venerdì 30 settembre 2011

Il futuro? Rinnovabile


di Eleonora Anello

Il Doodle che campeggia oggi sull’homepage di Google è dedicato alle energie pulite. Le 6 lettere che formano il nome del più famoso e utilizzato motore di ricerca al mondo sono state trasformate in simboli di energia verde e pulita. Gli autori sono gli studenti della scuola primaria Borgo Rosselli di Porto San Giorgio, vincitori del concorso artistico “L’Italia tra 150 anni”, indetto lo scorso aprile.

Con oltre 20.000 voti ha vinto “Avanti con energia!”, logo che ha puntato sulle tecnologie energetiche sostenibili come l’eolico e il solare che ben si adattano alle caratteristiche del nostro paese e che, ci auguriamo, possano essere sfruttate non solo per i prossimi 150 anni, ma anche oltre! Noi intanto ci salviamo questo ben auspicante Doodle sul nostro pc!
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giovedì 29 settembre 2011

Il futuro della Terra nelle mani di un cartoon



di Annalisa Tancredi

Ecologia? Un bambino di 5 anni potrebbe saperne più di un adulto; ma a fargli scuola questa volta non è stata la Pubblica Istruzione, bensì un cartone animato, “2 amici per la Terra”, coprodotto nel 2008 da Rai Fiction e Union Contact. L’autore è Marco Gisotti, noto giornalista ed esperto di comunicazione ambientale:«Una serie che ho ideato e scritto con grande passione – dichiara lo scrittore reduce del recente successo del libro “Guida ai green jobs” - ma al momento è “congelata”, sebbene la Rai ne sia rimasta molto soddisfatta».

“2 amici per la Terra” ha lo scopo di veicolare ai bambini di 4-8 anni contenuti sorridenti ad elevato valore pedagogico e formativo, per un approccio sostenibile e rispettoso nei confronti del Pianeta Terra.

I due inseparabili amici sono Pietro, un ragazzino di 10 anni molto curioso e pasticcione, un sensibile sognatore affascinato dall’ambiente che lo circonda, e Raimondo, l’uomo dal futuro esperto di ecologia, approdato sulla Terra dal 3000 per studiare il primitivo XXI secolo, epoca lussureggiante e florida ma causa delle maggiori problematiche ambientali.

Senza allarmanti catastrofismi un personaggio del futuro spiega ad un ragazzino di oggi soluzioni concrete per preservare il Pianeta Terra: l’utilizzo dell’energia libera del sole, le 4 “R” del riciclo, la tutela della biodiversità e la razionalizzazione delle risorse. Tutto attraverso un cartoon simpatico e divertente, utile anche ai più cresciuti, che ha l’intenzione nobile di stimolare una nuova e giovane coscienza collettiva, più consapevole del cambiamento di rotta che il progresso economico e sociale devono necessariamente affrontare.

Nel 2008 sono state trasmesse su RaiTre tredici puntate della serie che purtroppo non ha avuto ancora seguito. «Ne avevamo previste 26, ed è un vero peccato che non sia stata ancora rifinanziata nonostante il successo di pubblico» ha dichiarato Mario Cavazzuti, direttore del dipartimento di TV e Cinema di Union Contact.

Per chi non ha avuto modo di seguirla, la serie è on-line su Rai.tv; inoltre lo scorso anno è stato realizzato un episodio speciale per la campagna "Frutta nella scuola". Qui una piccola parte dell'episodio.
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lunedì 26 settembre 2011

Ravenna 2011: rifiuti, acqua, energia e arte


di Eleonora Anello

Ravenna 2011 è anche eventi collaterali. E per il 4 anno chi si recherà al festival potrà ammirare le opere d’arte di “Emergenze creative”. I talenti che si cimenteranno in questa edizione sono Dacia Manto per il tema dei rifiuti; Elena Arzuffi per l’acqua; e Massimiliano Pelletti che affronta in modo ludico l’energia ecosostenibile.

La rassegna, nata dalla collaborazione con il Laboratorio Labelab, è l'occasione per gli artisti di condividere con un vasto pubblico la propria sensibilità ambientale, proponendo un percorso di arte pubblica fra le storiche vie di Ravenna che ospiteranno l’ormai noto festival dedicato all’ambiente.

In Piazza San Francesco, fra le colonne dei portici si solleverà la “Wood seer” una grande scultura fluttuante, suggestiva installazione di Dacia Manto, incentrata sul tema dei rifiuti inteso come riutilizzo di materiali di scarto, interamente composta da vecchi disegni realizzati sia dall'artista stessa che da alcuni bambini ravennati protagonisti e allo stesso tempo interpreti dell'opera. La nuvola-vegetazione prenderà forma direttamente sotto gli occhi dei cittadini, che, se vorranno, potranno partecipare alla realizzazione dell’opera consegnando direttamente all’artista i propri disegni a tema ambientale il 28 e 29 settembre alle ore 17.

In Piazza del Popolo Elena Arzuffi s’interrogherà sul valore dell’acqua invitando il pubblico a partecipare ad una rivisitazione del gioco della campana, dove al posto della casella “cielo”, ci sarà quella dell’“acqua”. Recuperando uno dei più antichi e amati giochi per bambini, l’artista sceglie di dare sfogo alla fantasia dei partecipanti rivolgendo a loro tre apparentemente semplici domande inerenti al colore, al profumo e alla forma dell’acqua. Le risposte più originali e significative, saranno pubblicate sul sito di Emergenze Creative.

