venerdì 29 aprile 2011

In “giretto” per l’Italia


di Silvia Musso

Ogni anno in Italia gli abitanti delle città perdono due settimane intere di vita in auto, quasi sempre da soli e a una media che non supera mai i 25 km all’ora. A Roma ci sono 76 auto ogni 100 abitanti contro le 64 a San Francisco, le 57 a Los Angeles, 45 a Parigi, 36 a Londra, 27 a Tokio. Nel nostro paese solo il 3,8% degli spostamenti totali è fatto in bicicletta. In Olanda il 27%, in Danimarca il 18%, in Germania il 10%, in Finlandia il 7,4%. In pochi usano dunque la bici, mezzo di trasporto che potrebbe essere molto più veloce ed efficace, ma che nelle nostre città risulta essere anche alquanto pericoloso per le condizioni urbane proibitive e la mancanza o l’inadeguatezza di piste ciclabili.

A fronte di questi dati Legambiente, Città in Bici (Coordinamento Nazionale Uffici Biciclette – A21Italy) e FIAB Federazione Italiana Amici della Bicicletta, hanno organizzato, con il patrocinio del Ministero dell’Ambiente il “Giretto d’Italia”.
Il nome riduttivo non deve ingannare: cela in realtà un’iniziativa interessante e innovativa per promuovere la ciclabilità urbana.
Si tratta di un vero e proprio campionato tra 27 comuni italiani impegnati a favorire la mobilità ciclabile urbana. Vince la sfida la città dove, in occasione del Giretto d’Italia, il maggior numero di persone si sposta in bicicletta.

La gara è prevista per martedì 3 maggio tra le 7.30 e le 9.30. Ogni Comune organizza tre check-point in tre zone diverse della città per monitorare veicoli e pedoni in transito. Le città si sfideranno tra loro divise in tre gironi - Grandi Città, Città Medie e Città Piccole, a seconda del numero di abitanti. Ogni girone avrà una città vincitrice. La premiazione verrà effettuata domenica 8 maggio a Roma presso il Ministero dell’Ambiente nell’ambito della Giornata nazionale della bicicletta arrivata alla sua seconda edizione.

Il Giretto d’Italia vuole dimostrare che nelle città italiane la bicicletta può soddisfare una parte importante della domanda di mobilità urbana. Il fine ultimo di Giretto d’Italia è presentare esperienze locali positive affinché assumano una dimensione nazionale dimostrando agli altri Comuni che una mobilità dolce, diversa, più sana, più sostenibile e sicura è possibile.

Lo svolgimento dell’iniziativa sarà seguito dal Corriere della Sera, attraverso pagine dedicate su www.corriere.it dove saranno raccolti e pubblicati i racconti dei tragitti urbani fatti in bicicletta dai lettori del quotidiano e le fotografie che documentano le avventure urbane dei ciclisti.
Legambiente assegnerà due premi: uno al miglior racconto della tappa cittadina inviato dai lettori, e un altro alla miglior foto.

Ambasciatore di questa edizione è Diego Marani, scrittore ferrarese (tra i suoi libri “La Bicicletta Incantata”) e funzionario presso il Consiglio dei Ministri dell’Unione Europea a Bruxelles, dove si occupa di cultura e promozione del multilinguismo, che ha risposto alle nostre domande.

Per quale motivo ha deciso di accettare la proposta di essere ambasciatore del primo campionato italiano Giretto d’Italia?
«Perché ho sempre amato la bicicletta, ci sono cresciuto sopra. Da noi le biciclette non sono solo strumento di sport. Anzi lo sport viene dopo. Il Giretto d'Italia mi sembra una bella iniziativa che merita attenzione e diffusione. La bicicletta non è solo grande evento e business. E' anche uno strumento di vita quotidiana».
Quale valore ha per lei la bicicletta?
«E' sempre stata una presenza costante della mia vita. Il primo regalo importante quando ero bambino e poi la nuova bicicletta quando ero più grande. La bicicletta è un giocattolo prima e un compagno poi. E' uno strumento identitario. Da noi ognuno si concia la sua bicicletta come gli piace e con il modo in cui la tratta comunica qualcosa di sé. Quando ero ragazzo al paese nessuno avrebbe mai rubato una bicicletta. Era una cosa troppo personale, quasi intima. Sarebbe stato come rubare le mutande a qualcuno. La mia bicicletta, quella che tengo al paese, ha anche un nome. Si chiama Al Biciclòn. E' color ciclamino, ha il fanale dentro una gabbietta per piccioni, per non farlo scappare, un ciuffo di plastica colorata sul manubrio e una ciabatta infradito avvitata sul parafango. Chi mi cerca in paese non ha bisogno di telefonarmi. Basta che guardi dov'è la mia bicicletta».

Da un punto di vista culturale cosa significa promuovere l’uso della bicicletta in città?
«La bicicletta non è solo un mezzo di trasporto ecologico, ma è anche un modo per vedere diversamente i luoghi in cui si vive. La bicicletta dà il tempo di sentire gli odori, i rumori di una strada, la sua vita pulsante. Ci sono distanze in città che si possono facilmente percorrere in bicicletta, usandola come mezzo di trasporto e non come strumento sportivo. Detesto quei falsi atleti che schizzano per le strade in tenute sportive come se fossero in una gara. Non sono ciclisti quelli, ma pirati della strada su due ruote. Il ciclista cittadino, quello vero, non suda. Pedala piano e quando è necessario, passa anche in mezzo ai pedoni, ma senza spaventarli. Ma perché l'uso della bicicletta in città abbia senso, servono piste protette. Serve una viabilità che tenga conto del ciclista e un cambiamento dei comportamenti. I ciclisti stessi non dovrebbero mai dimenticare che la loro bicicletta è comunque un veicolo a tutti gli effetti e come tale va usata».
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martedì 26 aprile 2011

Mai piú Chernobyl, mai piú Fukushima


di Silvia Musso

Francia: 318; Sudafrica: 3; Germania: 13; Corea del Sud: 2; Stati Uniti: 7; Spagna: 22; Italia: 46; Giappone: 5… Sono alcune delle 459 azioni che dal 2 al 26 aprile per 25 giorni hanno commemorato il disastro di Chernobyl di 25 anni fa.

