lunedì 28 febbraio 2011

Se si Porta La Sporta fare la spesa conviene a noi e all’ambiente


di Irene Gozzelino

Dal 16 al 23 aprile 2011 si svolgerà la Settimana Nazionale Porta La Sporta, iniziativa promossa da Associazione dei Comuni Virtuosi, WWF, Italia Nostra, Touring Club Italiano, Adiconsum e con il Patrocinio del Ministero dell'Ambiente.

Porta La Sporta giunge quest’anno alla sua seconda edizione, e, a poche settimane dall’evento, si riconferma appuntamento imprescindibile per quegli enti, aziende e cittadini che vogliono promuovere con azioni concrete un uso più sostenibile degli imballaggi in plastica.

Silvia Ricci, coordinatrice e fondatrice della campagna permanente, ci informa dell’avvenuta adesione a tutt’oggi di almeno 5 provincie, 6 gruppi della grande distribuzione e di una rinnovata partecipazione di enti già coinvolti nell’edizione precedente: «Quest’anno l’evento è stato pubblicizzato con un mese di anticipo rispetto all’anno passato- dice Silvia Ricci – per esigenze sia di comunicazione che di gestione, in modo cioè, da dare più tempo agli enti interessati per organizzarsi. La seconda edizione di Porta La Sporta ricade tra l’altro in un periodo clou per quanto riguarda la tematica degli imballaggi: è infatti recentemente entrato in vigore il divieto di commercializzazione per i sacchetti di plastica ed è stata recepita l'ultima direttiva europea in materia di gestione dei rifiuti che, per la prima volta, mette la prevenzione del rifiuto tra le azioni prioritarie da intraprendere». Porta La Sporta si arricchisce inoltre di due iniziative parallele: Mettila in rete che prevede l'adozione di una soluzione riutilizzabile per il settore ortofrutta nella grande distribuzione ma anche nel piccolo commercio e Sfida all'ultima Sporta, una gara di riduzione del sacchetto monouso per Comuni. Sfida all’ultima Sporta può essere promossa da Unioni di Comuni, Provincie, Regioni, Consorzi, come enti autorevoli in grado di raccogliere fondi da sponsor destinati al Comune vincitore che li potrà impiegare esclusivamente per i lavori necessari agli edifici delle scuole locali.

Mettila in rete si propone invece come una vera e propria campagna di informazione ed educazione del cittadino, ormai abituato a vedersi vendere al mercato frutta e verdura separata in più sacchetti o costretto all’utilizzo massiccio degli stessi al momento della pesata all’interno della grande distribuzione: «Mettila in rete supera quello che è stato l’intento iniziale di Porta La Sporta, ovvero porre l’attenzione sull’eccesso di imballaggi utilizzato; Mettila in Rete evidenzia come dei sacchetti di plastica si possa addirittura fare a meno. Per arrivare ad un tale cambiamento di abitudini è tuttavia necessario un complesso passaggio attraverso una serie di gesti nuovi: portarsi una retina da casa, chiedere al commerciante di pesare frutta e verdura senza prima averle messe in un sacchetto, lasciare a disposizione dei clienti cestini o simili in cui riporre la merce scelta prima della pesata…ecc. Se queste buone pratiche prendessero piede fra i cittadini, sarebbe possibile la nascita di un fronte comune da parte dell’opinione pubblica che influenzerebbe sia le aziende che le azioni politiche».

A proposito di comunicazione, Porta la Sporta ha avuto risonanza anche grazie alla terminologia scelta: «Sporta non è un vocabolo utilizzato in tutte le regioni italiane – ci spiega la Ricci - ma la sua apparente estraneità al linguaggio comune ha acceso quel po’ di curiosità in più che ha dato ancora maggiore risonanza all’iniziativa».

Segnaliamo inoltre che le aziende e/o gli enti intenzionati ad aderire a Porta la Sporta, potranno trovare sul sito dedicato consigli, procedure e strumenti di promozione e divulgazione, che renderanno semplice e di massima efficacia la propria partecipazione alla campagna; tutti i partecipanti verranno citati nel sito e, da quest’anno, divisi in categorie in modo da essere più rintracciabili.

Cosa volere di più? Davvero un’ottima campagna, negli intenti come negli strumenti proposti.
Per dimostrare ancora una volta che tutelare l’ambiente conviene.
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venerdì 25 febbraio 2011

Life+: il nuovo progetto dell’Unione Europea per comunicare la vita dell’ambiente


di Annalisa Audino

I mezzi di comunicazione sono fondamentali per qualsiasi tipo di progetto, specie per tutte le iniziative legate alle politiche che si stanno progressivamente sviluppando e che fanno fatica a raggiungere un ampio raggio di pubblico. Arrivare a tutte le varie fasce di lettori e saper interessare tutte le generazioni è infatti molto difficile.