Infine, in Piazza del Popolo si potrà ammirare Rabbits in the sun, opera composta da sculture di conigli a grandezza naturale raggruppati attorno a barattoli di vetro che catturano i raggi solari. Il lavoro di Massimiliano Pelletti illustra come produrre e avvalersi di energia in maniera ecosostenibile. L’opera infatti di giorno raccoglie la luce per utilizzarla nella notte illuminando i simpatici animaletti. Il carattere ludico dell'installazione mira a incuriosire un'utenza giovane, svolgendo altresì un'importante azione educativa inerente all'utilizzo delle energie rinnovabili.

Non si può mancare a questo interessante connubio tra arte e ambiente, riflessioni critiche viste con gli occhi di tre artisti contemporanei.

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venerdì 23 settembre 2011

“Amnisiadi: le Olimpiadi dei rifiuti dimenticati”: quando il gioco diventa green!


di Valeria Rocca

Si terrà domenica 25 settembre, in concomitanza con “Puliamo il Mondo”, storica iniziativa di Legambiente, la terza edizione di “Amnisiadi: le Olimpiadi dei rifiuti dimenticati”. L’iniziativa, sostenuta e promossa dalle rete INFEA tra laghi e colline (Progetto della Regione Piemonte di servizi per l’educazione ambientale), dal Comune di Avigliana e dal Parco Naturale dei Laghi di Avigliana, si svolgerà, proprio, presso il Parco, nella zona di Lago Piccolo.

Ma che cosa sono le Amnisiadi? Abbiamo posto qualche domanda a Laura Grandin, responsabile di Antichi Passi, organizzazione che si occupa del servizio visite guidate del Parco e gestisce la didattica dell’Ente nelle scuole.

Per prima cosa, perché avete scelto il nome “AMNISIADI”?
«AMNISIADI è un gioco di parole. L’Amnesia è la perdita momentanea della memoria, mentre “Amnis”, è un termine dialettale per chiamare l’immondizia. Associare l’idea del gioco all’iniziativa vuole alleggerire" la tematica rifiuti, rendendola accessibile a tutti. La domanda che si pone è “Possiamo dimenticarci dei nostri rifiuti?».

Che cosa sono, concretamente, le “OLIMPIADI dei rifiuti”?
«Le olimpiadi dei rifiuti sono una raccolta rifiuti un po’ particolare: una vera e propria gara lungo diversi itinerari nell’area dei laghi. Per i partecipanti una simbolica suddivisione in squadre, la raccolta del materiale sui sentieri, coadiuvati dagli accompagnatori Naturalistici di Antichi Passi e dagli Ecovolontari del Comune diAvigliana. A seguire, una serie di sfide pomeridiane a tema rifiuti e, ovviamente, la ricca premiazione finale».

Quali temi saranno affrontati durante il pomeriggio di giochi e in generale, durante tutta la giornata?
«I giochi tendono a sottolineare la durata, l'ingombro, la pericolosità ed il costo dei rifiuti. La raccolta differenziata pone un problema di riconoscimento dei materiali, oltre al corretto conferimento. Si tratterà anche di rifiuti “invisibili”, dagli insetticidi ai repellenti per parassiti, ai saponi, agli scarichi urbani ed agricoli».

Quali sono gli obiettivi che volete raggiungere con questa iniziativa?
«Questo evento è inserito in un ambito di iniziative denominate “Incursioni educative”, rivolte alla cittadinanza e, in questo caso, anche ai fruitori delle aree pubbliche non residenti nel Comune ove l'attività si svolge. L'area attrezzata del Lago Piccolo, nei giornifestivi, è normalmente sottoposta ad una pressione antropica difficilmente compatibile con l'idea di Area Protetta. Il problema dell'abbandono dei rifiuti è solo una porzione nell'ambito delle difficoltà gestionali del sito, che vanno dal disturbo alla fauna, l'accensione dei fuochi, ai divieti di balneazione e navigazione, a svariate complicazioni di ordine pubblico. L’idea è quella di sottolineare in modo ironico l’importanza del non acquisto del rifiuto piuttosto che i necessari ma non sufficienti riuso e riciclaggio, e integrare la serie delle buone pratiche legate ai rifiuti con la R di rifiuta».

Attraverso quali mezzi di comunicazione, avete pubblicizzato l’iniziativa?
«Oltre alle liste mail, si è occupato della divulgazione dell’evento l'ufficio stampa del Comune di Avigliana e la responsabile della fruizione del parco di Avigliana. L'evento è presente sul web».

Insomma un’occasione per passeggiare nella splendida zona dei Laghi di Avigliana e salvaguardare l’ambiente!

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mercoledì 21 settembre 2011

Una rete di salvataggio per il territorio: il forum “Salviamo il Paesaggio, Difendiamo il Territorio”


di Francesca Morra

Tutti noi, almeno una volta nella nostra vita, facendo una passeggiata o un giro in macchina ha detto: “qui, una volta, c’erano solo campi...e guarda ora...case, palazzi, asfalto ovunque...”, e non serve avere 80 anni per dirlo! Assistiamo ormai da anni ad una urbanizzazione selvaggia, trattata ciclicamente dai media senza mai effettivamente osservare un tentativo risolutivo della situazione. Ormai si è arrivati ad un livello in cui ogni anno vengono “bruciati” ettari di terreno per nuove edificazioni.Una recente ricerca di Legambiente afferma, infatti, che ben 500 km2 di terreno vengono coperti da colate di cemento ogni anno.

