domenica 29 marzo 2009

Ecopolis: ripensare in chiave sostenibile le aree metropolitane del futuro

di Alessio Sciurpa

Dall’1 al 3 aprile la Fiera di Roma ospiterà Ecopolis, summit internazionale sul tema della sostenibilità dello spazio metropolitano, promosso da Camera di Commercio e Fiera Roma, sotto l'Alto patronato del Presidente della Repubblica.

L'appuntamento prende le mosse da una semplice considerazione: per la prima volta nella storia dell’uomo più della metà della popolazione mondiale vive in aree urbane e si calcola che nel 2030 quasi 5 miliardi di persone vivranno in città.L’ambiente urbano diventa dunque, indiscutibilmente, l’ambiente di vita dell’uomo e le città assumono il ruolo di veri e propri laboratori per l’esercizio della sostenibilità. Ogni metropoli sta oggi sperimentando nuovi modi per gestire i beni collettivi e le questioni di pubblico interesse (risparmio idrico, gestione dei rifiuti, salubrità dell’aria, ecc.), ma solo dalla condivisione delle conoscenze e dallo scambio di esperienze relative può prendere avvio un nuovo corso e una strategia condivisa per preservare e migliorare la qualità della vita, favorendo lo sviluppo sostenibile. Da questi principi è nata Ecopolis, che intende integrare le informazioni sui flussi migratori verso le aree urbane con l’interesse a rinnovare il dibattito sulla ‘città ideale’ di oggi e di domani: non più solo un concetto filosofico, ma un insieme di risposte e soluzioni innovative alle problematiche attuali.

Sette i settori in tematici in cui è suddivisa Ecopolis: energia, rifiuti, mobilità, acqua, natura urbana, urban design, salubrità ambientale. A questi, individuati partendo dalla Dichiarazione delle Città Verdi (Giornata Mondiale dell’Ambiente – San Francisco 2005), si aggiunge la governance, sezione trasversale ma decisiva, pensando al ruolo della Pianificazione Strategica delle grandi Aree Metropolitane.Il programma completo si trova sul sito web dell'iniziativa.

Interessante è anche l'approccio alla manifestazione, dato il proliferare di manifestazione legate alla tematica ambientale: «Prima di lanciare questo nuovo appuntamento – spiegano gli organizzatori - abbiamo realizzato un benchmarking su oltre 250 fiere ed eventi internazionali dedicati ai temi della sostenibilità. Certamente ci sono nel mondo molti validi appuntamenti di settore che, tuttavia, analizzano in maniera verticale le singole tematiche; Ecopolis è invece il primo appuntamento europeo che si pone l’ambizioso obiettivo di accogliere in un’unica manifestazione imprese di diversi settori merceologici legati al tema della sostenibilità, attraverso il ‘fil rouge’ della gestione ambientale delle città».
Continua...

venerdì 27 marzo 2009

La comunicazione ambientale viaggia nella nostra casella di posta

di Eleonora Anello e Francesco Rasero

Capita di ricevere e-mail da parte di amici o conoscenti, con preghiera di farle “girare”. Gruppi più o meno organizzati hanno fatto del “Word of Mouth” sul web la loro strategia di comunicazione, che nella maggior parte dei casi risulta efficace, grazie all'attendibilità del destinatario (che funge da “gatekeeper” virtuale) e alla versatilità dello strumento della presentazione multimediale.

Nel 2007 un’organizzazione sudamericana denominata GIA (Grupo de Impacto Ambiental), al motto “Ridurre, riutilizzare, riciclare...” realizza una presentazione composta da diverse slide che ritraggono alcune opere del fotografo statunitense Chris Jordan e la invia tramite posta elettronica agli indirizzi “amici”. Due anni dopo il messaggio non ha ancora smesso di girare il mondo. Si tratta di una campagna virale prodotta a costo zero che viaggia in milioni di caselle di posta elettronica e a ogni ricezione moltiplica in modo esponenziale i propri destinatari.

Le immagini della presentazione fanno parte dell’opera dell'artista americano dedicate alle tematiche ambientali. “Running the Numbers” (2006-2009) mette ad esempio in luce aspetti del consumismo contemporaneo, concentrando l'attenzione sull’abbondante produzione di rifiuti. Per sensibilizzare l’opinione pubblica l'artista pubblica la prima serie di fotografie sottotitolata “An American Self Portrait” che rivela la quantità numerica dei rifiuti prodotti dai suoi connazionali. Nel 2008 allarga la prospettiva e pubblica la prima edizione di “Portraits of global mass culture” in cui ritrae gli stessi fenomeni di massa ma su scala globale. Il fotografo dichiara di sentirsi costernato dalla quantità di rifiuti oggi prodotti nel mondo e con la sua opera spera di sollevare interrogativi circa i ruoli e le responsabilità dei singoli all’interno della società.

