domenica 30 ottobre 2011

Prepariamoci! Il nuovo libro di Luca Mercalli


di Roberto Cavallo

Prepariamoci! Col punto esclamativo.
Me lo diceva sempre mia madre, quando ci aspettava una bella gita in montagna.
L’invito, che diventa esortazione, di Luca Mercalli, non evoca altrettante immagini terse, come sanno esserlo le giornate in montagna, quanto piuttosto giorni bui, se non usciamo dalla nebbia culturale che ci avvolge.

Luca inizia il libro consegnandoci i 10 comandamenti per il XXI secolo.

Non che l’autore sia caduto in un delirio di mitomane onnipotenza, chi lo conosce da decenni, come me, sa che è esattamente il contrario, ma piuttosto si fa portavoce, come un novello Spinoza, di un dio-natura, la cui disobbedienza altro non è che autolesionismo.Il libro si sviluppa in due parti più un’appendice.

La prima parte è “Quello che dobbiamo sapere” dove Mercalli, con una straordinaria sintesi ci introduce a concetti di sostenibilità che ancora non hanno preso spazio nei programmi didattici, ma che dovrebbero essere resi obbligatori, appunto perché “… dobbiamo sapere”.

Sono pennellate ricche di rimandi bibliografici, almeno una cinquantina, per chi vuole approfondire concetti di mobilità intelligente, corretta gestione dei rifiuti o risparmio energetico.

La prima parte prepara il terreno alla seconda, il piano B di Luca Mercalli, che richiamandosi al grande Lester Brown, ci accompagna mano per mano a scegliere comportamenti quotidiani che ci aiuteranno a sopravvivere senza “infilarsi una mano nell’inguine pronunciando qualche motto scaramantico”, ma piuttosto per convincerci “almeno una volta nella storia […] ad utilizzare la straordinario potenziale di conoscenza acquisito in millenni di avventura umana per decidere almeno in parte il corso del nostro futuro”.

Il grande valore aggiunto del libro è che il piano B non è fatto di un’alchemica ricetta teorica, o una ricca ricerca universitaria, ma piuttosto è un efficace resoconto della straordinaria coerenza della vita stessa dell’autore, che ci racconta come ha installato i pannelli solari per farsi l’acqua calda e poi quelli fotovoltaici per l’energia elettrica, oppure come si è costruito la cisterna per il recupero delle acque piovane o è riuscito ad ottimizzare il consumo energetico di una casa da ristrutturare.

Così lo stile di Luca è leggero e la lettura scorre via come una piacevole chiacchierata davanti ad un camino: personalmente preferisco un Mercalli un po’ meno diplomatico, come quando racconta, con evidente piacere, quando preso possesso della nuova casa in val Susa “presi una gigantesca mazza e cominciai a sferrare fendenti sull’orribile fioriera a fontana”. Capisco però che il rischio di beccarsi querele, che poi costano decine di migliaia di euro, come accaduto tra Barge e Bagnolo e raccontato a pag. 157 è alto e così ogni tanto lo sfogo è frenato da un’improvvisa frenata del racconto stesso.

Il libro è bello, Mercalli un raro esemplare di Homo sapiens sapiens attento e coerente. Buona lettura e come conclude l’autore: svegliamoci e prepariamoci!
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venerdì 28 ottobre 2011

Eco-cimitero: anche l'aldilà si fa ecologico



di Marzia Fialdini

In un periodo tradizionalmente associato al ricordo dei defunti, se ci si pone l'obiettivo primario per migliorare l'ambiente e il vivere ecologico, in ogni suo aspetto del quotidiano, allora dovremmo forse riflettere sul fatto che l'essere umano continua ad inquinare anche dopo la sua morte. In che modo? Può sembrare incredibile, ma ogni funerale rappresenta una vera e propria minaccia per l’ambiente: le bare sono spesso costruite con legname pregiato e vengono utilizzate vernici tossiche, i cimiteri necessitano di costose manutenzioni e vi è al loro interno un grande utilizzo di pesticidi per conservare freschi e intatti gli addobbi floreali.

La nuova frontiera dell’ecologismo passa quindi dal cimitero: la fine di una vita può rappresentare una nuova linfa per l’ambiente. A marzo dello scorso anno è stato inaugurato il primo cimitero ecosostenibile a Blackley, un piccolo comune vicino Manchester, città dell’Inghilterra centrale. In quest’area i corpi dei cari estinti sono stati collocati all’interno di bare biodegradabili, prive di sostanze cancerogene e le lapidi di marmo sono state sostituite da una pietra grezza o da un albero, su cui è stata incisa una cifra, in modo che i resti terreni siano univocamente rintracciabili. Inoltre, il carro funebre è diventato elettrico e non c'è più bisogno di giardinieri, perché la natura, facendo il suo corso, pensa a tutto. Nel Regno Unito in poco tempo i cimiteri ecologici hanno già raggiunto quota 228 unità.