“Chernobyl 25 anni-25 giorni di azione. Cambiamo era, abbandoniamo la follia nucleare!” è il nome della campagna internazionale coordinata da Réseau "Sortir du nucléaire", una rete di 875 organizzazioni francesi, che coinvolge 108 partners in tutto il mondo.
In questi ultimi mesi chi ha voluto aderire, ha potuto farlo registrando sul sito Chernobyl-day.org la propria azione. Il procedimento era molto semplice. “Organize actions” suggeriva alcune idee possibili da sviluppare e replicabili in qualsiasi contesto locale o nazionale, “Register your action” permetteva di inserire tutti i dati e iscrivere la propria iniziativa che diventava così visibile nella “List of actions”.

Le azioni che si potevano organizzare erano molteplici e di diverso impatto e portata. Si poteva ad esempio stampare un cartello Chernobyl-city e posizionarlo sotto il nome della propria città, organizzare punti informativi o convegni, organizzare una campagna comunicativa utilizzando affissioni e locandine già disponibili on line sul sito; manifestazioni e cortei di protesta e molto altro ancora.

Obiettivo degli organizzatori di questi eventi è ovviamente coinvolgere quanti più cittadini possibile per sensibilizzarli sul tema del nucleare e soprattutto per sostenere l'autonomia e l’indipendenza dell’OMS dall'AIEA.

Il 28 maggio 1959, infatti, all’ inizio del programma “Atomi per la Pace”, l’Assemblea Mondiale per la Sanità adottò un Accordo (legge WHO 12-40) con l’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica (AIEA) che sottomette l’OMS alle decisioni dell’AIEA. Questo accordo ha permesso finora di non divulgare i dati sulle conseguenze sanitarie su tutti gli incidenti nucleari che si sono succeduti negli anni, negando in questo modo uno dei principi fondanti della democrazia: il diritto all’informazione.

Ai nostri lettori che anche nel loro piccolo vogliono fare un gesto per commemorare il triste anniversario di Chernobyl mantenendo alta l’attenzione sul più recente disastro a Fukushima, consigliamo di scaricare la lista delle azioni organizzate ovunque nel mondo per vedere se vicino a casa c’è qualche manifestazione cui aderire. Segnaliamo inoltre un libro, uno spettacolo teatrale e una nuova campagna nazionale lanciata dalla ONLUS Mondo in Cammino.

"Il naso lungo di Chernobyl. Fra scienza e libertà di informazione" è l’ultimo libro di Massimo Bonfatti (Carlo Spera Editore) dove l’autore smonta sistematicamente le bugie dell'AIEA sul disastro di Chernobyl e svela il perfido e dannoso percorso del nucleare fin dalla sua nascita.

"Girone radioattivo" è invece uno spettacolo teatrale e una proposta didattica che prende spunto dal libro Ulitsa Sadovaja e intende dare voce attraverso l’attore protagonista alle mille voci dei cittadini russi e ucraini coinvolti dal disastro.

"Mai piú Hibakusha" è, infine, la campagna italiana lanciata da Mondo in Cammino nel periodo pasquale, che quest’anno è coinciso con le commemorazioni per l’anniversario di Chernobyl, con cui l’equivalente di una colomba, di un uovo di Pasqua, o di quanto si vorrà potrà essere devoluto ai "bambini di Fukushima”.

Come si legge sul sito dell’associazione: «In occasione del venticinquennale di Chernobyl molti si stanno ricordando dei cosiddetti "bambini di Chernobyl". Sarebbe immorale non ricordarsi anche dei "bambini di Fukushima", i quali, forse, avranno bisogno, paradossalmente, di un maggiore supporto, in quanto figli di un doppio abbandono: quello messo in atto dalla politica della minimizzazione nucleare e, ironia della sorte, quello della comunità mondiale che considera il Giappone una potenza economica in grado di assistere dovutamente i propri cittadini».

Affinché “il volontariato di Chernobyl” diventi anche “il volontariato di Fukushima” bisogna impegnarsi nuovamente a sostenere azioni come queste la cui finalità ultima è la diffusione costante e coerente di informazioni puntuali e di una maggiore consapevolezza.
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venerdì 22 aprile 2011

Pasqua 2011: l’eco-friendly contagia le uova di cioccolato


di Eleonora Anello

Non più solo al latte o fondente. Quest’anno sul mercato si possono trovare uova di Pasqua: biologiche, solidali, certificate Fairtrade, sostenibili, riciclate o riciclabili, ovvero con pochi imballaggi e con sorprese sicure, costruite con materiali naturali e atossici. Le uova 2011, senza troppa fatica per il consumatore, sono acquistabili in negozi e botteghe del commercio equo e solidale ed anche presso i supermercati.

Anche la grande distribuzione dunque non si è fatta trovare impreparata. Ad esempio, Coop, come ogni anno, commercializza a proprio marchio uova solidali, mentre l’azienda dolciaria Bauli ha aderito al progetto Impatto Zero di Lifegate, al fine di ridurre le emissioni di anidride carbonica e compensare l’inquinamento causato dai processi di produzione di alcuni tipi di uova.