Il GIA ha scelto l'opera di Jordan perchè convinto che gli uomini di oggi siano assuefatti alle statistiche e la sterile comunicazione numerica di fenomeni ampi e gravosi scivoli ormai sulle coscienze umane. La presentazione Power Point, in cui sono raccolte le opere dell'artista statunitense, è stata concepita per coinvolgere l’utente, invitandolo a indovinare cosa si cela dietro le immagini che appaiono a tutto schermo. Man mano che si va nel dettaglio compare la “verità”, ciò che realmente compone le foto: 426 mila telefoni cellulari buttati ogni giorno, oppure 170 mila batterie prodotte ogni 15 minuti o, ancora 60 mila buste di plastica gettate ogni cinque secondi o i due milioni di bottilglie di plastica che ogni cinque minuti finiscono in discarica nei soli Stati Uniti.

L’immagine artistica viene dunque adottata come mezzo di comunicazione ambientale in grado di entrare in empatia con le persone, a differenza di freddi numeri che lasciano indifferenti il destinatario. Quelli che Jordan definisce gli “orrori del nostro tempo”, grazie all’azione del GIA, hanno raggiunto le caselle di milioni di individui, con l’intento di fare luce sugli sprechi e diffondere la cultura del riciclaggio.
Continua...

martedì 24 marzo 2009

The Billion tree campaign: donare un albero per amore


di Eleonora Anello e Alessio Sciurpa

Lo scorso San Valentino è stata l'occasione per rilanciare l'impegno della campagna “Plant for the planet”. Agli innamorati di tutto il mondo è stato chiesto di unire al loro gesto d'amore, un gesto d'amore per il pianeta, donando un'albero.

Il progetto Plant for the Planet, a cui è legata la Billion Tree campaign, lanciato nel novembre 2006 nel corso della conferenza ONU sui cambiamenti climatici di Nairobi, ebbe come primo obiettivo la messa a dimora di un miliardo di alberi. A tutt'oggi la campagna, sotto il patronato di Wangari Maathai, premio nobel nel 2004 e della Fondazione Principe Alberto II di Monaco, ha permesso di piantare 2,6 miliardi di alberi in 165 paesi in tutto il mondo. Oggi si calcola che entro la fine del 2009 ne saranno piantati circa 7 miliardi.

Dal sito ufficiale è possibile scaricare tutto il materiale legato alla campagna: video, documentari, canzoni, pubblicazioni, e-book, guide alla piantumazione e alla cura degli alberi e un libro per bambini prodotto dall’UNEP. Quasi tutto il materiale presente è stato creato nel 2007 quando la campagna partì con slancio. Anche la bacheca online in cui i visitatori possono scambiarsi opinioni, discutere sulle iniziative, sulle questioni tecniche legate alla messa a dimora, sul networking e sull’organizzazione delle iniziative, è ferma a 2 anni fa.

La campagna non ha esclusivamente scopi ecologici. I cambiamenti climatici danneggiano anche economicamente i paesi colpiti e la riforestazione sostenuta dall’UNEP vuole anche essere una chiave di rilancio economica per i paesi in via di sviluppo. A tal proposito Achim Steiner, Direttore esecutivo dell’UNEP afferma «I beni e i servizi forniti dalle foreste valgono miliardi di dollari per l'economia globale. Essi vanno da prodotti e servizi connessi con l'approvvigionamento idrico, alla stabilizzazione del suolo, dalla conservazione della biodiversità, al turismo, all’industria legata alle medicine naturali. Le foreste non sono solo importanti a livello naturale ma anche e soprattutto e economicamente».

Entrando in quella che i promotori definiscono “II fase”, la comunicazione online della campagna cede il passo ai testimonial, ai convegni, alle dichiarazioni che incitano all'azione, strategia risultata vincente come è facile dedurre dai risultati raggiunti senza troppo clamore.
Continua...

venerdì 20 marzo 2009

The Age of Stupid



di Alessio Sciurpa

Cinquanta anni nel futuro, un anziano archivista che vive da solo nel devastato mondo del 2055, guardando vecchi filmati a partire dal 2008 si chiede: perché non abbiamo fermato i cambiamenti climatici quando potevamo?

Alla vigilia della prima cinematografica mondiale in Inghilterra di “The Age of stupid” e dopo la presentazione londinese del 15 Marzo scorso, tenutasi in un tendone completamente alimentato ad energia solare, non potevano non dedicare qualche riga a quello che si appresta a delinearsi come il miglior prodotto cinematografico a carattere ecologico di tutti i tempi, almeno nelle attese, destinato ad eguagliare e superare il successo di “An Inconvenient truth” che valse il premio nobel per la pace nel 2007 ad Al Gore.
Gli ingredienti ci sono tutti, il genere in bilico tra la fantascienza, il documentaristico e l’animazione, la narrazione che tocca l’esperienzialità quotidiana attraverso le storie di sei personaggi, le cui vite sono influenzate nel bene e nel male dal riscaldamento climatico, il narratore Pete Postlethwaite (“I duellanti” di Ridley Scott, “Amleto” di Franco Zeffirelli, “L’ultimo dei Mohicani”, “Alien”, “Nel nome del Padre”, “I soliti sospetti”, “Amistad” di Steven Spielberg) che interpreta l’anziano archivista, attraverso i cui occhi e dietro una tecnologica interfaccia assistiamo all’esaltazione della stupidità umana.