Contro questo grave disastro ambientale, che colpisce lentamente e silenziosamente, si erge la voce del Forum italiano “Salviamo il Paesaggio, Difendiamo il Territorio” che attraverso una comunicazione bottom-up nazionale vuole diffondere il messaggio della necessità di difendere il suolo e salvare gli splendidi paesaggi della nostra Italia. Secondo la coordinatrice del forum e della campagna di comunicazione Virginia Scarsi «La scelta di un messaggio positivo nel logo è stata di fondamentale importanza: spesso i messaggi comunicativi non funzionano perché si propone una negazione, utilizzando parole come “stop”, “non”. Noi abbiamo scelto due parole che indicano comunque l’esistenza di un problema, ma che sono positive»; infatti, “salviamo” denota che qualcosa è in pericolo e “difendiamo” fa venire in mente la necessità di accudire e preservare quel qualcosa.

Gli organizzatori, dopo aver ricevuto in quasi due anni centinaia di migliaia di segnalazioni, propongono come primo passo il censimento da parte dei Comuni di tutti gli immobili inabitati e inutilizzati. In questo modo sarà possibile stilare un documento comprovante la reale situazione urbanistica, il quale potrà diventare una “delibera/mozione tipo” oppure una proposta di legge. Il tentativo è quindi quello di cambiare l’idea di dover costruire sempre e comunque qualcosa di nuovo senza dar credito al già esistente. La campagna di comunicazione associata al forum ha inoltre come obiettivi, oltre a dare la possibilità a tutti di dire la propria, di sensibilizzare i cittadini non ancora informati, ma soprattutto di spingere gli amministratori locali a prendere una posizione netta su questo argomento.

La diffusione non si ferma al web, con il sito ancora in fase di costruzione, e alla pagina di Facebook costantemente aggiornata, ma si vuole inserire negli spazi solitamente liberi: i balconi delle case, attraverso l’esposizione di bandiere. Inoltre i coordinatori metteranno a disposizione molti materiali personalizzabili dalle diverse comunità locali interessate: adesivi, manifesti, locandine, pagine pubblicitarie.

Gli organizzatori si augurano di invogliare chi vedrà le bandiere appese ai balconi e chiunque assisterà alle iniziative in programma a porsi delle domande, ricercare informazioni o almeno rendersi conto della situazione. Con questa fitta rete di comunicazione che il forum vuole e sta tessendo la missione non è impossibile, anzi.

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lunedì 19 settembre 2011

Quali mezzi e messaggi per comunicare i rifiuti in Europa?


di Giuseppe Totaro

Si terrà giovedì 29 settembre a Ravenna il workshop “La comunicazione ambientale dei rifiuti in Europa: quali mezzi, quali messaggi per quali obiettivi”, organizzato dal Consorzio Bacino Padova 2 con la collaborazione di AICA (Associazione Internazionale Comunicazione Ambientale). L’iniziativa si terrà presso l’ Aula Magna dell’Ordine della Casa Matha (via Andrea Costa 3) nell’ambito di Ravenna 2011, il festival su rifiuti, acqua ed energia.

Argomento principale del workshop saranno le modalità di comunicazione dei rifiuti, portando come esempio principale la Settimana Europea per la riduzione dei rifiuti, iniziativa che negli ultimi tre anni ha coinvolto più di 1200 tra Enti e Istituzioni nazionali e locali, Autorità territoriali e Pubbliche Amministrazioni, Associazioni e Organizzazioni no profit, Scuole e Università, Aziende e Imprese.

Il workshop sarà suddiviso in due parti: nella prima, moderata dal direttore di Novambiente, Andrea Atzori, si parlerà dell’esperienza della SERR a livello europeo, con Rosa Puig di Aica e del suo impatto sulla riduzione dei rifiuti in Italia con Gianluca Cencia, direttore di Federambiente. A seguire invece saranno gli stessi protagonisti delle scorse edizioni della Settimana Europea a portare la propria testimonianza e a raccontare la loro esperienza. Sono previsti quindi interventi del Comune di Gallipoli (finalista al Premio Europeo 2010 nella categoria Pubbliche Amministrazioni), del 7° Circolo Didattico di Pozzuoli, vincitore nel 2009 del Premio Europeo riservato alle scuole, l’Associazione Apeiron, finalista nella sua categoria nella scorsa edizione e gli organizzatori del Busker Festival Mario Sunseri e Gigi Russo, progetto segnalato per la Sostenibilità Ambientale.

I lavori avranno inizio alle ore 9 con la registrazione dei partecipanti e si chiuderanno alle 13.

Per ulteriori informazioni è possibile contattare AICA al numero 0173-33777 o all’email segreteria@assaica.org

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venerdì 16 settembre 2011

L’ambiente protagonista a Milano


di Eleonora Anello

Giunto alla sua sedicesima edizione, il Milano Film Festival ha deciso di impegnarsi a favore dell’ambiente affinchè il grande evento abbia un impatto il più possibile contenuto sull’ambiente urbano che lo ospita. Dieci giorni di proiezioni dedicati dunque anche alla sensibilizzazione ambientale.

Tra un film e l’altro, tanti i temi ecologici toccati. Si parte dall’acqua grazie alla collaborazione con CAP Holding. L’azienda pubblica che gestisce il servizio idrico in oltre 230 comuni lombardi, per il secondo anno, ha allestito una casa dell’acqua in piazza del Cannone e due erogatori nei punti di ristoro, per distribuire acqua di rubinetto, liscia e frizzante, e soprattutto a chilometri zero. L’invito rivolto al pubblico è quello di non consumare inutilmente bottiglie e bicchieri di plastica. Così su ogni eco-bicchiere e su ogni borraccia è riportato lo slogan dell’iniziativa: “Io bevo acqua del rubinetto”.