Sul fronte dell’associazionismo non poteva mancare la LAV (Lega AntiVivisezione) che in numerose piazze d’Italia, già dai primi di aprile, ha dato il via alla campagna che chiede lo stop ai test di cosmetici sugli animali. La LAV chiede al Parlamento Europeo e al Governo Italiano cosmetici “buoni” con gli animali e allo stesso tempo sicuri per i consumatori. Agli stand è stato possibile scambiare quattro chiacchiere con i volontari, acquistare a 11 euro l’uovo dell’associazione ambientalista, ritirare la “Guida pratica ai cosmetici non testati su animali”, consultabile on-line sul sito della LAV e utile strumento per orientarsi sulla scelta dei prodotti cosmetici certificati e cioè non sperimentati su animali. Il vero obiettivo della campagna si incentra sulla petizione. Si raccolgono firme per impedire un eventuale slittamento nel “blocco” totale imposto, per i Paesi dell’Unione Europea, nell’effettuare test di materie prime cosmetiche sugli animali. La direttiva dovrebbe entrare in vigore entro il 2013.

«Grazie a una campagna internazionale abbiamo ottenuto una Direttiva europea che vietava la vendita di cosmetici sperimentati su animali a partire dal 1998 – si legge sul sito la LAV - Il divieto è stato posticipato varie volte».

«Il divieto europeo rischia di slittare di altri 10 anni: Parlamento e Commissione UE potrebbero seguire il discutibile parere di esperti che sembrano favorevoli a un ulteriore posticipo del divieto, andando anche contro l’opinione pubblica che rappresentano, dichiaratasi fortemente contraria alla vivisezione soprattutto in questo ambito, e contro la sempre più ampia parte del mondo scientifico contraria ai test su animali – precisa Michela Kuan, biologa, responsabile LAV vivisezione – La LAV vuole scongiurare questo rischio, che comporterebbe un ritardo nel progresso della ricerca e in termini di sicurezza, e per migliaia di animali ancora sofferenze e morte».

C’è tempo fino al 30 aprile per dire basta a una sperimentazione retrograda, che arreca gravi sofferenze agli animali e non offre adeguata sicurezza ai consumatori. Si può firmare online oppure presso i rivenditori L’Erbolario, dove, dando il proprio appoggio, sarà possibile partecipare al concorso “Amali anche quando ti ami” che mette in palio 100 confezioni di prodotti L’Erbolario. L’elenco di tutte le aziende che non sperimentano sugli animali si possono consultare al seguente indirizzo http://demo.lav.nethouse.it/index.php?id=716.

Mancano invece solo pochi giorni all’apertura delle uova di cioccolato, consumistico e goloso rito di Pasqua a cui non è difficile dare un valore aggiunto a favore dell’ambiente.
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mercoledì 20 aprile 2011

Agisci verde: arriva l’Earth Day


di Silvia Musso

Hai già pensato a quale sarà la tua azione verde per l'Earth Day? Non sai di cosa stiamo parlando?

L'Earth Day, letteralmente Giorno della Terra, è il nome usato per indicare la manifestazione promossa dall’Earth Day Network, associazione con circa 22.000 partner dislocati in tutto il mondo,

Quest’evento, arrivato alla sua quarantunesima edizione, si festeggia il 22 aprile in 200 Paesi ed ha l’obiettivo principale di sensibilizzare le persone sulle più urgenti questioni ambientali.

Il tema principale di quest’anno è Billion Acts of Green, ossia l’insieme di tutte le azioni dei privati cittadini, delle associazioni e dei Governi per migliorare la sostenibilità della vita sul nostro Pianeta. Obiettivo principale è quello di raccogliere un miliardo di azioni prima del summit della Terra di Rio de Janeiro.

In questo momento sono più di 96 milioni le azioni registrate sul sito ufficiale, http://act.earthday.org.

Per essere tra le persone che aderiscono all’Earth Day è necessario agire in modo ambientalmente sostenibile con delle azioni pratiche oppure partecipare ai numerosi eventi sparsi nel mondo.

A San Francisco ad esempio sarà organizzato un festival di eventi educativi e di intrattenimento multi-culturale. Musica, performance e noti attivisti prenderanno la parola su tre palchi: Earth Day Main Stage, Speaker's Stage e Terra Mama stage. Mostre, workshop e convegni su temi ambientali saranno componenti importanti della manifestazione. Il pubblico potrà partecipare a momenti di apprendimento interattivo e progetti artistici, avere informazioni su opportunità di lavoro in campo ambientale, partecipare a degustazioni di cibi, birra e vini biologici alla festa Raw Food Chef Demo…insieme al Governatore Jay Dardenne con l'annuncio della nascita della “Beyond Horizon”, una nuova fondazione per studiare i disastri ambientali e assistere chi ne è stato colpito, commissionata dall’attivista civile Marion Edwards. L'evento prevede l’allestimento di mostre gratuite di varie organizzazioni ambientaliste impegnate nella cura e salvaguardia dell'ambiente.