In Olanda gli ambientalisti hanno invece proposto un'idea affascinante: far crescere un albero dalle proprie ceneri, contribuendo a dare nuova linfa al Pianeta. In Australia è stato inaugurato lo scorso 1° luglio un ecocimitero che potremmo definire per certi versi “rivoluzionario”: niente lapidi per registrare la posizione esatta e localizzare successivamente il defunto si usa il GPS. Il cimitero ecologico a impatto zero è il St. Francis Field (deve il suo nome a San Francesco di Assisi), presso il cimitero di Kemps Creek nella periferia ovest di Sydney. Attualmente ha una capienza di 300 persone, 300 veri e propri eco-defunti che ridurranno la loro impronta sull’ambiente in vita come in morte. Come? Tutto, all’interno del cimitero è naturale ed ecologico: dalle bare biodegradabili realizzate senza ricorrere all’impiego di sostanze chimiche e con un processo a zero emissioni, alla procedura di preparazione della salma che avviene senza impiegare conservanti e disinfettanti, agevolando in tal modo il riciclaggio naturale. L’uso di un sito è concesso per un periodo di 30 anni, trascorsi i quali si potrà rinnovare ulteriormente.

E in Italia? Nel nostro Paese già dal 2007 è possibile usare bare biodegradabili, ma sicuramente non sono tra le più diffuse. Nel 2010 invece per la prima volta è stato creato November Rain un oggetto di design da usare nei cimiteri che pone al centro dell'oggetto l'acqua: essa è vita, recuperarla, conservarla e riutilizzarla è un nobile gesto che ogni essere umano dovrebbe far proprio anche dopo la morte. November Rain è un progetto di Andrea Vecera per una tomba autosufficiente, che recupera l'acqua e la usa anche per generare l'elettricità necessaria all'alimentazione di un led.

La Natura ci ha dato la vita, sarà quindi giusto che il corpo, dopo essere stato sepolto, torni nuovamente a Lei, affinché il ciclo continui.
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mercoledì 26 ottobre 2011

GOF: perché vogliamo cambiare il mondo, non il clima



di Irene Gozzelino

Il problema dei cambiamenti climatici è ovviamente globale, però non viene ugualmente sentito ed affrontato nei diversi paesi: per esigenze economiche e di sviluppo diverse, per incidenza più o meno marcata delle sue conseguenze, per priorità altre e più impellenti. Se però c’è chi è maggiormente “colpevole” della febbre del nostro pianeta e c’è chi ne è maggiormente vittima, il destino è uno e comune: quello dell’avviarsi inesorabile verso un’epoca di grandi cambiamenti della biosfera, dinnanzi ai quali l’uomo, fra tutte le creature viventi, sembra essere il più vulnerabile. Come manifestare l’allarme e la volontà di agire? Come comunicare in un'unica lingua, se non fatta di uguali parole, fatta di uguali concetti ?

Il progetto Goundring Our Future è stato realizzato per questo: della durata di un anno, finanziato dall’Unione Europea all’interno del programma Youth in Action, ha coinvolto giovani volontari provenienti da Mauritius, Vietnam, India, Italia e Germania e si è concluso il primo ottobre, a Roma, presso la casa dell’Utopia.

Il progetto si è svolto in più fasi: come primo approccio tutti i partecipanti hanno presentato la propria nazione e il relativo punto di vista sui cambiamenti climatici durante dieci giorni di seminario a Karnitz, guidati da personale esperto del KMGNE; a questa fase “preparatoria” né è seguita un’altra, più breve, a Berlino, ed in seguito gli scambi: ogni volontario ha trascorso un mese in un paese coinvolto ospitante dove GOF si è espresso secondo un caleidoscopio di attività quali campagne di sensibilizzazione, seminari, biciclettate.

Il partner italiano è stato il Servizio Civile Internazionale, il cui responsabile del coordinamento nazionale, Roberto Carraro, ha gentilmente risposto ad alcune nostre domande.