«L’attenzione per l’ambiente dimostrata dal Milano Film Festival si coniuga con l’impegno delle aziende pubbliche del settore idrico a promuovere un uso più sostenibile dell’acqua di rete – spiega in una nota Alessandro Ramazzotti, presidente di CAP Holding – Rendere l’acqua disponibile a tutti, in un luogo di incontro e fruizione collettiva come un festival cinematografico, è un modo per valorizzare la qualità dell’acqua del rubinetto e per invitare i cittadini a non sprecarla».

Sul fronte dei rifiuti, grazie all'aiuto di Amsa, è operativo un sistema di raccolta differenziata per carta, plastica, lattine e generico. Oltre all'apposita segnaletica, chi ha dei dubbi inerenti al corretto conferimento dei rifiuti, può rivolgersi ai volontari di Legambiente.

Sempre per quanto riguarda i rifiuti, il Milano Film Festival è partner ufficiale del CiAl, Consorzio Nazionale per il Recupero e il Riciclo dell’Alluminio. Cristina Gabetti – giornalista e conduttrice della rubrica “Occhio allo Spreco” di Striscia di Notizia - sarà presidente di una giuria che assegnerà il “Premio CiAl per l’Ambiente”, che andrà alla pellicola che meglio affronta le tematiche ambientali e dello sviluppo sostenibile.

Infine, con il concorso “FAI il tuo film”, si darà spazio anche al paesaggio. Il Fondo per l’Ambiente Italiano intende così utilizzare lo strumento cinematografico per promuovere e valorizzare i luoghi più belli del nostro paese nell’ambito della più ampia e ormai nota campagna “I luoghi del cuore”.

Non ci resta che augurarvi una buona e sostenibile visione!

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mercoledì 14 settembre 2011

A piedi nudi nel verde: un'utile lettura per far fronte al deficit di politica ecologica


di Silvia Musso

Siete degli amministratori locali, educatori o semplicemente genitori? Pensate che le città in cui vivete non siano a misura d'uomo e che ai vostri bambini manchino spazi verdi e piazze in cui possano essere liberi di giocare e muoversi? Insomma provate un senso di “deficit da natura” e vorreste capire come cambiare questa realtà verso forme urbane più sostenibili?

A piedi nudi nel verde. Giocare per imparare a vivere (Giunti Editore) è un libro in cui potete trovare spunti di riflessione, esempi interessanti e una ricca bibliografia e sitografia sul rapporto tra infanzia, gioco e natura.
Le due autrici, la filosofa della scienza Albertina Oliverio e la psicologa dello sviluppo Anna Oliverio Ferraris, sono da anni impegnate nella salvaguardia degli ambienti urbani dedicati ai più piccoli. Le abbiamo contattate per capire insieme a loro e attraverso le loro osservazioni di cosa tratta nello specifico il libro.

Per quale motivo avete deciso di progettare la stesura di questo libro e a chi intendete rivolgervi?
«I bambini di oggi fanno spesso una vita non adatta ai loro bisogni di crescita, molto sedentaria e priva di movimento, che nell’infanzia è essenziale: troppi bambini oggi sono sovrappeso perché si muovono poco e tra gli adolescenti è in aumento l’obesità. Inoltre sono esposti a stimoli e sollecitazioni che accelerano la loro crescita e li privano di quei giochi spontanei che promuovono la salute mentale dei bambini e degli adolescenti. Esiste una relazione, scientificamente dimostrata, tra la mancanza di giochi liberi nell’infanzia e stati ansiosi e depressivi nell’adolescenza. Se i bambini di oggi giocano molto meno dei bambini di alcuni decenni fa è perché sono scomparsi gli spazi in cui poter incontrarsi, perché le strade sono diventate più pericolose, perché i genitori contemporanei sono più preoccupati e ansiosi di quanto non fossero i loro nonni. In generale l’immagine dell’infanzia fornita dal consumismo è quella di un adulto in miniatura, non di un bambino. È importante restituire ai bambini quegli spazi e quei tempi di cui essi hanno bisogno: molti bambini non riescono a fare attività che diano loro piacere e che contribuiscono allo sviluppo della socialità e dell’intelligenza proprio perché questi spazi non ci sono. Ed è confrontandosi con i suoi pari, prendendo iniziative e lavorando di immaginazione che un bambino sviluppa la propria personalità. Giocando insieme si impara a prendere decisioni, risolvere problemi, esercitare l’autocontrollo, regolare le emozioni, rispettare le regole, trovare dei compromessi, il tutto in un clima allegro e ottimista».

Nel volume si fa riferimento a una comunicazione di tipo commerciale che spesso mortifica la vita all'aria aperta, il gioco e il movimento del bambino. Ci sono forme di comunicazione e particolari media che possono invece andare nella direzione opposta e veicolare messaggi di sostenibilità ambientale legati alla sfera dell'infanzia e dell'educazione?
«I media potrebbero inviare messaggi di questo tipo, nulla lo vieta. Se non lo fanno è perché hanno optato, in gran parte, per la promozione commerciale. Pensiamo al numero incredibile di spot pubblicitari che vanno in onda ogni giorno anche nei programmi per ragazzi. E’ bene sapere che in parecchi paesi europei non è permesso inserire spot pubblicitari in questi programmi (dalla Norvegia alla Grecia...) in quanto è ben noto il potere di persuasione e di manipolazione che possono avere i messaggi commerciali. Ma non è solo la pubblicità ad irrompere in qualsiasi momento con l’obiettivo di condizionare lo spettatore, anche molti programmi di intrattenimento inviano messaggi diseducativi o ansiogeni al solo fine di tenere lo spettatore “incollato” allo schermo. Le trasmissioni di gossip sono un insulto all’intelligenza dei bambini: molti però le guardano insieme ai loro genitori».