In Italia quest’evento sarà celebrato, oggi mercoledì 20 aprile, con un concerto presso il Galoppatoio di Villa Borghese che vedrà la partecipazione, tra gli altri, di Patti Smith e Carmen Consoli. La manifestazione ha aderito al progetto Impatto Zero di LifeGate: le emissioni di anidride carbonica generate dall'evento, oltre 330.000 kg di CO2, saranno compensate contribuendo alla creazione e tutela di oltre 70.000 mq di foreste in crescita in Costa Rica, lo stato con la più alta densità di biodiversità al mondo. L'Earth Day continuerà venerdì a partire dalle 20,10 su Sky Uno verrà trasmesso il meglio del concerto, mentre National Geographic Channel proporrà alle 21,10 «Plastiki», l'avventura di David De Rothschild a bordo di una barca fatta da 12.000 bottiglie di plastica riciclate.

Questa manifestazione è una vera e propria campagna di sensibilizzazione mondiale il cui intento è formare quella che viene definita la green generation. Si parla infatti di green geeration campaign perché è una campagna in grado di mobilitare milioni di persone, soprattutto giovani.

Non solo i singoli cittadini sono però inviatati a partecipare. Da evidenziare è la proposta di WWF che ha messo a disposizione delle imprese un calcolatore per misurare l’impronta di carbonio dei propri dipendenti attraverso semplici domande riguardo illuminazione, l’uso del PC e della carta, i viaggi aziendali e gli spostamenti casa/ufficio. Il calcolatore sarà accessibile per i dipendenti per circa 30 giorni dal loro primo accesso. In allegato al calcolatore saranno disponibili gli eco-consigli WWF e 4 approfondimenti tematici curati dagli esperti WWF, che potranno essere inviati settimanalmente ai dipendenti attraverso la newsletter aziendale. Il calcolatore di impronta di carbonio, gli eco-consigli e gli approfondimenti tematici andranno a costituire un percorso di sensibilizzazione per i dipendenti delle aziende riguardo i temi della sostenibilità ambientale.
Per uno sviluppo sostenibile del pianeta è essenziale che le aziende facciano la loro parte. Perché non iniziare proprio in questa occasione? Attenzione però non deve essere solo una semplice strategia di green marketing limitato ad uno o pochi giorni, ma deve diventare prassi continua che identifica l'azienda stessa.

Lo stesso discorso vale per i cittadini che aderiscono all’Earth Day: devono tramutare ognuno dei 365 giorni dell'anno in un earth day.

Allora hai deciso quale sarà la tua azione verde per il 22 aprile e per il resto dell'anno?
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lunedì 18 aprile 2011

In atto la seconda edizione di Porta la sporta

di Eleonora Anello

E’ partita ufficialmente venerdì 16 aprile la seconda edizione di Porta la Sporta, campagna contro l’utilizzo dei sacchetti di plastica usa e getta di cui ci siamo interessati fin dai suoi esordi. 100 comuni, 12 province, decine di altri soggetti pubblici e privati, 19 gruppi della grande distribuzione si stanno attivando per modificare in chiave sostenibile un’abitudine improntata sullo spreco di risorse e di energia, che provoca emergenze ambientali che il nostro pianeta e, soprattutto i mari e i loro abitanti, non sono più in grado di sopportare.

L’edizione 2011 ha preso il via in un particolare contesto in cui la commercializzazione dei sacchetti di plastica nel nostro paese è stata vietata per legge ma di cui, ad oggi, non sono stati scritti i decreti attuativi e di conseguenza non sono nemmeno previste le sanzioni. Solo alcuni Comuni hanno emanato specifiche ordinanze, risultate più o meno efficaci e più o meno rispettate. Non rimane quindi che affidarsi al buon senso dei singoli, dei comitati e delle associazioni. Come la campagna Porta la Sporta, promossa dall’Associazione dei Comuni Virtuosi, WWF, Italia Nostra, Touring Club Italiano e Adiconsum, con il patrocinio del Ministero dell'Ambiente.

Il claim di quest’anno è rappresentato da un interrogativo diretto e coinvolgente, sapientemente messo sulla bocca di famosi testimonial. Il video diffuso in rete, che vede come protagonista un Luca Mercalli con la sua spesa riposta in resistenti e capienti sporte, si chiude infatti con la domanda: «Vuoi essere parte del problema o della soluzione?». Ma delle scelte comunicative della campagna, ne parliamo con l’ideatrice e coordinatrice Silvia Ricci.

Come sta andando l’edizione 2011?
«Bene! Dopo sole due edizioni, ciò che ritengo positivo è la costituzione di un fronte comune contro l’utilizzo dell’usa e getta. Di solito l’unità nel nostro paese si crea solo sui grandi temi come il nucleare o l’acqua pubblica, per fare qualche esempio. È difficile che si riesca a creare coesione su azioni molto più semplici che si basano su piccoli accorgimenti quotidiani. Porta la sporta è riuscita invece a creare una forte e proficua sinergia tra i diversi attori che vi partecipano. Tra amministrazioni, associazioni, scuole e grande distribuzione e, tra di esse e i media. Ciascuno poi ha personalizzato in base alle proprie capacità e alle proprie specificità. Ci sono comuni che hanno già partecipato l’anno scorso e che hanno deciso di ampliare il loro progetto. Come il Comune di Dro (Trento) che ha organizzato una vera e propra raccolta punti per premiare chi riutilizza i sacchetti della spesa, prendendo spunto da Sfida all’ultima sporta».

Possiamo definire Porta la sporta una campagna interattiva?
«Certo. Dà supporto e assistenza a tutti coloro che vogliono farsi promotori. Io lo considero un vero e proprio punto di forza. Molti possono partecipare proprio perchè abbiamo messo a disposizione loro mezzi comunicativi che non avrebbero avuto modo di mettere in campo. Da non sottovalutare poi il coinvolgimento del vero destinatario finale, il cittadino che, portando sempre con sè il sacchetto riutilizzabile, interiorizza un’abitudine che scaturisce dal ragionamento e dalla consapevolezza, motivandolo ad andare avanti».