La politica ambientale è uno degli argomenti più impegnativi e complicati da rendere accessibile a tutti: essa ha varie tematiche e altrettanto vari gruppi e mezzi di comunicazione, come le associazioni dedicate a particolari argomenti (da quelle animaliste a quelle strettamente ecologiche), i siti come il nostro, i giornali e le varie campagne pubblicitarie legate a singoli progetti. Tra questi, spicca Life, il mezzo ufficiale di comunicazione e sviluppo delle politiche ambientali dell’Unione Europea. L’ente è nato nel 1992 e si è sviluppato durante gli anni finanziando, fino al 2006, ben 3104 progetti in tutta Europa con un contributo totale di circa 2.2 bilioni di euro. A partire dal 2007 è invece nato Life +, una fase ulteriore del progetto di comunicazione che si protrarrà fino al 2013 e che prevede l’investimento di ulteriori 2143 bilioni di euro.

Le basi legali di Life+ sono rappresentate dal Regolamento (EC) N 614/2007: durante il periodo di validità, basandosi sulle regole sopra citate, la Commissione Europea valuterà e sosterrà un progetto all’anno, a patto che risponda ad una delle tre tematiche principali, LIFE+ Natura e Biodiversità, LIFE+ Politiche ambientali e LIFE+ Informatica e Comunicazione. La comunicazione dei progetti e il finanziamento stesso è diretto a enti pubblici e privati dell’Unione Europea e deve riguardare azioni da effettuare nei 27 stati membri. Il testo completo del regolamento di Life+ è scaricabile dal sito nella sezione dedicata; a partire dalla home page sono inoltre disponibili le news relative ai seminari in corso, a quelli in programma e ai vari progetti finanziati. È disponibile inoltre l’archivio di quelli degli anni passati: in particolare, sono descritti i migliori 23 progetti del 2009-2010.

Non mancano però le idee per il futuro: è già infatti in cantiere la fase successiva a Life+, un portale online per consultare i prossimi investimenti e i progetti dell’Unione Europea nel periodo 2014-2020.

«Vorremmo creare comunicazione con tutti i tipi di lettori – spiegano i responsabili – e far sì che non solo siano informati sui nuovi progetti, ma possano anche dare consigli, trovare nuovi obiettivi e nuove idee per contribuire alle iniziative della Commissione e per trovare nuovi finanziamenti per gli stessi. Per condividere consigli e pareri sarà possibile rispondere ad un form di 19 domande a partire da Febbraio 2011: l’obiettivo generale è contribuire all’incremento, all’aggiornamento e allo sviluppo delle politiche ambientali dell’Unione Europea, finanziando e promuovendo progetti pilota che corrispondano a precisi e complessi criteri di selezione. Come ha spiegato Jacqueline McGlade, EEA Executive Director, la salvaguardia dell’ambiente è una questione che deve interessare tutti e che, essendo molto complessa, deve avvalersi della sinergia di tutti i settori produttivi, politici e sociali».
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mercoledì 23 febbraio 2011

San Francisco, città aperta


di Silvia Musso

Lo scorso novembre a San Francisco è diventato attivo un decreto, voluto dal sindaco Gavin Newsom, relativo alla trasparenza delle Pubbliche Amministrazioni. Secondo la nuova legge i dipartimenti e le agenzie della città devono pubblicare i dati a loro disposizione per meglio comunicare con il cittadino. È nato così www.datasf.org un sito che raccoglie le informazioni relative al territorio della Città e Contea di San Francisco suddivise per tipologie: amministrazione e finanza, ambiente, geografia, abitazioni, servizi sociali, pubblica sicurezza, lavori pubblici, trasporti.

Il sito consente di trovare i set di dati in diversi modi: ricerca generale, tag/parole chiave e categorie. L'obiettivo è migliorare l'accesso ai dati sulla città attraverso formati di lettura aperti.
Una volta registrati è possibile lasciare commenti, riflessioni e critiche, fare domande che compariranno pubblicamente e saranno lette da altri cittadini e amministratori. In questo modo è possibile aprire un dialogo e confronto.

Riguardo alla tematica “ambiente” le notizie e i dati disponibili sono molto variegati. Vanno dallo studio sul monitoraggio dei venti al piano d’azione sul clima di San Francisco, dal monitoraggio sullo stato di inquinamento delle spiagge alla qualità dell’acqua della Baia di SF, dalla gestione dei Parchi al programma per le imprese verdi.

Per ogni tema è fornita una breve descrizione, alcuni dati e link per accedere a maggiori dettagli e documentazioni e uno spazio dove è possibile lasciare commenti e condividerli pubblicamente.
La pratica dell’open data, cioè il rilascio di dati pubblici in formato aperto, in modo da renderne facile l'accesso e il riuso, fatta propria dall’amministrazione di SF, è presente in molte altre realtà, come Washington, Londra, Canada, Australia e Paesi Scandinavi per citarne alcuni. Secondo questo approccio è necessario che i dati delle amministrazioni vengano resi pubblici, accessibili e fruibili da tutti, non in maniera passiva, ma stimolando lo scambio, il dialogo e il confronto. In questo processo di liberazione dei dati, Internet risulta quindi essere il mezzo migliore perché permette un alto grado di interattività ed è utilizzabile da tutti.

Anche in Italia esistono delle esperienze simili, come www.spaghettiopendata.org. Non si tratta purtroppo di un sito istituzionale o governativo, come nel caso di SF, ma dell’azione di un gruppo di privati. È infatti il risultato del lavoro di molti cittadini che hanno segnalato link e li hanno riorganizzati. Lo scopo, come si legge sul sito stesso, è fornire un punto di entrata provvisorio ai dati pubblici italiani in attesa che siano resi Open Data e dare rilievo e visibilità ai diversi database di amministrazioni e enti locali che si sono mossi in autonomia precorrendo i tempi e rendendo pubblici i propri dati.