Tra i numerosi stimoli ed esempi presentati nel corso dei capitoli, in più di un'occasione si fa riferimento alla necessità della partecipazione attiva dei cittadini nella vita amministrativa delle città. Cosa si intende?
«I bambini sono cittadini come gli altri, anche se non votano. Essi però da soli posso fare ben poco per difendere i propri diritti, bisogna che ad impegnarsi siano gli adulti, in particolare le donne, che hanno a cuore il loro benessere. L’esperienza ci insegna che quando le donne occupano posti nell’amministrazione pubblica i diritti dei bambini sono più salvaguardati. Pensiamo ai paesi del nord Europa, dove le donne ricoprono cariche politiche in percentuali simili agli uomini, è lì che troviamo la maggiore attenzione nei confronti dei bambini e degli adolescenti ed è anche lì che si trova il maggior numero di iniziative volte a rendere le città sempre più “verdi” e vivibili. Anche in Italia abbiamo qualche caso felice, ma non c’è ancora una sensibilità diffusa su queste tematiche»

La redazione di Envi consiglia vivamente la lettura di questo libro che possiamo definire “militante”: è un testo infatti cui è stata affidata una serie di messaggi importanti per il presente e il futuro sostenibile dei nostri bambini nella speranza che faccia da cassa di risonanza diffondendoli il più possibile.

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lunedì 12 settembre 2011

Questione di stili


di Eleonora Anello

Lo stile di una campagna può influire sulla sua efficacia? Una campagna cruenta può avere più presa di una dai toni soft e pacati? Non esistono ricette giuste e adatte a ogni circostanza. Dipende da diversi fattori.

Nel vasto mondo della comunicazione ambientale, i temi legati all’alimentazione assumono sempre maggiore importanza. Alcune iniziative si concentrano sulla riduzione degli sprechi, altre invece sulla nutrizione al fine di diffondere abitudini più rispettose per l’ambiente.

Gli approcci adottati sono variegati. Rientra a pieno titolo nella serie “horror”, “Chiediti cosa mangi anzi chi mangi”, azione dimostrativa messa in scena a fine giugno per le strade di Trastevere a Roma, dagli attivisti dell’ l'Organizzazione contro la schiavitù animale, OCSA, che hanno riprodotto meticolosamente le scene che si consumano ogni giorno nei macelli. La macabra rievocazione è stata l’ultimo atto di una lunga protesta contro lo sfruttamento degli animali uccisi dall'industria della carne. Immagini forti accompagnate dagli spiacevoli suoni di lamenti di animali agonizzanti destinati alle nostre tavole. E poi manifesti realizzati col sangue che hanno attirato l’attenzione dei passanti e, in conclusione, il consiglio dato dalla voce fuori campo, quello cioè di passare a una dieta vegana.

Una campagna shock di quelle che in Italia sono difficili da vedere, più frequenti invece negli altri paesi europei come in Francia, dove spesso assumono una funzione rieducativa o in Spagna utilizzate come freno inibitorio all’adozione di taluni comportamenti.

Oltre i confini del nostro continente, sono stati adottati approcci più morbidi che prediligono toni più moderati. Nella emergente Cina, paese che rapidamente si sta allineando agli stili di vita dei paesi industrializzati e dove, ultimamente, al contro antiche tradizioni, la carne sulle tavole non manca mai, ci si è agganciati alla moda. Gli animalisti del Peta, il noto gruppo a favore del trattamento etico degli animali, hanno lanciato la campagna “Save a cow. Eat this dress instead” (Salva una mucca. Mangia invece questo abito). Un messaggio semplice, diffuso attraverso Gao Yuanyuan, attrice non soltanto affascinante ma vero e proprio esempio da seguire dopo la sua conversione alla dieta vegeteriana. La testimonial è diventata modella indossando abiti e accessori fatti di vegetali e dando vita a eloquenti immagini servite per diffondere il messaggio. I cinesi hanno così potuto apprezzare un vestito realizzato con foglie d’insalata o una più banale collana di peperoncini. In una intervista alla Reuters Jason Baker, esponente del Peta ha aggiunto dettagli sull’iniziativa: «Abbiamo lavorato sulla campagna con altre celebrità indossando bikini e abiti fatti di lattuga, ma questa è la prima volta che abbiamo avuto una celebrità Cinese. Per garantire che le verdure rimangano fresche e frizzanti durante il servizio fotografico e per ottenere i migliori risultati, abbiamo assunto cinque sarti per lavorare sull'abito».

Due campagne che inneggiano all’abbandono delle carni dai propri menù. Due stili differenti. Forse solo due modi per emergere dalla giungla di messaggi in cui ci districhiamo quotidianamente.

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venerdì 9 settembre 2011

Local Citizens Debates, ovvero come affrontano i cittadini la questione del cambiamento climatico

di Silvia Musso

Si terrà a Brescia il 23 e 24 settembre il VIII Convegno Nazionale dei Sociologi dell'Ambiente, organizzato dall'Alta Scuola per l'Ambiente dell'Università Cattolica del Sacro Cuore, dall'Associazione Italiana di Sociologia, Sezione Sociologia del Territorio e dalla Fondazione della Comunità Bresciana. Tra gli interventi degni di nota dal punto di vista della comunicazione ambientale si segnala I Local Citizens Debates, un esempio di dialog model sul climate change, paper presentato da Silvia Caprioglio, dottoranda presso la Scuola di dottorato in Scienze e Progetto della comunicazione dell'Università di Torino.