Quest’anno la manifestazione ha avuto ampio spazio sui media sia locali che nazionali...
«La risonanza mediatica è sicuramente accresciuta grazie ad un’ottima relazione con i media. L’ambito nazionale ha rafforzato sicuramente quello locale e viceversa. A livello nazionale abbiamo sicuramente ottenuto il prestigio che ci meritavamo ma sono i media locali che rendono più capillare l’efficacia delle azioni».

Anche quest’anno dunque sembra che Porta la sporta voglia lasciare il segno e sicuramente lo farà attraverso la creazione di interazioni e relazioni durature che si protrarranno oltre il periodo della campagna stessa. Sul sito è possibile trovare l’elenco di tutte le iniziative a cui è possibile partecipare, come mercatini dell’usato e del baratto, laboratori di cucito con materiali di recupero e molto altro.
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venerdì 15 aprile 2011

L’AcchiappaRifiuti: ecco il nuovo servizio del CIS


di Valeria Rocca

Un eco-mezzo itinerante nelle piazze di alcuni Comuni toscani: l’Acchiapparifiuti è il nuovo servizio promosso dal CIS (Consorzio Intercomunale Servizi), in collaborazione con i Comuni di Quaratta, Agliana e Montale che aiuterà i cittadini a raccogliere e smaltire le tipologie di rifiuti più difficili da conferire.

Ad un paio di mesi dall’attivazione del servizio, abbiamo incontrato Tesi Graziano, responsabile dei rervizi territoriali dell'tzienda CIS a cui abbiamo rivolto alcune domande.

Ci potrebbe spiegare brevemente il funzionamento dell’Acchiapparifiuti e gli obiettivi che volete raggiungere con questo nuovo servizio?
«L´Acchiapparifiuti nasce dall´esperienza che Cis ha portato avanti negli anni con Maciste, la piattaforma ecologica per la raccolta dei rifiuti provenienti dalla raccolta differenziata. Si tratta di un eco-mezzo itinerante che staziona, con cadenza quindicinale, in prossimità delle piazze dei mercati ambulanti dei tre Comuni serviti dalla nostra azienda (Agliana, Montale e Quarrata). L´Acchiapparifiuti riceve quei piccoli rifiuti domestici che non possiamo, né dobbiamo, depositare nei cassonetti stradali, ad esempio piccoli elettrodomestici, olio vegetale da cucina, farmaci scaduti, lampade, etc.. Con questo servizio Cis intende favorire la raccolta differenziata, ma soprattutto sensibilizzare e facilitare i cittadini nel conferimento di alcune tipologie di rifiuto da avviare al recupero ed al riciclo. Un ulteriore obiettivo, ritenuto importante per l’azienda, è utilizzare la presenza di nostro personale a contatto con i cittadini, per offrire, anche, una sorta di “punto informativo” sui servizi offerti da Cis».

Quale strategia comunicativa il CIS ha adottato per spiegare e far conoscere il servizio dell’Acchiapparifiuti?
«La nostra azienda ha utilizzato i canali di informazione di massa, quali la stampa e la televisione, ed una campagna comunicativa basata sulla diffusione di comunicati e la distribuzione di brochure oltre all’uso di canali informatici (siti web dell’azienda e delle Amministrazioni comunali interessate)».

Siete soddisfatti dei risultati ottenuti attraverso la campagna di comunicazione prevista?
«Siamo soddisfatti dei risultati ottenuti, infatti l’iniziativa risulta abbastanza conosciuta da parte dei cittadini, nonostante sia attiva da soli due mesi. Riteniamo che la campagna di comunicazione non sia esaurita, ma che la stessa venga continuamente rinnovata con la presenza sul territorio dell’”Acchiapparifiuti”».

A distanza di un paio di mesi qual’è il bilancio per il nuovo servizio offerto ai cittadini?Sono stati raggiunti gli obiettivi previsti?
«Riteniamo che sia prematuro, a distanza di soli due mesi dall’attivazione, parlare di raggiungimento degli obiettivi previsti, in quanto un primo “step” di verifica verrà effettuato al prossimo mese di giugno. Sicuramente però possiamo parlare di bilancio positivo riscontrando in questo primo periodo, un numero di presenze oltre alle aspettative ed avendo raccolto, in particolare, notevoli quantità di olio vegetale e di piccoli elettrodomestici, ed altri quantitativi di materiali che possono essere conferiti all’Acchiapparifiuti, quali vernici, toner, pile, farmaci scaduti. Bilancio positivo anche rispetto alla valutazione dell’iniziativa da parte dell’utenza».

La nuova iniziativa si inserisce nell’ambito di numerose nuove azioni promosse dal Consorzio Intercomunale Servizi. Tra queste il restyling del sito internet, l’implementazione della parte relativa alla modulistica, il sondaggio di customer satisfaction e la possibilità di interagire direttamente dal web con l’azienda stessa per la gestione di alcune pratiche on-line.
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mercoledì 13 aprile 2011

Bag It: la nostra vita è troppo plastica

di Irene Gozellino


Per fortuna l’Oceano Pacifico è il più grande oceano della Terra. Per fortuna occupa circa un terzo della sua superficie. Altrimenti dove la metteremmo la Great Pacific Garbage Patch (Grande Chiazza di Rifiuti del Pacifico)? Si estende per una superficie grande il doppio rispetto a quella del Texas e raccoglie, lì ammassati grazie alle correnti oceaniche, in corrispondenza del Vortice del Pacifico Settentrionale, i rifiuti con i quali inquiniamo i nostri mari.