Il film ci racconta anche altre tre storie interessanti:

- Il basso impatto della produzione: stando alle cifre ufficiali, in tre anni i 105 membri della crew hanno emesso 94,270 kg di anidride carbonica, pari all’impronta ecologica di 8 cittadini britannici in 1 anno.

- quella della realizzazione del film attraverso il “crowdfunding”, il modello di fund raising collettivo che consiste nella raccolta di denaro tra un pubblico di sostenitori per il sostegno di importanti iniziative. Il budget di 450.000 sterline del film è stato raccolto vendendo “azioni” del film a 250 investitori e ai 105 membri del team di produzione.

- La “NOT STUPID” campaign, che dovrebbe partire dopo l’uscita del film e di cui avremo sicuramente modo di parlare.

Stay tuned.
Continua...

giovedì 19 marzo 2009

Act on CO2

di Eleonora Anello e Alessio Sciurpa

Si chiama “ACT ON CO2” (Agisci sulla CO2) la campagna in cui il governo britannico è impegnato dal 2007, con l’obiettivo di aiutare le persone a risparmiare non solo energia, ma anche denaro, veicolando al contempo una maggior consapevolezza riguardo all’impatto ecologico, a partire dalle emissioni di anidride carbonica. Si tratta di un’iniziativa intergovernativa che attualmente coinvolge il Dipartimento di Energia e cambiamenti climatici (DECC), il Dipartimento per i trasporti (DFT) e il Dipartimento per le Comunità e degli enti locali (DCLG) del governo britannico.

Il claim della campagna “Save money, save energy” evidenzia da subito le argomentazioni della campagna, che punta decisamente sulla leva economica.
ACT ON CO2 prende in considerazione ogni settore della vita delle persone e suggerisce come comportarsi in modo ecologico tra le mura domestiche, quando ci si sposta e quando si fanno acquisti. La narrazione, di particolare effetto grazie alla rappresentazione di uno scenario quotidiano che favorisce l'immedesimazione del target di riferimento, si focalizza sugli sforzi di un padre che, di fronte agli esorbitanti importi delle bollette, cerca di fare cambiare abitudini alla propria famiglia. Il messaggio mira a convincere i cittadini che risparmiare energia (e quindi denaro) rappresenta un vero affare e permette inoltre di ridurre le emissioni di CO2 dannose per il nostro pianeta.

La campagna ha uno spettro d’azione molto vasto: oltre a coinvolgere diversi organismi istituzionali, sfrutta tutti i media tradizionali essendo composta da una serie di spot televisivi, radiofonici e a mezzo stampa. Il sito, il cuore della campagna, oltre ad essere contenitore di tutti gli spot, è lo strumento relazionale con il quale la campagna si interfaccia con il proprio target e ne diventa la misura del successo.
Gli strumenti interattivi sono molteplici, da un numero verde per consulenze gratuite sul risparmio energetico (caratteristica che connota di solito le campagne istituzionali e gli strumenti di customer service) a diversi tool e informazioni che aiutano il cittadino a sposare condotte più ecologiche, fino ad uno strumento classico quale la newsletter.
Di particolare effetto l’ACT ON CO2 calculator, in grado di calcolare l’ammontare delle emissioni dei cittadini britannici: basta rispondere a una serie di domande e in dieci minuti viene quantificato in modo preciso una sorta di quoziente di inquinamento. Il test è diviso in tre parti: domicilio, trasporto ed elettrodomestici. Pochi semplici passaggi e un’accattivante interfaccia grafica aiutano l’utente a risparmiare.

Il tono della campagna e la tematica particolarmente sentita hanno permesso anche di implementare una ricca sezione di feedback: testimonianze di cittadini che hanno già cambiato le loro abitudini e comunicano la loro soddisfazione e i loro risultati; gli stessi utenti che condividono consigli ed esperienze per risparmiare energia. Molti spot della campagna sono stati diffusi da semplici cittadini attraverso il loro account You Tube.
Molte le documentazioni disponibili sul sito, guide veloci al taglio delle emissioni dannose, ma anche informazioni di stampo più divulgativo in tema di cambiamenti climatici e, infine, link a siti esterni che si occupano della diffusione delle tematiche attraverso film, video, riviste e altre pubblicazioni.
Continua...

mercoledì 18 marzo 2009

Lancio in Romania del progetto “EcoWeb”

di Alessio Sciurpa

L' Agenzia Nazionale Romena per la Protezione dell'Ambiente (ANPM), in collaborazione con Peace Corps Romania ed USAID, ha annunciato il lancio ufficiale del progetto EcoWeb, attraverso il quale saranno promosse attività di educazione ambientale nelle scuole romene e saranno rinforzati i rapporti di collaborazione tra enti pubblici, scuole ed ONLUS che si occupano di ambiente sul territorio nazionale.