Perchè lo SCI Italia ha deciso di partecipare al progetto GOF? Quali erano gli aspetti "attraenti" del progetto?
«Abbiamo pensato il progetto con l'idea di smentire lo stereotipo secondo cui pratiche sostenibili e rispetto per l'ambiente sono una caratteristica solo dei paesi del Nord del mondo. Abbiamo voluto portare avanti un progetto basato sullo scambio orizzontale e reciproco tra nord e sud del mondo, per sentire l'impegno per la giustizia ambientale e climatica come un elemento che ci accomuna anziché divide. Altro obiettivo è stato quello di ricordarci come il sud del mondo sia tragicamente colpito dal riscaldamento globale, pur essendo questo causato sopratutto dai paesi più industrializzati».

Come possono questo tipo di progetti sviluppare consapevolezza nei confronti delle tematiche ambientali più "scottanti" di questo nostro periodo storico?
«Possono farlo nella misura in cui creano partecipazione vera, e vicinanza ad una serie di tematiche da parte di giovani di ogni angolo del pianeta che sono stati attori del progetto e mai spettatori passivi. Questo è stato ciò che abbiamo sempre cercato in Grounding Our Future».

Perché pensi che i prodotti multimediali realizzati e le campagne organizzate nei diversi paesi siano efficaci?
«Perché vivono della partecipazione di chi li ha creati, che li rende attraenti e veri, perché rispecchiano quello che il progetto è stato, come contenuto, come relazioni, come azioni svolte sul territorio».

Per un assaggio di GOF, c’è il video The Proposal che trovate a corredo di questo articolo, per tutto il resto esistono un sito web ed una pagina Facebook.
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lunedì 24 ottobre 2011

SERR 2011: iscrizioni prorogate al 2 novembre


di Francesca Morra


Procede a gonfie vele la Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti e proprio questo slancio di volontà da parte del pubblico, in dirittura della scadenza delle adesioni fissata per il 15 ottobre, ha portato gli organizzatori italiani, AICA come Segreteria Organizzativa insieme al Comitato Promotore, a prorogare al 2 novembre il termine entro il quale inviare le schede di partecipazione alla SERR 2011.

L’obiettivo è quello di raggiungere e, perché no, superare quota 600 azioni, oltrepassando così le 585 conteggiate l’anno scorso in tutta Italia. La Segreteria Organizzativa italiana afferma che le azioni finora validate e registrate ufficialmente sono più di 370, ma molte sono ancora in fase di validazione. Da questo punto di vista gli organizzatori sono molto positivi e si aspettano il boom dell’arrivo delle schede di adesione intorno al ponte del primo novembre, in perfetto stile italiano: «L’importante è partecipare numerosi e riuscire a diffondere ciò che la “Settimana” vuole trasmettere: ridurre i rifiuti si può, concretamente e anche semplicemente, attuando accorgimenti quotidiani» come affermato nell’ultimo comunicato stampa e come si evince dal video ufficiale dell’iniziativa diffuso su You Tube e su Facebook.

Proprio questo spirito di condivisione degli obiettivi, ha dato il via a nuove azioni comuni che si terranno in tutta Europa. Queste riguardano diverse categorie: riduzione dei rifiuti dal cibo; riusare e riparare; riduzione dei rifiuti dagli imballaggi. Ognuna comporta la pesatura effettiva dei rifiuti risparmiati agendo come indicato nelle schede informative: dall’organizzazione di un tea party free-waste, all’allestimento di mense sostenibili, alla raccolta di potenziali rifiuti riparandoli e destinandoli ad altri usi. In questo modo si può capire effettivamente quanto piccole azioni quotidiane possano ridurre in modo drastico la produzione dei rifiuti.

Tutti coloro che volessero rimanere aggiornati sulle evoluzioni della Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti possono visitare il sito ufficiale italiano, quello europeo e la pagina Facebook con l’evento associato. Manca ancora qualche giorno prima della nuova scadenza per le adesioni alla Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti: la Segreteria Organizzativa (segreteria@assaica.org) è pronta ad accettare chiunque abbia voglia di aderire, che sia un’associazione, un ente, un’amministrazione, un istituto scolastico, un’impresa o altro ancora. La partecipazione è aperta a tutti coloro che vogliano diffondere la pratica della riduzione dei rifiuti. Ci aspettiamo quindi moltissime azioni accompagnate da originali ed efficaci campagne di comunicazione di cui daremo notizia nei prossimi articoli.

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venerdì 21 ottobre 2011

Infopo: un fiume tutto da navigare

di Eleonora Anello

Tornano alla ribalta quando a causa di precipitazioni straordinarie i loro livelli si innalzano pericolosamente o a causa di piccole grandi maree nere di acqua dolce, per il resto i fiumi sembrano essere stati dimenticati dai cittadini di oggi.