Secondo questa ricerca se da un lato il cambiamento climatico si è guadagnato un ruolo centrale nell’arena scientifica, politica e mediatica, i cittadini, a dispetto del saldo interesse manifestato per la tematica e della rilevanza delle ripercussioni sulla vita quotidiana, rischiano però di essere relegati a un ruolo di meri recettori passivi.

Per restituire al pubblico un ruolo di partecipazione attiva al dibattito sul climate change, la Commissione europea a partire da aprile 2009 ha lanciato il progetto ACCENT, Action on Climate Change through Engagement, Networks and Tools, un programma che ha coinvolto nell’arco di due anni quindici tra science centres, musei scientifici e acquari tra Europa e Israele.

Accanto all’organizzazione di laboratori, dimostrazioni scientifiche e conferenze, è stato messo a punto da Observa, partner del progetto e centro di ricerca che promuove la riflessione e il dibattito sui rapporti tra scienza e società, un format di dibattito locale, denominato Local Citizens Debate (LCD). Nel corso del progetto sono stati organizzati tra Europa e Israele 25 LCD che hanno visto scienziati di istituti di ricerca locali, stakeholders, decisori politici e organizzazioni della società civile confrontarsi con i cittadini, per un totale di quasi 700 persone coinvolte e più di 100 esperti. I cittadini hanno avuto l’opportunità di discutere sia tra loro che con un panel di esperti e di raccogliere osservazioni e raccomandazioni sul cambiamento climatico ai differenti livelli – indirizzate ai media, agli scienziati, al governo locale, nazionale o europeo – da far pervenire all’Ue.

Da nord a sud dell’Europa è emerso come il cambiamento climatico sia tendenzialmente percepito quale fenomeno lontano, che in genere non viene messo in connessione con eventi locali. Per quanto riguarda le cause del cambiamento climatico, invece, i cittadini non sembrano avere dubbi circa il contributo dell’uomo; le perplessità, semmai, riguardano l’entità della responsabilità umana rispetto ai fattori di origine naturale. Su questo punto la posizione di chi sostiene che i cambiamenti introdotti sono stati troppo veloci dalla Rivoluzione industriale in poi – e specialmente negli ultimi decenni se comparati al ritmo dell’evoluzione nel passato – si scontra con quella di chi pensa che lo sviluppo sia un processo continuo e positivo, che quanto più è veloce tanto più può provvedere nuovi modi di ulteriore sviluppo.

Infine se da un lato i cittadini chiedono più informazione e più ricerca, dall’altro ammettono di nutrire diffidenza circa l’indipendenza tanto dei media quanto degli istituti di ricerca e sottolineano il ruolo che ciascun individuo dovrebbe e potrebbe giocare. Sarebbe necessario un cambio negli stili di vita, in particolare in relazione a energia, cibo e trasporti. Secondo i cittadini si dovrebbe privilegiare l’uso di prodotti che non implichino trasporti di lunga distanza, l’acqua del rubinetto al posto di quella in bottiglia, un maggior ricorso ai mezzi pubblici e attenzione alle luci e ai led accesi inutilmente. Azioni che potrebbero essere incentivate anche in un’ottica di beneficio personale (economico, della salute, del benessere). Ma per quanto sembri essersi diffusa la consapevolezza della necessità di mutamenti profondi, lo scatto verso un impegno individuale concreto per lo più ancora fatica a instillarsi; il progresso di scienza e tecnologia avanza a ritmi incalzanti e tra i cittadini resiste la speranza che possa risolvere alcuni dei problemi attuali senza dover arrivare a mettere fattivamente in discussione gli stili di vita.

Quest'ultimo è sicuramente un punto nodale per le scienze sociali così come per le scienze della comunicazione. Come la comunicazione può affrontare difficili temi ambientali per avvicinarli ai cittadini? Come ideare campagne comunicative efficaci e quali caratteristiche dovrebbero avere affinché temi quali cambiamento climatico, crisi energetica, riduzione dei rifiuti ecc. possano essere calati nella quotidianità e nel comune sentire?

La questione è aperta. Chi vuole trovare spazi di confronto e discussione, soprattutto dal punto di vista della riflessione sociologica, può partecipare a questa presentazione o più in generale al Convegno – si consiglia anche la sessione “Educazione ambientale, stili di vita sostenibili, modelli di produzione e consumo” moderata da Giorgio Osti, membro del Comitato scientifico di AICA e docente presso l'Università di Trieste.

Per ulteriori informazioni: http://www.sociologiadelterritorio.it/eventi.php, tel./fax +39 0302406342, ilaria.beretta@unicatt.it, valerio.corradi@unicatt.it, enrico.tacchi@unicatt.it.

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mercoledì 7 settembre 2011

Un addio apocalittico


di Eleonora Anello

Come diventerebbe il mondo senza l’utilizzo delle energie rinnovabili? Lo ha immaginato Lecce 2080, articolata e complessa campagna di ambient marketing che alle porte dell’estate ha animato le strade del capoluogo pugliese. Attraverso l’originale progetto comunicativo, la Nextwind, società che si occupa di energie alternative, ha detto addio al mercato pugliese. L’azienda ha così voluto far riflettere le persone sui possibili scenari ambientali legati a scelte che escludono energie poco impattanti.