«Un ambiente pulito e sano dipende dal comportamento ed dalla coscienza di ciascuno di noi. Il progetto EcoWeb impartirà ai giovani lezioni sulla protezione dell'ambiente e permetterà la crescita di una nuova generazione di cittadini responsabili», ha dichiarato il presidente ANPM, Mihail Fâcă.

EcoWeb mira inoltre alla creazione di un database nazionale riguardante l'educazione ambientale, in cui verranno evidenziati i contributi dei soggetti coinvolti. Tutti i materiali inviati entro il 17 aprile riguardanti progetti di lezioni per le scuole saranno pubblicati tra i materiali del sito. Coloro invece che invieranno più di cinque progetti saranno inseriti come "Partner di progetto". EcoWeb sarà visibile al pubblico da Maggio 2009.

«Mettendo insieme le risorse e l'esperienza dei vari soggetti, potremo mettere a disposizione di tutti gli interessati i materiali riguardanti l'educazione ambientale, sottolineando il contributo delle scuole, delle ONG e delle persone coinvolte», ha dichiarato il direttore di Peace Corps Romania, Ken Goodson.

La partecipazione e la creazione di una rete nazionale sono alla base del progetto, che punta a rafforzare le relazioni già esistenti.
Continua...

martedì 17 marzo 2009

G.A.I.A. Asti sceglie la radio per comunicare il riciclo

di Francesco Rasero
Il riciclo dei cartoni per bevande passa anche attraverso la radio.
G.A.I.A. spa, la società che gestisce gli impianti per il recupero e trattamento dei rifiuti ad Asti e provincia, ha infatti scelto di puntare sul mezzo radiofonico per promuovere la raccolta dei cartoni per bevande da inserire nella raccolta differenziata della carta.Sulle radio più radicate e ascoltate nel territorio di competenza, per 15 giorni consecutivi, vanno in onda alcuni spot, basati sullo slogan “Pensa ai colori…ai colori del riciclo…con Tetra Pak, Comieco e G.A.I.A.s.p.a.”. Sei i passaggi giornalieri dello spot, distribuiti in modo omogeneo durante tutta la giornata di programmazione radiofonica per intercettare il maggior numero di ascoltatori possibile, con un’audience stimata in 72 mila ascoltatori/giorno (durata media di ascolto di circa 90 minuti).
«Utilizzare il mezzo radiofonico per mantenere alta l’attenzione sui rifiuti, alternando l’utilizzo dei classici canali quali l’affissione o la lettera recapitata a casa, pensiamo sia un modo efficace di raggiungere i risultati di una migliore raccolta differenziata», ha spiegato il presidente di G.A.I.A., Mauro Paracchino.
L’accordo tra Comieco, Tetra Pak e G.A.I.A. risale infatti allo scorso maggio, quando fu allestita una campagna che prevedeva l’invio alle utenze (86 mila) di un volantino informativo, oltre 850 tra locandine e manifesti nei Comuni soci, quindici gazebo informativi nel capoluogo di provincia e nelle Comunità collinari, 20 gazebo nelle scuole superiori, questionari per studenti e la produzione di un numero monotematico sulla newsletter aziendale.
«Quest’ultima campagna si propone di raggiungere anche chi non fosse ancora a conoscenza della novità, oltre a rafforzare il concetto che bisogna inserire i rifiuti nei contenitori giusti, se vogliamo che siano recuperati –conclude Paracchino- Crediamo che utilizzare più strumenti di comunicazione sia importante per raggiungere tutti i cittadini e rendere penetrante il messaggio che si vuole diffondere».
La strategia comunicativa di G.A.I.A. riprende la filosofia operativa di Tetra Pak Italia, che mira sempre a stringere accordi con i vari soggetti locali che si occupano della gestione del ciclo integrato dei rifiuti, in modo da avere uno stretto legame col territorio, inserendosi direttamente nei canali comunicativi già normalmente usati per comunicazioni e informazioni istituzionali sul tema. La campagna astigiana, inoltre, si inserisce nella più ampia campagna di Tetra Pak Italia "Dillo a tutti", lanciata lo scorso anno, che mira a rafforzare il concetto attraverso accordi territoriali, canali ed interlocutori di prossimità, avvalendosi dell'immagine positiva che le diverse aziende partner hanno sul territorio di riferimento.
Continua...

sabato 14 marzo 2009

Scocca l’Earth Hour

di Eleonora Anello

Anche quest’anno scocca l’Earth Hour, iniziativa planetaria promossa dal WWF per mettere in primo piano i cambiamenti climatici. L’appuntamento è per sabato 28 marzo 2009, alle ore 20,30 in ciascun fuso orario: per opporsi al riscaldamento globale e fare pressione sulle istituzioni basta semplicemente… spegnere la luce!