Quale sarà la componente principale di quest’isola? Non ci vuole molta fantasia: la plastica. I sacchetti di plastica. Questa è una delle tragiche realtà che hanno condotto Suzan Beraza, regista, e Jeb Berrier, interprete protagonista, alla realizzazione di “Bag It – Is your life too plastic?” .

Bag It è un documentario, che ha come protagonista Jeb e la sua/nostra relazione quotidiana con la plastica. La forza del documentario, l’impatto emotivo e didattico che può avere sullo spettatore è dovuto, oltre che al pregio tecnico dell’opera (montaggio, musica, fotografia..etc), al fatto che Jeb è e definisce sé stesso un “uomo medio” dotato di una media sensibilità verso le tematiche ambientali; un tipo che spegne la luce quando esce da una stanza, che si sposta in bicicletta se le distanze sono brevi, ecc... Un uomo nel quale tutti possiamo identificarci. Eppure, come ci racconta nel blog dedicato, affrontare la tematica dello spropositato utilizzo dei sacchetti di plastica nel suo paese, l’America, gli ha causato “shock e stupore”.

Durante le riprese Jebb e la compagna hanno scoperto di aspettare un bambino e l’ansia per il suo futuro “tossico” e per le sostanze nocive alle quali già in utero veniva esposto, hanno donato al film una portata emotiva ancora maggiore.

Il documentario, dopo aver raccolto una dozzina di riconoscimenti, è diventato una campagna permanente e uno spunto per l’azione: il sito di Bag It, molto accattivante e pratico nella consultazione, offre dei “pacchetti” (tool kit), con, passo dopo passo, tutte le istruzioni per diventare una “città Bag It” o una “scuola Bag-It”, o organizzare una proiezione pubblica, con assistenza dedicata di esperti. Per ogni problema connesso alla plastica vengono inoltre segnalati link di approfondimento.

Lo shop on-line comprende nel listino, oltre ovviamente al dvd del documentario, sporte riutilizzabili e borracce (mai più bottiglie di plastica e solo acqua del rubinetto!).

Oltre a tutto questo, Bag It è divertente, molto divertente. E’ intrattenimento ed ironia su una delle tante dipendenze che caratterizzano l’uomo occidentale: l’atto dell’ “insacchettare” qualunque cosa comprata, dal pomodoro al cappotto. Fino ad insacchettare il mare.
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lunedì 11 aprile 2011

L’Anno internazionale delle foreste secondo Greenpeace


di Eleonora Anello

Tornano gli oranghi di Greenpeace e questa volta visiteranno le scuole di tutta Italia. L’associazione ambientalista proprio in questi giorni ha lanciato la campagna “Kids for Forest” per educare le nuove generazioni al rispetto delle foreste.

I bambini dai 6 ai 12 anni potranno partecipare attivamente a un concorso presentando racconti e musiche originali a favore dei “polmoni verdi”. Irene Grandi, madrina musicale dell'iniziativa, valuterà i brani e il migliore potrebbe essere cantato proprio da lei, insieme al Piccolo Coro Mariele Ventre dell'Antoniano. La canzone delle foreste farà comunque parte del prossimo cd dello Zecchino d'Oro.

I racconti più belli, invece, verranno selezionati dalla scrittrice Elisabetta Gnone che li trasformerà in un piccolo e-book scaricabile on-line. Per i baby scrittori è prevista la partecipazione a una puntata della trasmissione televisiva Geo&Geo, dedicata proprio alle foreste.

All’altra testimonial che coadiuverà la campagna di Greenpeace, l'attrice Barbara Tabita, è stato affidato il compito di presentare l’iniziativa in alcune scuole romane.

Il primo step del progetto coinvolgerà le scuole elementari di 20 città. Gli organizzatori hanno poi pensato anche ai bimbi che non partecipano al concorso insieme alla loro classe. È possibile infatti acquistare direttamente in rete “Un’avventura con Tango”, gioco da tavola stampato in carta riciclata che si ispira al classico Gioco dell’oca e che vede come protagonista Tango, un cucciolo di orango.

La simpatica mascotte accompegnerà i giocatori in un divertente viaggio tra gli ultimi polmoni verdi del Pianeta. Lanciando i dadi e saltando da una casella all’altra, i piccoli impareranno a riconoscerne gli abitanti in via di estinzione e la funzione di questi habitat minacciati. In questo modo apprenderanno che per salvare le foreste è necessario servirsene in modo equo, mettendo in atto comportamenti responsabili che prevedono il riciclo, l’eliminazione dei consumi eccessivi e tavolta perfino inutili, prediligendo prodotti certificati FSC. Non sono concetti complicati ma semplici abitudini che è meglio imparare fin da piccoli, meglio ancora se attraverso il gioco, divertendosi in compagnia.

Il progetto di Greenpeace non a caso ha visto la luce in occasione dell'anno internazionale dell’ONU dedicato alle foreste e si batte contro la loro scomparsa servendosi di attività non convenzionali e dando priorità all’aspetto ludico. Riusciranno i bimbi a riportare Tango in Indonesia?
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venerdì 8 aprile 2011

Si conclude il viaggio di “Treno verde”


di Eleonora Anello

Un treno per monitorare i livelli di inquinamento atmosferico e acustico delle città in cui il tour fa tappa e per diffondere informazione ambientale. Questi gli ingredienti di “Treno verde”, l’ormai storica campagna che dal 1988 Legambiente svolge in collaborazione con Ferrovie dello Stato e con la partecipazione del Ministero dell’ambiente, ANCI e il contributo tra gli altri di Telecom.