Così i corsi d’acqua che attraversano molti centri urbani, diventano i protagonisti di diverse campagne di comunicazione ambientale, alcune nettamente fuori dalle righe, come il Big Jump. Ci sono poi iniziative poco eclatanti che concorrono meno spettacolarmente alla loro rinascita e alla loro valorizzazione di spazio pubblico da sfruttare in modo sostenibile. Come il portale internet Infopo, inaugurato nel giugno 2009 e completamente rinnovato a luglio di quest’anno.

Pensato e realizzato come uno strumento di informazione e approfondimento sulla vita del fiume e i suoi luoghi, nelle sue pagine si forniscono informazioni, dati, foto e filmati, recensioni di libri e riferimenti bibliografici.

Chiediamo a Daniele di Domenico, responsabile del progetto, come stanno andando le cose...
«Dalle mail e dai commenti che fino ad oggi ci sono pervenuti, notiamo che Infopo ha suscitato molto interesse tra la popolazione pur non sfruttando ancora al massimo l’interattività che il web offre. Abbiamo avuto dei picchi di interesse in occasione del disastro ambientale che l'anno scorso ha colpito il Lambro e di conseguenza anche il Po, a seguito dello sversamento di idrocarburi. In genere questi eventi di cronaca alzano molto il livello di attenzione della popolazione che esige delle risposte chiare e tempestive».

Perchè proprio un sito?

«Il CIDIEP, la struttura che promuove il progetto, opera nel campo dell’informazione e dell’educazione su temi ambientali che riguardano il bacino del Po. Dal 2007 promuoviamo progetti con le scuole e le amministrazioni locali per favorire la partecipazione dei cittadini ai processi decisionali per il governo del territorio. Lavorando su un area così vasta (dal Piemonte al Delta del fiume Po,) si è pensato che un portale potesse favorire la circolazione delle informazioni e lo scambio di esperienze tra realtà anche molto lontane tra loro. Inoltre, da una analisi condotta in rete, abbiamo potuto constatare che per quanto riguarda il Grande Fiume non c'era uno spazio nel quale si rendessero disponibili informazioni su temi ambientali, di facile lettura e comprensione per un pubblico non specializzato. Esistevano solo siti e portali gestiti da organismi tecnici e quindi orientati verso un pubblico di addetti ai lavori. Così abbiamo cercato di fare attraverso il portale il lavoro che dal 1995 il CIDIEP ha sempre fatto sul territorio: tradurre in un linguaggio semplice e accessibile informazioni attinte direttamente da fonti autorevoli come L'Autorità di Bacino del Po, le ARPA, le amministrazioni locali, ecc».

Soddisfatti del lavoro svolto?

«Beh... C'è ancora molto da fare. Prima che la rete si accorga che esisti e riconosca il sito come un punto di riferimento, uno spazio dove trovare informazioni e porre domande e istanze, ci vuole tempo. Nonostante il periodo di crisi che sta investendo il nostro Paese e considerando i mezzi che abbiamo a disposizione, siamo contenti dei risultati che stiamo ottenendo».

Qualche anticipazione per i nostri lettori?

«Al momento possiamo solo dire che stiamo utilizzando InfoPo come strumento di supporto ad azioni concrete che attiveremo sul territorio».

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mercoledì 19 ottobre 2011

Envi.info ha stretto amicizia con Facebook



La comunicazione ambientale e i social network che hanno cambiato le nostre relazioni interpersonali. Alla continua ricerca di nuove soluzioni per la distribuzione dei propri contenuti editoriali, anche Envi.info è approdato su Facebook. La nuova versione sociale permette principalmente di leggere le news online sul giornale.

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Rimani al passo coi tempi, metti in rete contenuti editoriali, best practises, immagini e video. Suggeriscici inizative e campagne di comunicazione ambientale. Aiutaci a far crescere la nostra comunità con tanti click su “Mi piace” a Envi.info e suggerendo la pagina ai tuoi contatti! Ti aspettiamo!

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lunedì 17 ottobre 2011

Meno rifiuti e meno plastica con le nuove iniziative di Porta la Sporta per la SERR 2011


di Francesca Morra

Di rifiuti se ne producono ormai troppi e di tutti i tipi, ma uno di quelli che maggiormente possiamo notare è la plastica. Infatti essa costituisce il 15% circa dei rifiuti prodotti da una famiglia media italiana e nonostante esistano quasi 100 tipi di plastiche diverse questa può essere differenziata allo stesso modo. Ma soprattutto si può ridurla arrivando fino a 15 kg di plastica prodotta in meno, adottando numerosi e semplici stratagemmi.

