente e lo sviluppo sostenibile.
Quest’anno, tra i vari campus proposti, ce ne saranno anche alcuni incentrati sulle calamità naturali.
A Tétouan, in Marocco, dall’8 al 29 luglio si parlerà di prevenzione di frane. Verranno proposte idee per la realizzazione di strumenti di informazione sui rischi legati alle frane diretti alla popolazione locale e, in particolare, ai residenti nelle zone rurali.
Nelle Bouches-du-Rhône e nel Vaucluse, in Francia, dall’1 al 19 settembre si affronterà invece il tema delle alluvioni, nello specifico, di come sensibilizzare i cittadini colpiti. Non come progettare gli strumenti di comunicazione ma anche in che modo incrementare la sensibilità ecologica tra i cittadini colpiti. L’obiettivo sarà quello di sviluppare documenti informativi di carattere scientifico, tecnico e storico, per favorire la solidarietà e la collaborazione tra cittadini.
Infine, viene proposto un campus sui terremoti, finalizzato alla creazione di un percorso didattico sui luoghi del terremoto che nel 1909 colpì la regione francese del Lambesc. Esso causò 46 vittime e alcuni villaggi ne portano ancora i segni. A cent’anni da quell’evento drammatico, si vuole proporre un percorso turistico al fine di sensibilizzare i visitatori sul rischio sismico. Proseguendo il lavoro intrapreso nel laboratorio dello scorso anno, si progetterà uno schema per la realizzazione di una guida pedagogica destinata ai turisti che vorranno visitare quei luoghi. Nel progetto saranno coinvolte le autorità e le associazioni locali, tra cui il BRGM (Istituto di Ricerca delle Scienze della Terra).

Tutti i campus sulla prevenzione dei rischi naturali sono sostenuti dal Consiglio della Regione Provenza-Alpi-Costa Azzurra e dal Ministero francese per l'ecologia, la sostenibilità, la pianificazione e lo sviluppo.
L’invito a partecipare è rivolto innanzitutto a studenti e giovani professionisti con qualifiche, interessi o esperienze specifiche, quali geologia, architettura, eco-turismo, sviluppo locale o comunicazione.

Sono inoltre proposti ventisei differenti cantieri di lavoro, incentrati sul recupero di siti architettonici o naturali in Italia, Francia e Maghreb. I partecipanti avranno l’opportunità di scoprire le ricchezze dei patrimoni locali, imparare antiche tecniche di costruzione e vivere un’esperienza umana e culturale all’interno di gruppi internazionali.
Informazioni dettagliate sull’iniziativa e sulle modalità di partecipazione sono disponibili sul sito internet o possono essere richieste via e-mail a apare@apare-gec.org.
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sabato 2 maggio 2009

Intervista all'Assessore provinciale all'ambiente di Milano Bruna Brembilla: l’ambiente, la scuola e la comunicazione ambientale


di Eleonora Anello

Il 24 aprile si è concluso il I Festival della Comunicazione Ambientale rivolto alle scuole organizzato dal suo assessorato. Ci può fare un bilancio?
Per la partecipazione, gli argomenti trattati e il livello qualitativo complessivamente raggiunto, direi che il bilancio è stato sicuramente positivo. Le scuole che hanno partecipato sono più di 50 con circa 140-150 classi. Di queste 27 scuole hanno realizzato ciascuna un prodotto finale che è stato presentato durante il festival in diverse categorie di progetto (greenspot, uno slogan per l'ambiente, le piccole guardie ecologiche, mobilità sostenibile). Ai 4 laboratori allestiti alla scuola Bacone dal lunedì al venerdì hanno partecipato circa 50 classi provenienti da tutta la provincia. Al convegno hanno partecipato più di 200 persone. In totale, possiamo dire che la partecipazione al festival ha interessato più di 4000 persone.

Quale ruolo può avere la comunicazione ambientale rivolta ai giovani?
Risvegliare il senso critico rispetto alla comunicazione commenrciale e alla pubblicità di cui i giovani sono spesso i bersagli ideali. Attraverso i green spot, i manifesti pubblicitari, i giochi, i ragazzi hanno avuto la possibilità di creare e poi diffondere messaggi differenti da quelli imperanti. L'obiettivo è quello di cambiare modello e diffondere un altro paradigma, più sostenibile e responsabile. In particolare il concetto di ambiente è stato liberamente analizzato e interpretato dai giovani in due sensi diversi e complementari: il primo senso è quello usuale di ambiente dal punto di vista ecologico, e quindi gli argomenti trattati sono stati quelli dei rifiuti, dell'acqua, dell'energia, peraltro facendo emergere come questi argomenti siano contigui e gli uni rispetto agli altri e come si implichino a vicenda. Il secondo significato dato al concetto di ambiente rimanda all'ambiente sociale e alle questioni che sottende: bullismo, droga, socializzazione, relazioni.

Si è giustamente posta l'attenzione sull'educazione ambientale, quale ruolo svolge all'interno della vostra strategia comunicativa?
La comunicazione ambientale ha un'importanza primaria nello svolgimento delle funzioni dell'assessorato. Al di là del Festival di comunicazione ambientale infatti, riteniamo fondamentale fornire ai cittadini una chiara comunicazione sulle attività e i progetti che l'assessorato svolge proprio per il particolare settore di cui si occupa.
Penso al piano rifiuti e alla raccolta differenziata oppure al risparmio energetico e alle politiche promosse sull'acqua: in tutti questi casi la comunicazione, l'informazione e l'educazione risultano sempre intrecciate al fine di promuovere uno stile di vita più sostenibile e consapevole.

Come ha risposto all'evento la provincia?
Le attività sul territorio sono state numerose: incontri tematici e momenti di confronto si sono succeduti a ritmo continuo. La risposta del territorio è stata molto buona e testimonia del grande interesse per il tema trattato. In particolare è stata molto soddisfacente la risposta che abbiamo avuto sul festival da parte delle amministrazioni scolastiche e dei genitori. Inoltre, del tutto inaspettatamente hanno richiesto la partecipazione anche realtà provenienti da altre province, a testimonianza della grande attenzione e attualità del tema ambientale.

Cosa ricorderà?
Nelle iniziative di Pegaso, il progetto per le scuole di educazione ambientale della provincia di MIlano, noto sempre un livello molto alto in termini di qualità dei lavori svolti, di scambio di idee, di competenze e di energia tra insegnanti, studenti e genitori. In particolare quest'anno non posso non menzionare le ragazze e i ragazzi dell'Istituto Cannizzaro di Rho che sotto la capace guida di Marzia Campione hanno gestito l'ufficio stampa del festival, esperienza nuova per loro, con grande entusiasmo, competenza e passione.
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