Anche se frutto della volontà di singoli, è comunque uno strumento molto utile per seguire l’evolversi di questo particolare tipo di comunicazione pubblica, basato sulla trasparenza e sul confronto diretto con i cittadini. Di particolare interesse è poi il concetto di riusabilità che dipende da due condizioni imprescindibili per avere degli Open Data: il formato (ad esempio un XLS è più riutilizzabile di un PDF, ma lo è meno di un XML) e una licenza che abiliti al riuso.

Per quanto riguarda il rapporto tra i dati ambientali ed il tema dell'Open Data, Matteo Brunati, uno dei gestori del sito Spaghettiopendata, afferma: «Lo Stato nasce anche per gestire la cosa pubblica, cioè quell'insieme di beni che sono di tutti noi cittadini. Tra queste cose c'è ovviamente il territorio. A livello quantitativo il territorio parla con noi attraverso i dati, attraverso il suo monitoraggio che enti per conto dello Stato sono delegati a fare e via dicendo. Tutti i dati quindi raccolti nel corso di tali operazioni dovrebbero avere di diritto una consultazione aperta e agevolata. I dati ambientali raccontano molto sugli andamenti dell'inquinamento, della mobilità e dello sfruttamento del nostro territorio. E possono essere un veicolo di una nuova progettazione urbana partecipata, assai più vicina al vivere di noi cittadini attivi del territorio. Per questo sono un vettore fondamentale anche per innescare nuovi meccanismi virtuosi di controllo sull'operato e sulla difesa a lungo termine di quel bene comune che è il luogo in cui viviamo».
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lunedì 21 febbraio 2011

Low carbon economy: quale ruolo per la comunicazione ambientale di impresa?


di Silvia Musso

Domani, martedì 22 febbraio si terrà a Milano il convegno Low Carbon Economy: Lo stato dell’arte su strategie, strumenti e frontiere. Al seminario del Csr Manager Network le implicazioni per ripensare la responsabilità sociale d’impresa.

L’evento è stato organizzato dal CSR Manager Network Italia, l’associazione che riunisce i responsabili delle politiche di sostenibilità delle maggiori imprese italiane e promossa da ALTIS (Alta Scuola Impresa e Società dell’Università Cattolica di Milano) e ISVI (Istituto per i valori d’impresa).

Il convegno intende concentrare l’attenzione sulle imprese che stanno attuando meccanismi di carbon neutrality per misurare, ridurre e compensare le emissioni legate al ciclo produttivo, in linea con gli obiettivi imposti dall’Unione Europea al 2020. Pur non mancando, infatti, esperienze di eccellenza, sono ancora molte le complessità tecniche, normative, di efficacia e trasparenza che caratterizzano i tanti strumenti oggi a disposizione delle aziende.

Obiettivo dell’incontro è quindi fare il punto sulle opportunità e le sfide della low carbon economy, a partire dagli strumenti esistenti e dalle esperienze più innovative, e approfondire come questa strada possa diventare l’elemento centrale di una nuova politica di responsabilità sociale d’impresa realmente orientata allo sviluppo sostenibile. Questo richiederà anche di attuare una trasformazione, in termini di vision e mission, per guardare maggiormente alla dimensione territoriale e a logiche di partnership di sviluppo locale tra imprese, cittadini, istituzioni locali ed altri stakeholder.

Oggi la vera posta in gioco per le imprese è realizzare pienamente la transizione verso la low carbon economy. Si tratta allora di definire un quadro strategico di supporto che stimoli le aziende ad intraprendere percorsi reali di innovazione di lungo periodo e di ripensare, in questa chiave, il concetto stesso di responsabilità sociale d’impresa.

La forza del convegno sta nella eterogeneità degli interventi: numerose e di diversa entità e grandezza le aziende rappresentate. La giornata sarà inoltre aperta e chiusa da due grandi personalità a livello sia istituzionale, con Edo Ronchi, ex-ministro all’ambiente e presidente della Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile, sia accademico con Stefano Pareglio, docente di Economia ambientale all’Università Cattolica del Sacro Cuore.
Tra le aziende che presenteranno le loro case histories si segnalano, tra le altre, San Pellegrino, Tetra Pak e Barilla.

Abbiamo raggiunto Caterina Torcia, Presidente Csr Manager Network che, domani, avrà il compito di aprire i lavori del convegno, e abbiamo provato a capire come la comunicazione ambientale possa inserirsi nel discorso della low carbon economy e della responsabilità sociale di impresa:

«In questi ultimi anni numerose campagne comunicative hanno avuto il pregio di porre l’attenzione e di diffondere su ampia scala le questioni relative alle emissioni di CO2 – spiega la dott.ssa Torcia. La comunicazione ambientale legata al discorso energetico è quindi fondamentale, ma è giunto il momento di fare un salto di qualità passando dalla focalizzazione sul tema della neutralizzazione e compensazione, ad esempio attraverso progetti di forestazione o piantumazione di nuovi alberi, a quello di riduzione. Per i prossimi anni la mission della comunicazione ambientale così come delle imprese sarà dare maggior rilievo e dare più appeal a quello che dovrebbe essere un obiettivo primario: fare efficienza energetica e ridurre le emissioni dei CO2».
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venerdì 18 febbraio 2011

Tra il dire e il fare c’è… il sostenibile e il solidale


di Annalisa Audino

Si è tenuta dal 13 al 15 gennaio, presso l’Ex Liceo Artistico di Piazza Dettori a Cagliari, la prima edizione del Festival “Dire Fare Sostenibile e Solidale”, organizzato dall’assessorato alle Politiche Sociali del capoluogo sardo con la partecipazione di associazioni, artigiani e aziende che operano a vario titolo nel settore della sostenibilità e nel mondo del solidale.