Questo è l’obiettivo principale della nuova iniziativa Meno Plastica: traguardo 15 kg in 7 mosse che, insieme ad altre due iniziative, Mettila in rete e Sfida all'ultima Sporta, è stata lanciata da Porta la Sporta in occasione della Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti - SERR 2011 che si terrà in tutta Europa dal 19 al 27 novembre 2011.

Queste tre iniziative sono state proposte agli Enti Locali italiani attraverso un mailing capillare. Inoltre altre azioni possono essere intraprese autonomamente dai cittadini senza aiuti esterni come bere l'acqua del rubinetto o utilizzare la sporta invece dei sacchetti monouso in ogni occasione di acquisto. Altre invece richiedono l'intervento del mondo della produzione, della grande distribuzione, dei negozi di vicinato e di legislazioni adeguate in modo che vengano messe a disposizione dei cittadini maggiori opportunità di acquisto a basso impatto ambientale.

Silvia Ricci di Porta la Sporta racconta le difficoltà di far capire ai produttori, ma soprattutto ai distributori, la necessità di cambiare e rinnovare la gamma dell’offerta dei prodotti ecosostenibili, come per esempio i detersivi o i prodotti alimentari “alla spina” o sfusi, ma afferma anche che si possono fare grandissimi passi avanti in questo campo: «Non va dimenticato che la grande distribuzione, se davvero vuole, può dare corso a cambiamenti epocali poiché può influenzare il mondo produttivo a monte, mettendo dei paletti, e al contempo sensibilizzare e supportare il consumatore ad affrontare il cambiamento».

La campagna, cercando quindi di coinvolgere tutti gli attori che possono concorrere alla soluzione del grave problema della troppa produzione dei rifiuti, in particolare della plastica, si estende in diverse modalità, soprattutto sul web attraverso un attivo sito www.portalasporta.it nel quale vengono spiegate nel dettaglio tutte le iniziative lanciate per poter partecipare alla SERR 2011 o semplicemente per contribuire alla riduzione dei rifiuti, tema ormai tanto importante quanto urgente.
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venerdì 14 ottobre 2011

Staffetta dell’acqua. Di contestazione in contestazione


di Eleonora Anello

Continua la Staffetta dell’Acqua, evento nazionale che sta appassionando un vasto e partecipe pubblico. Partita lo scorso 13 settembre dal Festival dell’acqua di Genova, si concluderà a Bari il 17 ottobre, attraversando 12 città italiane.

Ai blocchi di partenza come tedoforo - anzi, “idroforo” - Pietro Mennea, ex recordman olimpico dei 200 metri piani. Il velocista arriva di città in città con in mano la borraccia della Staffetta, riempita d’acqua in ogni tappa, come simbolico passaggio di testimone tra le realtà coinvolte. Ad attenderlo ad ogni traguardo Marina Senesi, in collegamento quotidiano con la trasmissione radiofonica Caterpillar di Rai Radio Due.

La Staffetta dell’Acqua, promossa da Federutility (la federazione delle aziende idriche ed energetiche italiane), vuole promuovere le iniziative dei territori in favore dell’acqua di rubinetto e responsabilizzare i cittadini ad un uso corretto e consapevole dell’acqua, risorsa che in Italia può vantare elevati livelli di qualità.

In ciascuna tappa il coinvolgimento diretto dei gestori del servizio idrico delle città ospitanti è stato fondamentale, come previsto dalla campagna. Non è però andato tutto liscio come preventivato. A Reggio Emilia, Firenze ed Ancona l’iniziativa è stata contestata dai comitati per l’acqua pubblica che hanno accusato Federutility di ignorare l’esito dei referendum.

Più contestatori che partecipanti? Potete seguire il rash finale collegandovi al sito e alla pagina di Facebook dedicati, meglio ancora se vi terrete informati consultando anche altre fonti.
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mercoledì 12 ottobre 2011

Kuminda: un menù di eventi che soddisfa palato e menti


di Francesca Maio

Un evento che si snoda in un contesto di comunicazione di stili di vita ecosostenibili attraverso un festival che racconta il cibo. Cascina Cuccagna - una delle più antiche cascine agricole milanesi nascosta tra i palazzi di Corso Lodi, alle spalle di Porta Romana – ospiterà dal 14 al 18 ottobre, in occasione della Giornata Mondiale dell’Alimentazione, Kuminda, il Festival del Diritto al Cibo organizzato a Milano da ACRA e Terre di Mezzo. Saranno tre giorni di iniziative per raccontare il cibo attraverso l’arte, la musica e il teatro in perfetta sintonia con unl uogo simbolo della Milano sostenibile.