Ma vediamo di cosa si tratta. «Il progetto che abbiamo confezionato per Nextwind –spiegano in una nota dall’agenzia di comunicazione Utopya Minds Lab - è una campagna shock. La durata dell'intera azione è stata di 45 giorni sviscerati in 3 fasi: teaser, passaggio e svelamento. L'inizio è stato segnato da un'azione di street marketing che prevedeva la collocazione di uova di cartapesta nei punti nevralgici della città. Mezzi convenzionali e non sono stati integrati sinergicamente per colpire più target in diversi momenti. Il concept è chiaro: per non avere nel 2080 bambini-pesce originati da mutazioni genetiche e città sommerse è necessario fare ora scelte 'alternative'. Il tono della campagna è un crescendo, dal registro malinconico del 'diario virtuale' tenuto dal padre di questo immaginario neonato (Spigolino n.d.r.) sul sito lecce2080.it alla determinazione della denuncia che l'azienda ha voluto fare per dare la sua versione dei fatti. Per quanto riguarda i risultati, preferiamo far parlare i numeri: il sito ha avuto più di 18.000 visite uniche e sono state visualizzate oltre 23.000 pagine. La Fanpage di Facebook ha raccolto quasi 1700 preferenze e oltre 5.000 visite. Siamo stati presenti in oltre 30 articoli tra carta stampata e web e sono stati coinvolti un centinaio di blog. Con una readership che supera 1.000.000 di lettori/utenti, la campagna ha ampiamente superato il target primario (locale) raggiungendo anche quello secondario (nazionale)».

Uno dei target del testamento morale di Nextwind stata la Regione, e, forse, al di là di ogni aspettativa, la campagna ha colpito ancora più in alto, divenendo oggetto di un’interrogazione parlamentare, che però non è stata giudicata positivamente da tutti i Leccesi a quanto si legge tra i commenti affidati ai quotidiani locali. «Il lupo vestito da pecora: è la Nextwind. Italia Nostra, GenerAzione, Biocontestiamo e tutti i comuni salentini che dovrebbero “ospitare” i megaimpianti eolici, si stanno battendo duramente contro la scelta di quest’azienda fatta da 20 italiani, mah…. solo un anello che chiede i nostri soldi per incentivi statali, sottrae la terra ai contadini e rivende speculando i progetti bell’é fatti ad aziende scozzesi e spagnole. Spigolino è arrivato in Parlamento ma più che altro per una questione morale: è giusto che un’azienda che vende impianti eolici crei terrorismo per far accettare ai salentini scelte sporche con il vestitino della green economy?».

Non tutti dunque si sono fatti intimorire. Alcuni contestano apertamente le scelte comunicative: «Campagna di “sensibilizzazione”? Ma perfavore, non prendeteci in giro!!! Questa campagna serviva solo a sensibilizzare la gente sull’impiantare in territorio salentino sterminate distese di pale eoliche. Di sensibilizzazione c’è ben poco. Non si parla di risparmio energetico, di riduzione dei costi energetici, di aspetti educativo-ambientali… Non si parla di sensibilizzazione sulle rinnovabili, quelle VERE! Oltretutto, questi signori, paladini della green-economy, non hanno neanche il buon gusto e la decenza di ascoltare le voci “contrarie”. Sul gruppo e sulla pagina presenti su Facebook, eliminano i commenti a loro sgraditi e tolgono il diritto di scrivere agli utenti contrari! E’ bene che si sappia anche questo!!!»

Senza poter dire “e vissero tutti felici e contenti”, finisce così l'avventura di Spigolino.

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lunedì 5 settembre 2011

U4energy, le scuole si sfidano al “risparmio energetico”


di Francesca Morra

Si possono insegnare agli studenti le buone abitudini in termini di risparmio energetico? Possono questi imparare a rispettare l’ambiente attuando piccoli o grandi stratagemmi? Possono alunni e insegnanti insieme prodigarsi nella sensibilizzazione di chi sta dentro e intorno alle scuole? Queste sono le sfide vinte dall’U4energy, concorso pan-europeo dedicato all’educazione energetica, organizzato dalla Commissione Europea nell’ambito del programma Intelligent Energy Europe e gestita da Europan Schoolnet.

Il concorso ha coinvolto 27 stati membri dell'Unione Europea, inclusi Norvegia, Croazia, Islanda e Liechtenstein con l’iscrizione in totale di 1.489 scuole con 477 iniziative sparse in tutta Europa. In Italia sono state 3 le scuole per la categoria A (gli studenti hanno avuto la possibilità di progettare e implementare un piano di risparmio energetico per ridurre il consumo di energia a scuola); 9 per la categoria B (dedicata esclusivamente agli insegnanti che hanno avuto l'opportunità di presentare a scuola lezioni sull'efficienza energetica avendo a disposizione metodologie, materiale educativo e risorse per l'insegnamento) e 10 per la categoria C (gli studenti guidati dagli insegnanti hanno organizzato una campagna di crescita della consapevolezza rivolta alla loro scuola realizzando video, poster, cartoline e altro materiale comunicativo).

L’importanza di tali tematiche è sottolineata dalle parole che il Commissario europeo per l'Energia Günther Oettinger ha pronunciato in occasione dell’apertura ufficiale del concorso, avvenuta nel settembre scorso: "Sono certo che attraverso il loro impegno, il loro spirito innovativo e la loro creatività, studenti e insegnanti renderanno U4energy un'ottima piattaforma per condividere capacità e conoscenze nel campo dell'educazione e dell’uso intelligente dell’energia in tutta Europa". Egli ha inoltre evidenziato come gli studenti e gli insegnanti abbiano un ruolo fondamentale quando si tratta di sensibilizzazione. Questo, insieme a una capillare azione comunicativa fanno del progetto un importante luogo per comunicare il risparmio energetico ai ragazzi che si affacciano ad un mondo sempre più energivoro, ma che ha bisogno di una presa di coscienza profonda sull’impatto che i consumi smodati hanno sul pianeta.