La manifestazione ha avuto grande successo: i numerosi visitatori hanno avuto la possibilità di informarsi, confrontarsi, conoscere tante realtà locali attive sul territorio e anche acquistare i prodotti di artigiani e artisti. Tra le iniziative interessanti hanno avuto grande visibilità i due stand principali, uno dedicato allo scambio dei giochi per bambini (toy sharing) e uno dedicato allo scambio dei libri (book sharing); grande affluenza di pubblico ha però avuto anche la stanza dedicata alla mostra collettiva “Arteciclando” realizzata da artisti che usano materiali di recupero per realizzare le loro opere. Abbiamo fatto quattro chiacchiere con Margherita Zanardi, fotografa e curatrice, oltre che fondatore del collettivo Sustainable Happiness.

Da cosa nasce l'idea del Festival?
«Il festival è stato ideato e proposto dall'Assessorato alle Politiche Sociali che ha dimostrato finalmente di prendere in considerazione temi attualissimi che non possono più essere ignorati, ma anzi hanno bisogno di essere discussi con la popolazione. È stato così creato questo momento di dialogo costruttivo tra un'amministrazione spesso sorda alle esigenze effettive dei cittadini e la cittadinanza stessa».

Che ruolo ha avuto il vostro collettivo?
«La nostra Associazione ha scelto come sempre di "fare rete" coinvolgendo così diversi attori della scena culturale/artistica e artigianale come Pietrina Atzori, il cui allestimento ha dimostrato come la bellezza sia sostenibile, Francesco Cordeddu o l'associazione 100%Vita Equa, tutti esempi di uno stile di vita attivo, consapevole e sostenibile. Abbiamo puntato sulla creatività e sulla comunicatività artistica di ognuno per affrontare i temi più scottanti del momento in modo da facilitare l'approccio a tutti, grandi e piccini».

Perché avete scelto i balconi e i giocattoli come temi delle vostre "azioni"?
«I balconi sostenibili e i giardini verticali sono stati scelti come esemplari per una rivalutazione e riconsiderazione del rapporto uomo/natura in questo drammatico momento storico in cui è falsata la visione di un uomo non partecipe di un dato ecosistema, mentre il baratto per bambini è stata la nostra maniera di richiamare l'attenzione sul bisogno di un’educazione alla vita di comunità, una vita che non prevede sprechi ma relazioni e scambi».

È stata molta la partecipazione? Giovani o adulti?
«La partecipazione è stata molto considerevole e la partecipazione dei bambini attirati dai laboratori e dall'iniziativa Toy Sharing ha reso tutto più emozionante e diverso dal solito: erano riunite infatti, come raramente accade, tre generazioni nei locali affascinanti e brulicanti di vita dell'ex liceo artistico svecchiato per l'occasione dagli allestimenti floreali curati dalle associazioni che operano sul territorio sardo. Una bella vetrina di ciò che sta succedendo intorno a noi e, si spera, non solo un'operazione di facciata».
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mercoledì 16 febbraio 2011

M'illumino di Meno accende i tricolori


di Eleonora Anello

Campagna efficace, in grado di coinvolgere un pubblico trasversale attivando dinamiche positive verso il cambiamento. Questa è M'illumino di meno, iniziativa ideata da Caterpillar trasmissione in onda su Radio2 condotta da Massimo Cirri e Filippo Solibello giunta alla sua settima edizione.

Come ogni anno, in concomitanza con l’anniversario dell’entrata in vigore del Protocollo di Kyoto, volto a contrastare i cambiamenti climatici, cittadini, comuni, aziende e associazioni sono invitati a rivedere le proprie scelte energetiche. Il momento clou della campagna, già partita il 24 gennaio scorso, è previsto con il black out di venerdì 18 febbraio 2011, quando si spegneranno le energivore e impattanti luci elettriche per alimentare sostenibili tricolori. Infatti, il tema di quest’anno è l’Unità d’Italia. Largo quindi alla fantasia per escogitare iniziative spettacolari e attraenti.

Ad oggi più di 3000 iniziative sono state registrate sulla piattaforma web che sorregge la manifestazione. Grande importanza è stata data al target rappresentato dai comuni. Tanto è vero che nella puntata speciale del 18, 150 sindaci giureranno fedeltà alle energie rinnovabili. In onda poi i collegamenti che daranno visibilità alle iniziative più rilevanti. «Iniziative ce ne sono tante – afferma soddisfatto Filippo Solibelloda quella della giunta comunale di Lucca che, sindaco in testa, pedalerà per illuminare con fasci di luce tricolore la facciata del municipio, alla Valle dei Templi di Agrigento che spegnerà le luci dell'area archeologica, ad eccezione del Tempio della Concordia illuminato dai colori della bandiera. A Lecco invece ci sarà addirittura un corteo a cui si stima parteciperanno 1000 persone con fiamme tricolore».