Non mancheranno momenti di approfondimento con esperti internazionali, aperitivi etnici e a km zero; da non perdere un incontro a più voci per parlare di cultura, migrazione e integrazione punjabi in Italia e in Lombardia accompagnato da una squisita degustazione di grana padano e pakore.

Un mercato agricolo sarà l’occasione per sperimentare una spesa diversa dal solito acquistando i prodotti delle campagne milanesi.

Ce n’è per tutti, anche per i più piccoli a cui saranno proposti laboratori ad hoc che uniranno gioco ed educazione per avvicinare i bimbi al cibo e alla stagionalità degli alimenti.

Tra le tante iniziative da non perdere lo spettacolo LABEL, Questioni di etichetta, che ci svelerà con il linguaggio teatrale gli indiscreti retroscena della grande distribuzione e del nostro modo di consumare. Un inconsueto laboratorio di cucina in lavastoviglie ci guiderà insieme a Lisa Casali, autrice del blog Ecocucina, per imparare a cucinare dei deliziosi piatti utilizzando la lavapiatti come “forno” a impatto zero. Provare per credere.

Il 17 e il 18 ottobre all’Anteo spazio Cinema, Kuminda proporrà una selezione di corti e lungometraggi dal Festival delle Terre di Roma creando per l’occasione la possibilità di poter conoscere insieme a critici e registi storie di culture e colture raccontate attraverso l’occhio della cinepresa.

Dal 14 al 18 ottobre siamo chiamati ad essere protagonisti insieme al cibo per raccontare stili di vita sostenibili. Vietato mancare!
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lunedì 10 ottobre 2011

La Società del riciclo come risposta alla crisi


di Giuseppe Totaro

Quanto è stato fatto e quanto è ancora da fare a tre anni dalla Direttiva Europea sui Rifiuti? E’ possibile costruire un dialogo tra Europa e Africa sulla riduzione dei rifiuti? Sono questi i temi principali de “La Società del Riciclo: attuazione pratica della direttiva quadro sui rifiuti a livello locale e regionale”, il convegno internazionale che si terrà a Genova il 26 e 27 ottobre organizzato da Acr+ e AICA, in collaborazione con il Comune di Genova e Amiu Genova e con il contributo di Cns, ERICA e Novamont.

Il convegno si svolgerà a Palazzo Rosso, in via Garibaldi 18. Tutte le informazioni, le modalità di partecipazione e il programma dettagliato sono reperibili sul sito www.genoawaste2011.eu.

L’occasione per dibattere e fare il punto sulla direttiva europea quadro sui rifiuti 98/2008 è l’assemblea annuale dell’Acr+, che per la prima volta viene ospitata da Genova e che si terrà in chiusura del convegno. La partecipazione dei numerosi soci dell’Associazione, provenienti da tutta Europa e dai paesi del Mediterraneo (ma sono attese delegazioni anche da Sierra Leone, Nigeria e Guinea) consentirà di creare un interessante momento di confronto e scambio di esperienze “virtuose” locali e internazionali. Nella due giorni di convegno saranno numerosi gli interventi anche da parte di esperti italiani in campo ambientale, tra cui Daniele Fortini, presidente di Federambiente; Walter Facciotto, direttore generale di CONAI; David Newman, direttore del Consorzio Italiano Compostatori e di Solid Waste Italia; Roberto Cavallo, presidente di Aica e della Cooperativa Erica; del professor Walter Ganapini, membro onorario del Comitato scientifico dell’Agenzia Europea dell’Ambiente.

Al termine della prima giornata di lavori, il 26 ottobre, dalle 19 ci sarà un tour guidato al nuovissimo Laboratorio Energia e Rifiuti di Genova, ospitato presso i Magazzini dell’Abbondanza.