Il primo click globale è stato organizzato nel 2007, a Sidney (Australia). Aderirono all’iniziativa 2,2 milioni di persone. Case, strade e negozi rimasero senza luce. L’anno successivo il gesto si estese a 370 città in 32 diversi Paesi.

Quest’anno l’obiettivo è coinvolgere un miliardo di persone e più di 1000 città. Los Angeles, Las Vegas, Londra, Hong Kong, Sydney, Mosca, Lisbona, Manila, Singapore, Istanbul, Città del Messico, Toronto, Dubai e molte altre spegneranno le luci dei monumenti e dei loro luoghi simbolo.

La “grande ola”, così la chiamano gli organizzatori, verrà ripresa dallo spazio dall’ASI, Agenzia Spaziale Italiana in collaborazione con ESA (European Space Agency).
A ciascuna città è affidata la propria campagna di lancio e comunicazione: Venezia, ad esempio, ha lanciato l’evento con un videomessaggio del sindaco Cacciari.

I testimonial della campagna provengono dai più diversi settori. Molti i premi Nobel: da Rita Levi Montalcini all’Arcivescovo Desmond Tutu. Per la salvaguardia dell’ambiente prestano la loro immagine anche scienziati del peso di Margherita Hack e campioni del calcio come Francesco Totti.

Sul sito ufficiale dell’evento è chiesta la partecipazione non solo degli enti pubblici e dei privati ma anche delle aziende. Esse possono infatti rendere nota la propria adesione a Earth Hour scaricando un banner, creato appositamente con la duplice funzione di dare visibilità all’evento e allo stesso tempo di portare maggiore appeal all’immagine dell’azienda.

La campagna promozionale si avvale della rete mondiale del WWF che per l’occasione ha istituito oltre 30 squadre nei paesi di tutto il mondo. La promozione viaggia soprattutto via internet. Su You Tube il video ufficiale ma soprattutto tanti video casalinghi creati e diretti anche da bambini. Molta partecipazione sui social network, primo fra tutti Facebook.
Ma la grande attesa è legata a Shephard Fairey, street artist americano che con le sue opere ha appoggiato la campagna elettorale di Obama, che ne curerà il lancio.

Caratteristica peculiare di questa campagna è di autoalimentarsi su iniziativa personale. Agli attivisti è infatti data la possibilità di scaricare il materiale promozionale (poster, sticker, stampe per t-shirt, ma anche tool per il telefonino). Ciascuno può quindi diffondere il messaggio, soprattutto attraverso canali tecnologici. Gli organizzatori, ad esempio, invitano tutti i blogger a diffondere in rete le coordinate per partecipare all’azione di fine marzo.

Per prendere parte a questa azione popolare è necessario iscriversi on-line e… ricordarsi di spegnere la luce.
Continua...

venerdì 13 marzo 2009

Reggio Emilia: una “Kyoto Town”?

di Francesco Rasero

Si può diventare una “Kyoto Town”, dando vita a un nuovo modello di produzione di energia che sia ambientalmente ed economicamente sostenibile?
Il Comune di Reggio Emilia organizza un seminario –in programma giovedì 26 febbraio dalle 10,30 alle 13,30, nella sala conferenze dell’Ente Fiera di via Filangieri 15 a Mancasale (RE)- per analizzare l’efficacia delle proprie iniziative in questo ambito: dal Piano Energetico comunale ai vari progetti sul risparmio energetico, sulle fonti rinnovabili e sull’educazione ambientale in tema di energia.
L’Ente si è infatti impegnato, per rispettare gli obiettivi di Kyoto, a ridurre le emissioni di CO2 di 326 mila tonnellate all’anno, grazie a una strategia che punta anche all’autosufficienza energetica.
I lavori del seminario si aprono con i saluti degli assessori comunali Pinuccia Montanari e Ugo Ferrari, di Alfredo Gennari (Assessore all’Ambiente della Provincia di Reggio Emilia), Nino Simonazzi (Direttore Enia Reggio Emilia) e del saggista Maurizio Pallante. Quindi interventi di Giacomo Bizzarri (“Il piano energetico comunale”), Emiliano Zanichelli (“Lo sportello Informaenergia del Comune di Reggio Emilia”), Tullio Paterlini (“I servizi del Comune di Reggio Emilia in materia di energia”), Alex Lambruschi (“Stato di avanzamento del progetto Ecoabita e la pianifi cazione energetica”), Giovanni Ferrari (“Il progetto LIFE “LAKS” (Local Accountability for Kyoto Goals)”), Karl-Ludwig Schibel (“Il progetto ECO2Regio_IT”) e Luca Savigni (“Il fondo Aria”). Le conclusioni saranno curate dall’Assessore all’Ambiente regionale, Lino Zanichelli.
Per maggiori informazioni visitare il sito www.municipio.re.it/energia/ o contattare il numero 0522-456566.
Continua...