A Isola del Piano (Marche) si spegneranno le luci del centro storico e verrà servito un aperitivo tricolore al chiaro di luna accompagnato dal lancio di 3 mongolfiere, una verde, una bianca e una rossa, il tutto avvolto da un tricolore di 2,5×5 metri esposto alle finestre del Municipio. Verrà poi servita una cena bio-tricolore a Km 0, a lume di candela, in cui ognuno si porterà il piatto da casa, per evitare di produrre inutili rifiuti. Le portate saranno accompagnate da musica dal vivo.

Poco più in là, A Monte Grimano Terme, alle ore 18.00 verranno spente tutte le luci pubbliche per 10 minuti. La facciata del palazzo comunale sarà illuminata da luci a led tricolore e si potrà assistere al concerto M’illumino di tango senza amplificazione e al chiaror delle candele.
A Varese si cercano invece volontari ciclisti. Legambiente ha deciso di proporre in piazza del garibaldino una "biciclettata statica" che coinvolgerà 150 ciclisti, uno per ogni anno dall’unità d’Italia, per sottolineare come ogni cittadino sia responsabile di un pezzo di storia. Per partecipare è sufficiente essere muniti di bici illuminate a dinamo nei tre colori verde, rosso, e bianco.

Sempre il Lombardia a Morbegno (Sondrio) "Con la torcia a manovella l'atmosfera è ancor più bella", pila in mano, si potrà partecipare a una suggestiva visita guidata al Museo Civico di Storia Naturale. Sono previsti musica e bevande calde.

Infine, a Cherasco (Cuneo) fino a fine mese, anche l’arte si illumina di meno e meglio. La galleria d’arte Evvivanoè, parteciperà alla campagna attraverso l’esposizione di un grande cuore tricolore, illuminato da led. «Il nostro allestimento scenografico permetterà di vedere (realmente) sotto un’altra luce le opere d’arte della mostra “Pieces of my Heart”, personale dell’illustratrice eporediese Elena Mirandola» ci anticipa Sara Merlino di Evvivanoè. In mostra dunque cuori dipinti su carte da parati, da pacchi, cartine stradali, mappe e carte decorative.
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lunedì 14 febbraio 2011

A Sanremo il “Festival dell’Acqua Italiana”


di Silvia Musso

Dal 12 al 19 febbraio prossimi, mentre sul palco dell’Ariston si alterneranno cantanti e ospiti internazionali, il tutto condito da una bella manciata di gossip, pettegolezzi e scandali, fuori dal teatro, le strade di Sanremo si riempiranno di manifestazioni parallele grazie al Sanremoff. L’ormai famoso contenitore delle manifestazioni collaterali al Festival della Canzone Italiana, ideato da Pepi Morgia, è caratterizzato da molti appuntamenti: show case, presentazioni di libri, mostre ma anche dibattiti, musica e performance nei locali.

La novità davvero rilevante di Sanremoff 2011 è però la realizzazione del Festival dell’Acqua in programma per giovedì 17 e venerdì 18 febbraio. Si tratta di una delle numerose manifestazioni coordinate dalla campagna referendaria "2 sì per l'acqua bene comune", l'iniziativa lanciata dal Forum Italiano dei movimenti per l'acqua pubblica per promuovere i due sì ai referendum abrogativi approvati lo scorso 12 gennaio dalla Corte costituzionale grazie alla raccolta di un milione e 400 mila firme.

Dopo la scelta del logo vincitore che caratterizzerà la campagna – sullo sfondo una bolla d'acqua azzurra con sopra una mano che con la matita pone la croce sul sì – e i video messaggi di Elio e Le Storie Tese e Pietro Sermonti scaricabili dal sito del referendum, il prossimo appuntamento in agenda è il Festival dell'Acqua a Sanremo.

L’approccio comunicativo delle due giornate sarà caratterizzato da "flashmobs" nel centro di Sanremo, realizzati da artisti di strada della Federazione Nazionale Arte di Strada e attivisti del Forum, dal coinvolgimento di postazioni radio e televisive per il rilascio di interviste, da una Conferenza stampa del CIMAP (Comitato per la difesa dell'acqua pubblica di Imperia) per presentare il Festival dell'Acqua e da incontri pubblici con voci, suoni, immagini e letture sull'acqua.

La due giorni si concluderà venerdì 18 febbraio con il concerto gratuito cui parteciperanno Andrea Rivera, Niccolò Fabi, Lorenzo e Simone dei "Mercanti di liquore" e i "Nadamas". Per chi non riuscirà a recarsi a Sanremo, è previsto anche lo streaming web del concerto, accessibile dal sito del Comitato referendario.