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venerdì 7 ottobre 2011

Le star del cinema per l’ONU



di Annalisa Tancredi

E’ difficile non ascoltare un appello umanitario quando a pronunciarlo è una star di Hollywood. Ciò che le celebrità dicono o fanno spesso sembra rivestito di maggiore autorevolezza e veridicità, al punto da riuscire ad attirare con più efficacia l’attenzione selettiva e influenzare i comportamenti. Antonio Banderas, attore e personalità di spicco del panorama cinematografico internazionale, appare sugli schermi questa volta nelle vesti di Ambasciatore di Buona Volontà del programma ONU per lo sviluppo (UNDP), per pronunciare un accorato appello sulla crisi alimentare del Corno d’Africa.

Lo scorso 29 luglio L’ONU ha lanciato l’allarme a tutte le Nazioni, definendola come la peggiore carestia degli ultimi 60 anni. In Gibuti, Etiopia, Kenya e Somalia le popolazioni sono costrette a scappare verso i campi di accoglienza a causa di siccità, carestia, conflitti e aumento dei prezzi. Il 20% delle famiglie deve far fronte a una grave carenza di cibo, più del 30% delle persone soffre di malnutrizione acuta e la mortalità giornaliera è di circa 2 morti ogni 10.000 individui. Bambini muoiono di fame e sete e da quanto affermato dal vice-segretario dell’ONU Asha-Rose Migiro «Il futuro di un’intera generazione si trova in bilico».

Complice della siccità è il surriscaldamento del globo che influenza le temperature degli oceani e l’andamento delle piogge (ENSO - El Niño-Southern Oscillation). Il surriscaldamento delle acque dell’Oceano Indiano infatti, a causa delle emissioni di gas serra, ha provocato la diminuzione delle piogge nelle aree del Corno d’Africa.

In queste disastrose situazioni, gli Ambasciatori di Buona Volontà sfruttano la loro fama per amplificare verso i media le richieste di aiuto ed evidenziare al pubblico tali problematiche. A rendere il messaggio efficace, infatti, contribuiscono la popolarità del personaggio e la considerazione che il target nutre nei suoi confronti: più sono conosciuti, maggiore sarà il bacino di utenza; più sono autorevoli maggiore sarà l’influenza sui comportamenti dei destinatari.

Le campagne di comunicazione sociale e ambientale, mirate alla sensibilizzazione e alla mobilitazione delle masse sui temi di interesse pubblico, si servono quindi dei testimonial per vincere una duplice sfida: mettere in campo tutte le risorse creative possibili per risvegliare il pubblico dall’assuefazione all’allarmismo mediatico e sganciare la comunicazione sociale dall’uso di mezzi poco attraenti e scarsamente incisivi.

Riportiamo di seguito l’appello di Antonio Banderas: «Lungo il Corno d’Africa sta avendo luogo la peggiore crisi alimentare del mondo. La sete, la siccità, conflitti e l’aumento dei prezzi, lasciano la gente affamata. Centinaia di migliaia di persone hanno dovuto lasciare le loro case, camminare per settimane alla ricerca di cibo. Più di 12 milioni di persone sono in situazioni disperate e il numero cresce ogni giorno. Le Nazioni Unite stanno lavorando per salvare loro la vita ed aiutarli a ritornare alle loro terre. Anche noi stiamo lavorando affinché le popolazioni siano più preparate ad una crisi come questa. Quindi la vita non è ancora persa e possiamo permettere loro di sopravvivere. Io stesso sono coinvolto in questo progetto delle Nazioni Unite e spero che anche voi facciate lo stesso, perché intervenire ora può fare la differenza».

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mercoledì 5 ottobre 2011

Lo IED per Gaza: i futuri architetti costruiscono una scuola ecosostenibile


di Annalisa Tancredi

Una struttura didattica a ridotto impatto ambientale nel cuore del Parco Michelotti di Torino: “Pensare verde, costruire sostenibile” sono le sue fondamenta e a realizzarla sono stati gli studenti del Master in Sustainable Architecture dell’IED - Istituto Europeo di Design, nel corso del workshop “Una scuola sostenibile”.

Il modello di ecosostenibilità in scala reale sarà presentato agli occhi della stampa venerdì 7 ottobre alle ore 13:00, all’interno del Parco torinese dove è stato originariamente realizzato. Nel corso della conferenza “Pensare verde, costruire sostenibile” interverranno l’Assessore all’Ambiente della Città di Torino Enzo Lavolta, il Direttore dell’IED di Torino César Mendoza e il Gruppo Arcò - Architettura & Cooperazione, che ha gestito l’intero workshop di progettazione mettendo in campo la già consolidata esperienza nel settore della bioarchitettura per i paesi in via di sviluppo.