Casa sostenibile casa: un percorso integrato per discutere di bioedilizia



di Eleonora Anello

“Casa sostenibile casa”: così è stato denominato un progetto per diffondere soluzioni urbane che migliorino l’ambiente delle città secondo le nuove direttive impartite dal Parlamento Europeo, promosso dal Comune di Urbania (PU), che ha visto un percorso evolutivo iniziato nel settembre 2007 con la “Mostra Mercato dei materiali ecosostenibili nell’edilizia e nell’impiantistica della casa” manifestazione riproposta con cadenza biennale.

Secondo gli organizzatori, “Casa Sostenibile Casa” «funge da valido supporto per l’avanzamento di un programma urbanistico che opera nel presente pensando alla “città futura». Si tratta infatti di uno strumento di formazione, informazione e partecipazione che punta sulla diffusione dell’urbanistica sostenibile, in particolare sulla qualità dell’abitare, sul rispetto dei valori ambientali e sulla riqualificazione.

Il materiale promozionale della campagna ambientale di “Casa sostenibile casa” è facilmente riconoscibile, grazie all’immagine correlata particolarmente evocativa, ormai diventata icona delle manifestazioni a essa connesse. Non solo locandine e brochure: in alcune occasioni sono stati distribuiti ai partecipanti dei convegni anche kit per il risparmio dell’acqua e lampadine a basso consumo.
Per il sindaco Luca Bellocchi gli intenti ambientali si fondono con la consapevolezza della funzione pedagogica della comunicazione pubblica. «Il progetto, oltre ai risvolti prettamente tecnici, è finalizzato all’affermazione di una nuova cultura del vivere, del costruire e dell’abitare –sostiene- Nell’epoca in cui la materialità del quotidiano sovrasta ogni cosa, il ruolo di orientamento culturale dell’ente pubblico assume un valore ancora più marcato e imprescindibile e deve esercitarsi in ogni ambito della vita sociale della comunità».

Un altro degli intenti dell'iniziativa è quello di coinvolgere il mondo accademico, i professionisti e tutti li addetti ai lavori, per organizzare manifestazioni che diffondano la cultura della bioedilizia.

Il prossimo appuntamento è per sabato 21 marzo 2009 alle 9,45 a Urbania per l’ottava sessione convegnistica dal titolo “Verso l’urbanistica di riqualificazione”. Dopo il saluto del sindaco, l’introduzione al convegno dell’ architetto Luca Storoni, presidente dell’Ordine provinciale degli architetti e dirigente del Comune di Urbania, primo relatore sarà l’architetto Aldo Loris Rossi, ordinario di progettazione all’Università “Federico II” di Napoli. Interverrà quindi l’ingegnere Alberto Corlaita, ordinario di urbanistica dell’Università di Bologna. Moderatore l’ingegnere Mauro Moretti, funzionario dell’Ufficio di Urbanistica del Comune di Pesaro.

Soddisfatto l’assessore all’ambiente Gianni Talozzi: «la diffusione delle pratiche di bioedilizia vuole essere per il nostro territorio uno strumento per uscire dalla crisi economica che già si era annunciata qualche anno fa, quando decidemmo di lanciare questo progetto. Ci prefiggiamo così di far evolvere gli strumenti urbanistici e aggiornare le strutture professionali e le imprese avvalendoci di esperti di alto livello, esterni alle nostre istituzioni».

Per tutte le informazioni inerenti al convegno è possibile consultarne il programma.
Continua...

giovedì 12 marzo 2009

Bica 2009: Federambiente premia le migliori campagne di comunicazione ambientale


di Eleonora Anello

Ventidue aziende, cinquanta campagne di comunicazione ambientale in gara fra loro. Nella giornata conclusiva di Bica 2009, la Biennale Internazionale della Comunicazione Ambientale, promossa da Federambiente, sono stati assegnati i premi per le migliori campagne, alla presenza di Angelo Alessandri (presidente della Commissione Ambiente della Camera dei Deputati), dell’on. Fabio De Lillo, (assessore alle politiche ambientali del Comune di Roma) e di Daniele Fortini, presidente di Federambiente.

«Per la “fantasiosa spiritosa metafora” e per la chiarezza e l’efficacia con cui è stato reso il messaggio» il primo premio del concorso è stato assegnato all’azienda Acta SpA di Potenza con la campagna “L’ora giusta per rompere le scatole”, dedicata alla raccolta differenziata della carta, che si propone di sensibilizzare i cittadini e i commercianti sull’orario in cui depositare i rifiuti cartacei negli appositi cassonetti. Il messaggio è stato veicolato attraverso canali tradizionali (affissioni, inserzioni e spot radiofonici) e la distribuzione di un portapenne con modalità e orari della raccolta.