«Il Festival dell’Acqua a Sanremo del 17-18 febbraio – spiega Giorgio Caniglia del Coordinamento imperiese per l’Acqua Pubblica - è stato scelto come la prima manifestazione di rilievo della campagna referendaria. Il Festival di Sanremo costituisce l’evento mediatico più importante dell’anno in Italia: un momento nel quale televisioni, radio, giornali saranno tutti presenti. È un’occasione irrepetibile, quindi, per poter farsi vedere e parlare al “grande pubblico”, perché siamo consapevoli che se vogliamo vincere i referendum dobbiamo arrivare a tutti. Quindi, oltre alla musica con il concerto finale, faremo animazione nelle strade e piazze di Sanremo con la partecipazione di Artisti di strada, migliaia di palloncini azzurri per coinvolgere, oltre che i media, anche le famiglie».

Quest’anno Sanremo non sarà ricordata solamente come la capitale dei fiori e della musica italiana, ma anche come luogo di incontro e riflessione su una tematica attuale e delicata cui è legato il futuro di tutti i cittadini italiani.
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venerdì 11 febbraio 2011

A San Valentino eco-amiamoci: idee regalo per festeggiare amando anche l’ambiente


di Annalisa Audino

Chi non è fidanzato e usa la scusa “Io S. Valentino lo detesto”, bene, magari passi all’articolo successivo, ma chi invece è fidanzato potrebbe apprezzare qualche piccolo suggerimento per colpire dritto al cuore la propria dolce metà. Avete infatti già pensato al regalo? Manca davvero poco e bisogna organizzarsi e per essere originali si potrebbe unire l’utile al dilettevole e fare un regalo ecosostenibile, ossia non inquinante, non costruito con lo sfruttamento dei bambini, ma assolutamente naturale, eco-friendly e proveniente da luoghi controllati. Inutile dire che il regalo più gettonato sono l’abbinamento fiori e cioccolatini. Tranquilli, potrete essere originali anche con questi.

A volte infatti le scatole dei migliori cioccolatini appaiono molto belle all’esterno, ma all’interno contengono delle brutte sorprese: ingredienti non buoni, di origine sconosciuta e senza gli adeguati compensi per i lavoratori, che molto spesso sono bambini. Meglio puntare su una scatola di cioccolatini equo-solidale, in cui i soldi vanno direttamente ai produttori e non ad intermediari senza scrupoli, ma soprattutto senza sorprese. Infatti in questo commercio rientrano soltanto produttori che usano prodotti naturali, senza conservanti o additivi chimici. Per i fiori invece c’è una bellissima iniziativa in cinque città italiane dove San Valentino si tinge di vera e propria solidarietà: il commercio equo si mobilita per dire basta ai diritti negati nelle serre africane (e non solo) e il Movimento Fiori E Diritti promuove l’acquisto di fiori equosolidali. Nei punti vendita delle cooperative di commercio equo e solidale che hanno aderito all’iniziativa - “La Bottega Solidale” di Genova, “Pangea – Niente Troppo” di Roma, “Ex Aequo” di Bologna, “Mondo Nuovo” di Torino, “Chico Mendes” di Milano – i consumatori responsabili potranno trovare i materiali informativi della campagna “Fiori e Diritti” e, per la prima volta, “fiori giusti” certificati: la scelta sarà tra un mazzo di 10 rose equosolidali dal Kenya certificate Fairtrade, a difesa dei diritti nelle piantagioni floricole del Sud del mondo, e un mazzo di 5 ranuncoli italiani a marchio Fiore Giusto, la prima certificazione sociale e ambientale per il settore agricolo in Italia. Entrambe le composizioni saranno vendute al prezzo di 10€. Chi volesse partire dal seme e fare un regalo simbolico ci sono invece originali bustine di semi (trovate qui la tenera Love in a bag), idee regalo che funzionano sempre e che simboleggiano la necessità di cura, attenzione e rispetto, proprio come una relazione.

Se invece volete puntare su un altro tipo di regalo si potrebbe pensare ad un film: non un classico film romantico e mieloso, ma una sorta di documentario come quello intitolato “Earth from the Air“, una visione delle bellezze naturali del mondo prodotta dal fotografo Yann Arthus-Bertrand, fatta proprio per l’occasione. La visione del documentario potrebbe farvi venire l’idea sulla prossima meta romantica da visitare insieme: inoltre se acquisterete il dvd da questo dal sito, lo pagherete a metà prezzo ed il 10% dei ricavi andranno all’associazione umanitaria Architecture for Humanity.

Se infine volete puntare sul tradizionale, come lingerie per una serata eco sexy, Inhabitat propone una bella serie di idee regalo tradizionali, incluse ricette per torte a forma di cuore, biancheria di Lenpur (un materiale costituito da scarti del legno, ma che al tatto assomiglia molto ai tessuti classici) e gioielli eco friendly.

Al regalo non deve certo mancare il biglietto. On-line sono disponibili delle e-card originali e accattivanti. Per i romantici più tradizionali che non volessero rinunciare alla carta è possibile acquistare bigliettini in fibra riciclata o comunque certificata FSC a difesa delle foreste. Vari sono poi i biglietti legati a campagne solidali o a tutela di progetti ambientali: basta fare un giro su internet e se ne troveranno tantissimi.

Per un S. Valentino coi fiocchi non dovrebbe mancare una bella cenetta a lume di candela: l’ideale sarebbe a casa, cucinata insieme con amore e prodotti naturali e a km zero, ma anche al ristorante si possono trovare menù biologici e locali, con conseguente abbattimento dell’inquinamento.