L’iniziativa di quest’anno è partita da Siracusa il 12 marzo 2011 e si concluderà più a Nord, a Genova, domani 9 aprile 2011, dopo aver attraversato 9 capoluoghi italiani.

Si tratta di un vero e proprio laboratorio che viaggia su rotaie. Il convoglio è carico di iniziative dedicate all’educazione ambientale. Sulle carrozze è infatti possibile visitare mostre interattive oltre che partecipare a conferenze e dibattiti pubblici. Nelle 72 ore di sosta le centraline dell'Istituto Sperimentale delle Ferrovie dello Stato vengono posizionate in zone strategiche del centro urbano per analizzare campioni d'aria al fine di verificarne la qualità e per raccogliere i dati sull'inquinamento acustico.

Duplice obiettivo della campagna è sensibilizzare l'opinione pubblica e incidere sulle amministrazioni locali, in tema di qualità della vita. Di fronte a dati scientifici misurati in tempo reale, si innesca un confronto che tocca diversi argomenti: dall'effetto serra ai cambiamenti climatici; dal risparmio energetico alle energie rinnovabili; dalla raccolta differenziata alla mobilità sostenibile; fino alla tutela del patrimonio artistico e culturale.

Grande importanza viene data al rapporto con le istituzioni. «La presa di coscienza individuale unita ad una concreta assunzione di responsabilità da parte delle amministrazioni locali possono invertire la rotta – sostiene Legambiente - In ogni tappa del Treno Verde chiediamo ai sindaci di siglare un patto per l'ambiente, uno sforzo che metta in campo tutte le azioni possibili per contrastare l'inquinamento atmosferico, lo spreco di energia, l'impatto dei rifiuti sul territorio».

La scarsa comunicazione spesso non permette ai cittadini di prendere consapevolezza dei reali rischi che corrono ambiente e salute. Treno Verde aiuta a intraprendere iniziative partecipate volte ad una maggiore sostenibilità del vivere quotidiano.
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mercoledì 6 aprile 2011

Aica partner di Energethica 2011


di Silvia Musso

“Energethica”, il salone dell’energia rinnovabile e sostenibile, arrivato alla sua sesta edizione, approda a Torino. Si svolgerà dal 7 al 9 aprile prossimi presso il Lingotto Fiere. La fiera, che attira oltre 14 mila visitatori da tutta Italia e da altri 19 paesi, è suddivisa in diversi settori e offre un programma ricco di convegni e iniziative che forniranno al visitatore stimoli e spunti su cui riflettere e confrontarsi.

Energethica, in questi sei anni, si è ampliata: da semplice fiera è diventata un vero e proprio circuito che sostiene lo sviluppo del settore delle energie provenienti da fonti rinnovabili e dell’energia sostenibile.

Tra i vari partner della fiera ci sono anche AICA - Associazione Internazionale per la Comunicazione Ambientale - e ERICA soc. coop. Educazione Ricerca Informazione Comunicazione Ambientale.

«Come presidente di AICA e di ERICA – afferma Roberto Cavallo - sono lieto di partecipare e collaborare alla sesta edizione di Energethica. I due enti hanno colto l’opportunità di diventare partner della Fiera, che quest’anno ha voluto aprire i propri orizzonti a diverse e nuove tematiche ambientali quali quella dei rifiuti. Da ormai 15 anni, infatti, ERICA è impegnata in tutta Italia e in modo particolare su tutto il territorio piemontese, alla realizzazione di campagne di comunicazione volte a sensibilizzare i cittadini alla raccolta differenziata e alla prevenzione dei rifiuti, consapevole dell’importanza di queste azioni per realizzare quella gestione virtuosa dei rifiuti che ci è richiesta dalla legislazione europea. Altra mission di ERICA così come di AICA è, inoltre, la comunicazione ambientale. Non esiste sviluppo sostenibile senza il coinvolgimento dei cittadini e la loro costante informazione».

AICA ed ERICA sono presenti all’interno di Energethica con uno stand che ospiterà momenti didattico-educativi e con un Forum delle idee in cui verrà dato spazio a diversi enti e associazioni che avranno modo di presentare se stessi e i propri progetti in ambito ambientale. Per sabato 9 alle ore 14.30 è previsto infine il convegno: “Compostaggio locale: risparmiare soldi e ridurre le emissioni. Esperienze e soluzioni innovative da tutta Europa”. I relatori, tra cui si ricorda Agata Milone della Regione Piemonte, Edoardo Guerrini della Provincia di Torino e Jean Marie Savino della Città di Nantes (Francia), presenteranno esempi provenienti da tutta Europa per realizzare il compostaggio locale.

Ulteriori informazioni sull’intero programma di Energethica si possono trovare sul sito: www.energethica.it.
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lunedì 4 aprile 2011

LA TV insegna l’ecologia

di Silvia Musso

L’ecologia può essere insegnata nei programmi tv? La risposta è sicuramente sì. L’esempio arriva dal Canada, dove il programma del network televisivo TVA, “Testé sur des humains“, ha promosso la raccolta differenziata dei rifiuti e il riciclaggio tramite una candid camera che ha coinvolto centinaia di persone.

Ecco la scena: siamo in centro commerciale di Montreal (Québec), un signore cammina e abbandona per terra una bottiglia di plastica a pochi passi dal cestino per la raccolta differenziata. Molte persone passano, vanno su e giù, alcuni addirittura vedono la bottiglietta, ma tutti continuano a camminare. Ad un certo punto una ragazza si ferma, raccoglie il rifiuto e lo butta nell’apposito contenitore. In quell’esatto momento tutta la gente del centro commerciale, che era stata preventivamente avvisata, applaude la ragazza che, accoglie, visibilmente imbarazzata, il plauso dovuto ad un semplice gesto di civiltà.