Numerosi riconoscimenti anche per i soci di AICA. Nella categoria “Aziende e soggetti collettivi” il premio è andato a G.A.I.A Spa di Asti, per la campagna “Il compost un respiro di sollievo per la nostra terra”, che mirava a sensibilizzare i cittadini e le aziende agricole all’uso del compost come ammendante in agricoltura. Nella categoria “Mezzi e attrezzature aziendali”, invece, è salita sul gradino più alto del podio Amiat Spa di Torino con la campagna “Metti in ordine i tuoi rifiuti: differenziare fa la differenza”, ideata per il Salone del Gusto 2008, che ha avuto effetti positivi sulla riduzione dell’impatto ambientale dell’evento e ha informato cittadini, visitatori ed espositori sull’utilità della raccolta e del riciclo dei rifiuti.

Assegnati anche altri premi di categoria: “Campagne pubblicitarie”, “Mondo delle scuole”, “Coinvolgimento dei cittadini” e “Comunicazione interna”.
I vincitori e tutte le campagne in gara sono consultabili sul sito ufficiale del BICA 2009, con una scheda dedicata.
Continua...

martedì 10 marzo 2009

Firenze promuove la bicicletta come mezzo pubblico

di Eleonora Anello e Francesco Rasero


Resterà on-air fino a metà maggio la nuova campagna del Comune di Firenze per sensibilizzare alla mobilità sostenibile incentivando l’uso della bicicletta negli spostamenti in città.
Più bici più baci” ed “Esci dalla scatola” sono i claim della campagna, ideata e coordinata internamente (Area Comunicazione del Comune), che si avvale sia di media tradizionali (20 mila depliant, 5 mila adesivi e affissioni in tutta la città, con trecento tra manifesti 6x3 e gonfaloni) sia di un vettore innovativo e decisamente capillare: i biglietti dell’Ataf, l’azienda di trasporto municipale.

Scorci di una Firenze di ieri e di oggi (in cui la bicicletta è sempre protagonista), accompagnati dal pay-off “Firenze è ciclabile”, verranno infatti riprodotti anche su 500 mila biglietti per l’autobus, con l’obiettivo di raggiungere un target multiplo: oltre ai residenti, anche turisti e pendolari.
Il Comune ha quindi messo a disposizione un servizio di bike-sharing, con depliant delle piantine degli oltre 63 km di piste ciclabili presenti nel capoluogo toscano.

Cos’ha spinto il Comune di Firenze a lanciare questa campagna? «Da un lato ridurre l’inquinamento, il traffico e i tempi di percorrenza, rendendo più silenziosa la città per poterla vivere e ascoltare –spiegano i promotori- Dall’altro creare l’immagine di una città al passo con i tempi seguendo l’esempio virtuoso di altre metropoli internazionali».

Anche la comunicazione ambientale diventa così un mezzo di promozione della città, con l’obiettivo di mettere Firenze al pari di Parigi (con l’esempio del Velib), Londra o Barcellona (il Bicing, diventato parte integrante della rete di trasporti pubblici urbani), metropoli europee che da anni investono sul bike-sharing e sulla mobilità “a due ruote”.
Continua...

Alla fiera del consumo critico: coinvolgere per comunicare

di Eleonora Anello

Punta sulla partecipazione e il confronto, come strumenti per comunicare gli stili di vita sostenibili, la sesta edizione di “Fa’ la cosa giusta”, Fiera del consumo critico in programma a Milano dal 13 al 15 marzo 2009 con 500 stand e circa cinquanta convegni, incontri e approfondimenti.

Partendo dallo slogan “Consumare meglio consumare meno”, rivolto al grande pubblico dei consumatori, si vogliono migliorare ancora i risultati dello scorso anno, quando parteciparono 40 mila visitatori, oltre 450 espositori, 400 giornalisti accreditati e un migliaio di studenti delle scuole medie e superiori di Milano.

La manifestazione copre numerosi settori: dall’ abbigliamento all’arredamento, dai prodotti per la bellezza e la cura del corpo al turismo sostenibile e al software libero. Tutto esclusivamente in ottica “eco”. Una delle principali sezioni è inoltre dedicata alla bio-edilizia, ma un occhio è rivolto anche ai più piccoli (con la sezione “Monelli Ribelli”), con laboratori, incontri, stand, merende biologiche ed equosolidali e babysitting. Su questo tema la rivista per bambini “Milo” ha dedicato alla manifestazione una storia a fumetti, scaricabile anche dal sito ufficiale.

Per far conoscere la Fiera, organizzata dall’associazione “Terre di Mezzo”, sono stati coinvolti numerosi media partner (il mensile “Internazionale”, il circuito di cartoline promozionali “Promocard”, il canale tv interattivo “Music Box”, Radio Popolare, Ecoradio, l’agenzia giornalistica sociale “Redattore Sociale”, mensili e riviste dei settori coinvolti), nonché i più diffusi canali telematici a partire dai social network.