Non ci resta che augurarvi un romantico eco S. Valentino!
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mercoledì 9 febbraio 2011

Energie rinnovabili: in Italia, per ora, è una questione di “punti di vista”


di Valeria Rocca

E’ tutta una questione di punti di vista: bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto? Ecco la domanda chiave sull’ambivalente situazione che caratterizza l’Italia sulle opportunità legate al mondo delle energie rinnovabili e della green economy.

Se si considera che ad Abu Dhabi in occasione del “World Future Energy Summit 2011”, tenutosi dal 17 al 20 gennaio 2011, su 148 paesi partecipanti (Islanda, Pakistan, Portogallo, Svezia, Marocco, Bangladesh, Georgia, Lussemburgo, Spagna, Inghilterra, Germania, Francia, e poi anche Palestina, Kazakistan, Irlanda, Corea, Danimarca, Canada, Norvegia, Svizzera, Giappone, Turchia, Polonia e naturalmente Usa, India, Cina, nonché le Nazioni Unite con l’intervento di Ban-Ki-Moon) non c’era nessun rappresentante del governo italiano, ma solo 25 aziende, la situazione è sconfortante. La conclusione, più affrettata, ci porterebbe a pensare che in Italia non c’è nessun interesse verso le energie rinnovabili, cosiddette del futuro. Ma se osserviamo le realtà locali, forse si potrebbe essere smentiti.

Proprio a Siena, dal 17 al 22 gennaio, si è svolta la “Settimana dell'Energia”. L'evento, promosso dalla Provincia di Siena in collaborazione con Apea (l'Agenzia provinciale per l'energia e l'ambiente), con il contributo della Fondazione Mps, è stato pensato come occasione di informazione e approfondimento sulle tante e importanti azioni in tema di fonti rinnovabili e risparmio energetico. Sono stati presentati dati, progetti ed esperienze innovative che si sono già sviluppate e che stanno nascendo nella provincia di Siena.

L’evento è anche l'occasione per parlare del progetto ''Siena Carbon Free'', con il quale il territorio senese si candida a diventare, entro il 2015, la prima area in Europa a emissioni zero di Co2. L’articolato progetto prevede un miglioramento dell'efficienza energetica degli edifici pubblici e privati, dal sostegno alla diffusione del fotovoltaico, dalla produzione, in generale, di energia da fonti rinnovabili e dalla riduzione delle emissioni climalteranti.

«La Provincia di Siena - dice Gabriele Berni, assessore provinciale all'ambiente - ha fatto la scelta strategica di scommettere sulla green economy e sulla produzione di tecnologie, impianti e materiali per le rinnovabili e l'efficienza energetica, convinti che investire sull'ambiente sia un modo per creare opportunità per lo sviluppo economico e per l'occupazione nel nostro territorio».

Insomma una situazione più che confortante che ci fa ben sperare per il futuro.
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lunedì 7 febbraio 2011

Make up alla marea nera


di Eleonora Anello

Dopo i tentativi di occultare, ora è giunto il momento di promuovere. A un mese dall’incidente dell’11 gennaio, quando, a causa di una perdita agli impianti di alimentazione della E.on, sono stati riversati circa 45 tonnellate di olio combustibile nei mari cristallini della Sardegna settentrionale, la situazione è ancora poco chiara.

L’unica cosa certa è che i più seguiti mezzi di comunicazione, come tv, radio e carta stampata, non ne hanno parlato. Qualche timida informazione è giunta dai giornali online che hanno proposto soprattutto documenti video e fotografici del disastro che tuttavia hanno prodotto un’informazione alquanto frammentaria e poco approfondita.

Diversa è, invece, la situazione sull’isola, in cui la gente toccata da vicino, prende parola sui media locali, nel tentativo disperato di fare contro-informazione. L’azione della società civile sarda si è concentrata temporalmente subito dopo lo sversamento, attraverso iniziative altamente spettacolari, per attirare l’attenzione dei media.

Nel gioco delle parti non hanno solo latitato i mezzi di informazione, anche le istituzioni sono rimaste inermi. Il ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo, pur di fronte a una situazione di calamità tangibile, parla di ingiustificato allarme e ha pertanto respinto la richiesta di stato di emergenza inoltrata dai comuni colpiti.

In tutto questo, E.on ha deciso di intervenire tempestivamente, come dichiara nei suoi comunicati stampa. Prima mandando a ripulire le spiagge da squadre specializzate che di fatto hanno bloccato l’accesso ai siti contaminati e, adesso, con un’apposita campagna per rilanciare l’immagine della regione colpita.

Si dice infatti che La Regione abbia in questo modo presentato il conto alla E.on. Oltre al risarcimento, come appreso dalle parole del governatore Cappellacci, la multinazionale contribuira' con risorse proprie alla promozione della Sardegna per rafforzarne l'immagine nel mondo dopo l’incidente. Non si conoscono ancora le scelte comunicative di questa operazione. Intanto continuano a essere trasmessi messaggi fortemente rassicuranti. Ma il piano messo in piedi da Cappellacci, come lui stesso ha dichiarato, si articola su tre livelli: la bonifica ambientale, la ricostruzione dell’immagine turistica e, infine, la prospettiva industriale. Quest’ultima attraverso l’eliminazione dei due vecchi gruppi a olio combustibile.