Il video verrà trasmesso in televisione da oggi, lunedì 4 aprile. Durante la proiezione passeranno in sovraimpressione alcuni messaggi volti a far riflettere lo spettatore: «Ogni anno nel mondo si producono 671 milioni di kg di plastica; In ogni km quadrato di oceano galleggiano 18 mila bottiglie di plastica; Ogni anno 400 milioni di contenitori consegnati non sono riciclati nel Québec; Il 91% degli abitanti del Quebec si preoccupa dell’ambiente. E tu?».

Riteniamo che i programmi televisivi possano costituire un importante canale di diffusione di messaggi di sostenibilità ambientale. Un modo diretto e veloce per arrivare ad un ampio numero di persone.

In Italia un’esperienza simile è stata lanciata da “Un posto al Sole”, la serie TV prodotta da Rai Fiction, Grundy Italia, CPTV Rai di Napoli. Nella puntata mandata in onda il 17 settembre 2008, e che può essere vista gratuitamente sul sito web, l’attore Patrizio Rispo nel ruolo di Raffaele Giordano, il portiere del Palazzo Palladini, location dove si svolge tutta la soap opera, spiega a due inquilini come fare la giusta raccolta differenziata.

Non può non stupire come il compito di mandare un preciso messaggio ambientale sulla corretta gestione dei rifiuti sia stato affidato proprio ad una telenovela ambientata nella città di Napoli, che purtroppo è nuovamente alle prese con un’altra “emergenza” rifiuti.

Navigando sul web e raccogliendo le opinioni dei fan della soap partenopea ci è parso interessante il commento di Federico Valerio, un attento e responsabile cittadino, che, attraverso il suo blog “Scienziato Preoccupato” invita la redazione «a far passare messaggi positivi per contribuire alla soluzione della crisi "monnezza" di Napoli». Tra questi: far usare ai personaggi borse per la spesa di tela riutilizzabili e organizzare nel giardino condominiale un'iniziativa di compostaggio collettivo. Speriamo che la RAI raccolga l’invito per realizzare «un posto verde al sole».
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venerdì 1 aprile 2011

Il 2011, un anno di foreste


di Annalisa Audino

Il 2011 sarà l’Anno internazionale dedicato ai polmoni verdi del Pianeta. Mai come ora l’attenzione all’ambiente e alle sue risorse è importante, specie dopo gli ultimi avvenimenti asiatici e i continui dibattiti sull’inquinamento e sull’esaurimento delle fonti di energia. Il ricco calendario di eventi, dibattiti, convegni e pubblicazioni è stato presentato ufficialmente al Forum Onu sulle foreste, iniziato la scorsa settimana al Palazzo di Vetro di New York.

L’anno scorso era stato dedicato alla biodiversità ed aveva visto i 193 delegati alla decima conferenza della Convenzione Onu (Cop10) di Nagoya assumere un grande impegno per lavorare a favore della protezione di almeno il 17% delle aree terrestri e il 10% delle aree degli oceani entro il 2020 e per aumentare i progetti e le iniziative per salvaguardare gli ecosistemi e le biodiversità in tutto il mondo. Il 2011 sposterà invece i riflettori sulle foreste: secondo le ultime stime dell’Unione mondiale per la conservazione della natura (Iucn) le foreste generano un valore economico diretto (ossia cibo, carburante, medicine, energia, guadagni e occupazione) stimato in 130 miliardi di dollari l’anno, pari circa alle riserve di oro di Francia e Svizzera.

«L’aria che respiriamo – ha spiegato Julia Marton-Lefevre, direttore generale dell’Unione mondiale per la conservazione della natura – il cibo, l’acqua, il clima che condiziona la nostra vita e il nostro futuro dipendono tutti dalle foreste. Il 2011 deve essere l’anno in cui il mondo riconosce la vitale importanza di foreste in salute per la vita sul Pianeta, per tutte le popolazioni e la biodiversità».

In effetti le foreste assorbono buona parte di CO2 e svolgono una funzione cruciale nella lotta contro i cambiamenti climatici.

«Le foreste – ha dichiarato Stewart Maginnis dell’Iucn – offrono gli strumenti più ampi, veloci ed efficaci per contenere le emissioni globali. Dimezzare i gas serra fra il 2010 e il 2020 porterebbe ad un risparmio di 3,7 migliaia di miliardi di dollari. Il problema è che i governi – e le agenzie di donatori non considerano l’investimento in attività forestali controllate a livello locale. Perdono così l’opportunità di rilanciare crescita economica, sviluppo sostenibile e riduzione della povertà».

Il logo dell’iniziativa è un albero: è progettato per portare il tema di "Foreste per Persone" che celebra il ruolo centrale di persone nella gestione sostenibile, la conservazione e lo sviluppo sostenibile delle foreste del nostro mondo. Gli elementi iconografici nel disegno dipingono alcuni dei valori delle foreste ed il bisogno di una prospettiva a 360 gradi: le foreste offrono ricovero a persone e habitat alla biodiversità, sono fonte di cibo, medicina ed acqua pulita e giocano un ruolo vitale nel mantenere un clima stabile. Tutti questi elementi presi insieme rinforzano il messaggio che gli ideatori vogliono lanciare ossia che le foreste sono fondamentali per la sopravvivenza umana, vegetale e animale.
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