L’evento ha avuto eco anche su media nazionali, quali il TG1 e la trasmissione di Rai Tre “Che tempo che fa”.
Continua...

lunedì 9 marzo 2009

I fratelli Coen dirigono il nuovo spot per la campagna “Reality”

di Alessio Sciurpa

"Clean Coal Clean - Air Freshener", che sta ora girando sia sui media nazionali statunitensi sia on-line, è il primo di una serie di spot per la campagna “Reality” diretti dai fratelli Coen, registi premiati con gli Academy Awards e autori di pellicole come "Arizona Junior", "Fargo", "Il grande Lebowsky", "Non è un paese per vecchi" fino al recente "Burn After Reading".
Lo spot inizia con una donna che “profuma” la sua casa con un deodorante. Un uomo, classico mattatore da televendita pubblicitaria, entra nel salotto e chiede: «E' regolarmente pulito, abbastanza pulito per la tua famiglia? Non quando si può avere del pulito carbone pulito!». Il resto lasciamo lo scopriate da soli…

La campagna "Reality" è promossa dalla “Reality Coalition”, un progetto congiunto di Alliance for Climate Protection, League of Conservation Voters, Natural Resources Defense Council, National Wildlife Federation e Sierra Club.
Lanciata lo scorso dicembre con una campagna pubblicitaria da svariati milioni di dollari in tutti gli States, la “Reality Coalition” si è formata per raccontare una semplice verità: in “reality”, attualmente, non vi è alcun processo che possa essere definito “carbone pulito”.

Così, mentre gli Stati Uniti stanno entrando in un periodo critico del dibattito sulle energie pulite, la Reality Coalition prosegue anche a suon di spot televisivi e via web i suoi sforzi per sfatare il mito del "carbone pulito".


La campagna punta a dire la verità sul carbone grazie a un semplice claim: «Un uccellino mi ha detto: non è pulito!».
Continua...

lunedì 2 marzo 2009

Con un gioco sul cellulare si impara a differenziare

di Francesco Rasero

Un videogioco per cellulare come strumento per spingere alla raccolta differenziata dei rifiuti, coinvolgendo un target giovane e in grado di interagire con le nuove tecnologie.
La campagna “Starve your bin” (“Affama la tua pattumiera”), promossa da Recycle for London, ha aggiunto questo nuovo strumento a metà febbraio: «nella sola prima settimana dal lancio abbiamo registrato oltre 900 download», dichiara Jonathan Edwards, dell’ufficio stampa del Mayor of London, Ente che ha sostenuto l’iniziativa con l’obiettivo di aumentare la raccolta differenziata nella capitale britannica (attualmente ferma intorno al 20%).
«La campagna usa tecnologie innovative per incoraggiare i londinesi a pensare prima di gettare la propria immondizia, aumentando la propria attitudine al riciclo –proseguono i promotori- Per la prima volta nell’ambito della comunicazione istituzionale, venendo incontro alla “generazione digitale”, mettiamo il messaggio sul riciclo direttamente nelle mani della gente, grazie a questo gioco per telefonia mobile».
Il software sfida l’utente a rendere “affamata” la propria pattumiera “malvagia” (quella del rifiuto indifferenziato), catturando tutti i materiali riciclabili in un contenitore verde prima che essa riesca a mangiarli. Il giocatore fa punti per ogni oggetto sottratto al cassonetto; il gioco termina invece quando la pattumiera riesce a mangiare tre oggetti che avrebbero invece potuto essere riciclati.
Questo gioco funziona sulla grande maggioranza dei telefonini “internet ready”, esclusi i Blackberry. Può essere scaricato on-line dal sito della campagna, dall’Apple Store (solo utenti iPhone) o ricevuto via sms inviando un messaggio con scritto “BIN” al numero 62967. Tutti gli utenti possono quindi inoltrare il software agli amici, nonché scaricare anche suonerie per cellulare e sfondi per il desktop.
«Sono molto soddisfatto di questa campagna, che usa tecnologie innovative per incentivare il riciclo –ha commentato Boris Johnson, sindaco di Londra e presidente del London Waste and Recycling Board- Il mio messaggio ai londinesi è infatti proprio quello di “affamare” le proprie pattumiere e riciclare, riciclare, riciclare».
La campagna -per la prima volta di Recycle for London- prevede anche tre spot televisivi, basati sulle avventure di “Alistair contro la Pattumiera Malvagia (Evil Bin)” e diffusi anche in rete, a partire da You Tube, oltre all’utilizzo dei canali già tradizionalmente usati: spot radiofonici trasmessi dalle numerose radio della capitale, inserzioni su carta stampata e on-line, affissioni nella metropolitana e pubblicità dinamica sugli autobus. La campagna è stata progettata dall’agenzia WCRS e pianificata da Mediaedge; il software Java per i cellulari è stato sviluppato dall’agenzia Incentivated.
Continua...