Rimangono però alcune questioni insolute, soprattutto in campo comunicativo. Una campagna di comunicazione per il rilancio dell’immagine, seppur ottima, può riportare l’eco-sistema a prima del disastro? Questa campagna di rilancio dell’immagine sarda, sarà un mezzo per distrarre gli individui dai problemi reali? Ma in tutta questa vicenda, forse l’interrogativo che tutti dobbiamo porci è un altro. In una società incentrata sulla comunicazione, se il problema non viene riconosciuto dalle istituzioni competenti, cercando di non parlarne, il problema stesso cessa di esistere?
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venerdì 4 febbraio 2011

Il WWF e i bambini a difesa delle specie a rischio

di Paolo Ghiga

“Potere ai piccoli!” era il motto di Scrappy-Doo, nipotino del celeberrimo Scooby-Doo, cartone animato della premiata ditta Hanna e Barbera e, Uniti per l’Ambiente, il nuovo progetto pensato dal WWF per coinvolgere i bambini della scuola primaria nella lotta per la salvaguardia della natura, nasce, se vogliamo, sotto questo motto.

La campagna è partita con l’uscita del film Animals United, che vede protagonista la totalità degli animali in viaggio per raggiungere il tavolo della Conferenza Mondiale per l’Ambiente, con l’obiettivo di richiedere ai capi di Stato delle varie nazioni partecipanti un intervento definitivo per la salvaguardia dell’ecosistema duramente colpito dall’uomo.

Il progetto, presentato il 13 gennaio scorso a Roma e con la possibilità di partecipare fino al prossimo 28 febbraio, prevede la realizzazione di una sceneggiatura che può essere un elaborato grafico oppure letterale, ispirandosi alle tematiche ambientali contenute in uno speciale kit informativo creato appositamente per i bambini dagli organizzatori.

Una giuria di esperti provenienti da il mondo cinematografico sceglierà la sceneggiatura vincente che Mondo TV utilizzerà per creare un cartone animato distribuito su DVD. I proventi raccolti verranno devoluti al WWF come fondo per la realizzazione di interventi di salvaguardia di specie animali e vegetali a rischio di estinzione. Nel frattempo il 16 gennaio si sono svolte due anteprime benefiche una a Roma e l’altra a Milano, il cui ricavato è stato devoluto per il progetto di salvaguardia del WWF 20 species for a living placet in cui è stata scelta come madrina di Uniti per l’ambiente l’attrice Gabriella Pession.

Fulco Pratesi, presidente onorario di WWF Italia, ritiene l’iniziativa particolare ed unica nel suo genere, capace di liberare la fantasia dei ragazzi, responsabilizzandoli su un argomento così delicato, provando soddisfazione nel portare un contributo concreto alla causa delle specie più a rischio. Il presidente tiene a sottolineare che i bambini ed i giovani sono da sempre una risorsa importante e un ottimo alleato dell'associazione.

Anche noi riteniamo, ora più che mai, che difendere le specie rappresenta un investimento per le nuove generazioni a cui deve essere offerta, come in questo caso, la ghiotta opportunità di esprimere la propria opinione attivandosi per un futuro migliore.
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mercoledì 2 febbraio 2011

Un classico da riciclare


di Francesca Maio

Parlare di ‘riciclo’ non è mai passato di moda, al contrario: sempre più si punta sulla ricerca di nuove strategie e modalità di recupero di materiale dai rifiuti.

La chiave di accesso per rendere davvero virtuoso questo eco-percorso è la partecipazione attiva dei consumatori poiché le scelte quotidiane dei singoli individui è risaputo, ricadono inevitabilmente sull’ambiente.

Educare le nuove generazioni a uno stile di vita rispettoso dell’ambiente e attento alle problematiche attuali è la base per raggiungere nel lungo periodo traguardi importanti in questo senso.

In quest’ottica troviamo interessante segnalare un ente che da tempo si impegna per garantire la corretta gestione del ‘ciclo del riciclo’ tra i Comuni e le aziende italiane della filiera cartaria, certificando il loro coinvolgimento attivo nella raccolta differenziata e nel recupero delle materie prime. Si tratta di Comieco, Consorzio che si occupa del Recupero e Riciclo di Imballaggi a base di cellulosa, il quale in occasione dei primi dieci anni di Ricicloaperto - progetto basato sul concetto di riutilizzo dei materiali e sull’eco sostenibilità della filiera della carta - ha trovato un modo originale e creativo per celebrarli. Così nasce il concorso letterario "Riciclare? Un classico", una collaborazione tra Comieco e la casa editrice Minimum Fax che rivolgendosi a giovani e adulti, invita alla reinterpretazione, o per rimanere in tema al ‘riciclo’, di tre classici della letteratura contemporanea, il cui incipit è stato riscritto da tre importanti autori provenienti dallo scenario letterario italiano: Diego De Silva, Paolo Giordano e Francesco Piccolo.

Il termine per presentare il proprio elaborato è il 15 marzo 2011, e in palio c’è un angolo lettura per la casa in materiale riciclato e libri della collana Minimum Classics. Tutte le informazioni sono consultabili visitando il sito: www.comieco.org.
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