I vincitori di ogni categoria sono stati selezionati da una giuria composta da persone competenti in ambito di problematiche ambientali e risparmio energetico e le premiazioni si terranno a Ottobre in concomitanza con la “3 giorni per la scuola” con la partecipazione di altre 5 nazioni: Austria, Ungheria, Malta, Slovenia, Cecoslovacchia.

Altre cerimonie plurinazionali verranno organizzate in Lituania, Bulgaria e Portogallo; mentre a livello europeo, i vincitori otterranno visibilità internazionale in una cerimonia di premiazione ad alto livello che si terrà a Bruxelles, dove gli studenti e gli insegnanti potranno anche visitare la sede del parlamento europeo. In attesa di scoprire chi saranno i vincitori si può rimanere in contatto con scuole e organizzatori visitando la pagina Facebook.

Ecco un modo nel quale l’insegnamento delle buone pratiche ambientali parte e arriva dalle scuole per vincere le sfide energetiche dei prossimi anni!

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sabato 3 settembre 2011

“MENO 100 kg, ricette per la dieta della nostra pattumiera”


di Roberto Cavallo - Edizioni Ambiente, 2011
Recensione di Emanuela Rosio

Come spiegare ad un bambino la strategia europea sulla riduzione dei rifiuti? Forse ricordando i gesti di un nonno che non ha conosciuto. Quel nonno che passava ore curvo su un gradino a raddrizzare i chiodi che toglieva dalle travi per poi metterli a seconda delle dimensioni in un barattolo che era stato della nutella. Un’immagine che più di ogni altra spiega una delle 4 R della strategia Europea per ridurre il nostro impatto sull’ambiente. La R del riuso, quel riuso di oggetti che implica una creatività notevole, innata nel mondo contadino di un tempo.

La forza del testo di Roberto Cavallo è qui, in questa capacità di rendere concreta una materia non troppo semplice, di trasformarla in gesti quotidiani. Un problema da risolvere che diventa una parola di dominio comune, che tocca tutti. La gestione dei rifiuti che metaforicamente diventa un problema di darsi delle regole, di mettersi a dieta. Come si fa d’estate prima di andare al mare, o almeno come tutti provano a fare. E mettersi a dieta vuol dire iniziare a pensare a che cosa buttiamo e vedere se queste cose sono proprio necessarie o se possiamo cambiare i nostri comportamenti e ridurre il giro vita anche della nostra pattumiera. Una riflessione leggera che tocca il nostro futuro, che interrompe per un attimo i festeggiamenti del Titanic per mettere in dubbio la rotta, per dire che forse siamo ancora in tempo per deviare dall’iceberg che ci aspetta.

E allora proviamo a chiederci che cosa è l’usa e getta, che cosa sono i prodotti che compriamo e se non c’è un’alternativa meno impattante sull’ambiente. Quasi come un gioco che tocca tutte le stanze della casa. E ecco che, nel testo, troviamo i consigli sui prodotti di pulizia fai da te, sullo yogurt fatto in casa, sul compostaggio domestico da fare nel giardino, su come riusare e ridurre gli oggetti quotidiani.

Il libro scorre dunque leggero, riprendendo lo spettacolo teatrale omonimo in cui le idee diventano suggerimenti concreti per cambiare le proprie scelte di acquisto, con salti nel passato familiare dell’autore e rimandi alla legislazione corrente e all’esperienza professionale di Roberto Cavallo (Presidente di ERICA soc. coop, società che progetta servizi e realizza campagne di comunicazione ambientale), in un alternarsi tra parti descrittive e parti maggiormente didattiche.

Può dunque interessare sia chi cerca consigli utili in tema di riduzione dei rifiuti, sia chi cerca una pagina letteraria in grado di evocare tempi passati con un’efficacia notevole, soprattutto dal punto di vista della capacità di trasmettere immagini e sensazioni descritte con minuzia di particolari e sensi.

Il libro si può acquistare a prezzo scontato di 12 euro (anziché 14) fino al 5 settembre inviando una mail a amministrazione@cooperica.it. L’uscita in libreria è prevista per il prossimo 7 settembre.

Per ulteriori informazioni: ERICA soc. coop., tel 0173.33777 – www.cooperica.it, amministrazione@cooperica.it.
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giovedì 1 settembre 2011

Envi.info si rifà il look


Dopo qualche settimana di ferie, Envi.info riprende le pubblicazioni e lo fa con una grande novità per i suoi lettori. Nella pausa estiva infatti ci siamo “cambiati d’abito”, con una veste grafica rinnovata che speriamo possa piacere a tutti gli amici che in tutti questi anni ci hanno seguito con affetto e attenzione. Abbiamo deciso di rinnovarci non perché la grafica precedente non ci piacesse, ma perché volevamo che fosse più fresca e dinamica, proprio come i nostri articoli. Non è cambiata comunque la collaudata struttura della pagina di iniziale di Envi: a sinistra troverete come di consueto l’editoriale, sezione in cui nelle prossime settimane potrete trovare i contribuiti di molti protagonisti della comunicazione ambientale italiana e internazionale. Anche la sezione centrale rimane invariata e nei prossimi mesi potrete trovare ancora più articoli sul mondo della comunicazione ambientale e resoconti puntuali dei numerosi eventi previsti per questo autunno, come la tre giorni per l’Ambiente di Ravenna, Ecomondo dal 9 al 12 novembre, l’Assemblea Generale di Acr+ che per la prima volta sarà ospitata da Genova il 26 e 27 ottobre e, dulcis in fundo, la Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti, in programma dal 19 al 27 di novembre. Quindi non ci resta che augurarvi una buona lettura!
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