Obiettivo del workshop infatti, è stata la realizzazione di un prototipo di aula didattica eco-sostenibile in scala reale destinata ai territori della striscia di Gaza. Gli studenti della II edizione del Professional Master IED diretto da Mario Cucinella - Studio MCA, hanno dovuto affrontare una duplice sfida: progettare sostenibile ma soprattutto confrontarsi con il territorio in cui si opera e analizzare le risorse che esso può limitatamente offrire in circostanze avverse.

Si è reso necessario per gli studenti, quindi, l’apprendimento di tecniche specifiche di costruzione, condizionate dalla povertà, dai materiali reperibili e dalla forza lavoro disponibile in loco. Le principali metodologie utilizzate sono ad esempio il riciclaggio di materiali, come il riuso di copertoni dismessi di automobili e sacchi di terra per la costruzione del muro perimetrale (già sperimentata dal Gruppo Arcò con il progetto “Una scuola di Gomme”); o l’impiego di travi di legno e terra per la copertura della struttura. Inoltre fondamentali sono le tecniche di assemblaggio dei materiali a basso contenuto tecnologico, particolarmente versatili e rapide ma perfette per le prestazioni bioclimatiche rese.

Per alcuni giorni i giovani futuri architetti si sono messi all’opera ed hanno concretamente plasmato il frutto di un affinato lavoro di intelletto e funzionalità. In un contesto in cui il progresso non ha ancora estinto la naturale ed elementare manualità, bisogna assumere un nuovo punto di vista rispetto alla funzionalità di un oggetto, tale da convertire uno pneumatico in un laterizio.

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lunedì 3 ottobre 2011

Difficile fermare una guerrilla


di Eleonora Anello

Non sono lontani i tempi in cui vi parlavamo di una divertente campagna di ambient marketing promossa dal gruppo automobilistico tedesco Volkswagen, la più grande azienda automobilistica europea. Mentre allora veniva apprezzata per le ottime scelte di comunicazione ambientale, oggi Greenpeace ne svela il “lato oscuro”. Ed è subito detournement!

Gli instancabili di Greenpeace che della parodia hanno fatto la loro grande arma, sono riusciti a sfruttare la potenza mediatica degli avversari, mutando, sulla base delle informazioni a loro disposizione, il cliccatissimo spot di lancio della Passat.Il divertente video ufficiale vedeva un baby Darth Vader esercitarsi a spostare gli oggetti con la sola imposizione delle mani. Il contro video che ha dato il via alla campagna virale Volkswagen darkside invece svela il “vero” ruolo di Volkswagen e chiama a raccolta i ribelli. Secondo GP, la casa automobilistica piuttosto che impegnarsi nell’ideazione di autovetture più ecologiche, spende le sue energie in azioni di lobbyng per fermare l’innalzamento dei target di riduzione delle emissioni di gas serra nell’Unione Europea.

Parte dunque la guerrilla via web. Ed una volta partita, è difficile arrestare il suo divenire. Ma veniamo ai fatti. Il 28 giugno la versione inglese del video virale contro Volkswagen, in quel periodo il più condiviso al mondo, è stata rimossa da Youtube. La censura è stata voluta dai creatori della saga di Star Wars, la LucasFilmLtd, appellandosi al copyright.

Così, mentre il canale ufficiale degli ambientalisti è stato oscurato, la rete è insorta e i singoli utenti, allertati da messaggi su Facebook e Twitter, hanno continuato a condividere il video. Alla luce dei fatti, l’effetto è stato diametralmente opposto da quello sperato, se si considera che gli utenti hanno postato il video parodia più agguerriti di prima, spinti da maggiore convinzione e un’intensa determinazione.

«Quasi due milioni di persone hanno già visto il nostro video, che è un modo leggero per raccontare la verità su Volkswagen e sul modo in cui si oppone alle leggi per la salvaguardia del clima – commentava in quei giorni Andrea Boraschi responsabile della campagna Energia e Clima di Greenpeace Italia - Ci dispiace sia stato oscurato sul canale Youtube di Greenpeace International e su quelli di altri uffici nazionali di Greenpeace. Ci auguriamo che questa censura si interrompa presto dando di nuovo a tutti la possibilità di vedere ovunque il nostro video».

Al motto di “If you strike us down, we shall become more powerful than you could possibly immagine” ovvero “Se ci colpirai, diventeremo più potenti di quanto tu possa mai immaginare”, premonitrice frase proprio di Star Wars, il video spopola ancora in rete. Greenpeace ha così potuto contare su un esercito di milioni di Jedi che hanno scritto a VW e diffuso esponenzialmente la chiamata.

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